Masters of Sex – 1×04 Thank You For Coming

Masters of Sex - 1x04 Thank You For Coming La Showtime ha deciso di rinnovare Masters of Sex per una seconda stagione. La notizia, arrivata subito dopo la messa in onda del quarto episodio di questa prima annata, permette di dare continuità narrativa ad una serie ambiziosa, che necessità obbligatoriamente della fiducia del network televisivo che la produce per riuscire ad ottenere i risultati qualitativi ai quali aspira.

L’obiettivo a lungo termine degli autori di Masters of Sex è quello di costruire una visione particolareggiata e raffinata di un preciso momento storico, che riesca a fondersi in maniera equilibrata con i moduli espressivi del racconto seriale. Il modo variegato ed eterogeneo con cui vengono messi in scena i personaggi principali si miscela attraverso una cura maniacale dei dettagli e uno sguardo realistico ma allo stesso tempo satirico della realtà storica rappresentata.
Masters of Sex - 1x04 Thank You For Coming L’impressione che lasciano le prime puntate dello show è quella di essere di fronte ad un approccio al prodotto seriale che segue le orme di serie tv come Treme, Mad Men e Boardwalk Empire, dove si riproducono le vicende di mondi parzialmente alieni a quello del pubblico su cui vogliono fare presa, ma che si inscrivono all’interno di un immaginario cinematografico e seriale familiare contiguo a quello contemporaneo. Nei primi episodi la serie ha in parte sofferto il confronto con i prodotti che prende come riferimento estetico, anche a causa del tentativo di rendere frettolosamente di spessore le caratterizzazione dei personaggi, non riuscendoci però completamente. Lo show ha comunque attirato l’attenzione del pubblico grazie alla messa in scena del tabù della ricerca scientifica applicata alla sessualità affrontato con un approccio politicamente scorretto, ma non solo: è stato possibile anche tramite l’ampio ed efficace utilizzo dell’autoironia, che permette alla narrazione di non impantanarsi prendendosi eccessivamente sul serio, e attraverso una ricostruzione scenica di impronta cinematografica. Grande attenzione è riservata alla rappresentazione di costumi e oggetti d’epoca, vezzo che ritroviamo pienamente in Mad Men – per quanto riguarda la serialità televisiva-, ma che è presente anche in ottica retro-futurista nella filmografia di Michel Gondry o in chiave vintage in quella di Wes Anderson.

“Well, you used to like breaking rules with me”

Masters of Sex - 1x04 Thank You For Coming L’intera narrazione dell’episodio ruota intorno alla figura di Virginia Johnson, il personaggio più autentico e affascinante tra quelli fino ad ora presentati. La sua caratterizzazione subisce un mutamento indecifrabile durante la puntata, perché la personalità della donna viene esaminata attraverso diversi punti di vista. Il filtro percettivo che rende la figura di Virginia così sfumata è lo sguardo dei tre uomini che si interessano alla sua vita (l’ex marito George, l’innamorato Dottor Ethan Haas e il datore di lavoro William Masters). L’impossibilità di incasellare la sua figura nel posto in cui ci si aspetta che agisca, nel contesto storico di riferimento, causa una perdita del controllo razionale nelle personalità maschili che le ruotano attorno. Lo spettatore rischia di ricevere una visione fallace e parziale dell’identità di Virginia, il cui soggetto finisce per essere deformato fino a mutare nello stereotipo della femme fatale sessualmente disinibita. Proprio la possibilità di ricevere un riflesso distorto della sua personalità rende paradossalmente più reale ed emotivamente coinvolgente la sequenza finale, in cui Virginia ci viene mostrata fragile e abbandonata da quelle figure maschili che pensano di capirla, di amarla e di desiderarla, limitandosi invece ad idealizzarla.

“For a man who expects his work to change the world, he doesn’t want his life to change too much”

Masters of Sex - 1x04 Thank You For Coming Non si può dire però che gli autori della serie curino con la medesima attenzione la storyline che coinvolge il protagonista William Masters. La sua paura di essere inadeguato come padre ci viene mostrata tramite uno sviluppo narrativo coerente ma banale. In particolar modo sono i personaggi con cui viene fatto interagire ad essere dei pallidi cliché riciclati, che non funzionano per veicolare fruttuosamente lo stato d’animo alienato e sofferente di Bill. La sua ossessione per le abitudini sessuali di Virginia, oltre a porre di nuovo l’accento sul rapporto non pacificato e conflittuale tra William e il sesso, mette in evidenza la volontà di evasione di Bill dalle dinamiche familiari, i cui meccanismi di funzionamento sembrano messi a repentaglio dal radicale cambiamento che subiranno nel prossimo futuro.

Thank You For Coming è un episodio che soffre ancora della frenesia creativa degli autori della serie, che vorrebbero dimostrare e convincere immediatamente gli spettatori delle qualità del prodotto. Mentre il registro formale si conferma di un’eleganza fuori dalla norma, lo stesso non si può dire della bontà e dell’originalità riservati alla crescita e allo sviluppo psicologico di tutti i personaggi, che influisce negativamente sulla riuscita della trama verticale dell’episodio .

Voto: 6,5

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

5 Risposte

  1. Francesca Anelli scrive:

    Mmmm, la recensione è molto accurata, ma non riesco a vedere in Virginia quello che vedi tu, non ancora. Cioè, capisco l’operazione che hanno cercato di portare avanti facendocela vedere con gli occhi dei suoi uomini, ma la caratterizzazione del personaggio nello specifico mi pare ancora deboluccia.
    Al contrario, a me Masters piace molto e trovo che la sua storia sia più curata. La madre è un po’ streotipata, è vero, ma nemmeno poi così tanto, abbiamo visto di peggio ( è strano il modo in cui si rapporta con Virginia, magari – negli anni ’50 non c’è una singola donna che la giudichi male in quanto divorziata? Davvero? – vabbè tanto piace a tutti :P).
    Comunque, gli episodi vanno sempre a migliorare, io credo che alla fine della stagione avremo un prodotto di qualità.

     
  2. Mark May scrive:

    A me la puntata è piaciuta… trovo che tra le 4 sia la più debole fino ad ora ma mi sta piacendo il modo con il quale stanno caratterizzando Masters… Su Virginia non saprei esprimermi: da una parte trovo strana la sua caratterizzazione molto femmina del nuovo millennio, dall’altra parte però la reazione degli uomini che la circondano è perfettamente inserita nel contesto storico per cui non mi sento di storcere il naso o di dire che è una scelta autoriale sbagliata. Credo che questa puntata (abbastanza transitoria) sia ampiamente sufficiente, spero solo che cambino al più presto la sigla perché l’ho trovata di un cattivo gusto notevole, non so se ha dato solo a me questa impressione.

     
  3. xfaith84 scrive:

    Io trovo che questa serie sia una delle cose migliori che sono uscite quest’anno. Certo è che essendo all’inizio debba ancora prendere un po’ le misure, quindi anche i personaggi risultano ora in un caso ora nell’altro poco caratterizzati, ma non mi sembra una cosa drammatica.

    Il “caso Virginia” è singolare perché non siamo abituati a vedere una donna così emancipata, consapevole del suo corpo e “moderna” in un periodo che noi conosciamo in un modo solo. La realtà è che ci sono state donne così in tutti i tempi, solo che chiaramente erano in numero di gran lunga inferiore: quindi a noi fa impressione, ma non è una cosa così impossibile.
    Capisco anche la madre di Masters, più che altro perché si è evidentemente smarcata dalla figura opprimente del marito e quindi che sia incline al concetto di divorzio non è una sorpresa.
    E’ invece sempre la moglie a risultare un po’ difficile da capire, sta con un piede di qua e uno di là… bah. vedremo con lo sviluppo della stagione.

     
  4. Francesca Anelli scrive:

    Anche io considero la serie la migliore novità della stagione. Il problema di Virginia non sta nel fatto che non ci possano essere donne libere e disinibite negli anni ’50, è che per farci vedere che effettivamente le donne non erano tutte Betty Draper si esagera e la si dipinge come un essere celestiale. Comunque credo si possa correggere il tiro facilmente.

     
  5. Eraserhead scrive:

    Come si può criticare la sigla? Dov’è il cattivo gusto? Io la trovo perfettamente azzeccata e non credo che verrà cambiata, non ne vedrei il motivo.

     

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