Sons of Anarchy – 6×11 Aon Rud Persanta

Sons of Anarchy – 6x11 Aon Rud PersantaMolto difficile scegliere l’immagine di copertina in un episodio come questo, dove si incrociano generazioni, si consumano conflitti atavici e dove passato, presente e futuro giocano a rimpiattino con tanti sconfitti e nessuno vincitore.

Ho voluto premiare il futuro, quell’immagine mancante alla maggior parte del parco personaggi dell’MC, ma fondamentale per quest’epilogo stagionale in arrivo: un proiettile già sparato, inutilizzabile, ma per questo ancora più importante, testimonianza oggettuale di quello che potrebbe essere il più grande tradimento avvenuto nella serie fino a questo punto.

So what, we just pretend nothing happened and I’m mob doctor again?”

Sons of Anarchy – 6x11 Aon Rud PersantaIl day after dello scontro tra le due lady del club è all’insegna delle decisioni difficili, della presa di coscienza che non esiste solo la rivalità tutta femminile tra Tara e Gemma e che questa, seppur ormai radicata in profondità negli equilibri della banda, può e deve essere messa al servizio del bene superiore. Ci vogliono in questo caso Unser e Nero, con le loro complementari e plurali azioni, a placare l’incendio metaforico che intercorre nel club, a dare una lavata di capo a Gemma e a farle capire che qui in gioco non c’è solo lei, né i suoi nipoti, ma l’intero gruppo. Sons of Anarchy in quest’episodio mostra tutto il suo lato oscuro, riuscendo persino a ridimensionare la gravissima faccenda del finto bambino ammazzato e le relative ripercussioni, vicenda che sicuramente ha segnato la stagione, ma che viene sovrastata da ciò che in questa puntata arriva con la potenza distruttiva di un tornado. Uno stravolgimento al quale tutti devono porre rimedio, ciascuno dimenticando i propri rancori, tornando tutti alla fasulla compattezza di sempre. Perché è proprio questa una delle costanti che emergono in quest’episodio, cioè la natura gattopardesca delle dinamiche interne al gruppo, dove anche quando avvengono svolte fondamentali, sembra che tutto cambi per poi non cambiare più di tanto.

40 sheriffs, dozen irish soldiers, lots of guns. Only one way it can go down”

Sons of Anarchy – 6x11 Aon Rud PersantaAon Rud Persanta appare come un episodio diviso a metà, dove in prima battuta domina l’intenzione di mettere mano ai fatti degli scorsi due episodi, ristabilire una sorta di status quo e ridare un senso a un gruppo sfasciato. La seconda metà, di cui mi accingerò a parlare tra qualche riga, è anticipata dal classico momento spartiacque dell’episodio, ormai diventato una marca autoriale altamente rappresentativa della serie. Stiamo parlando, naturalmente, del montaggio parallelo, accompagnato come al solito dalla precisa musica scelta da Kurt Sutter, il quale mette in relazione l’arrivo della polizia al fasullo appuntamento con la liberazione di Clay da parte dei Sons. Una sequenza dalla grande potenza visiva e dal ritmo adrenalinico, perfettamente orchestrata dal regista Peter Weller, che accompagna lo spettatore alla parte finale dell’episodio, dopo la quale l’intera serie tv non sarà più la stessa.

Clay Morrow should’ve been dead a long time ago”

Sons of Anarchy – 6x11 Aon Rud PersantaNon è un caricare l’attesa a vuoto, chi ha visto l’episodio sa di cosa sto parlando; dopo sei stagioni Kurt Sutter decide, finalmente, di far morire una delle sue creature principali, personaggio fondatore del club e dell’intera mitologia di Sons of Anarchy: Clay Morrow. Non si sarebbe spiegata altrimenti la follia di Jax, il mancato rispetto dell’accordo con la Patterson e l’uccisione di Gaalan a sangue freddo, improvvisa e cruenta, se non come pedina fondamentale di un gioco più grande, che dal macro ritorna al micro, andando a chiudere un cerchio tutto domestico protrattosi per già troppo tempo. Jax sceglie un luogo chiuso, ma aperto al pubblico, mette in scena uno spettacolo mostruoso a cui tutti possano assistere, dove spettatori invitati e non guardano con occhi sbarrati la concretizzazione definitiva del suo passaggio al lato oscuro, dell’abbandono definitivo delle idee del padre e della trasformazione nell’uomo che sta uccidendo. Opie, Piney, Tara e tutti gli altri affetti di Jax, la cui vita è stata tolta o distrutta da Clay, non hanno chiesto a Jax di ucciderlo, non ora, non gli hanno chiesto di diventare come lui, ma esattamente il contrario, ovvero di mettere fine al gioco al massacro portato avanti durante tutta la conduzione di Clay, dove vinceva sempre il più infame e mai il più giusto. Jax pone fine a un’epoca con un colpo alla gola sotto gli occhi della madre e una serie devastante di spari in petto, sfogo ultimo di sofferenze lunghe anni.

Sul finale, durante il ritorno a casa, lo sconcerto di Nero è ancora più ingenuo di quello dello spettatore, il quale vorrebbe spiegargli come stanno davvero le cose, prima che lo faccia Tara. Quest’ultima, infatti, gli confessa tutti i motivi dell’esecuzione, mettendo alla berlina il cuore nero di un gruppo allo sfascio. Il finale, montato sulla splendida I’m Coming Home degli Staples Singers, ci accompagna come una rampa di lancio verso il doppio finale dal quale, ci sembra di poterlo dire con certezza, saranno poche le ossa a uscirne integre.

Voto: 9

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

3 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    Woh….
    10 ragazzi 10…
    Kurt è riuscito ad uccidere un condannato a morte dall sohow nel momento in cui meno ce lo si aspettava….
    Il Clay stile morto che cammina delle prime puntate era diventato oramai un free man intoccabile di nuovo in mezzo ai giochi…e proprio dopo la sua liberazione Kurt che fa? mette in mano a Jax la pistola fumante e toglie di scena il boss…Woh…
    Il tutto mentre durante l’intera puntata accadono altre mille cose emotivamente e narattivamente fondamentali…
    Wow sons of anarchy…wow…

     
  2. Charlotte Withe scrive:

    Questo episodio è da 10.
    Per Kurt Sutter solo applausi.

     
  3. Davide scrive:

    Spettacolare puntata.
    avevo chiesto la morte di Clay ed eccola arrivare. RIP!
    9,5!

     

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