Person of Interest – 3×01 Liberty

Person of Interest - 3x01 LibertySe avete trascorso l’estate a rispondere al telefono, nella speranza di sentirvi chiedere “Can… You… Hear… Me?“, state sereni: la Machine è di nuovo tra noi e, con essa, anche Person of Interest.

Dopo i fuochi d’artificio del finale della seconda stagione, la serie creata da Jonathan Nolan evita di sconvolgere ancor di più i suoi equilibri spezzati: seppur forse deludendo un po’ le alte aspettative, gli autori puntano tutto sulla struttura del caso di puntata, ma solo per ridefinire un nuovo assetto e preparare così il terreno alle varie storyline di questa nuova annata.

“In the arm, through a brick wall, in the dark? You’re welcome.”

Person of Interest - 3x01 LibertyLa più palese, tra le novità, è l’ingresso in pianta stabile di Samantha Shaw nel team di vigilanti che sorvegliano New York. La squadra, dunque, si allarga e noi non possiamo fare altro che elogiare di nuovo la serie per aver saputo creare un gruppo di protagonisti ben sfaccettato e assortito, lontano dagli altri procedurali dove i differenti personaggi sono spesso privi di un qualsiasi spessore. Shaw, oltre ad avere una propria storyline legata alla sua personale vendetta, ci viene presentata come l’elemento più solitario del team, poco partecipativo emotivamente e piuttosto impulsivo nel reagire ad ogni situazione. Un personaggio, insomma, tutto da scoprire, una badass diversa da Reese (non fosse altro per il suo scarso autocontrollo) e che per questo ha già provocato il fastidio di un sempre serafico Finch, che se ne sta tranquillo a sorseggiare il suo tè mentre gli altri gambizzano mezza New York.

“You stand up for people you care about.”

Person of Interest - 3x01 LibertyIl caso di puntata non è sicuramente uno dei migliori tra quelli che Person of Interest ci ha offerto in questi due anni, ma ha appunto la palese funzione di presentarci il nuovo assetto dei personaggi e di introdurre alcuni leitmotiv che, probabilmente, torneranno per tutta la stagione. Nel dialogo finale tra il marinaio e Reese, ritroviamo, infatti, la tematica dell’impossibilità di una vita normale, quella della predestinazione (“Turns out, I was good at it. Maybe even made for it.“), e soprattutto quella della tensione verso il bene continuamente minacciata da ciò che ci circonda. Temi, insomma, cari all’universo dei supereroi, che però gli autori hanno saputo reinterpretare in una chiave realistica, in stile tipicamente nolan-iano. Tutto, comunque, sembra portarci alla conclusione che, dopo una stagione incentrata per la maggior parte sulla figura di Finch, quest’anno si tornerà ad esplorare di più il passato del nostro man in the suit.

“I’m a cop. Always will be, John.”

Person of Interest - 3x01 LibertyDi questa tensione verso il bene continuamente minacciata è esempio lampante il personaggio di Carter, da sempre baluardo degli alti valori della giustizia, ma ormai sempre più inabissata nei meandri più oscuri della moralità. I suoi segreti, la sua sete di vendetta, la scarcerazione di un criminale come Elias (Welcome Back! anche a lui) la pongono sempre di più in bilico, tanto che il suo declassamento diventa una sorta di metaforica punizione per aver smarrito quella retta via che con tanta determinazione aveva da sempre percorso. Come sembra emergere dai brevi ma intensi dialoghi, anche per lei si rivelerà importante il nostro Reese, che ormai nell’ambiguità che lo caratterizza è riuscito a trovare il suo posto e il suo pseudo-equilibrio, ponendosi come possibile e fondamentale punto di riferimento.

Person of Interest - 3x01 LibertyNon ci troviamo dunque davanti ad una premiere esplosiva come quella dell’anno scorso (che aveva comunque anche il facile compito di dover risolvere il cliffhanger lasciato in sospeso l’anno precedente), ma ad un buon episodio corale, che senza forzature riesce a preparare un ottimo terreno di partenza per ciò che si svilupperà in seguito. Del resto, abbiamo imparato che Person of Interest fa le cose con la dovuta calma, in lenta ma progressiva crescita, anche per non rischiare di far percepire allo spettatore una sovrabbondanza di storyline che rischierebbe di creare più confusione che altro.

“Would you like to know the truth, doctor? About what we’re arguing over? Whether or not I’m gonna kill you.”

Person of Interest - 3x01 LibertyNon manca, comunque, la prosecuzione di quella che sarà, a quanto pare, la trama principale della stagione, quella legata alla Machine, ai suoi misteriosi piani e al coinvolgimento di Root. Amy Acker (promossa a regular quest’anno) conferma di trovarsi bene nei panni della peggior psicopatica in circolazione, regalandoci brividi nel finale con una frase destinata a rimanere nella storia della serie: “The truth is God is 11 years old, that she was born on New Year’s day, 2002, in Manhattan. And she’s chosen me“. Di nuovo, torna il tema della predestinazione, ma soprattutto il tema della libertà (che dà il titolo alla premiere). Come Reese, come il marinaio, come Carter, come la Machine, non basta la tensione al bene a definirci, ma ciò che diventiamo è il risultato delle scelte che compiamo. La Macchina era stata creata per fare del bene, ma solo ora è veramente libera di scegliere. E, almeno per il momento, non sembra in realtà avere buone intenzioni.

Questo primo episodio forse non avvince come ci si sarebbe aspettato, ma conferma una volta di più la solidità di un prodotto che gli autori sembrano sapere benissimo dove portare. Per gli sconvolgimenti avremo tutto un anno di tempo. Per ora, parafrasando Nina Simone: “It’s a new dawn, it’s a new day, it’s a new life… and I’m feeling good“.

Voto: 7,5

Note:

– Partenza falsa in termini di ascolti per questa terza stagione. Con la nuova collocazione alle 22 del martedì, la serie ha perso non tanto in termini di spettatori (comunque sopra 12 milioni) quanto in termini di rating, crollato dal 2.9 della premiere della seconda stagione al 2.3 di questo episodio.

 

4 Risposte

  1. September scrive:

    A me la puntata è piaciuta perchè pur essendo poco esplosiva riesce a definire bene gli stati d’animo e le posizioni di tutti i personaggi. Puntata da 7,5 – 8 dunque che ci ripropone un Reese più in forma e 3 personaggi vecchi ma finalmente pienamente in gioco come Elias, Shaw e Root. Mi aspetto grandi esplosioni da questi 3 personaggi. I misteri e gli intrecci sono ancora tutti da sbrogliare e mi fido ciecamente di Nolan e JJ al punto da essere convinto che con sapienza ritmo e genialità tutti i personaggi muoveranno la storia verso traguardi interessanti.

     
  2. Son of the Bishop scrive:

    Puntata per me deludente , ma parliamo di Person of interest .
    In effetti Person of interest è la miglior novità degli ultimi due anni e tutto questo ha portato in me una grandissima attesa dal finale dello scorso anno (che già avevo trovato deludente dopo zero day che è stato un capolavoro) fino ad adesso .
    La premiere non so perchè comunque me la aspettavo un pò sottotono perchè dopo gli smottamenti del finale dello scorso anno avvenuti alcuni forse troppo in fretta tipo la Carter che libera e salva Elias , però nutrivo dentro di me la speranza .
    Alla fine dell’ episodio ho pensato mamma mia che delusione , però poi pensandoci in fondo non è stata una puntata brutta , anzi . Il fatto è che proprio molto corale e reintroduttiva , forse leggermente forzato il caso del giorno , che non mi è piaciuto , collegato con il rientro nel giro ormai sempre più evidente di Elias che nonostante il carcere aveva sempre continuato a tirare le fila . I regular funzionano bene nonostante il personaggio di Shaw mi sta proprio antipatico , ma è stata stupenda quando con il cecchino spara ad uno dei sicari al piano di sopra e dice a Finch : ” Sulla spalla , attraverso il muro , al buio … non c’ è di che ! ” XD
    Però mi rimane comunque antipatica , sull’ altro fronte che dire siamo davanti ad un personaggio stupendo quello di Root , contentissimo del suo passaggio a regular , storica la frase che voi sottolineate e grandissima Amy Acker che per me davvero merita qualche premio in questo ruolo che gestisce magistralmente . Mi ha fatto piacere rivedere finalmente più attivo anche il mai dimenticato Elias che ogni volta che lo vedevo anche solo per un attimo esultavo e ringraziavo gli autori , assolutamente geniale la scena della partita a scacchi con Finch lo scorso anno ; stupendo anche Fusco travestito da irlandese che guida il carretto ! Dunque un episodio non entusiasmante e a causa di un caso del giorno privo di fascino risulta parecchio sottotono per la serie però serve per far partire una stagione che credo che già dai prossimi episodi sarà più movimentata , adesso non vedo l’ ora comunque di vedere il prossimo episodio . Per me il voto è un 6 e mezzo e il che la dice lunga su quanto sia stupenda questa serie .
    Comunque una domanda ma sbaglio o non è la prima volta che sentiamo la canzone in questa serie , non era stata utilizzata per il finale di uno degli episodi della prima mi pare ? ( o sto dicendo una super scemenza ? XD)

     
    • Aragorn86 scrive:

      Sbagli solo in parte! :-) Gli autori infatti hanno utilizzato altri due brani di Nina Simone nella prima stagione:
      “Sinnerman” nell’episodio 1×07: Witness
      “Ne me quitte pas” nell’episodio 1×19: Flesh and Blood

      Forse quella che ricordi tu è proprio la seconda, perché è legata al finale dell’episodio dedicato interamente alla storia di Elias, uno dei migliori della prima stagione.

       
  3. Shadow Meister scrive:

    A parte il fatto che amo le scelte musicali della serie, sempre azzeccate (un po’ come HIMYM), l’episodio sarebbe stato bello se fosse stato curato un po’ di più il caso della settimana, che ho trovato banale e noioso, a tratti. Mi sarebbe inoltre piaciuto vedere i personaggi usati un po’ diversamente, non solo “Shaw badass” e “Finch pacifico”. Mi hanno invece convinto particolarmente Carter e Root (Amy Acker <3)

     

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