Homeland – Pre-Air 3×01 Tin Man Is Down

Homeland - Pre-Air 3x01 Tin Man Is DownA sorpresa rispetto alla data prevista, Homeland è tornato in anticipo con un pre-air della premiere Tin Man Is Down, attesa per il 29 settembre.
Vedere o non vedere una puntata non ancora ultimata? E soprattutto, recensirla o non recensirla? 

Chiariamo subito che l’episodio risulta pressoché completo, se si eccettuano tre effetti speciali ancora da inserire, musiche assenti, così come credits e sigla, e poco altro. La puntata è quindi da completare, ma gli elementi più importanti per rispondere alle domande poste prima ci sono, eccome. 
Con Tin Man Is Down” si decide in modo saggio di posizionarsi cronologicamente un po’ più avanti rispetto agli eventi dello scorso season finale, a circa un paio di mesi dall’esplosione che causò 219 morti a Langley. La puntata, per nulla simile alle altre premiere, si prende del tempo per analizzare quanto accaduto e soprattutto i nuovi giochi di potere, nonché le nuove relazioni, che si sono instaurati tra i vari personaggi. Questo, unito alla totale assenza di Brody dal racconto, rappresenta uno dei punti di forza dell’episodio: decidere di non correre e di non lanciarsi alla disperata ricerca del ritmo alto a tutti i costi (cosa che ha caratterizzato la seconda stagione) è segno di una giusta riflessione, che ha tenuto in considerazione gli effetti – fisici, psicologici e metaforici – dell’esplosione di una bomba. Agire con un ritmo minore e riposizionare i propri tasselli, preparare il terreno per la prossima onda in arrivo (che ci sarà, non ci sono dubbi a riguardo) e tutto senza Brody, per metterci nella stessa posizione di chi vive la sua assenza.
L’unica domanda è questa: sono riusciti a disporre per bene le carte sul tavolo? La risposta è ni.

A win would be nice, but a fuck-up would be fatal.

Homeland - Pre-Air 3x01 Tin Man Is DownTin Man Is Down concentra il suo racconto (sia dal titolo che dalle prime sequenze) sull’attacco ai sei responsabili della bomba alla CIA, evidentemente individuati nel corso dei due mesi trascorsi con Saul a capo dell’agenzia. Nonostante la centralità dell’azione, e nonostante una buona costruzione della scena relativa all’attacco simultaneo, la storia non coinvolge con l’effetto sperato: portarci in medias res è più facile se l’argomento è Dana e il suo tentato suicidio, ma lo è meno se si passa da un’accusa che verte su Brody alla ricerca di questi fantomatici responsabili di cui non sappiamo assolutamente nulla, se non che devono morire tutti insieme.
L’azione è sicuramente funzionale alla costruzione del personaggio di Saul, la quale trae vantaggio da una situazione critica per mostrarci un uomo non ancora a suo agio nei panni del capo, timoroso di compiere anche un solo gesto che potrebbe risultare fatale per l’agenzia stessa. Certo, capiamo tutti quanto la situazione sia delicata, ma anche dal confronto con Mira emerge un Saul distrutto e che prende decisioni in base al “meno peggio”. Con l’attacco ai sei va bene – e davvero per pochissimo, con la beffa per Quinn di aver ucciso comunque il bambino che gli aveva fatto rimandare l’azione; ma anche con la questione Carrie, Saul opta sul finale per il danno minore, e a questo proposito è difficile prevedere come andranno le cose.

Brody was your mission!

Carrie si ritrova a funzionare da parafulmine per l’agenzia e ad essere interrogata dalla Commissione, ma anche qui risulta poco chiaro quale sia la posizione della CIA nei confronti di Brody: cosa sanno? La frase “Nobody wants to hear it” dell’avvocato di Carrie relativamente alla dichiarazione per cui Brody è innocente, ma anche il supporto che manifesta Saul nei confronti della sua ex-pupilla (“There’s about a thousand people in this building standing with you right now”), fanno pensare che la CIA stessa, nonostante cerchi di difendersi da diverse accuse, abbia comunque idea di cosa sia davvero successo prima, durante e forse dopo l’esplosione.
Certo, in questo caso ci sarebbe da fare due domande a chi si è inventato l’alibi orrendo delle 14 ore in bagno (chiunque può aver visto Carrie e Brody insieme, come infatti viene puntualmente notato), ma la situazione risulta complicata maggiormente dalla presenza della famosa talpa.

Homeland - Pre-Air 3x01 Tin Man Is DownQualunque sia la sua identità, Saul sostiene Carrie su tutta la linea per l’intero episodio e non solo all’inizio si rifiuta di sacrificarla per salvare l’agenzia, ma addirittura le riconosce di avere ragione nonostante la sfuriata di lei – e soprattutto nonostante gli ricordi che tutta la vicenda Brody era una sua responsabilità; proprio per questo il finale risulta straniante, e non nel modo che ci si aspetterebbe. Al di là delle ragioni e dei torti – non mi soffermerò a discutere su chi abbia ragione tra Saul e Carrie perché non è questo il punto –, è la puntata stessa a non aver costruito il climax adatto; si potrà sicuramente obiettare che proprio perché ci stupisce allora si tratta di una buona idea, ma personalmente non credo che il colpo di scena debba essere superiore alla credibilità di ciò che osserviamo. E ciò che abbiamo visto per 50 minuti è stato un Saul distrutto dal senso di colpa almeno quanto Carrie, un uomo preoccupato per il destino della CIA ma non meno per la donna che (pur con le sue colpe) sta andando ad affrontare una vera caccia alle streghe, per un attentato di cui però non è l’unica responsabile; vedere solo ed unicamente supporto fino all’ultimo (“She’s right, you know”) rende un po’ sbilanciata quella reazione finale, quella decisione di ribaltare tutto il piano fino ad allora perseguito senza nemmeno essersi accordato con la donna precedentemente.
Su una puntata che voleva (e doveva) fermarsi a raccogliere i pezzi, la necessità della sorpresa finale sembra aver avuto la meglio sulla scrittura stessa.

What did the optimist say as he was jumping off a building?
So far, so good.

Homeland - Pre-Air 3x01 Tin Man Is DownRimettere insieme i pezzi dopo l’esplosione significa anche affrontare il fatto che un’intera famiglia sia rimasta senza padre e marito, e con un’eredità di “familiare di terrorista” difficilmente sopportabile, soprattutto per dei figli. Considerato che Chris non ha alcun ruolo all’interno della serie se non quello di guardare la tv e mangiare a tavola, il punto di vista della distruzione della famiglia passa proprio attraverso quella Dana che, unica tra tutti, aveva provato a capire il padre persino nelle differenze, basandosi su un legame creato dal nulla ma che era stato in grado di unire in modo profondo due solitudini molto diverse. Non stupisce il tentato suicidio della ragazza e nemmeno la reazione di Jessica, una donna che per tenere in piedi ciò che è rimasto della famiglia decide di guardare solo all’aspetto pratico della vicenda (i soldi, il lavoro) e di ignorare il resto –“You can’t afford to be in denial”, dice il medico toccando un evidente nervo scoperto; eppure in una puntata in cui ci sarebbe stato molto altro da dire, il tempo dedicato alla vicenda risulta essere fin troppo. Non è possibile dire dalla premiere quanto questa storyline influenzerà tutto il resto, ma è lecito domandarsi se questa farà la stessa fine della vicenda con Finn, dell’incidente e di tutto il resto; ed è giusto aspettarsi un minutaggio così alto su qualcosa che avrà poi effettivamente un senso. Ovviamente, per questi motivi, il giudizio sulla sezione dedicata a Dana, che pure risulta ben scritto, rimane sospeso.

E’ stata una puntata decentrata, che ha trovato proprio nell’assenza di Brody la possibilità di scrutare tutti i campi d’azione e di portarli – qualcuno di più, qualcuno di meno – ad un nuovo punto di partenza. Tutte le storyline hanno però risentito di momenti non proprio azzeccati (l’ennesima scena di sesso random di Carrie ce la si poteva anche evitare) o mancanti di qualcosa che ha impedito la realizzazione più completa delle storyline. Al di là di questo, la struttura di per sé ha retto: non ci resta che attendere per scoprire quale direzione questa terza stagione abbia intenzione di prendere.

Voto: 7-

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

7 Risposte

  1. September scrive:

    Parto con il mio voto.

    5+

    Puntata lenta , impacciata, angosciante. A tratti sembrava di assistere ad una puntata di Dexter con dialoghi didascalici e inutili. Mantiene il suo fascino solo perchè stiamo parlando di una spy story e basta poco per aumentare la qualità o il fascino di una scena. Per la prima volta anche la prova attoriale della Daines mi sembra eccessivamente forzata. Non va non funziona per niente, soprattuto nella fase relativa alla famiglia di Brody. La sua assenza è un macigno.
    Molto bello invece l’inattteso capovolgimento di fronte da parte di Saul, una cosa terribile per carrie e un po anche per noi spettatori che fa aumentare un po il voto. Molto deludente.

     
  2. Son of the Bishop scrive:

    Io aspetto la première del 29 :)
    Ma ci sarà anche una recensione poi dell episodio completo ?

     
    • Michele Hume scrive:

      Dubito che due effetti speciali e la musica facciano cambiare così tanto l’opinione da dover riscrivere la recensione 😉

      La ripubblicheremo giorno 1° Ottobre sulla pagina Facebook 😉

       
  3. Namaste scrive:

    Non ero mentalmente pronto per questo pre-air non annunciato e poi trasmesso con un mese di anticipo. Avevo già visto tutti i promo possibili, che mi avevano fatto sperare per il meglio, avevo letto dell’addio di Meredith Stehim (autrice di “The Week-end” e “Q & A”, alcuni dei due migliori copioni della serie), emigrata alla corte di “The Bridge”, che mi aveva messo un po’ in allarme, sapevo che Brody nella premiere non ci sarebbe stato, lasciandomi un po’ perplesso, eppure mi rendo conto, non ero mentalmente preparato.

    La recensione era giusto farla, come dimostrano gli oltre 100.000 contatti torrent in poche ore, chi come me contava i giorni che lo separavano dal 29 settembre ovviamente non ha resistito, del resto, la puntata è quella. Se dovessi collocarla nei criteri di “bella” o “brutta” o darle un voto non saprei sinceramente cosa rispondere. Potrebbe essere un 8 sulla fiducia, basato sui 24 episodi che l’hanno preceduta, ma anche il 7 della recensione, sicuramente non un 5, anche solo per la scena Quinn Black-Op, a meno che naturalmente non si abbia ancora il dente avvelenato per qualche emmy strappato alle due serie di punta della AMC.

    Non mi soffermerei nemmeno più di tanto su alcune delle forzature individuate in recensione. L’alibi delle 14 ore passate in bagno, sembra davvero worst lie ever dopo quella sulla nipote di Mubarak, ma è anche vero che viene offerto a Carrie dalla CIA, cioè la stessa agenzia che vuole chiaramente sabotarla, scatenando la sua ira quando il giochetto viene capito. Quanto al suo amplesso “random”, bisogna anche tenere conto che una discreta parte del fandom di “Homeland” ha sempre shippato la sua storia con Brody, e che già nella premiere ci venga ricordato che non è affatto quel tipo di donna che aspetta il ritorno a casa del cavaliere bianco, e che se messa sotto pressione non ci mette niente a cedere ai propri istinti, oltre a rappresentare una buona dose di coraggio da parte degli autori, è quanto più in linea ci sia col personaggio ci possa essere. Ho trovato, per dire, molto più gratuita la scena di Saul con Mira, si può raccontare il desiderio verso un’altra persona, anche senza indugiare su un’erezione nei pantaloni.

    Quello che invece mi ha lasciato finora più tiepidino (in attesa anch’io di capire come quello che abbiamo visto in puntata possa risultare propedeutico per i futuri sviluppi), è stato il punto della situazione sulla famiglia Brody. E se nel caso di Carrie e della commissione d’inchiesta che va avanti, quei 2 mesi di salto temporale velocizzanno l’azione, qui forse non aiutano: una puntata più incentrata sulla pressione dei media e dell’ambiente esterno che portano Dana al tentato suicidio, sarebbe stato (per quei pochi come me che non detestano l’attrice ed il personaggio) più d’impatto. Se però decidi di raccontarlo off-screen, è chiaro che poi dovrai farlo affidandoti a delle didascalie, che non funzionano: se il ruolo di nonna Brody è solo quello di rompere le balle appena apre bocca, allora faccia subito le valigie e torni a casa; idem Jessica, abbiamo capito che senza Mike si sente smarrita è che dura senza uno stipendio, ma io questo suo vittimismo non lo sopporto, tua figlia ha cercato di suicidarsi perciò tira fuori gli attributi, prima che un’altra bomba (ovviamente Dana) ti scoppi in casa. Insomma, se davvero volevano riempire l’assenza di Brody solo con le ripercussioni sulla sua famiglia, serviva un po’ più di carne al fuoco delle foto osè.

    In conclusione, troppo scollamento tra la fase più dinamica rappresentata da Carrie, Saul e la CIA, e quella più meditativa, ma decisamente meno riuscita, della famiglia Brody. In attesa di capire quale sarà l’ibrido di questa stagione, chiudo con un 7 e ½.

     
  4. xfaith84 scrive:

    @September: non sono ovviamente così negativa sulla puntata, ma sono d’accordo con te sulla Danes: non ne ho parlato perché ovviamente c’è sempre troppo da dire, ma per quanto Carrie sia e rimanga una bipolare – peraltro ora pure senza farmaci – ho trovato la recitazione troppo ostentata. ‘Sto mento sempre tremulo, la voce pure.. insomma, capisco tutto, ma mi sembra che ormai la Danes non riesca ad uscire molto da questa cosa e un po’ mi ha infastidito. Diciamo che poi tutto il personaggio sembra rimanere ancorato alle solite vecchie abitudini motivo per cui —>
    @namaste: …motivo per cui, dicevo, non ho trovato funzionale la scena di sesso, ma non per la scena in sé (quello che dici su Saul è altrettanto vero), bensì perché Carrie è sempre la solita, stessa vittima di se stessa, e questa cosa speravo di non trovarla esattamente identica persino nella premiere.
    Tu dici che non sta aspettando Brody a casa, ed è vero, però avendogli facilitato lei la fuga (proprio per salvarlo da una situazione che vedeva solo lui colpevole) è anche comprensibile non averla vista distrutta dal dolore ma presa da altre vicende – il senso di colpa per l’attentato è ovviamente dominante.

    Sulla scusa delle 14 ore: è proprio per quello che dicevo “sarebbe carino sapere cosa sa la CIA di tutta la questione”. Senza contare che quella che noi chiamiamo LA CIA è un’agenzia che ha in questo momento a capo Saul, il quale – fino alla svolta finale – non era affatto dell’idea di vendere Carrie come capro espiatorio; quindi, perché mai avrebbe dovuto offrirle una scusa così idiota?! insomma, c’è della nebbia in tutta la questione, spero si diradi con il prossimo episodio!

     
  5. Mr.Franz scrive:

    A me la puntata è piaciuta, da 7 abbondante.
    non certo la migliore della serie, ma trovo che è stato un bel riprendere da un finale che quasi troncava molte delle vecchie storyline.

    Altre serie tv hanno preso pieghe ben peggiori dopo alcune svolte ….
    (vedi Dexter in declino mostruoso dalla V° serie in poi)

    Ho trovato coerente con il personaggio e mi ha preso bene l’evoluzione di Saul, compreso il finale: avrei trovato una forzatura ridicola che il capo della CIA menta ad una commissione di inchiesta, tra l’altro su cose poi dimostrabili da fatti oggettivi, per salvare un’amica.

    Non ambisco al realismo nelle serie TV, ma Saul che mente su Broidy – Carrie sarebbe stata una sonora cazzata che mi avrebbe infastidito.

    E’ stata una bella scelta anche quella di far sparire Brody per un po’, in maniera tale da aumentare la suspance sulla sorte di uno dei due protagonisti, e dar tempo agli autori di costruire un nuovo “mondo” dopo la sua fuga.

    E’ un po’ più forzata l’evoluzione, soprattutto psicologica, di Carrrie, ma la parte relativa alla Commissione secondo me a reso bene e ci sta che facciano tornare addosso al personaggio alcune delle scelte della scorsa serie.

    Speravo solo che si togliesse dalle scatole l’insopportabile Dana, con le sue paranoie e le sue pippe mentali di cui farei volentieri a meno (magari potevano puntare di più su Quinn, i primi 3 minuti su di lui sono i migliori della puntata insieme agli ultimi 5) ma evidentemente c’è purtroppo la volontà di puntare ancora su quella storyline, che anche nella serie scorsa era la più debole.
    (ogni volta che vedo Dana sale la tentazione di skippare la scena) ,

    Tutto sommato un bel ritorno, con la totale genialata di marketing di far uscire la serie in anteprima ….. e di aumentare l’attesa del pubblico :)

     
    • xfaith84 scrive:

      la questione Saul non l’ho criticata perché è una scelta sbagliata o non coerente col personaggio, tutt’altro! ne ho criticato la costruzione interna alla puntata, che chiaramente puntava al colpo di scena finale (far credere una cosa fino all’ultimo e poi farne un’altra) e che secondo me è stata poco ponderata. Ci stavano entrambe le posizioni – che Saul non volesse sacrificarla oppure che Saul, da capo, la sacrificasse per l’agenzia – ma non entrambe contemporaneamente in 50 minuti =)
      Su Carrie.. bah. E’ che secondo me (ma qui ammetto che sia un’opinione strettamente personale e non supportata da fatti, semplicemente una sensazione) dovrebbero provare a farla evolvere in una qualche direzione pur lasciandola nel suo problema – cioè, nessuno si aspetta che questa diventi sana di mente, soprattutto ora che è off meds, ma trovarla così incastrata nelle stesse vicende alla lunga potrebbe anche stancare.
      =)

       

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