Boardwalk Empire – 4×08 The Old Ship of Zion

Boardwalk Empire – 4x08 The Old Ship of ZionMoltissimi sono i pregi che Boardwalk Empire ha sempre dimostrato di saper maneggiare con estrema cura, e questi si sono ripetuti, ampliati e migliorati per quattro stagioni. Difficile dire (per il momento) quale sia l’annata più riuscita, ma dopo otto episodi impeccabili forse potremmo anche azzardare una risposta.

Ciò che pare evidente in questa stagione è il profondo equilibrio tra tutte le varie storyline: trovarne una che sia veramente sbagliata credo sia impossibile. Certo, esistono personaggi più e meno interessanti, focalizzazioni migliori e peggiori, ma tutto è calibrato nel modo giusto; inoltre, per quanto possano essere distanti tra loro, c’è la netta sensazione che nulla sia lasciato al caso e che ogni tassello avrà il suo posto accanto all’altro. C’è una solidità tale in quest’arco narrativo da rendere inutile la ripresa pedissequa di ogni singolo evento/personaggio in ogni episodio e, in maniera complementare, ogni minuto di ogni episodio diventa fondamentale. Chiarezza, compattezza, incisività: fino ad ora sono gli aggettivi migliori per descrivere la magistrale scrittura che caratterizza la serie e la sua realizzazione – non so quanti possano vantare lo stesso (doppio) successo.

“What did you come up here for?”

Boardwalk Empire – 4x08 The Old Ship of Zion

Sally Wheet, per esempio. Il suo personaggio ha avuto uno spazio ridotto, se guardiamo ad un dato strettamente quantitativo; eppure, in poche mosse, è stata inquadrata in tutta la sua complessità ed esuberanza. Nucky, dopo averla scelta come referente per i nuovi commerci con Tampa,  la ritrova ad Atlantic City e ne finisce di capire l’immenso valore. Questa sua inaspettata apparizione si inserisce in una situazione fortemente delicata per Nucky: la bravata di Willie porterà molti scompensi e fin troppe conseguenze. Ma la presenza di Sally tampona per il momento la ferita aperta, nello scorso episodio, dal litigio tra Eli e il suo primogenito, spingendo l’insicuro Willie a parlare dei suoi progetti. Di conseguenza, assieme a questi nuovi propositi, esce fuori anche Willie stesso, sganciato dall’ambiente universitario e dalla bolla familiare in cui Eli ha sempre tentato di ricacciarlo e fa il suo ingresso nell’intreccio dei grandi: il suo futuro tirocinio nell’ufficio del sindaco Bader sarà un doppio banco di prova. In questo consiste quel “nulla lasciato al caso” di cui sopra: non esiste in Boardwalk Empire elemento che non sia impiegabile su più linee, che non abbia più funzioni e sia, ai fini della storia, un pezzo imprescindibile. Tutto torna, tutto combacia. E la consegna a mo’ di testimone del famoso Ragged Dick, emblema stesso della formazione e della personalità di Nucky, rappresenta chiaramente l’inizio di un sodalizio che ricorda fin troppo il mai dimenticato binomio Nucky-Jimmy delle prime stagioni.

“The first boy…well, it’s all about who you know, isn’t it?”

Boardwalk Empire – 4x08 The Old Ship of ZionA complicare le cose torna ancora l’amato agente Knox. Scalzato dalla presunzione di J. Edgar Hoover che si è preso tutto il merito della sua idea sulla rete di criminali distribuiti nelle maggiori città americane, decide di non demordere e, dopo la dipartita di Eddy, va a cercare l’altro neo di casa Thompson. Nonostante la continua sovrapposizione dei vari frammenti e delle varie storyline, il tutto continua ad essere dominato da una linearità disarmante: convivono all’interno di questo grande mosaico la Storia con i suoi veri protagonisti e l’intreccio inventato ad hoc per la serie con i suoi mille volti – tutti insieme e senza il minimo impaccio. Quest’anno la serie di casa HBO ha puntato ancora più in alto e ogni dettaglio grida la sua riuscita. Il momento in cui l’agente Knox mette al corrente Eli della trama “ordita alle sue spalle” da Nucky, a fin di bene, per aiutare il nipote e di conseguenza anche la sua famiglia rivela ancora una volta quanto ogni particolare sia perfetto esattamente lì dove si trova: in pochi minuti l’immensa lealtà di Eli viene messa in discussione. Per lui coesistono adesso, sui due piatti della bilancia, da un lato la gratitudine e l’onestà per Nucky e dall’altro il grande amore per la sua famiglia, da sempre prima preoccupazione di Eli. Da questo punto di vista ha ancora più senso la volontà di ritrarre sempre di più Eli nel suo lato fortemente paterno, da sempre sua peculiare caratteristica. Sappiamo che queste due metà sono costitutive del suo personaggio perciò diventa ancora più interessante scoprire quale sarà la sua scelta e quindi cosa comporterà la rottura di questo equilibrio fondamentale.

“Let’s go, buck. Chair ain’t running off nowhere.”

Boardwalk Empire – 4x08 The Old Ship of Zion

L’episodio prende il titolo da un famoso canto gospel, tipico di questi anni. Intonato per noi da Maitland, le sue parole ci traghettano verso la zona più bella di questa puntata: il ritorno di Chulky, del vero Chulky, e l’ormai guerra dichiarata con il suadente dottor Narcisse. Purnsley sembra aver ormai trovato la sua dimensione come pietra angolare dell’eroina locale e presunto braccio destro del ben più scaltro Narcisse. Chulky, nonostante la sbandata per la bella cantante non tradisce le potenzialità del suo grande personaggio e intuisce finalmente cosa si sta ormai muovendo da un po’ di tempo alle sue spalle: occupare il trono rimediato da Purnsley e sfidarlo apertamente a scegliere da che parte stare, è solo il primo segnale della scalata del ritrovato Chulky. Se fino ad ora, il simbolismo soprattutto biblico impiegato quasi ovunque da Narcisse ha provocato un’immediata fascinazione su chi gli era intorno, in questo episodio invece si riversa su se stesso fino a coincidere con il suo contrario: esagerazione, incomprensibilità, kitsch verbale e visivo, ben sintetizzato dall’orribile messinscena del suo dramma sulla nascita del movimento da lui fondato, rappresentato da un bambino nato da una prostituta. Il pubblico in sala rimane infatti interdetto e coglie l’occasione di scampare a Narcisse rincorrendo dei rumori esterni: dall’altro lato della strada c’è Chulky che sfida il dottore con le sue stesse armi. Rappresentazione contro rappresentazione: la nascita di Ominira vs Harlem by Torchlight; le fiamme che li dividono e l’odore di droga che emanano sono per noi, quindi ad un secondo livello, la rappresentazione perfetta ed iniziale del loro futuro scontro. Con la sequenza finale e la scomparsa di Purnsley, pugnalato a morte da Maitland, l’intreccio si fa ancora più tortuoso e denso di aspettative: anche per lei arriverà il momento di scegliere tra colui che ha salvato da morte certa e colui che è (stato) il suo salvatore.

Boardwalk Empire non sbaglia e non ha intenzione di sbagliare un colpo: otto episodi su otto senza un errore, senza una sbavatura. C’è solo da aspettare con ansia il pezzo successivo del grandioso mosaico. 

Voto episodio: 8,5 

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

4 Risposte

  1. crlnlc scrive:

    Gran bella recensione, come tutte le vostre d’altronde.. Per me Eli non tradirà una seconda volta.. Sarebbe roba già vista e questa volta nonostante i mille screzi con Nuky è stato Willie a combinare i guai, ora credo che come padre lascerà che ne paghi le conseguenze.. in compenso Prevedo una forte strigliata ( e non solo) a (mitico) Miky Doyle che gli ha lasciato prendere gli alcolici..

     
  2. SerialFiller scrive:

    Bellissima recensione. Boardwalk empire si conferma una delle 3 migliori serie qualitativamente migliori in circolazione.
    Quest anno sta riuscendo a mantenere costante ul livello di ofni singola puntata ma rispetto agli altri anni noto anche dei picchi maggiori nel singolo episodio.
    Un altro punti tremendamente a favore di boardwalk è la perfetta caratterizzazione di personaggi secondari o nuovi. Pensate al nipote di nucky…. ora pensate a dana in homeland? Quanto utile è risultata la sottotrama riguardante il figlio di eli riapetto a quwlla di brody? Inoltre come sono stati bravi gli autori a fare in modo che in una manciata di puntate l omicidio di henry ai interswcasse con gli affari di nucky? Da questi piccoli dettagli capisci che hai di fronte una serie che non vuole finire di migliorarsi e di stupire.
    Puntata bellissima che passa veloce e affascina potendosi permettere di lasciare fuori i filoni importantissimi legati a luciano…meyer rothstein e capone..

     
  3. Tuco scrive:

    Giuro su dio per tutta la puntata ho pensato che Chalky fosse spacciato!
    Mamma mia che emozioni, son rimasto incollato alla sedia in perenne tensione muscolare tutti e 60 i minuti!
    Chissà che diamine succederà adesso. Elì è mezzo fregato, pover uomo sempre lui, o tradisce (con condanna) il fratello o il figlio, e in entrambi i casi si può dire che tradisce la famiglia. Povero Eli, povero povero Eli ogni scelta che gli si para davanti (almeno quelle che vedo io) lo condannano ad un esistenza di sofferenza e rimpianto.
    Commentando l’episodio non si può che notare il ritmo, veloce e incalzante nonostante l’assenza di scene d’azione e l’abbandono di storyline più violente. E molto merito secondo me va all’impeccabile regia dell’immortale Tim Van Patten.
    Insomma -4 episodi e succederà di tutto!

     
    • Tuco scrive:

      Aggiungo che questa è sicuramente la stagione migliore, anche se la seconda con il gigantesco Jimmy Darmody ha il grande merito di aver rivoluzionato la serie, rendendo BE quello che oggi è: una serie tv senza il minimo scrupolo. Non so perchè ma tralasciando le evidenti influenze de I Soprano, credo che la coralità dei personaggi, il modo di intrecciare le storia e la creazione di un contesto forte siano molto merito di The Wire. Sono matto o ci ho visto giusto?

       

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