A Young Doctor’s Notebook & Other Stories

A Young Doctor's Notebook & Other StoriesL’anno scorso l’esperienza vissuta con “A young doctor’s Notebook” sembrava essere destinata a rimanere un unicum: una bellissima perla di soli quattro episodi che erano riusciti, grazie soprattutto all’ambientazione e all’interpretazione del cast, a mettere in scena quei famosi Appunti usciti dalla penna di Michail Bulgakov. 


Così non è stato e, fortunatamente, SkyArts ha deciso di dar vita ad un seguito, una seconda parte in cui portare avanti il confronto tra l’Old Doctor e il Young Doctor alle prese con la loro dipendenza da morfina.
A Young Doctor's Notebook & Other StoriesA fare da collante nella scorsa annata avevamo trovato il tentativo, disperato ed inutile, di cambiare il passato da parte del vecchio medico: come non riconoscersi in quell’esigenza di “tornare indietro”, in quell’impeto interiore che ha spinto chiunque di noi almeno una volta a voler viaggiare nel tempo per poter cambiare le cose?
Usando lo stesso criterio affrontiamo qui una seconda fase, chiarita immediatamente proprio all’inizio del primo episodio: il vecchio dottore, ristabilito e disintossicato, non ha più bisogno di cambiare il passato perché ora sta bene; sente invece la necessità di perdonarsi I forgive you –, di guardare a quel giovane dottore con uno sguardo più comprensivo e meno arrabbiato, più adulto e più consapevole. Le sorprese che questo confronto col passato gli riserverà saranno, come prevedibile, sconvolgenti.

“I’m better. Better than alright, I’m amazing!”
Opium?”
Air!”

A Young Doctor's Notebook & Other StoriesRicominciare a stare bene è sicuramente un’iniezione (mai parola fu più adatta) di vita, ed è chiaro dai primissimi confronti tra i due dottori quanto il più anziano sia asceso ad un livello superiore. Purtroppo, però, sappiamo tutti benissimo quanto i ricordi possano essere falsati dal nostro stato d’animo ed è proprio questo ciò che accade: l’Old Doctor non ricorda minimamente quanto in realtà avesse toccato il fondo, non solo da un punto di vista di salute, ma anche e soprattutto umano. È proprio da questo parallelo che bisogna partire, perché lo stupore dipinto sul volto di Jon Hamm, ogni volta che il suo “giovane sé” fa qualcosa di totalmente inappropriato, è lo stesso nostro: complice un montaggio intelligente e cinico, ci troviamo spesso sul punto di pensare che il giovane si stia ricredendo, che stia capendo la gravità del suo comportamento, ma ogni volta è sempre peggio. Nemmeno la morte di Pelageja – su cui si basa il punto più alto del conflitto tra il vecchio e il giovane – riesce a scuoterlo, e l’illusione di vedere il Young Doctor teso e agitato dopo aver scoperto la malattia della donna svanisce immediatamente quando scopriamo che di Pelageja non gli interessa davvero nulla: perché il nuovo interesse, apparentemente il nuovo amore, è giunto sotto le spoglie di Natasha.

I tried everything, to like you, to love you, even to look at you.
But I’m finished, you can go rot in hell.

A Young Doctor's Notebook & Other StoriesLa guerra civile russa entra dalla porta principale del minuscolo ospedale di Muryevo, portando con sé ora bolscevichi, ora combattenti dell’Armata Bianca. Non manca in queste puntate lo humor nero che aveva caratterizzato la scorsa annata e che si aggiunge quest’anno ad una visione politica tutta nuova: se la vicenda della bandiera bolscevica può far sorridere, rendendo manifesto quanto potesse essere complessa la posizione di un piccolo ospedale in una tale situazione, il finale evidenzia il conflitto portandolo ad un livello superiore ed unendosi al grande tradimento del giovane medico – ma di questo parleremo dopo.
Ciò che conta è che con la guerra civile arriva una nuova droga per il dottore, utilissima a fargli mettere momentaneamente da parte il pensiero di una morfina che ormai è scomparsa: è proprio questo ciò che Natasha rappresenta per il medico, un surrogato, un altro oggetto su cui spostare la sua dipendenza – e infatti per la donna si comporterà in maniera tanto stupida quanto aveva fatto per la morfina, quando aveva riempito le bottiglie di acqua senza alcun senso di colpa.

A Young Doctor's Notebook & Other StoriesIl vecchio dottore sembra sopportare persino questo: l’infatuazione, il momentaneo cedimento verso la cocaina; tutto sembra perdonato. Ma c’è qualcosa che non può essere messo da parte ed è l’affetto e l’amore che qualcuno ci riserva anche quando siamo al nostro peggio: il vecchio dottore, nel corso della sua vita, ha rimosso completamente il male che aveva fatto a Pelageja – I honestly thought I stayed here for hours – ed esplode di rabbia e di dolore subito dopo la morte della donna.
“Ho provato di tutto per far sì che mi piacessi, per amarti, perfino per guardarti. Ma ora basta, puoi marcire all’inferno” non è una frase rivolta ad un altro, ma è l’accusa rivolta a se stesso da giovane: non c’è perdono davanti al ricordo che ancora ci ferisce, non se questo non è coadiuvato da un percorso interiore (e non solo) più profondo. L’opera dell’Old Doctor, colpevole una J non funzionante sulla macchina per scrivere, trasforma “A long and arduous journey” in “A long and arduous trek”, un tipo di viaggio più lungo e più difficile, ed è proprio qui la chiave di lettura: non basta guardare al passato per perdonarsi; a volte è necessario tornare fisicamente sui propri passi.

I don’t want love, I don’t want forgiveness, I just want morphine.

A Young Doctor's Notebook & Other StoriesDi nuovo in mezzo alla neve, di nuovo uno sparo: i confronti finali tra le due versioni del medico sembrano non poter accadere che in questo modo, al freddo della gelida Muryevo. Qui non c’è più spazio per le finzioni ed entrambi cedono sotto il peso di ciò che accade: il giovane è costretto ad ammettere che non gli interessa nulla dell’amore, di Natasha o del perdono; il vecchio forse solo ora capisce che non ha senso prendersela con il se stesso del passato e che il perdono dovrà avvenire per altre vie.
Il ritorno a Muryevo nel 1935 e quel “Sorry I’m late” rivolto alla croce di Pelageja rappresentano la vera chiusura, la vera auto-assoluzione che il medico sta cercando; perché cambiare il passato è una missione impossibile, e spesso lo è anche il confrontarsi con i propri errori.

A Young Doctor's Notebook & Other StoriesSe c’è una cosa che questa serie ha saputo fare nel corso delle due annate è stata quella di trasmettere questioni psicologiche molto complesse senza farle pesare e anzi, rendendo la serie stessa fruibile da più punti di vista. Forse non è nemmeno necessario leggere ad un livello molto profondo per apprezzare un prodotto che trova nell’ambientazione, nello humor (nero, nerissimo) e nei personaggi una forza incredibile. Sicuramente questa seconda annata non aveva dalla sua l’effetto novità, la scoperta del legame che intrecciava i due protagonisti: ma l’interpretazione di due attori come Jon Hamm e Daniel Radcliffe non ne ha affatto risentito; di più, ne è uscita rafforzata.
Forse non siamo allo stesso livello dell’anno scorso e alcune parti legate all’Armata Bianca e a Natasha potevano essere trattate diversamente: ma parliamo sempre di ottimi livelli e di una serie che, adesso sì, potrebbe davvero dirsi conclusa.

Voto: 8

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

4 Risposte

  1. Tuco scrive:

    sinceramente radcliffe si sta distinguendo bene (anche la watson ma perchè è una strappona) e sta riuscendo nel tentativo di farsi una carriera che non sia solo harry potter. a differenza di altri suoi colleghi “bambini prodigio” che hanno deluso le aspettative.
    insomma una serie da non perdere

     
  2. Son of the Bishop scrive:

    Non tocchiamo la carissima Emma Watson , lei è un angioletto in realtà :)

     
  3. dezzie86 scrive:

    Bellissima seconda stagione, l’ultima puntata un vero gioiello. E lo humor nerissimo è un tocco in più per ridere nella tragedia: geniale.

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *