Under The Dome – Stagione 1 Episodi 11, 12 e 13

Under The Dome - Stagione 1 Episodi 11, 12 e 13Se Stephen King fosse morto, in questo momento si starebbe rigirando nella tomba. Ma King è fortunatamente vivo e vegeto, e l’unica cosa in cui si sta rigirando sono i dollaroni incassati per permettere a Spielberg di fare scempio della sua opera. Under the Dome chiude la prima stagione con una brusca accelerazione degli eventi, gestiti male e conclusi ancora peggio.

Delle differenze tra la serie e il libro abbiamo già ampiamente discusso fin dalla recensione del pilot. Più si va avanti, però, e più ogni confronto perde di senso, dato che, a parte il titolo e la premessa originale, le due storie hanno ormai preso direzioni totalmente diverse (e mai più conciliabili, a giudicare dal discorso della “finta” madre di Norrie).

Under The Dome - Stagione 1 Episodi 11, 12 e 13Gli ultimi episodi di questa prima stagione hanno avuto sicuramente il merito di aver dato una bella sterzata alla narrazione, sia per quanto riguarda il mistero della Cupola, sia per quanto riguarda i personaggi e, in particolare, Big Jim Rennie, che finalmente (seppur in modo vago) inizia ad assomigliare davvero a quello che a conti fatti costituisce il “villain” del libro. Peccato che sia tutto il contesto che si muove intorno a lui ad essere completamente sbagliato e inconsistente. Il personaggio che la mente di King aveva immaginato era quello di un omuncolo inetto, il quale, però, con la sola forza della retorica (pubblica) e dell’infamia (privata), riusciva a intortare i cittadini fino a conquistare un potere assoluto a Chester’s Mill. Ora, va bene che il popolo è notoriamente “bue”, ma è davvero troppo inverosimile che nessuno fiati o alzi un dito nei confronti del sistema dell’impiccagione ideato da Big Jim, improvvisamente accettato da tutti senza la minima perplessità.

Under The Dome - Stagione 1 Episodi 11, 12 e 13Di nuovo, ci troviamo di fronte a delle buone intenzioni sviluppate male: raccontare l’imbarbarimento di una cittadina senza mostrare l’imbarbarimento vero e proprio (perché troppo brutale e crudele per un prodotto “per famiglie”) costringe non solo a tremende forzature, ma anche a quella che, più che sospensione dell’incredulità, chiameremo sospensione dell’intelligenza dei personaggi, ridotti a stupide marionette senza un briciolo di cervello solo per permettere agli sceneggiatori di raggiungere comunque il loro scopo. Soprassedendo su Junior, che tanto è scemo di natura e quindi facilmente manipolabile, stupisce ad esempio la regressione totale di un personaggio come Linda, che da paladina della legge e dei valori della giustizia, si è trasformata in complice di Big Jim: niente dubbi sull’istituzione del patibolo, niente domande sul perché in prigione ci sia ormai un via vai di gente inspiegabilmente arrestata (si veda Norrie e Joe).

Under The Dome - Stagione 1 Episodi 11, 12 e 13Ma veniamo alla Cupola e ai suoi inspiegabili comportamenti, tra i quali la farfalla che cambia a caso idea sul Monarca, l’improvvisa oscurità che cala su Chester’s Mill (con tanto di didascalico/mistico tentativo di spiegazione “Dovete riguadagnarvi la Luce“), nonché le fantomatiche stelle rosa che compaiono senza un motivo, restituendo la luce senza un motivo, e ponendo fine senza un motivo alla storyline legata alla frase “Pink stars are falling in lines” (FALLING, Spielberg, FALLING!!!!! Perché diamine allora quelle dannate stelle salgono invece di scendere???). Nel libro, neanche a dirlo, il momento delle stelle rosa era tra i più suggestivi (a tal punto da far sussultare ogni lettore al solo sentire la famigerata frase), ma tutto nell’episodio finale viene buttato via nel giro di 20 minuti, interrotto tra l’altro a metà per fungere da cliffhanger di stagione. E a proposito di cliffhanger: 15 anni di evoluzione televisiva e ancora non vi hanno insegnato che non si termina una stagione col protagonista in pericolo di vita, visto che tanto già si sa che in quanto tale non può morire?

Under The Dome - Stagione 1 Episodi 11, 12 e 13Insomma, anche sul finale si è palesata la natura di un prodotto dalle ottime intenzioni, ma dalla realizzazione assolutamente non all’altezza delle aspettative. La serie è totalmente priva di solidità (e dire che partiva pure da una base narrativa già esistente) e si è persa nel corso della sua prima stagione tra storyline e personaggi completamente inutili come Maxine, con una Natalie Zea riuscita nell’impresa di interpretare un personaggio più odioso di Winona di Justified (sebbene in quel caso il ruolo sia perfettamente scritto, mentre qui è solo perfettamente ridicolo). Dove però si è interamente fallito è sulla costruzione dei protagonisti, quasi tutti sbagliati, con una deriva totale sul finale anche per Linda (una dei pochi che all’inizio si salvava) e con una Julia Shumway di cui gli autori sembrano aver dimenticato il ruolo da giornalista (nel libro, il suo fascino era dato proprio dalla passione e dalla dedizione nella ricerca della verità, nonostante tutto intorno a lei si disgregasse progressivamente).

All’ennesima prova televisiva, Spielberg ha fatto dunque un altro buco nell’acqua. Nonostante l’enorme successo di pubblico (la serie ha chiuso con oltre 11 milioni di spettatori e un 2.8 di rating), non si può non associare questo prodotto a Terra Nova, The River, Smash e Falling Skies, ovvero le tante piaghe a cui ci ha costretto un grande produttore/regista, che, però, è forse meglio che cominci a meditare il ritiro (perlomeno dalla tv).

Voto episodi: 5,5

Voto Stagione: 4

 

8 Risposte

  1. Angelo scrive:

    Partiamo da un presupposto: le prove televisive di Spielberg sono rivolte ad un pubblico poco esigente dal punto di vista narrativo e per la famiglia. Non ho letto il libro, a questo punto credo che lo farò, ma se si vuol entrare in profondità nei personaggi e nella storia bisogna essere cruenti. Servono scene che ti lasciano a bocca aperta, che ti facciano chiudere gli occhi dall’orrore e possibilmente disdicevoli.
    Questo Spielberg non lo farà mai, per cui la storia rimane superficiale e prevedibile, i personaggi poco sfaccettati ed anche Dean Norris che mi piace da morire perde credibilità.
    Condivido il voto 4

     
  2. Ambrosia scrive:

    Che tristezza, che tristezza, che tristezza. Avevo iniziato la serie ma già dalle prime puntate la decisione è cambiata.
    Ma da scrittore, King non ha provato orrore a leggere la sceneggiatura? La fatica di mesi, notti, a scrivere un romanzo così avvincente per poi essere ridotto a questo???
    La sottile follia che permeava Chester’s Mill era qualcosa di unico, di così stupendamente “Kinghiano”…così come pochi e preziosi i baluardi della sanità mentale (Julia, Barbie, il ragazzino)…da pelle d’oca lo svolgersi delle situazioni, le spiegazioni mai forzate, sempre centellinate e, soprattutto, logiche.
    Che peccato.

     
    • Aragorn86 scrive:

      Ambrosia, non avrei saputo descrivere meglio il libro! :-)
      Julia e Joe erano i miei preferiti in assoluto (ammetto che Barbie non mi stava simpaticissimo), quindi pensa che tortura vederli ridotti così sullo schermo! E Junior e Big Jim… brividi pagina dopo pagina! E pensare che non vedevo l’ora di vederli in tv.

       
  3. dezzie86 scrive:

    Da lettore di ogni singola parola del Re, sono ovviamente ultradeluso. Ma avevo già capito dopo le prime 3 puntate dove si voleva andare a parare: ad un pubblico di famiglie perbeniste che deve vedere una scena in chiesa con gente che prega perchè se no non è contenta.
    Sia chiaro, anche nel libro di King c’erano scene di disperazione e, anche al più ateo degli esseri umani, ad un certo punto veniva voglia di pregare: ma qui lo si fa solo per accontentare quel pubblico che non vuole vedere neanche una goccia di sangue.
    Come dice Aragorn, questa non è altro che Falling Skies senza gli alieni. Ah, no.
    Voto 4, condivido.

     
  4. Penny Lane scrive:

    “sospensione dell’intelligenza” descrive esattamente quello che penso di questo gruppo di sfigati di cui parla la serie…grande Aragorn :)Solo il gusto per l’hate-watching mi ha fatto proseguire fino alla fine.

     
  5. bulfido scrive:

    Questa serie mi ha fatto rimpiangere Jericho

     
  6. Parvacrux scrive:

    Totalmente d’accordo. Non so se i non-kingofili potranno apprezzare la serie, mi pare difficile. Io l’ho guardata prima con speranza poi con orrore e infine… per masochismo. :(
    Oltre a quello che hai scritto bisogna aggiungere che gli attori a cominciare da Barbie, Julia, Linda, le due ‘mamme’ e salvando solo Joe e Norrie, sono meno espressivi dei pali della luce.
    Ma dopo lo schifo che ha fatto con Falling Skies (o anche con l’obbrobrioso “La guerra dei mondi”) da Spielberg non mi aspetto altro che schifezze.

     
  7. VampiroITA scrive:

    Spielberg colpisce ancora! :(
    Dopo gli inguardabili TerraNova e Falling Skies, è riuscito a rovinare anche questo che, almeno all’inizio, pareva interessante.
    Più si va’ avanti nella storia, e più questa diventa incredibile, piena di contraddizioni e di “superficialità” varie, con personaggi che cambiano a seconda degli scopi degli autori e con un intero paese “comparsa”, esempio lampante di “popolo bue”.
    La fine della prima serie non mi da’ nessuna voglia di vedere la seconda, nonostante gli interrogativi in sospeso; della serie “machissenefrega”. :(

     

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