Homeland – 3×02 Uh… Oh… Ah…

Homeland - 3x02 Uh... Oh... Ah... La scelta di arrestare l’azione e concentrarsi sull’elaborazione di un lutto che accomuna personaggi e spettatori, unita a quella di fare a meno di uno dei character di riferimento della serie, sembra non funzionare per Homeland. Questo secondo episodio soffre terribilmente dell’assenza di uno dei protagonisti della vicenda, mettendo in evidenza la crisi creativa che sembra aver colpito gli autori della serie.


La mancata presenza di Brody è legata ad un tentativo di riuscire a sviluppare le vicende che vedono protagonisti Saul e Dana concedendo loro un adeguato minutaggio, così da costruirli degnamente per il resto della stagione. L’ottima intuizione di dotare lo show di due nuovi personaggi di riferimento che affianchino quelli di Carrie e Brody non è stata supportata da una realizzazione all’altezza della bontà delle intenzioni.
Homeland - 3x02 Uh... Oh... Ah... Il tentativo è sostanzialmente fallito e anzi ha messo a repentaglio l’intera resa qualitativa di questa terza stagione. La mancanza di azione e l’incapacità di coniugare con equilibrio tensione narrativa e approfondimento psicologico caratterizzano in negativo questo secondo episodio, rischiando di far evaporare anche tutto l’hype che dovrebbe precedere il ritorno di Brody. Dopo una season premiere imperfetta ma riuscita, questa seconda puntata doveva indicare quale sarebbe stata la strada che avrebbe intrapreso la serie per il resto della stagione: le indicazioni sono tutt’altro che confortanti.

My dad blew up the CIA, he killed 300 people, they call it the second 9/11, and it was all anybody talked about for a month and a half.”

Homeland - 3x02 Uh... Oh... Ah... Dana, avverte più di tutti la mancanza del padre e del legame che li teneva uniti: il tentativo di suicidio è la prova più evidente dello stato di instabilità emotiva che la caratterizza. La scelta di consolidare il suo status con l’ennesima storia d’amore adolescenziale finisce per penalizzare il buon lavoro svolto precedentemente sul personaggio: la reazione istintiva e violenta all’enorme trauma viene attutita subito con banalità attraverso la messa in scena di una love story priva di interesse narrativo e condita da dialoghi di imbarazzante insipidezza.

Homeland - 3x02 Uh... Oh... Ah... La trama che la vede protagonista ha come unico pregio quello di lasciare in sospeso la reazione al post esplosione di Langley di sua madre Jessica, che per ora sembra avere reagito con fermezza all’enorme vuoto lasciato dal marito. In almeno due casi però ci viene mostrato quanto lo stato psichico di Jessica sia alterato: nel primo caso avviene quando sente Dana aprire il rubinetto della vasca da bagno – e il primo piano che le viene riservato è costruito per sottolineare l’accenno di panico che colpisce il suo volto; nel secondo quando si accorge della scomparsa della figlia. La sua perdita di controllo viene sottolineata in questo caso con puntualità attraverso un piano sequenza che la segue nei movimenti rapidi e sconnessi che compie tra le stanze della sua abitazione. Tutti i suoi gesti sono finalizzati alla salvaguardia del nucleo familiare che ai suoi occhi risulta ancora in pericolo, a causa del comportamento autodistruttivo di Dana.

You wearing that thing on your head is one big “fuck you” to the people who would’ve been your coworkers, except they perished in a blast right out there.”

Homeland - 3x02 Uh... Oh... Ah... Saul sembra aver intrapreso una via spinosa che lo coinvolgerà in un complicato conflitto emotivo per il resto dell’annata, dovendo mettere le esigenze dell’Agenzia come necessità davanti ai suoi bisogni e desideri personali. La scissione psicologica con cui ci viene mostrato durante l’episodio è il sintomo più evidente della confusione creativa in cui si trovano in questo momento gli autori della serie. L’aver concluso la season premiere con un colpo di scena che metteva in evidenza caratteristiche del personaggio fino ad allora sconosciute, e non averla fatta seguire da un’adeguata spiegazione, è un errore difficilmente perdonabile. Un’altra caratteristica negativa dell’episodio è stata quella di introdurre nella storyline che lo vedeva protagonista almeno due temi importanti, risolti sciattamente con un’ingiustificata rapidità: il conflitto religioso-culturale che interessa la nuova analista Fara e la questione morale che sconvolge Peter Quinn.

Well, I don’t know what kind of conversation you expect to have here if you won’t acknowledge the fucking obvious.”

Homeland - 3x02 Uh... Oh... Ah... Dopo che Saul ha confermato alla commissione speciale del Senato la veridicità delle indiscrezioni che attribuivano ad un imprecisato membro della CIA una relazione sentimentale con Brody, non ci si poteva che aspettare una reazione violenta da parte di Carrie. L’ennesimo difetto che macchia quest’episodio è la prevedibile scelta di mettere in crisi il suo personaggio facendo emergere ancora una volta gli effetti del suo disturbo bipolare. L’instabilità psichica di Carrie viene strumentalizzata da Saul per bloccare il suo tentativo di rivelare il coinvolgimento dell’agenzia nell’operazione segreta che vedeva coinvolto Brody. Una volta rinchiusa in clinica è prevedibile la rapidità con cui Carrie viene risucchiata in un indotto crollo psichico, fin ad arrivare all’irrimediabile frattura con Saul.

La tensione narrativa, l’ottima costruzione psicologica dei personaggi, il susseguirsi di colpi di scena e l’incessante adrenalina che avevano caratterizzato la stagione precedente sembrano ormai essersi dissolti. Uh… Oh… Ah… rappresenta un clamoroso passo indietro anche rispetto alla solida season premiere. Quando un’evidente mancanza di originalità colpisce gli autori di una serie di successo fin dalle prime puntate, l’intera riuscita della stagione viene messa seriamente in discussione: la speranza è che l’imminente ritorno di Brody riesca a donare nuova linfa vitale allo show.

Voto: 4

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

16 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    Daccordissimo.
    Finalmente una recensione con le palle, senza paura di definire pessima un apuntata di un ottima serie. Sono del parere che quando la puntata vale non si deve avere timore di assegnarle 9-10 ma quando non vale si deve essere risoluti nel piazzare un bel 4.
    Per me la premiere era stata scadente all’ennesima potenza con uno stravolgimento assurdo della personalità di Saul ed un soffermarsi inutilissimo su Dana.
    e proprio quest’ultima è l’anello debole della serie non in quanto personaggio ma in quanto a minutaggio riservatole ingiustamente. 20 minuti di Dana? Seriously? Gia l’anno scorso ci hanno tormentato con la storia con il figlio del vicepresidente senza che essa abbia avuto un minimo riscontro con la trama. Oggi ci riservano mezza puntata sul suo stato pscichico e la sua tresca. Ma scherziamo?
    Il resto non entusiasma dunque il 4 è piu che meritato e va esteso a mio parere anche alla premiere forse addirittura peggiore della puntata in questione.

     
  2. Giuseppe scrive:

    Concordo con la recensione… puntata che aggiunge poco alla premier che invece con il tradimento di Saul è stata una bomba. Spero che torni già dalla prossima Brody, senza di lui sta serie perde molto

     
  3. alessala scrive:

    Addirittura 4? Mi sembra a dir poco esagerato come voto. 4 è qualcosa che proprio non funziona sotto diversi aspetti, a livello visivo, di sceneggiatura, di recitazione. Questo episodio sarà al di sotto della media di Homeland, su questo concordo abbastanza, ma dare un 4 secondo me è esagerato. Ci sono molti aspetti che funzionano, e in generale Homeland non è una serie da 4 proprio per la cura negli aspetti visivi, fotografici, e comunque in generale la sceneggiatura regge, e la recitazione resta di alto livello. Avrei dato magari un 6, 6 e mezzo, perché comunque è vero, come ho detto, che siamo al di sotto delle aspettative, ma è anche vero che si tratta di un’altra puntata che sta ancora preparando il terreno per il proseguo della storia (come del resto è accaduto l’anno scorso).

     
  4. Mark May scrive:

    Io quoto Alessala. La puntata non mi è piaciuta, sia chiaro, ed è evidente una mancanza di originalità nella sceneggiatura, ma la resa rimane cmq di alto livello dal punto di vista visivo e tecnico… Ripeto, forse è uno degli episodi più brutti di tutto Homeland, ma è anche vero che questi 2 episodi sono stati molto di passaggio, certo non giustifica i difetti di scrittura evidenziati molto bene della recensione (che approvo in tutto fuorché nel voto), ma io direi di stare calmi nella valutazione perché ancora deve succedere tutto; possiamo lamentarci che in questi 2 episodi non sia successo niente (ed è una colpa grossa degli autori non averci fatto capire l’intento di questi primi episodi, non li sto giustificando), ma io prima di stroncare la puntata (e la buona riuscita di tutta la stagione) aspetterei ancora un pò.

     
  5. Michele Hume scrive:

    Beh il voto si dà in base alla serie, non in assoluto. Un 4 di Homeland equivale ad un 7 di una serie mediocre, per dire.

    Detto questo, concordo con l’analisi di Davide e – a parte forse Quinn, che però non viene approfondito – non riesco a trovare neanche uno spunto positivo da questo episodio (e inizio di stagione). Il minutaggio riservato a Dana è ridicolo: se qualcuno che non conosce Homeland guardasse la puntata penserebbe si trattasse di un teen drama. Ok che è necessario approfondire la famiglia Brody, vista l’assenza di Nicholas, ma non così diamine.

    Per me il 4 ci sta tutto, proprio perchè non si possono accettare episodi cosi mediocri da una serie che ha tirato fuori dei capolavori. E considerato che non mi fido più della Showtime dopo gli scempi fatti con Californication e Dexter, o si riprendono – e presto – alla grande, o abbandono la serie.

     
    • SerialFiller scrive:

      Ti quoto totalmente.
      Basta pensare al minutaggio dato a DANA per giustificare il 4. Come hai detto tu prendendo la puntata in se ed isolandola parrebbe di guardare un teen drama dove la protagonista tra un crollo nervoso ed una tenera storiella adolescenziale scompare per far vedere la zietta bipolare in ospedale ed il nonno buonissimo che all’improvviso è diventato una carogna a capo della CIA.
      Io aborro questa puntata e mi ripeto ho detestato ancora di pià la premiere dove c’era stato si il colpo di scena finale ma secondo me un colpo di scena assolutamente fuori personaggio e fuori luogo. La showtime ha appena mandato in onda il più brutto finale della storia con decter rovinando uno dei 5 personaggi più affascinanti della storia della tv, siamo sicuri che non si ripeterà con Homeland?
      In più pur essendo un estimatore di Homeland lo odio visceralmente per aver ricevuto una serie di premi a mio avviso immeritatissimi quando poi sulla scena di questi anni esisteva quel colosso di Breaking Bad al quale di diritto spettavano quasi tutti i premi vinti da Homeland.

       
    • alessala scrive:

      Mah…secondo me ci state andando un po’ giù pesanti, però è un mio parere, naturalmente.

       
  6. Attilio Palmieri scrive:

    Completamente d’accordo con Davide. Questa puntata sembrava uno scherzo, una presa in giro. Purtroppo però era realtà e i presagi nella premiere c’erano tutti, specie nel finale.
    Carrie in ospedale? Di nuovo? Seriously? E poi ancora il lettino con lei legata, che sragiona e la famiglia e Saul che le chiede scusa. Basta basta basta. La storyline di Dana, noiosissima e completamente estranea a tutto ciò su cui Homeland ha da sempre riflettuto, è persino meglio e più digeribile rispetto al suicidio che hanno messo in piedi con la gestione delle vicende di Carrie e Saul.

     
  7. xfaith84 scrive:

    Secondo me la verità sta da entrambe le parti.
    Parto dall’inizio, visto che la recensione della premiere l’ho fatta io e c’è un motivo se il mio voto non è stato troppo basso.
    Sarà scontato dirlo, ma da una o due puntate non è possibile avere la presunzione di sapere come andranno determinate storie. Per intenderci, io ho detestato l’inutilità della vicenda “incidente in macchina di Dana e Tizio” perché è stata inutile, e il timore che accada una cosa simile anche in questa stagione c’è, ma non ho alcuna carta in mano per dire che seguirà la stessa sorte, tanto più che in questo caso il legame con la sfera paterna è decisamente più accentuato – senza contare che di tutta la famiglia, Dana è sicuramente quella che si è avvicinata di più al mondo del padre.

    Sarà un successo? Sarà un fallimento? Troppo presto per dirlo. Motivo per cui, personalmente, la questione Dana nella premiere ha ricevuto una sospensione di giudizio e non è dunque stata utilizzata ai fini del giudizio della puntata.
    Tolto questo, è impossibile non dire che questa seconda puntata abbia avuto momenti sprecati, ché a nessuno potrà mai interessare in una serie come Homeland vedere due adolescenti che limonano duro post coito.

    Poi. La questione Saul era contraddittoria già in premiere, e questo era evidente: è altrettanto vero che in genere si aspetta la seconda puntata per capire se ci sia una seppur remota spiegazione e questa no, non l’ha avuta. In quest’ottica, per parere strettamente personale, il giudizio della premiere cala in ottica della seconda. Poi, è ovvio che noi siamo qui a giudicare puntata per puntata! Però è evidente che 40 minuti non bastino per giudicare un intero nuovo corso di eventi (aka storia senza Brody).

    E su questo ultimo punto ci tengo a ribadire quanto già espresso in altra sede: l’idea di togliere Brody dalla narrazione non era sbagliata di per sé, ma il punto è che questa idea ha portato alla luce un problema che Homeland ha da sempre e che è stato spesso ignorato. Homeland ha Carrie, ha Brody, ha forse Saul (forse!), ma per il resto ha dei personaggi che più approssimati e approssimativi non si può. Purtroppo questo emerge con forza quando si toglie il nucleo fondamentale del racconto.
    La differenza è che laddove molti vedono questo come un segnale che Brody debba necessariamente tornare, io lo vedo come una necessità inderogabile che gli autori sviluppino meglio tutto il resto del gruppo, perché così la vicenda è destinata a collassare su se stessa. Cosa potrebbero mai fare, giocare ancora per un’intera stagione sull’amore impossibile dei due? Sull’ambiguità di entrambi, sulla loro duplicità? Siamo seri, alla lunga romperebbero le palle anche al più romanticone degli spettatori.

    In conclusione. Per me non è 4 perché paradossalmente c’è più coerenza qui che nella premiere; eppure alla sufficienza non ci arriva, per me si ferma a 5 1/2. Le puntate possono e anzi forse hanno il dovere di essere preparatorie, ma non ci possono certo prendere per il culo.

     
  8. Joy Black scrive:

    Non ho letto i commenti, ma credo che un 4 come voto sia troppo severo, anche raffrontato al livello precedente di Homeland. Detto questo la mia divergenza riguarda bene o male solo il giudizio numerico per il resto mi sento di concordare con quanto detto nella recensione di Davide.

    Per me se la premiere era da 6, questa è da 5,5.

     
  9. Mr.Franz scrive:

    Puntata da guardare assolutamente al PC, per poter skippare le parti relative a Dana, inguardabili.

    Alla TV, a guardamela tutta filata, non ce l’avrai fatta.

    Meglio le parti su Carri e Saul ma in ogni caso speriamo che dalla prossima puntata, con il ritorno di Brody, torni al ritmo delle scorse stagioni e che Dana venga ridimensionata a non più di 3 minuti a puntata.

     
  10. dezzie86 scrive:

    Anche io sono d’accordo con quanto scritto da Davide, anche se il 4 mi sembra davvero esagerato.
    Anche su Dana non sono poi molto d’accordo: se insistono così tanto focalizzandosi su di lei – come giustamente detto, la più legata al padre, anche più di Jessica – un motivo secondo me ci sarà, ed è ben rappresentato dal momento di semi-preghiera che si ritrova a fare.
    Sicuramente il livello delle due puntate non è paragonabile al livello della seconda stagione, ma non sarei così severo. Vediamo con Brody come andrà.

     
  11. domenico scrive:

    Vista ora su fox, per me il giudizio della recensione è un po’ troppo duro. Daccordo, la trovata di Carrie in trattamento sanitario obbligatorio sembra diventata un po’ un riempitivo.
    Forse, più in generale, la serie ha vissuto di un ritrmo forsennato nella prima stagione e mezza, una situazione tipica delle serie a rischio taglio e che porta a far succedere di tutto nel giro di poco tempo. Ora bisogna accettare un ritmo più lento, come è stato nella seconda parte della seconda stagione.
    A mio avviso però questa seconda puntata vive quasi di un parallelismo tra la “follia” di Carrie e quella di Dana e tra chi questa follia deve gestirla e sopportarne o prevedere le conseguenze, cioè Jessica e Saul.

     
  12. A me sembra strano il comportamento sia di Saul che della CIA e del Governo. Mi spiego: se vuoi difendere l’agenzia non vai a dire che TU SAPEVI, o almeno che eri venuto a conoscenza in un secondo momento (senza denunciare) del fatto che ci fosse un’agente con problemi psichici e che si era intrattenuta allegramente con un terrorista… Dici che l’intervista, che tra l’altro non adduceva prove a quanto ho capito, era una montatura. No?
    Poi, dopo queste dichiarazioni di Saul mi sembra come minimo ovvio che Carrie venga arrestata, anche perché a quel punto Saul deve per forza aver fatto il suo nome, anche se nessuno ne sa nulla. Come con l’intervista si potrebbe dire che siccome l’indagine è in corso non si rende pubblico il nome dell’agente, ma almeno in “separata sede” è scontato che Saul faccia il suo nome. E invece Carrie se ne va in giro tranquilla a rilasciare interviste e la portano via solo per richiedere una perizia psichiatrica ed eventualmente internarla per un po’, ma sempre per ordine di Saul e non di commissioni governative e altri corpi di polizia. Boh, mi sembra tutto un po’ strano ma magari sono io che non conosco le procedure. Non è normale nemmeno ammazzare così i sospettati di aver orchestrato l’attacco, senza catture e processi, ma è pur sempre un’America a pochi giorni da un gravissimo attentato e visto quanto successo con Bin Laden non c’è poi molto da stupirsi.
    Per la storia di Dana non so bene come pensarla… mi sembra che il suo malessere venga trattato in maniera approssimativa: le facciamo tentare il suicidio e la riabilitiamo nel giro di manco due mesi? Con l’ammmore, poi! E quella scena in cui porta in bagno la madre per spiegarle che non voleva attenzioni ma uccidersi davvero? E spiegarlo non è forse chiedere attenzioni? “Hei, stavo davvero male, mica me lo sono inventato!” Lo state facendo sbagliato (cit.)

     

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