Homeland – 3×08 A Red Wheelbarrow

Homeland - 3x08 A Red WheelbarrowTante cose hanno fatto storcere il naso dei primi sette episodi di questa terza stagione. Il finale coraggioso della scorsa annata si è rivelato essere una bella gatta da pelare per gli sceneggiatori, che hanno dovuto cucire un nuovo abito alla serie, e l’effetto “spiazzamento” c’è stato. Mancava qualcosa e con questo episodio, paradossalmente, si capisce che non si trattava (solo) di Brody.

 

Il grande assente di questa prima parte di stagione è stato l’hype di fine puntata, quella sensazione agrodolce che rendeva odioso il pensiero dell’attesa settimanale. Entrambe le prime stagioni hanno poggiato quasi interamente sull’ambiguità dei personaggi e sull’imprevedibilità delle loro azioni, attraverso il continuo scombinamento delle carte in tavola e degli equilibri, senza però far mai mancare una struttura narrativa solida e credibile. I due mesi off screen che separano l’attentato a Langley dall’inizio della stagione sono stati sfruttati, a detta di molti furbescamente, per giustificare la preparazione del piano di Saul e Carrie; per amore del colpo di scena, siamo stati costretti ad alzare l’asticella della sospensione dell’incredulità, dovendo dare per buone spiegazioni al limite del ragionevole. La confusione che ne consegue non può non avere riverberi sulle nuove fondamenta che sorreggono la storia: la consistenza logica tutt’altro che inattaccabile del piano per far diventare Carrie una spia triplogiochista e i legami poco chiari tra il nuovo villain Javadi e il terrorismo iracheno di Abu Nazir sono elementi che dimostrano inequivocabilmente la poca cura degli sceneggiatori per certi dettagli tutt’altro che irrilevanti.

Homeland - 3x08 A Red WheelbarrowNel frattempo, però, i creatori hanno centrato una sfida molto ardua: eliminare uno dei due protagonisti dalla centralità della storia, per giunta un personaggio amatissimo dal pubblico interpretato da un attore impeccabile, ed ergerne un altro al suo posto, senza far rimpiangere il precedente. Sono stati in grado di sfruttare l’ottimo lavoro di caratterizzazione di Saul delle stagioni precedenti e approfondirlo, malleandolo alle esigenze della storia. La puntata 8 raccoglie i frutti del lavoro svolto, sebbene con un notevole e ingiustificato ritardo (in primis derivato dall’eccessivo screentime dedicato alle noiosissime vicende della famiglia Brody), ma riporta in parte Homeland ai vecchi fasti, con un finale come non se ne vedevano da tempo.

“So much depends
upon
a red wheel
barrow

glazed with rain
water

beside the white
chickens
.”

Homeland - 3x08 A Red WheelbarrowIl titolo di questo episodio coincide con quello della più celebre poesia di William Carlos Williams. L’immagine evocata dal bellissimo componimento (utilizzato come messaggio in codice tra Carrie e Franklin) rende appieno l’idea dell’episodio: la carriola rossa viene utilizzata dall’uomo per compiere il lavoro, caricando il peso al suo posto, per poi restare in disparte, sotto la pioggia, accanto ai polli. Esattamente quello che sta capitando a Carrie, sfruttata fino al limite del ragionevole dal suo mentore, e adesso lasciata all’oscuro di un piano che, evidentemente, non ha come obiettivo primario quello di scagionare Brody.

Le aspettative di Carrie si sgretolano quando realizza che l’attentatore è una pedina sacrificabile per qualcosa di ben più grande, qualcosa che per Saul vale una probabile uscita di scena definitiva dall’agenzia. Il carattere istintivo della nostra protagonista si manifesta ancora una volta nel momento della realizzazione del raggiro riservatole da Saul. Carrie decide di farsi sparare dai suoi pur di cercare di salvare il suo amato, e padre del bambino che porta in grembo.

Homeland - 3x08 A Red WheelbarrowGià, perché la bionda è ufficialmente incinta, e non solo: sta seriamente pensando che tenere il bambino possa anche non essere un’idea totalmente folle. Per ora è bene mettere in pausa i dubbi amletici che questa svolta narrativa solleva: quello che vediamo finora sono gli ormoni impazziti di una superspia innamorata e bipolare che decide di fare la cosa più stupida sulla faccia della terra, e tutto sommato può anche starci. A premere il grilletto è proprio il devoto Quinn, e la corsa in ospedale potrebbe riservare moltissime sorprese: nel “peggiore” dei casi Carrie perderebbe il bambino, nel migliore Quinn potrebbe venirne a conoscenza. Quello che è certo è che il super-istinto della donna torna dirompente sulla scena: qualcosa non torna. Infatti, ma cosa esattamente?

Noi spettatori sappiamo che la seconda fase del piano di Saul deve essere tenuta segreta a Carrie, cioè che Javadi è stato rispedito in Iran con lo scopo di ribaltare il regime facendolo diventare un militare di alto rango, e sappiamo che, per fare ciò, sarà necessario Brody. Abbiamo pochi tasselli di un puzzle ancora in gran parte oscuro, che presumibilmente costituirà il cuore pulsante della seconda parte di stagione. Carrie però non sa tutto questo, e si aggrappa ad una fiducia sconsiderata riposta in Saul, che ufficialmente prende il posto del Brody della prima stagione in quanto ad ambiguità. Cerco di spiegarmi meglio: Carrie dà per scontato, in maniera del tutto ingiustificata, che il suo obiettivo primario (scagionare Brody e catturare il vero responsabile dell’attentato) coincida con quello di Saul. Il fatto che l’attuale direttore della CIA abbia deciso di rispedire Javadi in Iran senza prima interrogarlo come si deve sull’identità del reale attentatore si risolve in un semplice diverbio tra i due. Comodamente, Carrie realizza che qualcosa non torna nel momento in cui Franklin decide di far fuori l’attentatore ormai esposto, piuttosto che rischiare molto di più facendolo uscire dal paese. Com’è possibile che questi agenti della CIA (Carrie compresa) non abbiano pensato a questa possibilità? Personalmente, è stata la prima cosa che ho pensato.

Le carte si scombinano anche su altri fronti: scopriamo che l’amante francese di Mira è in realtà interessato a spiare Saul, mentre Fara deve fare i conti con i compromessi che inevitabilmente derivano dal suo lavoro per la CIA. Sospendiamo il giudizio in attesa degli sviluppi che queste linee narrative comporteranno.

Homeland - 3x08 A Red WheelbarrowNonostante i difetti, la trama si fa avvincente e la confusione è in grado di aumentare l’attesa degli sviluppi, nella speranza che il puzzle si componga in maniera consistente e credibile, nonostante alcuni buchi che difficilmente verranno coperti in futuro. Si potrebbe fare un parallelo tra il big picture di Saul nella finzione e la struttura della serie stessa: speriamo che gli sceneggiatori abbiano bene in mente dove vogliono portarci, esattamente come speriamo che d’ora in poi le mosse di Saul e il coinvolgimento di Brody comincino ad avere un senso comprensibile anche per noi spettatori, almeno a posteriori.

Intanto ci godiamo la sensazione struggente dell’hype per il nuovo episodio grazie ad un inaspettato arrivo di Saul alla Torre di David; questo non può non alzare il voto di un mezzo punticino, quantomeno per le aspettative tornate ad un livello degno del buon vecchio Homeland.

Voto: 7,5

 

7 Risposte

  1. Kelevra911 scrive:

    Totalmente d’accordo sulla recensione.
    Ho amato Homeland alla follia nelle prime 2 stagioni, ma nella terza stavo cominciando a perdere le speranze (anche giustificando cambi di strada e interpretazioni totalmente insensate). Ora però questo finale mi lascia presagire (lo spero con tutto il cuore) una seconda parte finale degna di nota.
    Se per la seconda stagione l’episodio cardine fu il 2×05, per questa ritengo sia il 3×08, con finalmente il ritorno sulla scena di un Damian Lewis tenuto troppo lontano dalla cinepresa.
    Tutto fa sperare per il meglio.
    Abu Nazir è solo un ricordo, Saul/Javadi la speranza!

     
  2. Mark May scrive:

    Anche io ho trovato la puntata molto buona ma dissento da chi ritiene questo episodio il migliore della terza serie… A me il percorso iniziato dopo la quarta ha convinto fin da subito. Non mi piacciono (ed anche in questa puntata ce ne sono) alcune forzature nella trama che non la rende liscia e oleata come vorrei però c’é da dire che queste forzature vengono molto ben sfruttate dagli autori. Per esempio ho trovato forzata la decisione di far rimanere incinta Carrie eppure questa forzatura ha generato tutto ciò che vediamo in questo episodio e quindi posso dire che è stato gestito bene. La forzatura che ho trovato in questa puntata io credo che sia senza ombra di dubbio il doppio ruolo dell’amante di Mira, una scelta che non ho molto apprezzato, ma che se resa al meglio può dare interessanti sbocchi.
    Sul finale niente da dire, spero che finalmente si dia la sterzata finale a questa stagione perché ora è arrivato il momento di alzare l’asticella.

     
  3. SerialFiller scrive:

    Da utente e spettatore criticissimo nei confronti della prima parte di stagione sento il dovere di dimostrare il mio entusiasmo per queste ultime 3 puntate molto molto belle e ricche di tensione, molto stile homeland.
    Sarà un caso che la qualità, il ritmo ed il fascino della serie sono cresciuti esponenzialmente laddove Dana non è mai comparsa?
    Siamo cosi preoccupati dall’assenza di Brody e dal giustificare il livello inferiore con la sua assenza dal non soffermarci un attimo sul disastro che la presenza di alcuni personaggi sta causando. Dana su tutti ma anche il suo toy boy, Jessica e in una certa misura Mira stanno distruggendo la serie. Tanto è vero che pur senza brody la serie ha fatto il suo nelle ultime puntate prive di tutta la famiglia brody…

     
    • Penny Lane scrive:

      Su Mira non sono affatto d’accordo con te, secondo me è un personaggio molto bello, utilissimo anche per mostrarci un Saul privato, peraltro utilizzato con il contagocce come è giusto che sia. Sull’inutilità della famiglia Brody sono perfettamente d’accordo con te invece.

      @MarkMay la questione dell’amante/spia di Mira anche a me è puzzata molto: mi chiedo perché prendersi la briga di corteggiare la moglie e diventarne addirittura l’amante quando bastava intrufolarsi in casa in qualsiasi momento…vedremo se ci sarà una spiegazione, abbiamo visto talmente poco ancora che è presto per giudicare.

       
      • SerialFiller scrive:

        Infatti su Mira avevo utilizzato una mezza misura rispetto alla famiglia Brody.
        Riguardo al suo amante li credo che gli sceneggiatori fossero ubriachi. Perchè diventare l’amante per poi intrufolarsi di nascosto? Delle 2 l’una:
        -o ti intrufoli di nascosto a prescindere anche senza neppure conoscere Mira, da vera spia
        -oppure diventi l’amante ed in qeui momenti intimi tra una doccia e l’altra rubi tutti i file che vuoi e magari fai in modo di farti raccontare qualche segreto nell’intimità….

         
  4. Ho appena finito di vedere questa e la puntata successiva, di cui ovviamente non dirò nulla, e voglio esprimere la mia soddisfazione nel vedere Homeland tornare ai fasti della scorsa stagione. Non ci avrei scommesso un centesimo, ma questa storia così assurda sta dando i suoi frutti. Saul è un personaggio splendido, mai così ambiguo, oscuro, cinico e allo stesso tempo idealista, spietato, maestoso. E poi c’è il tema della legittimità delle azioni della CIA e degli Stati Uniti in generale, affrontato in maniera mai chiassosa, ma anzi sottile e, ancora una volta, ambigua. Ottimo lavoro, davvero.

     
    • Penny Lane scrive:

      Dopo aver visto la nuova puntata devo dire che le speranze che ho espresso in questa recensione si sono avverate. Davvero ottimo lavoro. L’inizio di stagione rimane quello che è, ma adesso il piano generale, oltre ad essere decisamente più chiaro, permette di portare il tutto su un piano ulteriore. Ci sono delle cose che non mi tornano anche della puntata 9, ma ne parleremo nella sede adatta 😉

       

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