Homeland – 3×12 The Star

Homeland - 3x12 The StarWhy would anyone do that to themselves? Why would you? And I think I know now. It was always about him. 

Le parole di Javadi a Carrie sintetizzano perfettamente l’intero senso di questa terza discutibilissima stagione di Homeland, che si è trascinata stanca verso un finale anti-climatico e totalmente opposto a quello visto lo scorso anno.

Rinnovarsi, cambiare, reinventarsi: nulla di tutto ciò è un male, anzi, ben vengano modifiche e aggiustamenti in corso d’opera quando servono. Il problema con l’Homeland di quest’anno è che non ha fatto nulla fino in fondo ma, a ben guardare col senno di poi, è come se questi dodici episodi fossero stati una sorta di limbo in cui lasciar decomprimere l’intera architettura aperta con il finale della seconda stagione. L’attentato a Langley e la conseguente fuga di Brody avevano aperto una voragine enorme e l’attesa era assolutamente altissima. Eppure l’apertura è stata in sordina: le fila del discorso sono state riprese non dalla strada principale ma costruendo diversi affluenti laterali che, si sperava, si sarebbero riversati nella fiumana generale. Così la prima metà di stagione è scorsa rimandando l’appuntamento con la serie (quella “vera”, teoricamente) di puntata in puntata, finché per la gioia generale non sono ricomparsi azione, ritmo serrato, strategie. The Star è esattamente il quadro esatto di questo doppio binario ma condensato in un’ora di puntata con ordine invertito: prima parte al cardiopalma, seconda parte beh – meglio rimandare fra qualche riga.

Homeland - 3x12 The StarSenza permettersi stacchi o interruzioni di sorta, la puntata si apre continuando direttamente dall’episodio precedente con Brody e la gestione dell’omicidio del generale Akbari. L’uscita dalla stanza e il piano sequenza fino all’entrata principale del palazzo sono un tragitto fatto in apnea, giocato totalmente sul viso di Damien Lewis. Dall’altra parte, speculare alla tensione nervosa e nascosta dell’ex-Marine, c’è invece tutta l’adrenalina di Carrie, pronta a correre da lui istintivamente e senza riflettere, finché interviene la razionalità di Saul a convincerla alla prudenza. La composizione classica del terzetto mette in moto i migliori ricordi delle passate stagioni, dove a farla da padroni erano continuamente i legittimi dubbi sulla vera identità e sulle intenzioni del sergente Brody, arrivando adesso alla risoluzione di questo fondamentale nodo scorsoio.

Homeland - 3x12 The StarSi è molto parlato di Homeland e della conduzione decisa per questa importante stagione, ma, tra detrattori e (a volte ciechi) sostenitori, l’impressione è che si sia dimenticato molte volte di ribadire un concetto in realtà portante della serie: quella che abbiamo visto finora è, nel midollo, una storia d’amore. Carrie e Brody tenevano in piedi l’architettura non solo per la semplice alchimia costruita tra i due personaggi, ma proprio perché è sulla loro pelle, sul loro incastro come individualità spezzate e reiette che si è costruito tutto il resto. Il tentativo, a mio avviso fallimentare, fatto da questa terza stagione parte proprio da qui: non hanno saputo scardinare il binomio e, nell’allontanarli l’una dall’altro, si è aperto un abisso scritturale più profondo di quello che si era probabilmente previsto.

Provo a spiegarmi meglio: le stagioni precedenti avevano un arco narrativo chiaro e compatto, dato innanzitutto dal costruirsi della coppia principale, oltre che da un villain poco presente ma ben individuato. Il loro amore è stato la pietra fondante della storia e su questo DNA si sono strutturate le altre storyline, molte volte azzeccate, altre volte decisamente evitabili (come dimenticare l’altro fulmineo amore di Dana, il caro Finn?), ma con il pregio di essere logiche o comunque in sintonia con il filone principale. Decidendo di scindere il legame di Carrie e Brody è stato logico dover alzare il tiro e manipolare gli elementi per ri-consolidare: prima inevitabile conseguenza è l’ingigantimento di alcuni personaggi. E qui iniziano i dolori. Più o meno in ogni puntata si è assistito all’immissione di varie situazioni, magari potenzialmente interessanti, ma lasciateHomeland - 3x12 The Star indietro con una certa disinvoltura: Fara, Quinn e la sua confusione, i problemi domestici di Saul, l’indimenticabile famiglia Brody (giusto per menzionarli tutti, perché è ovvio che basterebbe dire Dana). Ad esempio: a cosa serviva il gran discorsone di Carrie a Fara, le lacrime di quest’ultima preoccupata per la sua famiglia, così accorata da far presagire chissà quale calamità? Risulta una semplice immissione di un qualcosa, giusto far alzare la tensione per una manciata di minuti, poi sgonfiatosi in un nonnulla. Lo stesso identico discorso può applicarsi anche agli altri personaggi menzionati: grande spreco di minuti e piccole situazioni, inserite in modo frammentario e poi dimenticate, giusto per dare quel senso di azione che i fan più puristi avrebbero rivendicato. Ecco emergere la grande differenza portata con questa stagione: se prima ogni cosa sembrava scaturire naturalmente dalla storia, qui invece c’è stato bisogno di continue ed estenuanti forzature per riempire gli eventuali buchi narrativi, facendo apparire quanto in realtà quello che c’era intorno a Carrie e Brody fosse superfluo, di contorno, secondario.

Homeland - 3x12 The Star

Se ci si concentra solo sul loro percorso, decidendo di conseguenza di ridurre Homeland ad una variante politica di una storia romantica (al posto di Montecchi e Capuleti, Iran e USA), allora sì, tutto ha funzionato: basti pensare al momento verità nel rifugio, cioè il teorico ricongiungimento dei due con tanto di speranza finale, giocata sulla carta del bambino. A rovinare tutto, perché nelle tragedie non c’è mai lieto fine, arriva il tempismo degli uomini di Javadi. In questo senso le parole del cavallo di Troia della CIA, poste in esergo, riassumono esattamente la stagione: l’unica vera, grande motivazione di Carrie finora è sempre stata l’enormità del suo sentimento per Brody, acuito dall’inaspettata gravidanza. Perché si compia, almeno privatamente, il riscatto che ha voluto per l’amato, deve lasciarlo morire. La parabola iniziata nella prima stagione si conclude con l’impiccagione in una gremita piazza di Teheran: l’utopia di una redenzione pubblica si ribalta nel suo corrispettivo reale, quel cappio rosso che lo libera finalmente degli enormi fardelli che lo hanno portato sempre più in basso, a strisciare come uno scarafaggio, mentre inseguiva uno stendardo irraggiungibile: In what universe can you redeem one murder by committing another? E’ l’ultimo faccia a faccia disponibile per Brody con la realtà e con Carrie, e non lo vuole perdere: la riconciliazione dei perdenti non può che passare per la vergogna e l’umiliazione. Finisce qui, coerentemente, Nicholas Brody.

Homeland - 3x12 The StarE tutto il resto? Senza parafrasare, direi che è noia – giusto per essere gentili. Con l’ennesima ellissi temporale, si compie un salto di ben quattro mesi in avanti e lo scenario che ci si para davanti è la misura esatta e millimetrica del vuoto oltre Carrie e Brody. Appare quasi paradossale la scelta degli autori di far vedere come se la cavano i nostri “eroi” dopo aver chiuso definitivamente con il passato. Con la morte dell’ex-Marine muore Homeland per come lo abbiamo conosciuto sino ad ora: perciò immaginiamo che i venti minuti finali siano l’apertura alla quarta stagione, al nuovo Homeland senza uno dei protagonisti principali. E la desolazione che se ne desume toglie qualsiasi voglia di proseguire la visione il prossimo anno: Quinn ancora a tenere la porta a Carrie, Dar Adal che in fondo non è che un vecchietto simpatico e affidabile (bei tempi quelli dei segretissimi incontri dei due su autobus di linea) o Lockhart infinitamente meno furbo e machiavellico di come lo avevano presentato. Ma su tutti, svetta incontrastato Saul Berenson. La corsa contro il tempo per portare a termine la sua missione è andata a buon fine e mentre è in panciolle con l’adultera (ma è tutta acqua passata!) Mira, scopre di aver visto giusto su Javadi e il nuovo controllo statunitense sul vertice iraniano è tutta opera sua. Ma a cosa servono riconoscimenti e onorificenze quando puoi essere sbattuto fuori dalla tua stessa agenzia? Se Carrie agiva per amore, Saul l’ha fatto…perché?
Ovviamente (!) per un disinteressata volontà di assicurare la pace nel mondo: ed è così che Homeland, chiusa bottega con la spina dorsale romantica, fa il salto dello squalo passando da thriller fantapolitico a serie pseudo-impegnata prodotta dalla RAI.

Homeland - 3x12 The StarA chiudere “in bellezza” la puntata e la stagione, si torna su Carrie, ora alle prese con il rifiuto di essere madreI wanted it because of Brody, to have a part of him: la bambina doveva essere il legame per ripartire insieme, ma ora che Brody non c’è più è una parte estranea e da eliminare dal suo corpo, perciò il lavoro torna ad essere centrale.
Ultima parentesi è l’ennesimo momento in cui Carrie cerca, ancora e ancora e ancora, il riscatto pubblico per il padre di sua figlia: va bene che ormai la serie della dimensione mediatica e al di fuori dell’agenzia ne ha da tempo dimenticato la portata, ma far chiedere ad un’agente della CIA di inserire nell’elenco dei commemorati colui che è ancora per tutti l’attentatore di Langley
è solo l’ennesima nota stonata di una stagione nata e cresciuta debole e storta, mascherata sotto qualche sequenza più veloce e intensa. Tutto qua.

Insomma, il terreno da cui ripartire è composto da: l’eventuale adozione della bambina, il trasferimento ad Istanbul di Carrie, Saul a New York e la CIA svuotata dei “nostri” protagonisti. L’unico sentimento che lascia quella stellina aggiunta dalla ritrovata agente Mathison con un pennarello, di notte, di nascosto, non è tristezza, non è pena, non è indifferenza ma totale disorientamento. Una stagione conclusa e la stessa domanda che persiste: cos’è davvero Homeland? Magari la quarta stagione risolverà il dubbio amletico – se è una spy-story, un thriller e se ha la stoffa per esserlo fino in fondo; o magari confermerà che è sempre stata niente più che una storia d’amore travestita in altro. Per il momento la terza stagione ha rivelato tutta l’instabilità oltre i due protagonisti principali e ha dimostrato di non aver saputo reggere l’impatto con i cambiamenti cercati alla fine della seconda stagione. Perciò:

Voto episodio: 5
Voto stagione: 6

Note:
– della famiglia Brody, citata en passant, è giunta la notizia che tutti (spero) stavano aspettando: Morgan Saylor (Dana) e Morena Baccarin (Jessica), sono fuori dalla serie. Che sia un buon segno o solo un piccolo regalo di Natale?
– per qualche anticipazione e risposta, qui trovate un’intervista ad Alex Gansa, co-creatore e showrunner della serie.

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

24 Risposte

  1. Mark May scrive:

    Sono d’accordo col tuo ragionamento sul capire cosa fosse in fondo Homeland ed anche io sono giunto alla conclusione che altro non è se non una versione moderna e più stratificata di Romeo & Giulietta, però ad una puntata del genere non si può dare 5, NON SI PUO’. Sulla seconda parte si può discutere quanto si vuole ma credo che non sia stato altro che la conclusione del percorso Carrie/Brody e credo volessero dare al pubblico come la sensazione che il telefilm fosse alla sua ultima puntata (credo che TUTTI, appena finita la puntata, abbiano detto per prima cosa:”Ed ora che cazzo si inventano per la quarta stagione?”), probabilmente perché la quarta stagione virerà completamente rispetto alle prime 3… Non nascondo che ci sia stato un pò troppo miele per i canoni di Homeland ma ciò non toglie che la puntata (e la stagione intera che io continuerò a difendere fino alla morte) sia stata di altissimo livello.
    Secondo me la forza degli autori sta proprio nel non piegarsi al volere del proprio pubblico, stanno instaurando una sorta di rapporto perverso nel quale lo scopo sia di fare tutto il contrario di ciò che noi vogliamo, ma siccome sta cosa è secondo me voluta la reputo fantastica ed è la vera forza del telefilm.

     
  2. xfaith84 scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con la recensione! Gli ultimi venti minuti sono stati scandalosi e mi dispiace ma quello non è per niente la conclusione del percorso di Carrie e Brody o della serie per come la conosciamo, ma una coda inutile di cui potevamo fare a meno.

    Saul in ciabatte e la riflessione ridondante sul fatto che HA VINTO è stata scritta malissimo, sembrava dovessero farlo dire a tutti per dare peso ad una vicenda che non è riuscita ad emergere abbastanza proprio perché è stata costruita malissimo durante l’arco di tutta la stagione.
    Carrie che chiede la stella per Brody quando NESSUNO può sapere del coinvolgimento della CIA nell’affaire Iran è RIDICOLO persino per una come lei che di idee bislacche ne ha avute più d’una volta. E potrei andare avanti ore, ma basta tirare in ballo Quinn zerbino per concludere.

    La prima parte leggermente meglio, ma personalmente l’ho trovata comunque una brutta chiusura. La morte di Brody è stata una cosa che non mi ha coinvolto minimamente, ma questo perché a mio avviso tutta la stagione è stata messa in piedi male fin dall’inizio. Ci sono stati momenti in cui è migliorata, ma se le fondamenta sono deboli è difficile che venga su una struttura buona. Come dice giustamente Sara, ci sono stati troppi buchi, troppe microstorie aperte e gestite male, e tutto questo perché nei precedenti due anni si è puntato troppo a Carrie e Brody e non si è minimamente pensato a costruire meglio tutti gli altri. Con la scelta prima di separare i due e ora di far morire lui, questo ha avuto delle conseguenze che erano destinate ad accadere, e che si sarebbero potute migliorare o con una gestione più oculata dei personaggi prima, o con uno spostamento di questa separazione alla prossima stagione, con una stagione in più quindi per ridare una possibilità a tutti gli altri personaggi.
    Male, male, male. Io sono delusissima non solo dalla stagione, ma da questo finale, che è arrivato dopo delle puntate che se non altro facevano pensare ad una conclusione migliore.

     
  3. Son of the Bishop scrive:

    Finale medio , formato da due parti una buonina che è la prima , una pessima .
    La prima è movimentata unico pregio e ha un pò di tensione , ma in fondo non è granché affascinante .
    Nella seconda parte tocchiamo livelli bassissimi che ricordano Uh…Oh…Ah e Tower of David , con una banalità assurda la frase che lavori per la CIA hai lavorato sul campo etc etc e ti fa paura un bambino con Carrie che risponde con una faccia da schiaffi quasi strillando siii , è stato da mettersi le mani nei capelli .
    Comunque per me questo è il finale di serie di Homeland anche perchè con Brody per me muore la serie e viste le premesse per la quarta , bhé non avendo amato particolarmente Homeland già i primi tre anni non ci penso proprio a guardarla .
    La scena finale in sé può essere carina , ma presa di per sé senza Carrie che lo va a chiedere a Lockhart , poteva durare tranquillamente 20 minuti in meno : impiccagione di Brody , scena delle 152 stelle , Carrie con il pennarello , il pubblico avrebbe capito .
    Se poi lo stesso creatore dice che potrebbe tranquillamente essere ritenuto il finale di serie , bhé allora vuol dire semplicemente che è mancato soltanto il coraggio di dire , mi dispiace ma Homeland finisce qua , questa è la sua fine .
    Voto episodio : 5 e mezzo
    Voto stagione : 6 e mezzo
    Voto serie : 6 e mezzo

     
  4. Attilio Palmieri scrive:

    Ottima recensione. Puntata a tratti insostenibile, ancor di più se penso che nulla di ciò che abbiamo dovuto sopportare nella prima metà di stagione si è rivelato funzionale all’epilogo. Se solo ripenso alla nonna di Dana, alle beghe di quest’ultima, a lei stesa sul tappeto rosso… meno male che è finita questa stagione.
    Non è stata solo brutta, ma anche una sofferenza per chi come me ha amato per molti episodi questa serie e in generale la considerava un prodotto di qualità. Sono molto deluso e immagino di non essere il solo.
    Un parte di me spera che questa delusione costringa gli autori a organizzare la prossima stagione in maniera molto più solida; l’altra parte però teme che con la morte di Brody la gran parte dei motivi di interesse della serie siano andati all’aldilà con lui.
    Una speranza sarebbe un crossover con The Walking Dead che permetterebbe il ritorno di Brody e al contempo potrebbe dare una mano a entrambi i prodotti.

     
  5. gian scrive:

    ?… la forza degli autori sta proprio nel non piegarsi al volere del proprio pubblico? Pubblico? no soltanto al volere dei soloni che scrivono tutte queste recensioni come se fossero capaci di fare qualcosa pari anche solo a un 10% di cio che hanno visto. Poi sono i soloni che fanno le ellissi, Saul lo scoprono ora? Saul dal primo istante è stato un sontuoso protagonista, sempre. La figlia di Brody, la moglie di Saul e tutti gli altri con facce incredibili. Si tratta solo di persone, voi, che devono impossessarsi del lavoro degli altri con le proprie zampate, critiche e voti. Della serie Homeland ne ho sentito parlare per anni poi l’ho vista tutta in spagnolo. Le capacità espresse in questa serie sono enormi. Peccato sia finita qui.

     
    • xfaith84 scrive:

      Caro Gian, un paio di considerazioni – che forse saranno un filo più educate delle tue. Forse.
      Innanzitutto, anche qualora fossimo un sito di giornalisti e recensori professionisti (e non lo siamo, scriviamo per hobby e tu per hobby puoi leggerci o no, nessuno ti obbliga), non dovremmo essere in grado di “fare” quello che decidiamo di commentare e di cui decidiamo di parlare, esprimendo il nostro punto di vista. Questa storia che chi critica viene additato come “incapace a fare lo stesso” (o anzi, come dici tu, nemmeno il 10%) ha ormai fatto il suo tempo – mi stai dicendo che il critico d’arte deve sapere per forza dipingere perfettamente? Che il critico cinematografico deve saper scrivere una sceneggiatura, girare un film e fare pure montaggio e doppiaggio se vuole parlarne? Facciamo i seri, su.
      Se si vogliono fare delle critiche a ciò che scriviamo che si facciano pure (anzi, è esattamente quello che vorremmo), ma dire frasi come “Si tratta solo di persone, voi, che devono impossessarsi del lavoro degli altri con le proprie zampate, critiche e voti” personalmente mi fa molto sorridere: ci impossessiamo di cosa? con quali zampate? ma di che cosa stiamo parlando?

      Scendendo più nel dettaglio delle scarne informazioni che dai a sostegno delle tue teorie: Saul è sicuramente il personaggio che più di tutti, dopo Carrie e Brody, ha avuto più attenzioni, ma che sia stato lanciato nel mezzo di questa stagione come protagonista praticamente assoluto, senza che fosse del tutto pronto, è a mio avviso chiaro dalla stessa portata del suo progetto – “la pace con l’Iran in due settimane? yes, we can!” a me è sempre parso un po’ eccessivo.
      Le “facce incredibili” di Dana e della moglie di Saul mi dispiace ma non sono – perdonami la citazione – neanche il 10% di quello che è la costruzione di un personaggio, che ha bisogno innanzitutto di ragion d’essere e di rispetto da parte degli autori, cosa che né l’una né l’altra hanno avuto.
      Le capacità che Homeland ha avuto sono state tantissime, soprattutto nelle prime due stagioni, ma che questa terza stia dividendo gran parte di pubblico e critica non è un mistero, quindi o siamo tutti soloni che si impossessano a zampate del lavoro degli altri, o forse due riflessioni a riguardo toccherà pure farle.

       
      • Malok scrive:

        Che pazienza…io non avrei neanche risposto a codesto fanboy/troll di Homeland !

        Ad ogni modo Homeland è stata interessante per le prime 2 stagioni e poi la trama è andata in vacca…

        Del resto la Showtime non è nuova a questo tipo di porcherie !

         
  6. Francesca Anelli scrive:

    Recensione davvero ben fatta, complimenti!
    Aggiungo solo una cosa: non sono sicura che Brody sia per tutti l’attentatore di Langley visto che, credo, la notizia dell’assassinio di Akbari dovrebbe aver raggiunto gli U.S.A. O meglio, la notizia che ad ucciderlo è stato Brody. Ovviamente non saranno state rivelate le reali motivazioni ma forse l’opinione pubblica si sarà fatta due domande e magari Carrie puntava, in maniera oltremodo stupida, proprio a questo. Chiaramente siamo nel regno delle supposizioni e dell’assurdità.
    Di questo episodio le uniche sequenze degne di nota sono l’incontro tra uno splendido Javadi e Carrie e la di lei disperazione quando capisce che Brody è destinato a morte certa. Il resto, per quanto a tratti coinvolgente, è un pastrocchio confuso.

     
  7. Charles scrive:

    Se mi dite che Homeland è spiazzante per il modo con cui cambia genere ed esce dagli schemi sono d’accordo. Se mi dite che questo modo di fare di Homeland non vi piace i gusti ovviamente sono gusti (a me per esempio piace questa componente di imprevedibilità) e non si discute . Penso però che 5 sia un voto davvero severo per “punire” un “difetto” che e’ essenzialmente soggettivo.
    Ritengo che in questa stagione semplicemente c’era meno spazio di manovra, a meno che ovviamente si fosse scelto di buttare tutto in vacca con plot twist banali/assurdi o facendo un reset forzato nelle prime puntate. Non si è scelto la strada facile e questo è un pregio oggettivo, mi sembra.
    Non penso che una serie debba per forza “essere qualcosa” ed entrare in canoni conosciuti. A volte può bastare che racconti bene e coerentemente una storia.
    Il mio voto potrebbe essere 6.5, per tenere conto che Homeland non ha saputo accontentare tutto il suo affezzionato pubblico.
    Il mio voto pero’ è 7,5 perche con questo mezzo reset, che però ha preso i suoi tempi, sono fiducioso (proprio perche finora Homeland ha sempre avuto il coraggio di rallentare o di non accontentare i più, quando serve) che l’anno prossimo diremo che anche questa stagione ha avuto il suo perché.

     
    • Michele Hume scrive:

      Ma la recensione è soggettiva, così come il voto.
      Per quanto mi riguarda troppo generoso nei confronti di una stagione incentrata sul “sogno di Saul” che ci ha fatto penare con il teen drama di Dana e ci ha regalato un solo momento “homeland”, con la spedizione di Brody in Iran.
      Poi dopo questi 20 minuti finali per me Homeland non ha più niente da dire, è evidente che da ora in poi continueranno solo perchè gli ascolti glielo permettono e non perchè hanno idee da portare avanti. Cosi come dexter e Californication (sempre Showtime) dopo la quarta stagione.
      Sicuramente non guarderò la prossima stagione.

       
    • Io non credo che il voto di Sara sia espressione di un giudizio soggettivo, ma di un’analisi ben argomentata e anche molto onesta. Tu dici, cito:
      “Ritengo che in questa stagione semplicemente c’era meno spazio di manovra, a meno che ovviamente si fosse scelto di buttare tutto in vacca con plot twist banali/assurdi o facendo un reset forzato nelle prime puntate. Non si è scelto la strada facile e questo è un pregio oggettivo, mi sembra”
      ecco, io non credo che sia poi così oggettivo dato che personalmente non sono d’accordo. Infatti, a mio avviso, il grande plot twist della quarta puntata è stato una delle cose fatte peggio di quest’annata. “Non si è scelta la strada facile” è un’altra affermazione non del tutto condivisibile, almeno per quanto mi riguarda. Il fatto di mettere su una storia complessa non è di per sé indicativo di qualità se poi non ha basi solide. E tutto l’impianto narrativo di quest’anno era fragile quanto un castello di carta.
      Alcuni episodi sono piaciuti anche a me, ma più di sei a questa stagione sarebbe troppo. Anche tralasciando tutti i problemi legati al modo in cui la serie ha presentato l’Iran al suo pubblico, che sono problemi esterni alla narrazione e che quindi non ci riguardano in questa sede, e perfino accettando che Homeland sia una serie per niente realistica, ci sono troppe cose che non tornano.

       
  8. dezzie86 scrive:

    Questa stagione (e soprattutto questa puntata) hanno diviso tutti, compresi noi.
    Sono d’accordo con i punti sollevati da Sara riguardo la stagione un po’ pastrocchiata e con tante questioni aperte e lasciate lì un po’ a caso: purtroppo non sono state sbagliate le idee, ma le tempistiche. A posteriori l’incontro tra Dana e suo padre poteva essere molto più d’impatto, così come la morte di quest’ultimo. E’ anche vero che il piano di Saul è stato geniale ma al 99,9% impraticabile nella vita vera, come sottolinea xfaith84 nel suo commento.

    Detto questo però il finale (inteso proprio come finale) non mi è dispiaciuto come ai più: ovviamente non può essere considerato da 8, ma secondo me una sufficienza tutto sommato se la porta a casa. Come detto, purtroppo sono state sbagliate le tempistiche, perché in effetti gli ultimi 20 minuti sono buttati lì come se fosse effettivamente un series finale.
    Sono comunque affascinato dalla 4ª stagione, che per forza di cose dovrà essere qualcosa di completamente nuovo: le possibilità che non sia di livello ci sono, ma aspetterei di vederne qualche puntata prima di giudicare.

     
  9. fava scrive:

    …………………’Con la morte dell’ex-Marine muore Homeland per come lo abbiamo conosciuto sino ad ora’
    Credo che l’amarezza che rimane dopo questo episodio sia dovuta tutta a questo pensiero.
    Trovo comunque il voto 5 troppo ingeneroso verso un finale di stagione veramente al cardiopalma, ed il ‘rilassamento’ incongruente dell’ultimo quarto d’ora non lo trovo così imperdonabile. Rimango con qualche speranza per la prossima stagione, sebbene l’uscita di Brody ho paura decreterà la fine di Homeland in tutti i sensi…

    Edit: ti ho aggiunto dei puntini all’inizio perchè le prime parole del commento, spoilerose, sarebbero apparse in home sulla destra 😉
    Michele Hume

     
  10. Mathias scrive:

    anche secondo me voto ingeneroso. Invece di seguire una strada molto semplice, il salvataggio di Brody con qualche astrusa figura che si materializzasse all’ultimo, gli sceneggiatori scelgono di “assassinare” il protagonista e di conseguenza la serie. Sorprendente, perchè Homeland è Brody + Carrie. Coraggioso. Ma il finale è la conclusione inevitabile di un rapporto tragico e l’ultima inquadratura un omaggio a tre stagioni di un livello altissimo, con alti e bassi, ma di qualità superiore alla media.

     
  11. Claudio scrive:

    Intervengo per dire che Homeland ha punte d’eccellenza veramente molto alte “anche” nella scrittura, ma la vera forza di questo show, secondo me è la capacità e la voglia di reinventare la storia, alla quale danno spesso brutali sterzate alle quali moltissimi riunciano per evitare critiche.
    Premesso questo, non mi spiego come questa terza stagione di Homeland possa “valere” un 6, mentre altre serie di ben dubbio valore (una su tutti TWD) abbiano trattamenti addirittura superiori.
    Ben lungi da me il voler fare la guerra al voto, ma se volete un consiglio evitare di giudicare numericamente un serial, creerebbe meno confusione e polemiche.

    Ottimo comunque l’analisi (che non condivido a pieno) e lo scritto, davvero ben fatto!
    Buon lavoro a tutti!

     
    • xfaith84 scrive:

      La questione dei voti viene affrontata spesso e volentieri e come ogni volta ci tocca spiegare una cosa che in teoria dovrebbe essere abbastanza evidente.
      Ma vi pare che un 8 a HIMYM possa mai essere lo stesso di un 8 a Breaking Bad?!? Chiaro che i numeri sono 10, possiamo aggiungerci dei più, dei meno e dei mezzi ma il tutto è sempre limitato a 10 numeri e non possiamo per ogni serie inventarci una scala diversa.

      Giudicare una puntata con un voto, dei cuoricini o una faccina non cambia assolutamente nulla, perché se metto la stessa faccina a due puntate diverse allora si chiede com’è possibile che abbiano lo stesso valore e si ricomincia tutto da capo. Riteniamo che la scala numerica 1/10 abbia molte più varietà di voto e che per questo sia più adatta ad indicare le sfumature che ciascuno di noi ritiene opportune per spiegare al meglio il proprio voto. Può capitare di non essere d’accordo, ma mi fa sempre molto sorridere come richieste di cambi di scala, di recensori o insulti vari (non nel tuo caso eh, mi riferisco a ben altra gente) arrivino sempre e solo come modo per esprimere il proprio disappunto su un voto.

      Nel caso specifico, la stagione è da 6 secondo il criterio di Sara – e io personalmente condivido – perché ha fallito laddove gli altri due anni avevano fatto scintille; perché ha deluso – non solo noi, ma tipo la metà della critica americana se non di più, e ripeto che forse due domande bisognerebbe pure farsele; perché ha avuto diversi punti critici che hanno fatto storcere il naso durante l’arco della stagione; e potremmo andare avanti all’infinito.
      La capacità e la voglia di reinventare la storia non sono in discussione, se però il risultato che ne esce è coerente: io sono stata la prima ad essere contenta che avessero tolto Brody dalle prime puntate, è stata una scelta molto interessante, ma il risultato è stato deludente perché quello che è rimasto non era pronto a vivere di vita propria senza il cuore della storia, che erano appunto Carrie e Brody. In questo caso, come vedi, scegliere il coraggio, la strada meno facile, l’inventiva non è automaticamente sinonimo di successo se poi si fa fatica a gestire quello che rimane (se devo contare tutte le volte che Alex Gansa ha detto in un’intervista “non eravamo sicuri che funzionasse quando l’abbiamo scritto” non mi bastano le dita)

      Insomma, poi è ovvio che è una questione personale, ma ripeto, non è un caso che questa stagione abbia diviso un sacco di persone. Invece di stare qui a chiedersi come sia possibile, chiediamoci perché sia successo ora e non prima. Le risposte potrebbero chiarirci una o due idee.

      A presto!

       
      • Malok scrive:

        Ma perchè non usate il sistema delle “categorie” ?

        Basta mettere un bollino per ogni serie definendola come categoria A , B , C e D e amen !

        Chiaramente un 8 dato alla categoria B non sarà mai come un 8 dato ad una serie della categoria A.

        E passa la paura !

         
        • xfaith84 scrive:

          Oddio, anche no, poi si scatenerebbero discussioni tipo “perché quella serie lí è categoria A quando in realtà è chiaramente B”, “non capite niente, è C!” e simili… più che passarmi la paura, mi viene al solo pensiero! Eheh

           
        • Malok scrive:

          Beh tanto le polemiche le avete lo stesso con i voti :)
          Almeno con le categorie gli utenti capiscono subito il valore del voto…..poi che siano d’accordo o meno amen !

          Non esiste la soluzione che mette d’accordo tutti ma almeno , così facendo , il sito prende una linea ben definita 😉

           
        • xfaith84 scrive:

          Eh ma cosí sarebbe polemica al quadrato, categoria e voto! Meglio di no, credimi! Eheh
          Grazie comunque per il suggerimento, a presto
          =)

           
  12. Claudio scrive:

    Mi pare più che ovvio e assolutamente da non sottolineare che un 8 a HIMYM possa mai essere lo stesso di un 8 a Breaking Bad, riprendendo le tue parole.
    Fin qui tutto bene.
    Il mio intervento è frutto dello storico di Homalend recensito, giudicato e “votato” dai recensori di questo blog e trovo abbastanza incoerente la scelta fatta nel giudicare questa annata.
    Ma è un discorso che lascia il tempo che trova dico bene? Finchè tutto è soggettivo…

    Discorso differente sull’utilità dei voti numerici, faccine, cuoricini, manine che siano
    Dall’intervento capisco che lo si ritiene indicativo e non inutile, quindi discuterne quando come in questo caso, divide (critica e pubblico) e non unisce, non lo vedo come possa essere una cattiva idea.

    Rimango molto fiducioso per il prossimo anno proprio perchè spero che Gansa, discostandosi dal libro dal quale è tratto Homeland possano ripetere un altra seconda stagione!
    (il libro tratta solo la prima stagione mi pare e fin lì tutto bene..)

     
    • xfaith84 scrive:

      Partendo dall’inizio, io infatti mi riferivo al tuo
      “non mi spiego come questa terza stagione di Homeland possa “valere” un 6, mentre altre serie di ben dubbio valore (una su tutti TWD) abbiano trattamenti addirittura superiori.”
      Avendo tu fatto un paragone tra due serie, ho fatto l’esempio che ne è seguito, cioè quello tra BrBa e Himym.

      Per quanto riguarda invece la considerazione che fai ora, c’è una cosa da tenere in conto. Il voto alla stagione non è mai una media (e simili) dei voti dati alle puntate e questo per due motivi: innanzitutto perché quando guardo una puntata non posso avere l’ottica della stagione, quindi posso sottovalutare o sopravvalutare una singola puntata dando un voto che col senno di poi risulta sbagliato (io stessa, alla luce di quanto accaduto dopo, abbasserei il voto che avevo dato alla premiere per l’annosa vicenda della scena finale con Carrie davanti alla tv).
      Ma soprattutto, queste recensioni non sono scritte da una singola persona! Mentre la recensione del finale lo è. Unendo queste due variabili, può succedere che il voto finale non corrisponda esattamente alla media delle puntate, ma devi ammettere che non è proprio la prima volta che emergono delle critiche su Homeland da parte nostra, anzi: la stessa Sara aveva dato 5/6 a Tower Of David, senza contare altre recensioni in cui 6 o 6/7 sono comparsi spesso.
      La questione della soggettività certo che esiste, non siamo delle macchine e soprattutto non siamo tutti uguali, ma messa giù come la metti tu sembra che siamo gli unici al mondo ad aver dato un voto assurdo, quando in realtà così non è – e ti dico, ho letto critiche decisamente più feroci di questa.

      Discutere del voto non è sbagliato, ma non mi sembra di averlo mai detto =) e infatti il mio discorso sul voto rispondeva al tuo invito a provare ad “evitare di giudicare numericamente un serial”. Ho risposto a questo, aggiungendo che spesso quando non si è d’accordo sul voto invece di spiegare perché non lo si è si passa il tempo o a insultare le capacità altrui (ripeto, non il tuo caso) o a discutere non il voto ma il sistema di voto, il che se mi permetti è un po’ diverso!

      Sulla prossima stagione, bah, non so: potrebbe uscirne anche un buon prodotto, ma è chiaro che la storia di Homeland per come l’abbiamo conosciuta non c’è più. Diventerà qualcos’altro, e con questo non voglio dire meglio o peggio perché non possiamo saperlo, ma semplicemente “altro”.

       
  13. Claudio scrive:

    Oddio tutto giusto ma il mio paragone era piuttosto azzeccato visto che parliamo di due drama ad ambientazione differente.
    Se poi vuoi paragonare due prodotti simili dovresti mettere TheAmericans con Homeland e TWD con Dead Set (esempi), ma qui è tutto un altro discorso.
    BrBa e Himym sono due cose totalmente differenti che richiedono risorse e giudizi differenti a mio modo di vedere; potremmo aprire un dibattito su questo ma non ne ho l’intenzione.

    Sono daccordo e capisco il perchè il giudizio sulla stagione non è la media aritmetica della somma degli episodi, eppure non mi trova daccordo su quello che per me è un ottima chiusura di una bella ma non ottima stagione se le season 1 e 2 sono state abbondantemente sopra l’otto questa è almeno sette pieno.
    Il giochino dei numeri comunque lascia il tempo che trova

    Quello che scrivono fuori da qui non ci interessa, mi auguro che chi scrive come la brava Sara, tracci una propria considerazione senza troppo farsi prendere la mano da scroscianti applausi o feroci stroncature dettate da altre o più autorevoli fonti.

    Ancora buon lavoro.
    :-)

     
    • xfaith84 scrive:

      Ok, forse non riesco a spiegarmi, ma per essere estremamente sintetica visto che non è questa la sede, il mio esempio BrBa e Himym era VOLUTAMENTE molto differente per dimostrare come due serie diverse abbiano scale diverse.
      E sì, nello specifico anche se si somigliano, perché dipende dal loro percorso.
      Comunque.

      Sul fatto che tu non sia d’accordo, benissimo! parliamone! XD ma non limitatamente al numero che, e ci siamo arrivati, lascia il tempo che trova: Sara dà 6, tu 7, ma alla fine della fiera c’è una recensione intera su cui si può discutere.

      Meno d’accordo sul “Quello che scrivono fuori da qui non ci interessa”, ma semplicemente perché il motivo per cui l’ho scritto esula totalmente da quello che hai scritto tu. Non parlavo certo di condizionamenti – se ci facessimo condizionare non scriveremmo per hobby, credimi! – ma del fatto che quando una puntata/stagione/serie divide tanto il pubblico (e questo si può sapere solo leggendo altre critiche, ovviamente) questo è sinonimo di qualcosa di anomalo, che sia nel bene o nel male. Al di là dello specifico parere, questo è un fattore importantissimo, soprattutto per chi vuole analizzare una serie: capire come e perché un prodotto divida il pubblico, interessa, eccome. Ho citato la questione semplicemente perché tutto questo accanimento (non tuo e basta, mi riferisco anche ai commenti precedenti) al 6 di Sara come se fosse l’unica ad aver trovato difetti ad una puntata da Oscar mi è sembrata un po’ surreale vista la situazione.

      Comunque, direi che la questione “voto” è stata sviscerata a sufficienza XD
      Ora possiamo parlare del fatto che Saul in ciabatte era inguardabile? 😀

      Alla prossima!
      =)

       

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