The Newsroom – 2×08/09 Election Night Part 1 & 2

The Newsroom – 2x08/09 Election Night Part 1 & 2Con un doppio episodio, solo ufficialmente dedicato alla notte delle elezioni americane del 2012, The Newsroom chiude una stagione di altissimo profilo che ha mostrato di essere in grado di correggere gran parte degli errori e difetti che aveva caratterizzato la prima, un po’ claudicante, stagione. Il risultato non può che essere, quindi, davvero molto buono.

Ci eravamo lasciati con quello che era sembrato agli occhi di molti il miglior episodio di The Newsroom sinora, capace finalmente di farci provare empatia e solidarietà nei confronti dei giornalisti della ACN. Questi ultimi due episodi – che narrano la lunga diretta per l’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America – iniziano praticamente laddove avevamo lasciato, il giorno seguente. L’umore, chiaramente, non può che esserne terribilmente condizionato e quel che più si respira – costantemente ricordato anche da Charlie – è l’impossibilità di commettere il benché minimo errore. Con la fiducia sotto i piedi, i primi a non crederci sono proprio Will e Mac, i due che forse più di tutti avrebbero dovuto mantenere alta la testa ed il morale.

The Newsroom – 2x08/09 Election Night Part 1 & 2MacKenzie McHale è quella che, dei protagonisti, sembra viverla in modo peggiore: produttrice, la prima a farsi convincere da Dantana della bontà della notizia su Genoa, si sente come la causa diretta della distruzione della credibilità di tutti alla ACN, ma soprattutto di Will. Mac, che sin da quando lo ha tradito non subisce altro che le sue vessazioni, si ritrova nella situazione in cui, a dispetto di un Will apparentemente calmo e controllato, sa che probabilmente da un momento all’altro tornerà a prendersela con lei. È una situazione ciclica, una situazione che la donna, suo malgrado, conosce molto bene. È per questo che il vero punto di rottura sarà la scoperta che la scena dell’anello altro non era che una montatura: quando Will commette il suo primo grande errore, quando costruisce una storia ferendo i sentimenti della sua ex fidanzata, ecco che sembra ristabilirsi una situazione di paradossale equilibrio. Adesso, Will e Mac sono alla pari, l’uomo non può più vantare una propria superiorità morale: sarà proprio questo ritrovato equilibrio che permetterà a Will di comprendere davvero ciò che già lo scorso anno doveva aver intuito, ossia che, oltre l’errore commesso da MacKenzie, egli non ha fatto altro che commetterne altri.
Da qui l’imbranata e per questo dolce proposta di matrimonio, lontano dalle telecamere ma vicino a quello studio che li ha fatti ritrovare. Ed è anche giusto che i primi a sapere della loro decisione siano i collaboratori di News Night, rifocillati da una così bella notizia dopo l’angoscia delle ultime settimane.

The Newsroom – 2x08/09 Election Night Part 1 & 2Ormai è chiaro: Sorkin, con la seconda stagione, ha permesso alla sua creatura di fare un ulteriore salto di qualità. Dopo le numerose critiche rivolte ad una prima stagione molto buona ma tutt’altro che priva di difetti (anche evidenti), questa seconda annata ha goduto grandemente non solo delle poche new entry nel cast – su tutti giganteggia Marcia Gay Harden – ma anche di una trama che tenesse unita un’intera stagione senza la dispersione che caratterizzava il primo anno. Con la vicenda Genoa, ne guadagnano moltissimo anche i personaggi che ne subiscono gli effetti nella loro vita personale, in particolare Don: da despota fastidioso e noioso della prima stagione, quest’anno acquisisce chiaramente molto più fascino ed interesse.

The Newsroom – 2x08/09 Election Night Part 1 & 2Merita una menzione speciale la discussione che ha con Rebecca nel proprio studio, mettendo in mostra uno degli aspetti portanti di questa seconda stagione: la sudditanza nei confronti della Legge. D’altronde, come le avvertenze sul non usare il ferro da stiro sugli abiti indossati, allo stesso modo ciò che sta distruggendo la redazione di News Night è proprio una causa che non sta né in cielo, né in terra: com’è possibile che la persona che commette una dichiarata ed evidente frode abbia il diritto di denunciare il licenziamento? Perché a farne le spese sono tutti tranne colui che, con effetto domino, ha scatenato l’intera questione? Sorkin riesce ancora una volta a ragionare e a far ragionare la sua America di cui è evidentemente innamorato: ma deve sembrargli tanto guasta, sotto troppi punti di vista. Come nelle primissime scene di questa serie Will si ritrova ad ammettere che gli USA non sono più il Paese migliore del mondo (una sorta di bestemmia in America), così rimarca continuamente le brutture di una nazione che viene osservata e studiata da tutte le altre e che, è ormai evidente, non è più in grado di reggere la pressione.

The Newsroom – 2x08/09 Election Night Part 1 & 2Sebbene l’ottica di Sorkin sia chiaramente Democratica, egli ha l’estrema capacità di mantenere una certa lucidità anche quando si parla dei Repubblicani, dimostrando di amare in un certo senso anche l’altro partito, fondamento del bipolarismo dominante negli USA, ma di non riuscire in alcun modo a tollerare le brutture e le storture dei Tea Party. Il pregio è quello di non scegliere una via a tutti costi conciliante – immaginatevi uno show del genere in Italia – ma creandosi dei nemici conclamati.

Per il resto, è chiaramente fiction. Non esiste una newsroom come quella di questa serie, così come non esiste un presidente come Bartlet in The West Wing e potrei continuare; i mondi tratteggiati da Sorkin, i dietro le quinte, sono sempre irreali, utopici, ma non per questo sbagliati: il suo mostrarci come dovrebbe essere portata in onda una notizia – scegliamo quella interessante per le elezioni o quella che ci darebbe di nuovo più successo e credibilità? – è chiaramente utopico, ma forse proprio per questo ci permette di amare ulteriormente quei personaggi che tali scelte portano avanti. E questo è possibile quando, cosa accaduta solo quest’anno, si può davvero entrare in sintonia con dei personaggi che non sembrano più irreali, ma che sbagliano anche laddove non dovrebbero farlo. Grande emblema di tutto ciò è lo straordinario personaggio di Maggie, che da macchietta è diventato il personaggio più approfondito e profondo dell’intero gruppo

L’episodio numero nove chiude una stagione di altissimo rilievo: laddove la prima stagione aveva dato quasi più importanza alle notizie che ai personaggi, questo secondo anno si concentra su questi ultimi pur permettendoci di vivere le notizie dal loro personalissimo punto di vista. Con alcuni picchi di gran classe – su tutti quel mostro sacro di bravura che è Jane Fonda – The Newsroom ha fatto un salto di qualità straordinario; tutti i personaggi ne hanno grandemente guadagnato e, di conseguenza, ne ha guadagnato lo spettatore. Restiamo in attesa di una conferma ufficiale della terza stagione: adesso non possono lasciarci a bocca asciutta.

Voto Episodio 8: 7 ½
Voto Episodio 9: 8
Voto Stagione: 8

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

8 Risposte

  1. Namaste scrive:

    Come volevasi dimostrare… era il finale della 2×07 il season finale perfetto, quando al grido di Leona Lessing “e allora riprendetevela! (la vostra credibilità)”, sembrava che i nostri, in queste due puntate, dovessero spaccare i culi. L’hanno fatto? Li abbiamo visti dannarsi l’anima per cercare LA notizia che li avrebbe riabilitati? Manco per niente! Doppia puntata sulle elezioni in cui quella che avrebbe dovuto essere la catastrofe, diventa: “non facciamo errori!”, come se le errate previsioni sugli exit-poll fosse una notizia che le redazioni dei TG non avessero mai cannato (elezioni 2004, do you remember?)… Trovare il compratore anonimo del libro con la finta firma di Sloan, è questa la priorità?… Nemmeno! Ma farsi licenziare. Ehi? Un momento… ma perchè farsi licenziare visto che la frode l’ha commessa Dantana? Ci faccia causa allora e vediamo chi davvero riesce a spuntarla. Ecco appunto, una soluzione talmente ovvia che chissà perché nessuno ci aveva pensato prima? Alla fine finisce tutto a tarallucci e vino, anzi mi correggo, a tartine di caviale e bollicine di champagne, con tanto di applausi agli sposi… Finale per me molto deludente.

     
  2. xfaith84 scrive:

    meh. in effetti la 2×07 funzionava mooolto meglio, mentre questa doppia (che a suo modo mi è pure piaciuta) è stata fiacca su più punti. Ho trovato noioso il continuo indugiare su Jim e le sue telefonate via skype, così come ho trovato pedante dover trovare l’ennesima donna che fa notare all’ennesimo uomo che tagliarsi i capelli in modo repentino è sintomo di disagio profondo… ma basta! cioè, in questo caso ho trovato bellissimo il motivo (quei capelli biondi che il bambino toccava sempre e che non aveva mai visto etc etc) però Jim è passato veramente per mezzo cretino.

    Tornando alla questione: sì, la frode l’ha commessa Dantana e sì, la legge spesso trova scappatoie proprio per ‘sti deficienti che fanno i casini e poi vogliono pure il rimborso. Ho capito l’intento delle dimissioni (a dirla tutta ho capito più quelle di Mac che non degli altri, ma va beh), però mi ha dato l’impressione che l’abbiano tirata troppo per le lunghe.
    La questione libro di Sloan, unita a quella dell’università di Cambridge di Mac, mi hanno dato più l’impressione (nella prima parte del finale) di voler mostrare come entrambe si stessero attaccando a questioni INUTILI per sfogare la loro frustrazione, per cercare di sistemare l’unica cosa che potevano correggere. Ammetto che nella seconda parte questa sensazione si sia ahimé affievolita, lasciandomi solo con un po’ di caldo al cuore quando Sloan entra e bacia Don davanti a tutti (sarà stata messa lì apposta, ma l’ho trovata una scena ben fatta… forse perché mi piacciono gli attori. chi può dirlo).
    Anyways, stagione di gran lunga migliore della precedente, ma con questo finale si poteva e si doveva fare di più.

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    L’episodio sette poteva essere il finale? Sì. L’ho detto e scritto più volte. Tuttavia questo finale a me è piaciuto moltissimo. The Newsroom non è una serie sul giornalismo o la politica non è né Le Idi di Marzo né The West Wing. The Newsroom è una commedia che lavora sui paradigmi classici del genere, che in questo caso, nella coppia di protagonisti, è la cosiddetta “commedia del rimatrimonio” (La signora del venerdì è uno degli esempi più nobili).
    Attorno alla coppia principale ruotano una serie di personaggi e coppie che di volta in volta sono più o meno cariche di attenzione. Questo finale, mascherato attraverso il titolo un po’ fuorviante delle elezioni, vuole riportare la serie sui suoi binari più consueti, dopo un episodio, il settimo, in cui l’indagine giornalistica e processuale ha preso il sopravvento.
    Lo scioglimento delle storyline di Charlie, di Jim, Don e Sloan e soprattutto Maggie per me è stato gestito benissimo, come pochi oltre a Sorkin possono fare.
    Il momento del bacio finale poi è stato uno di quei momenti che solo in una serie come questa riesce a non perdere credibilità e avere tutta la forza che merita.
    Poi vabbé il montaggio musicale finale per me è stato commovente, dove la regola del “show, don’t tell” non sarebbe potuta essere applicata in modo più efficace.

     
  4. xfaith84 scrive:

    Sì ok, però Attilio, possibile che il fatto “The Newsroom non vuole davvero rappresentare quello che invece sta rappresentando” sia sempre una giustificazione per tutto? Possibile il suo rappresentare una realtà idealizzata sia sempre la giustificazione perfetta per ogni cosa che compie e che ci sembra “poco adatta alla realtà”?

    Insomma, va bene la sospensione dell’incredulità se quello che mi proponi è davvero sempre sempre idealizzato, ma così non è: la vicenda Genoa è stata reale, realissima, così come quella di Maggie. Non fraintendermi, sono io la prima ad aver riconosciuto quello che questa stagione è stata in grado di fare rispetto alla scorsa, sono io per prima a dirti che (proprio perché ho appena visto Studio 60 tutto di fila) certe soluzioni, benché piacione, sono forse le migliori mai viste, eppure non credo che si possa dire sempre e comunque lo stesso “the newsroom non è”, a maggior ragione proprio per rispetto a Sorkin che checcavolo, potrà anche non imbroccarle tutte tutte di fila eh. Poi per carità, il giudizio personale è un’altra cosa e ben venga, però non è che adesso ogni cosa che sembra “arrivare da un altro pianeta” possa rientrare dalla finestra perché lui può. eh! =)

     
  5. Attilio Palmieri scrive:

    Io sono stato dispostissimo a fare passi indietro l’anno scorso, dopo un’esaltazione iniziale, e a riconoscere degli evidenti difetti.
    Quando dico “The Newsroom non è” lo faccio perché mi sembra che la gente si aspetti Tutti gli uomini del presidente, da una serie che è TUTTA UN’ALTRA COSA (visto? non ho detto “non è”!). The Newsroom è una commedia romantica, è una gioco delle coppie, è un’indagine sui personaggi a partire da alcuni cliché consolidati. Che poi questo lavoro sia risemantizzato nel contesto del giornalismo americano, e abbia il “dietro le quinte” come situazione caratterizzante, non deve ingannare su quali siano i veri obiettivi e quale sia il lavoro fatto sugli eroi che devono conseguirli.

     
  6. xfaith84 scrive:

    Scusa Attilio, ma credo che se Sorkin avesse voluto fare solo una commedia romantica, un gioco delle coppie come dici tu, non avrebbe scomodato quel tipo di ambiente. Io trovo che giustificare le falle dell’ambito del giornalismo dicendo “tanto non è quello il vero intento” sia un mancare di rispetto al lavoro che in quell’ambito è stato fatto.

    Quindi cosa succede, che finché la questione Genoa andava bene era un esempio di come il giornalismo vada a scovare i casi più eclatanti e quando invece toppa un po’ la chiusura allora si giustifica “perché tanto l’intento è vedere Mac e Will che si amano tanto tanto”? Dai, a me pare davvero un po’ troppo comodo. Bisognerebbe scegliere un metro di misura e applicarlo sempre, non a seconda di quello che viene mostrato.

    Secondo il tuo ragionamento, e cioè che in realtà questa ha come obiettivo solo la commedia romantica (che per inciso, non condivido affatto), allora dovremmo lamentarci tutte le volte che il giornalismo la fa da padrona. Cioè sempre. Invece non è così, cavoli! La serie è entrambe le cose, ed entrambe le parti devono avere un senso; per lo stesso motivo per cui – in prima stagione – il triangolo che poi era diventato un quadrato e poi forse un pentagono era davvero troppo. Per lo stesso motivo per cui avere “una news del giorno” non funzionava e Sorkin si è ben guardato dal riproporla “perché tanto chemmefrega, il mio obiettivo è un altro”. Ha lavorato, duramente e si vede, per far sì che l’aspetto giornalistico fosse più curato e più pregnante, quindi se poi è leggermente scivolato sul finale credo si possa parlare di errore senza per questo dire una bestemmia.

     
  7. Attilio Palmieri scrive:

    L’ultima parte del tuo commento mi mette cose in bocca che non ho detto. The Newsroom è sicuramente entrambe le cose, tanto che l’episodio più bello ha al centro il giornalismo. Tuttavia sono convinto che la commedia sia leggermente prevalente, così come l’attenzione verso i personaggi e non è un caso che l’autore abbia dedicato il finale proprio a questo, alla risoluzione dei rapporti di coppia.
    Il finale non si giustifica perché Will e Mac si amano tanto, il finale per me è bello anche e soprattutto perché integra alla questione giornalistica (che poteva dirsi conclusa con l’episodio sette, come tutti abbiamo detto) quella più strettamente romantica, completando il suo sistema.
    Perché non avrebbe scomodato quel tipo di ambiente? Quello è il suo ambiente! E soprattutto quelli sono i suoi personaggi, i suoi talenti incompresi, le sue eccellenze dalla quotidianità goffa.
    Poi sono opinioni, senza dubbio. Questo è anche il bello. Per me Gilligan ha toppato quello che poteva essere l’episodio più bello dell’anno con l’incredibile caduta di stile sul personaggio di Skyler, per te Sorkin ha toppato il finale.
    L’importante è fornire argomentazioni alle proprie tesi e credo che entrambi l’abbiamo fatto.

     
  8. xfaith84 scrive:

    L’unica cosa che ho detto riferendomi a te nella parte finale (“Secondo il tuo ragionamento, e cioè che in realtà questa ha come obiettivo solo la commedia romantica”) è esattamente quello che hai detto quando dicevi “Che poi questo lavoro sia risemantizzato nel contesto del giornalismo americano, e abbia il “dietro le quinte” come situazione caratterizzante, non deve ingannare su quali siano i veri obiettivi e quale sia il lavoro fatto sugli eroi che devono conseguirli.”. Insomma, “che il lavoro sia inserito in un ambito giornalistico non deve ingannare sul fatto che il vero obiettivo sia altro” è una cosa che hai detto tu, mica io =)

    La questione giornalistica stretta è stata risolta con l’episodio 7, ma le conseguenze da un punto di vista aziendale (e mi dispiace, ma anche loro fanno parte del mondo giornalistico) in questo finale; e su questa sono stati a mio avviso molto meno attenti che sulla parte precedente. Ripeto, non mi piace come questo venga fatto passare come condonabile perché “gli obiettivi sono altri”. Che quello sia il suo ambiente non vuol dire che debba usarlo per forza se non vuole porre l’adeguata attenzione, e non stiamo esattamente parlando di minuzie della diretta o di costruzione della notizia =)
    le questioni aziendali sono state una precisa scelta da utilizzare e tutto il tira e molla sul dimettersi è servito ad un finale che ha risolto un problema che non doveva esserci in prima istanza, secondo me. Cioè, si è giocato molto su una questione che dopo tutto il casino che è successo non doveva manco porsi.
    Ovviamente sono opinioni! Io contesto solo ed unicamente il fatto di giustificarle con la storia degli altri obiettivi, non lo trovo giusto nei confronti del molto spesso ottimo lavoro che è stato fatto a questo riguardo, soprattutto quest’anno.

     

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