American Horror Story – 3×04 Fearful Pranks Ensue

American Horror Story - 3x04 Fearful Pranks EnsueDisturbante, dissacrante, divertente. Questi i tre aggettivi che meglio definiscono American Horror Story, attributi presenti sin dall’inizio, seppur in sordina, ma che col tempo hanno avuto modo di affermarsi definitivamente. Coven dopo solo quattro episodi dimostra di averli assimilati con sempre meno sbavature.

“Fearful Pranks Ensue” ha un incipit quasi programmatico circa i presupposti sui quali si fonda questa terza stagione: New Orleans è la location deputata alla deflagrazione dei principali conflitti; la cultura afro e la musica nera le connotazioni che la città si porta dietro in maniera endogena. A questo con-testo, sempre più stratificato, si aggiunge un testo altrettanto denso, un soggetto in cui le streghe e la stregoneria si fanno campo di battaglia per una rivalità atavica, quella tra il ramo caucasico, afferente alla tradizione e facente capo alle streghe di Salem, e il ramo radicato in un passato ancestrale, figlio di una stregoneria antropologicamente primordiale, della magia nera e dei riti tribali, che trova nella capitale della Louisiana un fertilissimo terreno di espressione.

American Horror Story - 3x04 Fearful Pranks EnsueArrivare immediatamente dopo un episodio come “The Replacements” può avere sicuramente l’insidia di dover reggere il confronto, ma al contempo rivela anche un grande vantaggio. Quest’episodio infatti imposta gran parte della sua struttura su un casus belli offertogli su un piatto d’argento: il finale della scorsa puntata, infatti, segna un punto di non ritorno per questa stagione in quanto, sacrificando un personaggio importante come Madison, ne rende la sua presenza immortale e ubiqua. Nello specifico quell’epilogo è simbolo della resistenza a un ciclico ricambio generazionale che elegge il Tempo come discriminante tra il vecchio e il nuovo. Questo episodio mette in scena il dietro le quinte, utilizzando il personaggio di Spalding, osservatore privilegiato, alter ego spettatoriale per eccellenza e figura che in questo segmento narrativo, seppur breve, acquista una grande quanto disturbante autonomia. Da sempre tuttofare e sodale di Fiona, Spalding le è stato accanto in ogni sua mossa, sapendo digerire anche i rospi della disonestà e della prevaricazione ingiustificata, dimostrando una fedeltà tale da spingerlo a tagliarsi la lingua con le sue stesse mani in modo da non avere neanche l’opportunità di cedere ai ricatti altrui. Un ruolo che si carica ancora più di importanza per via dell’interpretazione di Denis O’Hare, attore presente in due delle tre stagioni della serie e in entrambe autore di un personaggio profondamente segnato dallo scorrere del tempo.

American Horror Story - 3x04 Fearful Pranks Ensue“Fearful Pranks Ensue” mette in scena un confronto titanico tra le due attrici più importanti della serie, Jessica Lange e Frances Conroy, proprio come era avvenuto in “Continuum” penultimo episodio di Asylum, dove, grazie a una trasformazione copernicana dell’Angelo della Morte, le stesse due interpreti mostrarono, con tutta la disarmante forza delle loro rughe (ancora il Tempo), la loro potenza interpretativa, che tiene gli spettatori incollati allo schermo. Sebbene la fragilità di Cordelia e la purezza e la particolarità delle giovani apprendiste rendano i loro personaggi tutt’altro che banali, in questo caso sono i pesi massimi a scontrarsi e a rubare la scena a tutti. La macchina del tempo è un giochino che gli autori di American Horror Story usano in modo meraviglioso anche in questo caso, dove a farla da padrone sono il passato dei due personaggi e il loro scontro, che si rivela ai nostri occhi una guerra di lunga data: abuso e prepotenza determinano la vittoria dell’una sull’altra, sorpasso che non ha avuto solo nel merito le sue ragioni, ma soprattutto nella furbizia e nel cinismo che hanno lasciato alle spalle rancore e sete di vendetta.

American Horror Story - 3x04 Fearful Pranks Ensue“Fearful Pranks Ensue”, come e più degli episodi che lo hanno preceduto, tenta di offrire un quadro il più possibile completo delle storyline che governano questa stagione: ad esempio riprendendo la vicenda di Kyle e Zoe, con tutti disturbanti traumi che si porta dietro; dando voce a Delphine LaLaurie e al suo disagio nell’affrontare un tempo che non è il suo, specie nel confronto con Queenie; addentrandosi nella vicenda tutta femminile della ricerca della maternità di Cordelia; e, soprattutto, offrendo uno spaccato sempre più dettagliato dell’altra parte, il dark side della stregoneria, quello capeggiato dalla bellissima quanto perfida Marie Laveau. A questo proposito è azzardata quanto riuscita la venatura zombie di quest’episodio che, approfittando della coincidenza con Halloween, declina la magia della potentissima strega di colore nella messa in scena dei morti viventi, al contempo maschere inquietanti per una ricorrenza spaventosa e arma micidiale al servizio dell’eterna lotta tra i due clan. I walkers infatti si presentano come un esercito pronto a colpire, a vendicare ferite inferte da secoli e rinnovate nel presente, con tanto di teste di bue mozzate e consegnate a domicilio.

Giudizio ottimo per una stagione che era partita con la scomoda eredità dell’eccellente annata precedente, ma che sta pian piano trovando una sua autonomia e compiutezza.

Voto: 8

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

9 Risposte

  1. xfaith84 scrive:

    Anch’io l’ho trovata una buona puntata, anche se davvero secondo me siamo lontani mille miglia da Asylum. Però di sicuro questa è stata la puntata che più di ogni altra ha contribuito a portare avanti tutte le trame e a darci un background su cui lavorare.
    Ho trovato abbastanza inutile e poco interessante la questione sul marito/fidanzato di Cordelia, tanto che se avessero messo un’altra attrice al posto della a noi conosciuta Alexandra Breckenridge credo che questa scena me la sarei pure dimenticata.
    Purtroppo continua ad essere poco sfruttata la Bates con la sua Delphine, spero più avanti emerga in tutto il suo splendore.
    Spalding, ovviamente, personaggio dell’anno.

     
  2. Ambrosia scrive:

    A me invece questa terza serie devo dire che prende molto, direi che al momento è quella che mi appassiona di più!
    Sarà che l’argometo streghe mi affascina molto (non parliamo di streghe alla sorelle Halliwell o roba per teenager, dico vera stregoneria) e credo lo stiano affrontando bene…. perlomeno al momento. Gli attori sono dei capisaldi ormai, e la new entry Bates mi inquieta al solo vederla.
    Non capisco perchè tengano la Farmiga, per me è inespressiva e poco dotata. Tate non riesco a chiamarlo con altro nome O.o

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Negli ultimi due episodi a me questa stagione ha iniziato a convincere molto, per certi versi anche più di Asylum, che aveva dei picchi molto alti senza dubbio, ma se Coven dovesse continuare su questo livello sarebbe forse più compatta, più coerente e portatrice di un universo con meno buchi e forse anche in filino più autosufficiente. Ovviamente è ancora presto, ma puntata dopo puntata devo dire che le mie perplessità su questa stagione stanno diminuendo progressivamente. Kyle che dà le testate in primo piano è solo una delle tante intuizioni da squilibrati che caratterizzano in positivo questa serie. Poi Marie Laveau è veramente superfiga, l’unica che può reggere il confronto con Fiona.

     
  4. Mark May scrive:

    Io sono d’accordo con Attilio… questa stagione mi sta prendendo come non mai; se con Asylum gli autori hanno aperto un varco che forse neanche loro sapevano come gestire alla perfezione mi sembra che in Coven sia tutto strutturato e compatto come neanche in Asylum avevamo visto. Non avrei mai creduto che il tema della stregoneria potesse appassionare e divertire più del tema dei pazzi, ma a me questa stagione mi sta prendendo benissimo, ed il fatto che migliora di puntata in puntata non può che far presagire al meglio (anche se queste stagioni autoconclusive portano ad un calo fisiologico negli ultimi episodi).
    Una curiosità: che ruolo aveva Spalding/O’Hare nella seconda stagione che proprio non riesco a configurarlo???

     
  5. dezzie86 scrive:

    Ottima stagione, a mio avviso. Ovviamente la seconda resta un gioiello, ma aveva il neo degli alieni spiegati così così.
    Al momento questa, come dice Attilio, sembra più compatta: anche la scelta – al limite – degli zombie sembra convincente.
    Mark May, nella seconda stagione O’Hare non credo ci fosse, spero di non sbagliarmi. 😉

     
  6. Attilio Palmieri scrive:

    è vero, mi sono confuso, O’Hare non era presente in Asylum. Rettifico anche nella recensione.

     
  7. Ambrosia scrive:

    Però non ditemi che la Suprema sarà Zoe…no, sul serio, davvero?
    Piuttosto la ragazza down (mi sfugge il nome!)
    E vorrei fare un applauso al marito di Cordelia: ottima idea mettere le corna (e non solo) alla moglie strega, con tanto di suocera Suprema e chiaramente con poca stima di te. Soprattutto, sapendolo! Stimissima!

     
  8. SadRay scrive:

    La suprema sarà l’unica che la lange non sa che esista perché pensa sua morta arsa sul rogo… si aprono le sconmesse signori! !!

     

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