Masters of Sex – 1×05 Catherine

Masters of Sex – 1×05 CatherineLa quinta puntata di Masters of Sex può essere considerata il manifesto programmatico di tutta la serie, dato che mette in scena la vera essenza, o per essere precisi le essenze, dello show. Ci troviamo davanti ad un episodio quasi doppio, divisibile, ma non diviso, nettamente in due parti opposte, che si completano a vicenda, arricchendosi reciprocamente, anche se non nel modo più giusto.

D’altronde eravamo già stati avvisati dal titolo: le parole Masters e Sex racchiudono totalmente le due identità della serie, la prima basata sui rapporti umani, la seconda su quelli meramente sessuali. Vediamo dunque la puntata divisa tra una prima parte in cui il Sex la fa da padrone, con visite mediche, questionari, sonde ed elettrodi attaccate ai corpi delle cavie sessuali, e la seconda in cui il dottor Masters diventa padrone della scena, non per il lavoro che fa, ma per quello che è. Le due parti però fanno fatica a fondersi e sono ben separate almeno stilisticamente, perché fortunatamente a livello narrativo gli autori sono riusciti a passare da uno all’altro con grande naturalezza. È utile quindi parlare dei due aspetti in modo separato, proprio come sono separati loro stessi.

Masters of Sex – 1×05 CatherineQuando Showtime vuole fare una serie che parla di sesso, l’attenzione non può che salire alle stelle, vista la libertà e il coraggio con cui la rete ha trattato argomenti spinosi e poco convenzionali negli anni passati. Qui però non si è voluto osare più di tanto, decidendo di non spettacolarizzare il sesso e togliendo il lato pruriginoso all’argomento, aspetto sicuramente positivo. Parlare di sesso prevalentemente dal lato scientifico, però, rischia alla lunga di essere noioso, proprio perché lo stile scelto per mostrarlo è molto asciutto e poco fantasioso. Per intenderci, se nel pilot Masters spiava di nascosto con un cronometro la prostituta con il cliente, ora lo vediamo col camice bianco, serio come sempre, che prende dati e compila tabelle senza dare troppa importanza agli esseri umani che ha davanti. Il sesso per come lo abbiamo conosciuto in Sex And The City non esiste (ancora) e possiamo anche capirlo data l’ambientazione e il periodo storico, ma non è stato rimpiazzato da una rappresentazione altrettanto interessante.

Masters of Sex – 1×05 CatherineIl sesso di Masters of Sex risulta anche poco accattivante perché sembra funzionale solo a se stesso: a tratti gli autori cercano di confrontare il sesso scientifico con il sesso per diletto, ma il risultato è poco chiaro. Vediamo la maggior parte dei pazienti tanto coinvolti dai rapporti studiati dal dottor Masters quanto in difficoltà in quelli fuori dalle mura dell’ospedale. Sembra che i freni inibitori vengano meno più sul lettino bianco che sul lettone della camera da letto quando dovrebbe essere il contrario. Il sesso scientifico non fa partire neanche delle sottotrame interessanti: per esempio è ridicolo che il Dr. Langham sia così impaziente di continuare gli studi con la bionda Jane, quando avrebbero potuto benissimo incontrarsi fuori dal lavoro, iniziare una conoscenza ed essere liberi da ogni vincolo.
La vocazione originaria di questo show, avendo scartato l’intenzione di scandalizzare lo spettatore, rimane quella di utilizzare i rapporti sessuali come metafora dei rapporti umani. La missione però sembra fallita, almeno per ora.

Masters of Sex – 1×05 CatherineDi tutt’altro stampo è la rappresentazione della vita dei personaggi, che finalmente in questo episodio inizia ad avere un ruolo rilevante. Mentre nelle puntate precedenti ci è sembrato di vederli vivere solo tra una misurazione e l’altra, ora l’ultima mezz’ora è totalmente dedicata al non studio: iniziamo a conoscere meglio Masters, che comunque resta algido fino alla fine, e tramite la sua storyline anche le persone che gli gravitano attorno. Questa seconda parte, molto intensa ed anche imprevista, dimostra come la serie funziona meglio senza la componente sesso. Tanto è noioso Masters alle prese con i volontari al suo progetto, quanto è interessante in questa situazione di emergenza. Il suo personaggio non si è ancora svelato del tutto, infatti solo alla fine crolla in un pianto disperato, facendoci capire che in fondo in fondo anche lui è umano. Anche la moglie Libby, Virginia ed il dottor Haas iniziano ad emergere maggiormente, anche se non brillano in modo particolare. La forza di questa puntata è data senza dubbio dalla somma delle parti, più che dai singoli attori.

Masters of Sex – 1×05 CatherinePer quanto riguarda la messa in scena, criticabile è la scelta di mostrare il corpo senza vita del figlio di Masters, immagine troppo cruda e non funzionale al racconto. Un’inquadratura più garbata all’insegna del vedo/non vedo sarebbe stata più utile all’economia della scena, in cui il fulcro dell’attenzione doveva essere il dottore e la sua reazione più che l’immagine del bambino.

È chiara dunque la dicotomia che percorre tutta Masters of Sex e che per certi versi è sia la chiave del successo, che la rovina della serie. Da ora in poi le parole d’ordine devono essere fusione e vita vissuta: è ovvio che la componente “sesso”, anche se più debole, non potrà essere accantonata, ma dovrà fondersi in modo migliore con la vita dei personaggi ed esserne subordinata. I protagonisti devono anche avere più tempo a disposizione per raccontarsi ed emergere da quella nebbia in cui sono immersi. La strada è ancora lunga ed i primi miglioramenti si stanno vedendo, ora si deve solo continuare su questa via.

Voto: 6

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

5 Risposte

  1. Francesca Anelli scrive:

    Concordo con la recensione ma avrei dato almeno 7. Sebbene poco organica, mi è sembrata la puntata migliore proprio per il modo in cui tutti i personaggi sono risultati più veri. Far vedere il feto è stata una scelta sicuramente criticabile ma che secondo me ha avuto un senso ben preciso: far percepire a Masters e allo spettatore il fatto che quella bambina non fosse solo un’idea da rifutare o un dono da attendere con impazienza, ma un essere umano. Mi è piaciuta Libby che, con il suo silenzio, ha risposto in maniera perfetta alle parole false di Bill dopo l’intervento. Mi è piaciuta Virginia e stranamente suo figlio, stavolta il conflitto tra di loro è stato analizzato meglio per quanto ci sia ancora molto da fare. E poi non condivido il giudizio sul.dottore Langham. Lui ci ha provato a vedere la segretaria anche fuori dallo studio, ma lei è stata categorica nel fargli capire che avrebbe continuato solo con la ricerca. Il fatto che si sia sentito sfruttato come una cavia è molto interessante, credo che sia una problematica di cui si doscuterà ancora.

     
    • xfaith84 scrive:

      concordo con Francesca. A me questa puntata è piaciuta molto, poi è chiaro che essendo solo all’inizio ci siano alcune cose da sistemare. La parte “sex”, quella dello studio, è chiaramente ancora alle fasi iniziali, però non sono così disfattista: in questo episodio era fondamentale portare avanti il personaggio di Masters, quindi che ci sia stata meno rilevanza per lo studio ci può stare.
      Io sono molto fiduciosa.

       
      • davide.ca scrive:

        Secondo me è la parte dello studio che non funziona e che affonda la serie. Se fosse raccontato in modo diverso o se prendesse meno spazio sarebbe tutta un’altra cosa. Poi per il voto io ho fatto una media tra lo studio (voto 5) e la seconda parte tragica (voto 7).

         
  2. Mark May scrive:

    Sono d’accordo che la parte sex abbia qualcosa che non va (o semplicemente sia più debole dell’altra), però credo che con l’avanzare della serie ci sarà la possibilità di variare anche il tipo di ricerca per cui credo che sia evitato il rischio ripetizione (lo stesso Masters afferma che oramai la ricerca ora deve evolvere)… C’é stato un accenno con l’omosessualità nella seconda puntata (però credo che l’opzione sia ancora lontana vista la reazione di Masters) ed anche in questa c’é stato un cenno all’impotenza ed alla visione del sesso nella religione, il problema è che rimangono cenni e basta e non c’é stato ancora, forse per mancanza di tempo e di priorità narrative, l’opportunità di concentrarsi su un problema sessuale in particolare ed analizzarlo più dettagliatamente… Certo è anche da analizzare il contesto storico ed il fatto che anche per Masters & C. è un tipo di approccio completamente nuovo in una materia tabù, per cui ci sta che anche il racconto sia destabilizzato; credo che col passare delle puntate troveranno il giusto equilibrio, lo stesso che però prima devono trovare i protagonisti.

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Io ho un’idea diversa di Masters of Sex. Quando ho scoperto la notizia ho pensato “ecco la showtime ha trovato l’occasione perfetta per mostrare le ette sempre” ed ero abbastanza diffidente. Ma fin dal pilot mi sono convinto che si tratta di un prodotto che mira a un target molto alto, che ha degli obiettivi, narrativi e stilistici notevoli, e che ha nelle troppe ambizioni forse il maggior pregio e il maggior vizio. Certo, quando il tiro raggiunge o si avvicina al bersaglio, a mio avviso il risultato è eccellente. Altre volte, quando ci va un po’ lontano il meno buono ma vanno comunque fatti notare i tentativi.
    In questo episodio riesce a mettere insieme dramma e commedia, stili differenti, una rappresentazione di un’epoca fedele, affascinante e agghiacciante e una tragedia costruita su un protagonista a mio avviso sempre più complesso e inquietante nella sua fragilità.
    Credo che a questo punto Masters possa bruciarsi, oppure continuare a crescere e consolidarsi come un’ottima serie.

     

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