#SerialFight: Dexter Vs Hannibal

#SerialFight: Dexter Vs HannibalLa televisione con la sua dilatazione seriale è sempre stata l’isola felice del plurimo omicidio. Negli ultimi anni, all’interno di un processo di rinnovamento sia del genere crime che dello stesso medium televisivo, la figura del serial killer si è andata arricchendo di particolari caratterizzazioni che hanno contribuito a mostrare inedite sfaccettature di quella che, a ragione, può essere definita una delle figure più complesse dell’intero panorama audiovisivo e letterario. Nel confronto di questa settimana ci occuperemo di due icone del genere: Hannibal Lecter e Dexter Morgan

Hannibal Lecter, rispetto a Dexter, trae la sua forza da un decennale passato fatto di libri e film memorabili, oltre che dalla magistrale performance di un Hopkins in stato di grazia. La serie interpretata da Mads Mikkelsen, spostando l’azione precedentemente alla cattura del celebre cannibale (prima di Red Dragon e dopo Le origini del male), ci ha mostrato un Hannibal inedito: uno stimato psichiatra, protagonista di una vita apparentemente normale che, tra i meandri di una attrezzatissima cucina, nasconde un orribile segreto.
Tuttavia, come direbbe Dexter, «non ci sono segreti, ma solo verità nascoste», ed è a questo livello, in cui la realtà delle cose si mimetizza completamente in un’apparenza non solo ordinaria ma esemplare, che si illumina quel filo rosso che accomuna i due serial killer. Ovviamente qui prenderemo in esame esclusivamente l’Hannibal televisivo, e il confronto verterà unicamente sui due personaggi e non sulle due serie (otto stagioni contro una sarebbe un confronto impari).
Attenzione: contiene spoiler.

CAPACITA’ DI DISSIMULAZIONE DELL’ATTIVITA’ OMICIDA

#SerialFight: Dexter Vs HannibalAncora non sappiamo come si evolverà il cammino seriale di Hannibal Lecter, in particolare, non c’è nessun dato certo sul se o sul quando, in conformità con la sua storia cinematografica e letteraria, avverrà la sua cattura. Finora ci ha deliziati con una singolare dissimulazione della sua attività collaterale, attuando un procedimento che ad un macrolivello analitico è lo stesso che Dexter porta avanti da ben otto stagioni. Scendendo nel particolare, in verità, le modalità di occultamento della loro vera natura criminale seguono stilemi completamente diversi, legati sia all’impianto diegetico della storia che viene narrata, sia alla particolare personalità dei due personaggi che, pur accomunandosi nel generico concetto di psicopatia, presenta delle peculiari caratteristiche legate al singolo modo di vivere, gestire e perpetrare il crimine.


#SerialFight: Dexter Vs HannibalInnanzitutto abbiamo di fronte un cannibale e una sorta di giustiziere, anche se sappiamo benissimo che uccidere solo chi se lo merita è una canalizzazione di un istinto omicida puro costruita ad hoc da Harry e dalla dottoressa Vogel, new entry dell’ultimo capitolo di Dexter. Il cannibalismo è una tipologia psicotica alquanto singolare in cui l’impulso omicida primario risponde al piacere di impadronirsi dell’essenza della vittima, un bisogno di possesso scatenato dal desiderio di disporre a proprio totale piacimento di un corpo altrui, consumandone la carne, come un qualsiasi alimento. Hannibal Lecter si inserisce perfettamente in questa definizione e, in un certo senso, la completa, associando al desiderio del dominio del corpo quello del dominio della mente. Nella creatura di Bryan Fuller questo è ancora più evidente perché il cannibalismo è narrato in maniera indiretta, quasi iconica; l’accento è invece sul consumo del corpo, un vero e proprio rituale in cui la conversione in cibo diventa metafora di un desiderio di onnipotenza. Ed è in questo bisogno di dominazione estrema che si cela l’efficace scudo con cui Hannibal difende la sua vera identità.

#SerialFight: Dexter Vs HannibalAttuando un continuo e serrato processo di manipolazione verso coloro che potrebbero avvicinarsi troppo alla sua vera essenza, Hannibal si erge a burattinaio degli eventi e fa sì che i suoi crimini più efferati abbiano un colpevole, per cui costruisce una degenerazione psicotica che renderebbe vana e insignificante ogni professione d’innocenza. Quando ciò non è abbastanza il problema viene estirpato direttamente alla radice, come accaduto, per esempio, con la tirocinante di Crawford; non appena il dottor Lecter si è reso conto di quanto Miriam Less si stesse avvicinando alla verità sul Chesapeake Ripper, non ha esitato ad ucciderla e ad usare la sua morte per prendersi gioco dell’FBI.

Dexter non sarebbe mai stato in grado di farlo, non con una tale freddezza, non con la stessa lucida progettualità. Il perito ematologo della Miami Metro si protegge egregiamente dall’essere scoperto grazie al Codice di Harry. Oltre a fornire una canalizzazione degli istinti omicidi verso una specifica vittimologia, il codice crea un particolare modus operandi che tende ad eliminare ogni gesto impulsivo e sconsiderato, al fine di limitare quanto più possibile d’incappare in scomodi testimoni.

#SerialFight: Dexter Vs HannibalQualsiasi regola, però, contiene in sé la sua eccezione e, paradossalmente, il codice può anche divenire un punto debole: seguirlo pedissequamente mette Dexter in una posizione difficile nel caso in cui ad ostruirgli il cammino sia una persona innocente. Le due più grandi insidie di Mr. Morgan, La Guerta e Doaks, sono state uccise rispettivamente da Debra e da Lila. Il lungo ed elaborato confronto tra Dexter e Doakes nel corso della seconda stagione aveva già messo in chiara luce che, nonostante la regola numero uno del codice sia «non farsi beccare», restargli fedele, non eliminando un pericolo così incombente, poteva sovvertire l’intero sistema. Ma è proprio da ciò che la serie ha tratto per molte stagioni la sua linfa vitale: risolvere una concreta minaccia sforzandosi di restare fedele al codice ha inserito la concatenazione degli eventi all’interno di un orizzonte d’attesa difficile da prevedere. Ovviamente nel caso di Doakes la scelta di non ucciderlo può anche avere una sua logica nell’ottica di dare un volto al Bay Harbor Butcher archiviandolo una volta per tutte; per quanto invece riguarda l’omicidio di La Guerta il discorso prende una piega totalmente differente.

#SerialFight: Dexter Vs HannibalAnche se materialmente compiuto da Debra (scelta che ha contribuito più a disarcionare il personaggio di Deb che a mantenere Dexter fedele al codice), l’omicidio era già stato preventivamente organizzato dallo stesso Dexter, ma quell’indugiare, quel suo costante interrogarsi sulla rispondenza con il codice, questa volta stava per costargli davvero caro. Dexter è in dirittura d’arrivo (tre episodi al finale di serie) e il numero di persone a conoscenza della sua vera natura cresce in maniera esponenziale – Hannah, Debra, Evelyn Vogel, il Brian Surgeon -, ma non sappiamo se questo suo punto debole ne decreterà la fine – o se una possibile conclusione della serie possa coincidere con la fine del personaggio. Diverso è il discorso per Hannibal per cui, dato il celebre cammino cinematografico, è più facile ipotizzare una prossima cattura. E non è difficile neanche prevedere che a decretarne l’arresto sarà proprio l’indugiare nel gusto perverso per quella stessa manipolazione che fino ad ora l’ha protetto: Will Graham, in coerenza con la portata della sua pericolosità, doveva essere eliminato, ma Hannibal cede al suo fascino, e la superbia con cui ha creduto di poter piegare ai suoi voleri anche l’empatia di Will probabilmente gli sarà fatale.

Per entrambi quindi la falla al sistema è rappresentata dalla degenerazione della loro più grande forza in debolezza, per cui questo primo confronto non può che risolversi in un pareggio.

COSTRUZIONE DRAMMATURGICA DEL PERSONAGGIO

#SerialFight: Dexter Vs HannibalQuesto livello di paragone, forse il più interessante, è strettamente legato a due modalità, così diverse da sembrare quasi antitetiche, di narrare il male. Hannibal fa parte di quel filone che presenta il male attraverso una maschera così attraente al punto da far cadere lo spettatore nell’abisso. Il fascino del malvagio protagonista è così forte che riesce quasi ad occultare il ruolo distruttivo che sta interpretando. La sensazione che si ha di fronte ad un personaggio come Hannibal Lecter è quella di essere davanti all’altra parte della realtà, quella parte cattiva del mondo che, per quanto si cerchi di evitare, esiste ed è in mezzo a noi; quel lato oscuro della luna davanti a cui spesso si è portati a chiudere gli occhi per escluderne la presenza, ma di cui non possiamo fare a meno di sentirne il peso.

#SerialFight: Dexter Vs HannibalCon Dexter il discorso prende una piega completamente diversa, qui siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso diegetico. Dexter crea un intenso legame empatico con lo spettatore, che senza accorgersene si ritrova a fare il tifo per un serial killer del quale, istintivamente, non riesce a vedere il lato raccapricciante. L’aver messo sul quel tavolo ricoperto di plastica solo efferati criminali e l’averci mostrato l’accurato lavoro d’indagine che lo porta a scegliere le vittime, ha fatto sì che il pubblico si sia concentrato più sul criminale, di cui conosce nel dettaglio la mostruosità dei delitti, che non sul protagonista, il quale in un’ottica istintuale diviene colui che libera il mondo dai cattivi. A livello razionale la percezione cambia diametralmente punto di vista, ma è proprio nella convivenza di questi impulsi contrastanti (che Dexter crea nello spettatore) che sta la forza più grande di questo contorto personaggio. L’immedesimazione, che inevitabilmente si attua con il protagonista, crea un punto di domanda costante su ciò che è giusto e su ciò che è sbagliato, e spesso a queste domande non è possibile fornire nessuna risposta definitiva; una sensazione forse disorientante, ma senza dubbio pregnante, viva. Ed è per questo forte sentire che la vittoria va a Dexter che, nonostante gli scivoloni delle ultime annate, resterà uno dei migliori personaggi creati negli ultimi anni nel mondo televisivo.

INTERPRETAZIONE ATTORIALE

#SerialFight: Dexter Vs HannibalHannibal e Dexter sono due personaggi che basano la loro esistenza sulla mimetizzazione e sulla dissimulazione di istinti che, come abbiamo visto, rappresentano il loro impulso primario; ciò richiede una recitazione sommessa e fatta di scarti più che di aggiunte. Mikkelsen, rispetto al dirompente Hopkins, dà al dottor Lecter una pacatezza quasi mistica; le sue movenze eleganti e i repentini cambi espressivi riescono a creare un vero e proprio sottotesto in cui un semplice sorriso può cambiare la prospettiva di senso di ogni discorso appena pronunciato, aprendo varchi metaforici che arricchiscono notevolmente la narrazione. Hannibal, nonostante il titolo della serie lo dia come protagonista assoluto, trae la sua forza dalla presenza di un doppio drammaturgico di rilievo come il personaggio di Will Graham; questo porta Mikkelsen a dare al suo Lecter un’impronta interpretativa da comprimario, molto simile alla rappresentazione classica di uno Iago shakespeariano che, nascosto nell’ombra, si fa motore dell’azione e fa soccombere Otello, protagonista sulla carta. Tutto ciò è mostrato con una maestria quasi dissimulata e l’evolversi degli eventi ha il sapore dell’ineluttabile.

#SerialFight: Dexter Vs HannibalDexter invece si erge da solo a indiscusso protagonista: neanche la forza di personaggi del calibro di Trinity o Brian Moser sono riusciti a rubargli interamente la scena. La forza dell’interpretazione di Michael C. Hall sta nell’alternare con grande perizia (che ahimè è andata scemando!) due registri interpretativi in antitesi tra loro. Come un affascinante Giano bifronte, C. Hall ha dato vita ad un portfolio espressivo in cui la cesura tra bene e male è così netta da non permettere infiltrazioni, creando così due tipologie espressive “pure”, raggiungendo sia nel fronte del bene che in quello del male il massimo dell’identificazione.

Entrambe le tipologie interpretative tendono ad amplificare le caratteristiche della serie di cui fanno parte diventandone elementi essenziali; quindi, a fronte anche della bravura dei singoli attori, non possiamo che concludere questo confronto con un altro pareggio.

IL NOSTRO RISULTATO

La sfida è stata difficile: Hannibal e Dexter rappresentano due prospettive, ugualmente affascinanti, che ci permettono di confrontarci con la brutalità del mondo. Seppure di pochissimo, vince questo confronto Dexter per 3 a 2.

IL VOSTRO RISULTATO

Anche le vostre votazioni su Facebook, Blog e Twitter hanno dato lo stesso epilogo: ha vinto Dexter con il 67,7% dei voti!

IL PROSSIMO CONFRONTO

Il confronto di settimana prossima, penultimo della rubrica, riguarderà due serie prodotte a distanza di un decennio ma che sono state partorite dalla stessa mente: ALIAS VS PERSON OF INTEREST.

Potrete votare da lunedì sul blog, su Facebook e su Twitter; venerdì mattina, come al solito, troverete il nostro articolo di confronto tra le due serie col nostro vincitore!

 

3 Risposte

  1. September scrive:

    Dexter vince un premio alla memoria delle prima 4 stagioni.
    Il dexter attuale perderebbe anche contro One Tree Hill!!!
    La prossima sfida sarà bellissima. Io voterò la mia amata person of interest.

     
  2. Son of the Bishop scrive:

    La prossima sfida la attendevo da tanto , cioè attendevo la sfida che avrebbe visto protagonista person of interest , però sinceramente non so se votare o meno perchè adoro POI , ma Alias non l’ ho mai visto proprio zero :(

     

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