Scandal – stagione 3 episodi 2-5

Scandal - stagione 3 episodi 2-5Scandal sta diventando una di quelle serie di cui tra qualche anno cercheremo un erede. Partita come un semplice procedurale alla CSI ma con avvocati – pardon gladiatori in giacca e cravatta -, al terzo anno di vita è sbocciato in qualcosa di molto diverso ed altrettanto complesso.

Le cospirazioni, soprattutto nella seconda stagione, si sono sprecate, e la creatrice Shonda Rhimes non si vergogna di mettere ancora in scena complotti su complotti. È forse proprio il fatto di spaziare con l’immaginazione, fregandosene della teoria della probabilità (perché a quel povero Presidente gliene stanno capitando di tutti i colori), che ha decretato il successo della serie, misurabile non solo con l’aumento del bacino di telespettatori settimanali, ma anche con la qualità delle puntate, che ci lasciano sempre basiti ed affascinati.

Scandal - stagione 3 episodi 2-5Il punto forte di Scandal è che ogni puntata funziona molto bene anche se presa singolarmente: ovviamente la trama orizzontale importante non permette di isolare gli episodi e punta sulla fidelizzazione dello spettatore; ma ogni settimana i fatti ci vengono raccontati con ordine, partendo da un inizio, in cui generalmente si aggiunge un tassello al grande puzzle che è Scandal, e concludendo con un cliffhanger che ci proietta già alla puntata successiva.
La serie segue uno schema fisso, che può inglobare un lungo flashback, come nell’episodio due, o seguire un arco temporale più lineare. Secondo quest’ottica possiamo anche analizzare non solo le singole puntate, ma anche le intere stagioni: tralasciando la prima, che ha avuto il compito di sondare un po’ il terreno e di capire cosa potesse piacere al popolo americano, sia la seconda che la terza sono partite piano, risolvendo i problemi del season finale precedente (scopriamo l’identità di Quinn e quella dell’amante del Presidente), mettendo in scena soprattutto i casi singoli a cui siamo stati abituati con la prima stagione (il pastore e la giovane gold digger della stagione due, la kamikaze e il “sexting senator” della tre). Lo schema dunque si ripete, confermato con l’episodio cinque, in cui si inizia a giocare sul serio con due rivelazioni bomba che hanno influenzato ed influenzeranno la trama di tutta la stagione (nella 2×05 scopriamo di un probabile imbroglio inerente alle macchine da voto, nella 3×05 veniamo a sapere dell’aereo abbattuto ai danni della madre di Olivia da parte di un Presidente ancora nell’esercito). Il detto “squadra (in questo caso formula) che vince non si cambia” sembra calzare a pennello.

Scandal - stagione 3 episodi 2-5Il successo di Scandal però non è dato solo dalla costruzione quasi matematica della sceneggiatura, ma anche e soprattutto dai personaggi che prendono vita sullo schermo. Analizzare ad uno ad uno Olivia e soci sarebbe stato un lavoro troppo lungo: mi sono domandato quindi quale fosse la caratteristica o la sfumatura caratteriale tanto forte da rendere così interessanti tutti i personaggi e sono arrivato alla conclusione che il vero sale che dà sapore alla serie sono le contraddizioni. Shonda Rhimes è riuscita a mettere in scena dei personaggi mezzi, né totalmente buoni, né cattivi. Non riusciamo a patteggiare sempre e comunque per qualcuno: Olivia è la buona, ma proprio non riusciamo a scordarci che sia l’amante del Presidente e, anche quando li vediamo insieme, l’immagine di Mellie tradita ripetutamente ci fa tifare anche un pochino per lei. Il Presidente Grant tenta di fare sempre la cosa giusta per proteggere la sua nazione ed incarna l’eroe positivo, però tutti ci ricordiamo che ha ucciso il giudice Thornton ed in fin dei conti è un assassino. Anche tutti gli altri personaggi sono doppi, partendo dai gladiatori (a cui volentieri vedremmo affidata una trama più corposa) e più in particolare da Quinn Perkins chem da vittima dei giochi di potere della Casa Bianca, sta diventando una potenziale assassina (anche se in questo caso il deciso cambiamento delle ultime puntate sembra forzato), fino alla First Lady che pur di mantenere il suo potere lascia campo libero all’amante del marito. Anche i personaggi secondari sono caratterizzati da questo dualismo: la madre imbottita di esplosivo lo fa per vendicare la memoria del figlio morto, la moglie tradita dal senatore infedele è in verità un’assassina.

Scandal - stagione 3 episodi 2-5Doppi però non sono solo i personaggi: anche l’intera serie cammina sul filo del rasoio e, facendo due passi indietro per guardarla nella sua totalità, riusciamo a capirlo (e troviamo anche l’ultimo elemento di successo). Scandal sin dall’inizio è stato cauto: non si è buttato su un genere preciso, sperimentando fino a trovare la sua strada che è quella che vediamo nelle ultime puntate andate in onda. L’aver unito casi verosimili e presi direttamente dalla cronaca (come quello del già citato sexting senator, che si rifà al caso del politico Anthony Weiner) a complotti al limite del trash e a rapporti umani profondi e coinvolgenti, e l’aver miscelato un po’ di dramma, un po’ di spy action (declinato più sul versante psicologico) ed un po’ di humor nero (come quando la First Lady parlando con Olivia nell’episodio 3×05 le dice “I like your new boyfriend. Is he married?” o quando Cyrus ci regala un commento sul noto bunga-bunga nostrano nella 3×02), ha creato un mix perfetto che sembra prendersi sul serio, ma non troppo e che rischia di creare un genere ed un modello per molti prodotti futuri.

Anche se la stagione tre è appena entrata nella zona calda è facile prevedere che saprà non deludere tutti i suoi fan a patto che mantenga la cifra ibrida che la caratterizza. Ormai questo è il suo marchio di fabbrica e lo spettatore non si aspetta altro, vuole solo essere sorpreso dai mille scandali che ormai costituiscono la vita di tutti i giorni di Olivia Pope e dei suoi gladiatori.

Voto: 8-

NOTE

– Menzione speciale per Lisa Kudrow nei panni della democratica Josephine Marcus, che darà del filo da torcere a Fitz nelle prossime elezioni presidenziali. Dopo il celeberrimo ruolo di Phoebe nella sitcom Friends, sembra davvero a suo agio in un ruolo più drammatico ed anche la storyline che la vede protagonista sembra convincente e destinata a durare a lungo. Promossa!

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

2 Risposte

  1. xfaith84 scrive:

    Io senza Olivia Pope non so più stare! Però devo ammettere che non so quanto essere contenta della svolta dell’operazione Remington… cioè, poteva andarmi bene tutto, ma metterci in mezzo pure il drammone “l’uomo che amo ha ucciso mia madre” è un po’ troppo Beautiful per i miei gusti. Senza contare che se viene pure fuori che invece era LA MADRE ad essere l’obiettivo da abbattere cadremmo in uno di quei cliché visti in almeno mille serie tv che non cito per non bruciarle a chi non le ha ancora viste XD

    Comunque lei (per non parlare di Mellie ubriaca!) illumina la schermo: non c’è niente da fare, in questa serie le donne sono diciotto spanne sopra gli uomini – anche se Cyrus rimane uno stronzo scritto con tutti i crismi, e questa è un’ottima cosa.

     
  2. SerialFiller scrive:

    Bello, bello, bello.
    Chi l’avrebbe mai detto che l’ideatrice di grey’s anatomy potesse partorire un simile gioellino?
    Ritmo asfissiante, dialoghi incessanti, thriller, cospirazioni, humor. La vedo dal primo episodio ma se all’inizio era solo un prodotto piacevole con henry ian cusick (alias desmond) oggi scandal rappresenta uno dei più lieti eventi della settimana televisiva.

     

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