Glee – 5×03 The Quarterback

Glee – 5x03 The QuarterbackQuando tre mesi fa si apprese la notizia della morte di Cory Monteith, storico protagonista della serie televisiva, vi fu un generale stato di shock per il decesso di un giovanissimo attore a causa di alcol e droga. C’era, per i fan, la necessità di ricordarlo un’ultima volta e questo terzo episodio ignora la – debole – trama principale per dedicarsi alla commemorazione.

The show must go… all over the place… or something

Sebbene questo sia già il terzo episodio di questa stagione, era sicuramente il più atteso dell’anno, sin da quando la notizia si diffuse lo scorso luglio. La perdita di un attore così importante all’interno dell’armonia narrativa non poteva certamente passare sotto silenzio; per non parlare, poi, del forte legame che questa serie e questi attori hanno stabilito con il proprio pubblico, rendendo assolutamente indispensabile un momento di riposo per ricordare Cory Monteith. Il risultato è discreto, nonostante le polemiche che questa puntata si è portata dietro.

Glee – 5x03 The QuarterbackIl pericolo principale, in un caso del genere, era enfatizzare troppo il dramma, riducendosi ad essere una rievocazione stucchevole e mal digeribile di ciò che è stato; l’altro pericolo era invece lo stupro della memoria dell’attore a fini certamente nobili, ma che non sarebbe stato capito da molti. Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan, i tre autori principali della serie, sono riusciti a destreggiarsi tra le numerose insidie che un episodio del genere portava con sé.

I critici più feroci hanno definito questo episodio “un’occasione mancata” perché della morte di Finn non se ne definiscono le ragioni; se ne deduce che c’è chi, approfittando del pubblico estremamente giovane della serie, avrebbe preferito una versione educatrice di Glee. Sebbene lo show sia forse la serie più impegnata sul profilo educativo della televisione americana (ricordiamo gli innumerevoli episodi su bullismo, omosessualità, transessualità e potrei continuare) ritengo che la scelta di non parlare delle cause del decesso sia in linea con il tono generale dell’episodio.

Glee – 5x03 The QuarterbackCon un’intuizione davvero appropriata, gli autori di Glee infatti non si concentrano sulla morte di Finn, ma su cosa significa adesso per i vari personaggi continuare la loro vita senza la sua costante presenza. Ecco, quindi, che Puck si sente perso perché non ha più Finn a ricordargli di essere “uno dei buoni”; ecco Carol che è obbligata ad adattarsi alla nuova situazione di madre senza figli; ecco Rachel, privata dell’uomo che amava e con cui intendeva trascorrere il resto dei suoi giorni, costretta a dover cambiare di nuovo tutti i suoi piani.

Il tributo al personaggio di Finn Hudson arriva attraverso non solo le canzoni, forza propulsiva della serie, o i momenti di ricordo, ma soprattutto con la celebrazione di quel ragazzo buono e tontolone; se Finn non è mai stato il personaggio migliore, spesso con un percorso incoerente e non chiaro, era in effetti un ottimo collante all’interno di un cast così vasto. È apprezzabile, tra l’altro, la scelta di mettere da parte i personaggi nuovi, che ben poco avrebbero potuto dare ad un episodio del genere.

Glee – 5x03 The QuarterbackA causa dell’altissimo grado di metatelevisione insito in Glee, è chiaramente impossibile separare personaggi ed attori; difficile non pensare che le lacrime di Lea Michele non siano rivolte a quel quarterback così importante nella vita del suo personaggio, ma piuttosto all’uomo che intendeva sposare. Proprio consci di ciò, gli autori hanno preferito tenere il freno a mano senza lasciarsi andare in patetismi e isterismi che pure avrebbero avuto un senso. Ecco, quindi, che il momento più forte si rivela quello della madre di Finn che, grazie anche all’età più adulta dell’attrice, può permettersi una maggiore carica emotiva senza – probabilmente – il pericolo di ripercussioni personali.
Un plauso alla scelta delle canzoni, a partire dalla straordinaria Seasons of Love del musical Rent con cui inizia l’episodio e che rimarca sin da principio il tono generale della narrazione. In definitiva è apprezzabile l’intero comparto musicale, profondo e toccante.

Glee – 5x03 The QuarterbackDal prossimo 7 Novembre Glee riprenderà la sua accidentata strada verso la fine con un episodio che ci riporta immediatamente alla “normalità”: Katy Perry vs. Lady Gaga, una comprensibile scelta acchiappa-ascolti (ultimamente in caduta libera). In questa puntata, però, non c’era spazio per trama, storia e discussioni: era il momento del ricordo. Addio, Cory.

Voto: Senza Voto

Ascolti: Come prevedibile, ottimi ascolti per questo episodio. 7.39 milioni di telespettatori e un rating di 2.9 significano il miglior risultato dal 2012.

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

2 Risposte

  1. Mark May scrive:

    Assolutamente d’accordo… Io credo che fosse DIFFICILISSIMO poter fare meglio di così; è stata una puntata fatta bene perché ha scontentato un pò tutti: c’erano dei punti in cui si spingeva per arrivare al lato emozionale, ed io egoisticamente dicevo fra me e me che avrebbero dovuto spingere ancora un pò così da farmi piangere, ed invece non l’hanno mai fatto ed a posteriori sono molto contento di ciò perché non hanno infierito… Hanno mischiato un pò tutti i modi di ricordare Cory senza prendere una direzione precisa, ma ripeto alla fine è giusto così perché ognuno di noi deve poter ricordare Cory a suo modo e come meglio crede.
    Sulla gestione della puntata io sarei stato ancora più metatelevisivo, probabilmente cancellando proprio ogni barriera e lasciare che il Professor Schue per una volta chiamasse i ragazzi col loro vero nome, in modo da dare ancora più autenticità al loro dolore (ed infatti ragionando su quest’ottica non ho trovato nel discorso della madre di Finn quella forza che ho sentito nelle esibizioni dei ragazzi), ma capisco che la scelta avrebbe potuto stravolgere molti piani e ripeto alla fine credo che abbiano fatto un ottimo lavoro.
    Ci sono cose che non mi sono piaciute per niente ma in questo caso si può benissimo sorvolare e non sarebbe giusto criticare un episodio che cmq, cosa più importante, ha portato rispetto ad un ragazzo di 31 anni che ha perso la vita.
    Riallacciandomi a quest’ultima frase (e giuro che ho finito) credo che per rispetto per una persona defunta sia stato assolutamente giusto NON parlare delle cause del decesso… Utilizzare Cory per fare la lezioncina antidroga sarebbe stato quanto di più sbagliato ed ipocrita poteva succedere, per cui complimenti a Murphy, Brennan & Falchuk.

     
  2. Davide scrive:

    Comunque ho letto che PER FORTUNA questa faccenda continuerà a toccare le corde di tutta la stagione, cosa che a Glee non potrà che non giovare in termini di scrittura e recitazione, cose che ormai si sono perse per strada.

     

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