American Horror Story – 3×05 Burn, Witch. Burn!

American Horror Story - 3x05 Burn, Witch. Burn!Dopo diversi episodi carichi di aspettativa, ma tiepidi, la quinta puntata di Coven finalmente ci svela dove Murphy, Falchuk e tutto il team di autori vogliano andare a parare in quest’annata di horror in tv: streghe, zombie, resurrezioni e tutto il resto sono messi in scena solo ed esclusivamente per celebrare il girl power.

Detto così sembra una banale citazione pop di fine anni novanta, ma scavando sotto la sottile superficie fatta di magia ed incantesimi è facile intendere la battaglia delle streghe per la sopravvivenza come una lotta più profonda della donna per la sua affermazione nella società moderna. Gli sceneggiatori però sono andati oltre, evitando il tema abusato della guerra dei sessi e dando alla donna un nuovo nemico: se stessa. Infatti in scena l’uomo è quasi assente e comunque dipende dalle donne: Kyle resuscita per mano delle ragazze ed ora non appare nemmeno, il muto Spaulding diventa ridicolo vestito come un bambolotto, il vicino di casa Luke è vivo grazie al diversivo di Zoe e gli zombie sono morti per definizione. Il ritratto che viene dato della figura maschile non è dei più lusinghieri. Al contrario le donne sono il centro di tutta la narrazione e sono delle figure molto più complesse: sono potenti streghe, ma anche perseguitate; sono madri in lutto, ma anche bugiarde; sono state terribili con i loro figli, ma li uccidono per la seconda volta.

American Horror Story - 3x05 Burn, Witch. Burn!Questa stagione di AHS racconta il viaggio della donna dentro se stessa passando per i pregi e i difetti, ma concentrandosi soprattutto sulle contraddizioni che spesso non sono capite neanche dalla donna stessa. In questo infinito viaggio interiore, le streghe tentano di capire chi sia la nuova Suprema, figura da seguire come modello – anche se poi Fiona, la Suprema ora in carica, è tutto tranne che un role model. I punti di riferimento sono stravolti: Cordelia, che rappresenta la visione più pura e lucida della condizione di strega, viene accecata, e la rossa Myrtle, a capo del consiglio, viene bruciata per una colpa che forse nemmeno ha. In questo contesto vediamo le allieve della scuola allo sbando, senza aiuto dalle figure più esperte nel momento di vera crisi, che qui diventa l’attacco degli zombie. Alla fine però le ragazze risultano comunque vincitrici, al contrario delle adulte, superando anche se a fatica la difficoltà.

American Horror Story - 3x05 Burn, Witch. Burn!Con questa premessa possiamo analizzare più lucidamente anche il resto dell’episodio, capendo da che punto di vista si devono interpretare alcune scelte sia a livello di trama che per quanto riguarda la messa in scena. La decisione di creare non una vera e propria trama principale, ma diverse minori acquista senso: il ritorno di Delphine LaLaurie serve per raccontare il suo cambiamento interiore da schiavista a cameriera; la guerra con le streghe voodoo ci mostra il conflitto tra le due facce della stessa medaglia, tra il lato più moderno e più ancestrale della stessa figura, e la ricerca della nuova Suprema, che non si trova, indica il bisogno non soddisfatto di nuovi modelli da seguire.

Capito questo, anche se la trama rallenta e gli sviluppi si fanno attendere, va bene lo stesso. Quello che ci interessa è quello che succede dentro ai personaggi e non fuori; ora il tempo del racconto e quello della narrazione sembrano coincidere: la lunga camminata di Fiona nei labirintici corridoi dell’ospedale assume il significato di un viaggio dentro se stessa e l’incontro con la coppia madre/figlia sembra quasi un augurio che la strega si fa in un momento di intenso dolore. L’incontro di Delphine con le figlie morte ci fa vedere il suo vano tentativo di redimersi almeno ai suoi occhi, visto che le figlie zombie non hanno la capacità di perdonarla. La parte più ottimista della puntata la vediamo con le allieve, che si trovano davanti un mondo inaspettato ed oscuro e che non capiscono; tuttavia anche senza il supporto di figure più adulte riescono comunque a sopravvivere, scoprendo caratteristiche e poteri ancora celati.

American Horror Story - 3x05 Burn, Witch. Burn!Se il versante narrativo è coerente, quello estetico lo è un po’ meno. Possiamo definire Burn, Witch. Burn! una puntata storta: la telecamera è storta quando ci mostra gli zombie in giardino, è storta quando Fiona assiste la figlia nel bar, è storta quando vediamo Marie Laveau fluttuare sopra al cerchio magico dipinto sul parquet, è storta dentro le mura dell’ospedale. L’inquadratura però non è dritta neanche nella maggior parte del resto dell’episodio tanto da risultare a tratti fuori luogo. Alcuni tagli particolari sono funzionali se ci vogliono raccontare il punto di vista di un certo personaggio, se però diventa la normalità perde totalmente di senso.

Al contrario, molto incisiva risulta la scena del rogo: l’abbinamento tra l’azione drammatica (il cammino verso il patibolo) e il sottofondo musicale quasi ironico (Right Place Wrong Time di Dr. John) ha ricordato le operazioni di chirurgia estetica super realistiche di Nip/Tuck, serie del 2003 creata sempre da Ryan Murphy per FX. In entrambi i casi il fine del protagonista è quello di eliminare quello che non va e che rende la vita peggiore: in Nip/Tuck si tratta di grasso dalle cosce, in Coven è la presenza di Myrtle. La freddezza quasi chirurgica di Fiona davanti alla sua rivale arsa viva si scontra con il nostro stupore e sconcerto nel vedere la strega pagare per qualcosa che forse non ha neanche commesso.

American Horror Story - 3x05 Burn, Witch. Burn!

Questa puntata di AHS, più che quelle precedenti, è stata capace di mettere in luce le capacità del suo cast: da Jessica Lange a Kathy Bates, tutti i personaggi sono stati capaci di sostenere quei momenti in cui la trama ha fatto un passo indietro per lasciare spazio alle reazioni umane. Lo step finale che decreterà il successo, almeno per la qualità, della serie sarà lo sviluppare una trama orizzontale più compatta ed incisiva, partendo anche dalle buonissime basi emotive che questo episodio ha saputo costruire.

Voto: 8

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

1 Risposta

  1. Draper scrive:

    Comincia a piacermi questa stagione iniziata con molti pregiudizi da parte mia.
    La trama sembra lineare,congrua e ben fatta.
    Gli ultimi due sono stati ottimi episodi,speriamo non si perda negli episodi finali come successe ad Asylum.

     

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