Downton Abbey – 4×04/05 Episode 4 & 5

Downton Abbey – 4x04/05 Episode 4 & 5Arrivati a metà stagione, Downton Abbey conferma di aver trovato il suo modo di elaborare il lutto di Matthew e il vuoto così creato, puntando (e questo è un bene) non solo sulla dicotomia tra piani alti/piani bassi della grande casa, ma soprattutto sul binomio mondo interno/esterno raccontandone gli effetti, sia quelli positivi che quelli devastanti.

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4×04 – Episode Four

Downton Abbey – 4x04/05 Episode 4 & 5

Come già ampiamente detto per il precedente episodio, guardare Downton Abbey include anche il sorbirsi una rilevante quantità di soap-operismo, di ottima fattura certo, ma molti degli escamotage narrativi sono sicuramente espedienti facili e poco originali. Ma soffermarsi su ciò porterebbe ad una discussione capziosa e senza fine; credo, invece, che oltre il dato visivamente qualitativo, il grande pregio di questa serie sia soprattutto nell’aver recuperato il senso del grande affresco d’epoca cercando di venire incontro ai gusti (post?)moderni degli onnivori fan di serie tv. In questo senso quindi si inserisce il ricorso ai cliché di mestiere e il tentativo, non sempre riuscito di Fellowes, di tentare di scardinarli, discuterli scegliendo non a caso di parlare di un’epoca costellata di grandi cambiamenti. E quando l’esterno fa sentire il suo peso sulla grande tenuta della famiglia Crawley ecco che si ottengono i risultati migliori. Alfred, l’altissimo nipote della non abbastanza compianta O’Brien, sogna di diventare chef e finalmente pare aver trovato la sua occasione per emergere: partecipare ad un importante concorso all’hotel Ritz di Londra. La sua storyline non è l’unica che ambisce ad uscire – non solo praticamente – dalle imponenti mura di Downton Abbey: Edith passa finalmente una notte d’amore con Michael prima della sua partenza per la Germania; Rose trascina un’improbabile compagnia in un nuovo locale di Londra not too jazzy, teoricamente. Di questi temi, il tentativo di migliorare la propria vita con la componente “inseguire un sogno” era stato già affrontato, e con bei risultati, con Gwen aiutata da Sybil; mentre la questione dell’amore fisico oltre il matrimonio ha il suo precedente illustre con Mary, ed entrambi nella prima stagione.

Downton Abbey – 4x04/05 Episode 4 & 5Più o meno nuova è invece la questione razziale, incarnata da un affascinante cantante, tale Jack Ross (Gary Carr), che riesce ad attirare l’attenzione di Rose. Tutto, insomma, gira intorno alla diversità da cui derivano diffidenze, alimentate da quei pregiudizi figli di una tipica e rigida educazione molto british: declinate questo all’infinito e si chiarisce questo piacevole marchingegno che è Downton Abbey. Ad uscire fuori dal coro è, invece, la storyline di Mary: non so se è l’attrice – la bravissima Michelle Dockery – il personaggio o particolare applicazione e dedizione degli sceneggiatori, ma tutto ciò che tocca diventa improvvisamente oro. Con enorme candore è arrivato questo elegante Mr Gilligham e, in poche battute, conquista sia Mary che noi: il conseguente romantico, struggente, bellissimo addio tra i due diventa infatti la giusta conclusione (?) della migliore sottotrama finora costruita.

Voto episodio: 7+

4×05 – Episode Five

Downton Abbey – 4x04/05 Episode 4 & 5

Molti dei semi piantati durante i precedenti episodi iniziano a far vedere i loro frutti e senza smettere di aggiungere nuovielementi. Lo stupro di Anna, forse il momento più violento e crudele che questa serie ci abbia proposto (quel montaggio scandito dalle urla di Anna e dal canto di Nellie Melba, è difficile da dimenticare), sembra arrivare alla sua risoluzione, dopo due episodi in cui la bravissima Joanne Froggatt ha sostenuto la sua terribile condizione, senza fronzoli o isterismi eccessivi. Di mezzo si profila, come sempre, l’intercessione del personaggio più inverosimilmente buono e provvidenziale della serie – in vantaggio anche su Mrs Crawley: parliamo di Mrs Hughes, ovviamente. Penso che sarebbe riuscita a stancare chiunque, se non ci fosse dietro tutta la bravura e il contegno di Phyllis Logan che, soprattutto nei duetti con Mr Carson, recupera tutto lo stucchevole che riesce ad accumulare. Dopo aver risolto i problemi di Tom (sì, Edna è andata via presto per fortuna), ora le tocca risolvere anche i problemi di Anna e Mr Bates – soprattutto di quest’ultimo, dopo avergli rivelato il perché del malessere di Anna. Melodrammatico, esagerato, quel Nothing’s over and done with, Mrs Hughes pronunciato da un vibrante ma sempre mono espressivo Bates è davvero ridondante ma, speriamo, non inutile: lasciar morire così nel nulla un tema delicato come lo stupro sarebbe un peccato, ma trasformarlo in una bieca vendetta con (forse prevedibili) risvolti moralistici finali è anche peggio.

Le parti migliori di questo episodio sono però quelle stranamente più lievi, grazie soprattutto alla linea old deipersonaggi: Mrs Patmore e la sua ritrosia per la modernità che incalza oltre ad essere assolutamente divertenti, rileva in maniera equivocabile come il futuro continui a premere contro le robuste pareti della tenuta, riuscendo ad entrare, fino ad ora, sempre dalla finestra.

Downton Abbey – 4x04/05 Episode 4 & 5

Portatrice di novità – la macchina per cucire elettrica, in questo caso – è oltretutto un nuovo personaggio: Mrs Baxter, cioè il surrogato finto buonista di O’Brien, sostituta di Edna e voluta da Thomas come alleata per ottenere il tanto agognato potere dei piani bassi (e per contropelo) dei piani alti. Tutto questo sa di due cose: volontaria regressione e, insieme, pesante ristagno di un personaggio pieno di potenzialità come quello di Thomas. Per la linea old abbiamo, oltre la cuoca più buffa della tv, il ritorno in grande spolvero dell’accoppiata Granny&Mrs Crawley: se Maggie Smith è la marca di garanzia della serie, la seconda risplende di nuova luce quando si impegna in strepitosi face to face con l’altra senza mai abbandonare il suo immenso buonismo che, in questo caso, è mitigato e sensato. Così come per Mary, tutto ciò che Granny tocca diventa oro. Meriterebbero uno spin-off tutto loro ma nel frattempo ci accontentiamo di battute come: You know, I wonder your halo doesn’t grow heavy. It must be like wearing a tiara round the clock. Menzione speciale va anche all’ironia di Mr Carson che decide di accanirsi sulla già devastante sfortuna di Mr Moseley. Come lui, solo Edith ha attirato così tanto la mancanza di pietà degli sceneggiatori, che la stanno punendo in ogni modo possibile; troppo facile indovinare che per un po’ non vedremo il buon Mr Gregson (non è detto che lo facciano morire), ma la sfortunata secondogenita avrà in compenso una bella contropartita, ritrovandosi ad essere a capo di una testata giornalistica – ricordate i documenti da lei firmati nel precedente episodio?

Voto episodio: 8

Per concludere, Downton Abbey avrebbe molto da migliorare ma, nonostante tutto, è qualcosa di cui non ci si può stancare facilmente – e poi, sa risvegliare la parte romantica che si annida dentro ciascuno di noi. E non è poco.

Note

– Arrivi importanti a Downton: che ve ne pare di Virginia Woolf?

– Mr Crawley e le sue questioni economiche sono ancora poco rilevanti ai fini dell’intreccio, ma potrebbero presto rivelarsi centrali.

– Cora sempre più svenevole e raggirabile sta diventando una macchietta insopportabile: la scena della colazione più faccia ingenuotta della nuova Mrs Baxter merita solo piena derisione.

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

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