How I Met Your Mother – 9×06 Knight Vision

How I Met Your Mother - 9x06 Knight VisionHow I Met Your Mother vive da tempo tra buone idee e pessime realizzazioni che si inseriscono tra puntate ora molto buone, ora disastrose. Questa Knight Vision è la dimostrazione concreta di quanto anche le intuizioni più divertenti possano non portare ai risultati sperati, spesso per colpa di un solo elemento: l’esagerazione. 

In tutto l’episodio è facile notare come i riferimenti a vecchi stilemi della serie siano continui e ben pesati, a partire proprio dal racconto di Barney-Jones con cui si apre la puntata. Eppure la sensazione costante è che si cerchi la risata a tutti i costi, tirando la corda praticamente su ogni sezione, come se non fosse pensabile scrivere una comedy senza esagerare. Esempio di tale scrittura è stato nelle prime puntate il famoso “Thank You Linus” di Lily, che avrebbe potuto essere uno dei leitmotiv del week-end – se ben dosato – e che invece ora lascia indifferenti quando non irritati.
Allo stesso modo, in Knight Vision quasi tutte le trovate vanno oltre quel limite che le rende divertenti, toccando vette di ripetizioni o di “battuta a tutti i costi” che fanno raggiungere sfortunatamente l’effetto opposto.

I forget what it was called, but it’s like the Holy Grail of cups.

How I Met Your Mother - 9x06 Knight VisionIl racconto di Barney relativo a “Indiana Jones e l’Ultima Crociata”, oltre a configurarsi come sempre divertente reinterpretazione stinsoniana di qualunque cosa, ci riporta ai tempi in cui Himym sapeva farci ridere soprattutto usando le classiche “scene ipotetiche”. Come si vedrà poi anche con Marshall e Lily/Daphne, è tipico della serie mettere i personaggi in situazioni non reali e comunque permettere loro di interagire con il presente o di uscire dal personaggio – “Really? I’m the one working with the Nazis?” “Ted, just… just… okay?” –, senza contare l’ormai classica conclusione di Barney alla chitarra elettrica. Ma allora cosa non funziona?
L’utilizzo del Cavaliere del Graal e della sua battuta “You chose… poorly” poteva funzionare se non reiterato allo sfinimento, anche con battute di dubbio gusto come quella in commento alla mancia lasciata da Ted al ristorante. Dosare meglio il personaggio avrebbe sicuramente migliorato l’aspetto comico di una puntata che peraltro non risulta originalissima nella trama (Ted deve trovare la donna del week-end, Barney e Robin ci manifestano per la settordicesima volta che sono tanto tanto felici insieme, Marshall deve dire a Lily che ha accettato il lavoro) e avrebbe magari fatto apprezzare di più una battuta già al limite come il terribilmente idiota “She chose… Weasley”.

How I Met Your Mother - 9x06 Knight VisionAllo stesso modo, il personaggio di Cassie viene sfruttato male per il suo fine. Himym ha una lunghissima tradizione di personaggi transitori assolutamente fuori di testa, quindi il punto non è che Cassie sia più o meno folle nel suo vittimismo, quanto il fatto che l’esagerazione di questo atteggiamento sia stata noiosa, prevedibile e davvero poco divertente. La conclusione stessa che ne trae Ted (“Grazie a Cassie non sono stato con nessuna e per fortuna, altrimenti non avrei potuto conoscere vostra madre”) è ormai talmente trita e ritrita da risultare quasi inascoltabile; inoltre, è un peccato che, invece di mostrarci un altro piccolo pezzo relativo alla madre, non abbiano fatto altro che riciclare la scena finale della 8×01 Farhampton, accentuando così il senso di ridondanza dell’intera sezione.

Reverend? More like Never-end.
Prayer-five.

How I Met Your Mother - 9x06 Knight VisionLe due coppie del gruppo vivono, con sorti diverse, la riuscita della loro storyline. Ciò che li accomuna è però forse la parte migliore della puntata, anch’essa nel solco della grande tradizione di How I Met Your Mother, che in questi casi gioca con i personaggi regalando al pubblico interpretazioni diverse dal solito (ci ricordiamo tutti i Doppelganger): qui le “storie del primo incontro” che siamo abituati a conoscere vengono completamente scambiate, con una resa che risulta quindi fresca e divertente. Certo, poi sappiamo benissimo che l’incontro tra Marshall e Lily era stato pilotato da quest’ultima (8×15 P.S. I Love You), ma ciò non toglie che la storia ufficiale sia di gran lunga più romantica di quella di Barney e Robin.
La storyline del Reverendo ha purtroppo dalla sua solo la buona chimica tra Cobie Smulders e Neil Patrick Harris, mentre la scrittura – tolta qualche battuta – torna sempre sugli stessi punti: se nelle ultime puntate il conflitto da risolvere si trovava all’interno della coppia, ora la difficoltà è esterna (il Reverendo che rappresenta tutto ciò che loro non sono), ma il risultato non cambia. Abbiamo per la quinta volta consecutiva l’ennesimo ostacolo da cui la coppia sembra uscire sempre più forte di prima: la cosa è comprensibile, se si vuole puntare molto in alto per poi farli andare in crisi, ma anche in questo caso sarebbe meglio non tirare troppo la corda.
Lo stesso suggerimento è dunque diretto anche all’eterno viaggio di Marshall, anche se bisogna ammettere che in questo caso unire la presenza di Lily (con la voce di Daphne) ai segmenti “what if” ha raggiunto un risultato migliore del previsto.

La puntata non è dunque interamente da buttare, ma di certo continua ad emergere una forte discrepanza tra la parte creativa e quella più direttamente comica: strafare non ha mai fatto bene a nessuno, nemmeno se si vogliono sparare le ultime cartucce con la stagione finale.

Voto: 6-

Note:
– L’ossessione per gli antifurti old style continua, dopo quelli praticamente identici già riproposti in Lucky Penny (2×19) e in Canning Randy (6×07). Soprattutto è inquietante che Robin sia coinvolta in tutti e tre i casi: sarà un’ossessione tipicamente canadese?
– Altro esempio di ripetizione riuscita male è il “What the damn hell?!”, che avrebbe fatto ridere se limitato alla parte Daphne/Lily e Marshall: ma che senso ha avuto farlo ripetere a Robin? Il troppo stroppia, sempre.

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

1 Risposta

  1. Lorenzo scrive:

    Mi dispiace ma questa volta non sono d’accordo con la recensione; questa puntata secondo me è stata esilarante per tutti e 20 i minuti. Ted mi ha fatto ridere come non faceva da tempo, sembra quasi tornato quello delle prime stagione, Barney e Robin mi sono piaciuti per tutta la puntata, soprattutto la loro falsa storia di come si sono conosciuti, spero che Marshall torni al più presto; sono sicuro che il gruppo al completo + l’introduzione della Mother porteranno questa stagione ad episodi di grande qualità. Per ora la stagione è promossa a pieni voti, ma il bello deve ancora venire.

     

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