Masters of Sex 1×11/12 – Phallic Victories & Manhigh

Masters of Sex 1x11/12 – Phallic Victories & ManhighTra acuti simbolismi e toni dal sapore didascalico, si conclude questa prima stagione di Masters of Sex. Attraverso uno sviluppo narrativo lento, ma spesso e volentieri denso di contrappunti di pregiata raffinatezza, lo show è andato via via definendo un proprio linguaggio narrativo che lascia presagire considerevoli potenzialità di sviluppo.

1×11 – Phallic Victories

Lo studio delle risposte fisiologiche nell’attività sessuale, perno tematico dello show, è stato per lo più utilizzato come mezzo per scardinare ed analizzare quell’irrazionale sostrato emotivo che genera e distrugge le relazioni umane, raggiungendo anche alti picchi di rara finezza espositiva.

I need this to go well because if it doesn’t I will have lost everything.

Masters of Sex 1x11/12 – Phallic Victories & ManhighVirginia è andata via, ma nella mente di Bill la sua presenza è più viva che mai. L’ossessione per la donna accelera con ancora più veemenza quell’incontenibile ansia da presentazione che fa da contrappunto alla sicurezza e determinazione con cui il dottor Masters mette a punto i dettagli della conferenza, che potrebbe legittimare il prosieguo della sua ricerca. L’assenza di Virginia comincia a prendere forma e, come un’ombra inquietante, diventa una sorta di filtro attraverso cui Bill passa al setaccio ogni sua riflessione. Questo opprimente dialogo interiore, apparentemente legato alla circostanza specifica della presentazione, pare essere invece la diretta conseguenza delle riflessioni che hanno portato Virginia a rassegnare le sue dimissioni. La donna ha come scoperchiato il vaso di Pandora e, per la prima volta, assistiamo ad un vacillamento interiore del Dottor Masters. Cercando disperatamente di trovare un argomento che renda i risultati raggiunti dalla ricerca rilevanti a livello personale per la platea di interlocutori che avrà di fronte, cade nella sua stessa trappola: se le dimensioni non sono garanzia di successo, cosa lo è? In cosa potrebbe mai difettare lui stesso? Virginia, andando via e rimarcando che tra di loro c’è stato qualcosa di più di un semplice “esperimento”, ha indirettamente osservato il suo non essere all’altezza della situazione? Ethan invece lo è? – Not whether you’re big enough. Whether you’re good enough.

Masters of Sex 1x11/12 – Phallic Victories & ManhighMentre Bill non fa che interrogarsi ripetutamente, Libby, osservando il marito e Virginia attraverso una cartella clinica che ne descrive il percorso sessuale, ha le idee molto chiare: tra quei due ignoti numeri identificativi è nata una storia – «They must have fallen in love. Did they fall in love?» L’incertezza con cui Bill liquida la domanda della moglie – «I don’t know» – tradisce una perplessità reale. È come se Masters fosse vittima di quell’intelligenza settoriale che mina la comprensione della semplicità dei sentimenti: l’amore acquista il malvagio volto di scomoda conseguenza, una risposta emozionale che non può essere misurata e catalogata, così fuori dalla loro area d’indagine che il suo sopraggiungere non è che una semplice variabile della risposta fisiologica; ma Bill sa già che non è davvero così semplice.

You know what you’ve got, Lillian? You’ve got a case of penis envy.

Masters of Sex 1x11/12 – Phallic Victories & ManhighNel frattempo Virginia trasferisce il suo entusiasmo e tutta la sua  capacità d’iniziativa nell’ufficio della Dottoressa DePaul. Gini, come sottolineato nella scorsa recensione, è spesso utilizzata per volgere in positivo situazioni che sembrano destinate a soccombere nel più disastroso degli insuccessi. Ciò alla lunga ha impedito uno sviluppo coerente del personaggio, che ci appare quasi costantemente attraverso la lente dei suoi meriti o delle lodi di chi vuole averla a suo fianco; scarseggiano quelle caratterizzazioni che illuminino chiaramente la multidimensionalità di un ruolo che ha al suo interno molte contraddizioni. Il confronto con Lillian, però, risulta un gran passo avanti in tal senso: la diversa prospettiva con cui le due donne osservano il mondo lascia intravedere come la forza di Virginia stia nella semplicità con cui si approccia alla grandezza delle sue intenzioni. Lillian si è volutamente inserita in un mondo capeggiato da uomini cercando in tutti i modi di essere loro pari utilizzando quelle modalità che potremmo qualificare come energicamente maschili; Gini invece non rinuncia neanche per un attimo alla sua femminile qualità energetica ed è questo ciò che la rende in armonia con le sue azioni, oltre che con il suo corpo – «Don’t you ever wish you were a man?» «No. Never».

Phallic Victories è un buon episodio di raccordo: i vari elementi sono stati ordinatamente disposti lungo quella linea che prelude alla conclusiva somma finale.

Voto: 7½

1×12 – Manhigh

Masters of Sex 1x11/12 – Phallic Victories & Manhigh19 Agosto 1957: il Maggiore David Simons prende posto in quella capsula d’alluminio che esplorerà la stratosfera terrestre – It’s quite a day. È un gran giorno anche per il dottor Masters,  le porte della stanza n. 5 stanno per essere aperte al pubblico. Il parallelismo con il Progetto Manhigh – oltre ad essere un fine simbolismo che rimanda alla natura pioneristica della ricerca targata Masters & Johnson –, abbracciando metaforicamente il senso più ampio di “esplorazione di territori sconosciuti” diviene il filtro attraverso cui ogni personaggio ci viene mostrato. Ethan, in viaggio per le ignote terre californiane, vaga al di là di se stesso offrendo a Virginia una vita insieme; Lillian decide di riporre l’odio per Masters e comincia ad emularlo elemosinando attenzioni dal Cancelliere Fitzhugh; ma è soprattutto Margaret a trovarsi lì dove non avrebbe mai pensato di essere. Mrs Scully – uno dei personaggi che ha avuto un arco di trasformazione tra i più complessi ed interessanti – ha cominciato a porsi delle domande, le cui risposte hanno cambiato completamente il volto della sua vita. Ferita dall’ignoranza a cui è stata condannata, tra bugie e omissioni, si sente come se le avessero rubato gli ultimi trent’anni della sua vita. Però, faccia a faccia con le torture che potrebbero “guarire” il marito, non può restare indifferente e, con una grande forza d’animo, attingendo alla forma più pura ed autentica del suo amore per Barton, gli chiede di non sottoporsi a quell’elettroshock che potrebbe rubargli quanto di più bello e vero hanno condiviso insieme.

Expecting fireworks this afternoon, Bill.

Masters of Sex 1x11/12 – Phallic Victories & ManhighNonostante l’infinita accuratezza con cui tutto è stato preparato, studiato ed esposto, la presentazione si rivela un vero e proprio disastro. Dopo un esordio tra risate e ringraziamenti, l’apertura del capitolo sulla risposta sessuale della donna accende la scintilla che fa divampare l’incendio. Per quanto Masters si sforzi di convertire in documento espositivo le immagini di una donna in fase orgasmica, nessuno nota la miotonia, la vaso congestione o l’iperventilazione: l’atto più privato che esistesse fino a quel momento è stato reso pubblico ed ognuno in quella sala si sente come violato, sia uomini che donne. La sola domanda che Bill non si era posto è l’unica che avrebbe evitato la catastrofe: gli uomini (e le donne) sono pronti alla portata rivoluzionaria delle sue scoperte? Ogni processo che implica una rivoluzione si nutre di uno stato mentale che ha bisogno di tempo per radicarsi nel pensiero di chi necessita che la situazione in cui orbita venga riconvertita in una migliore. Ogni avanzamento in tale direzione è fatto di piccoli passi, e Bill – tra il presuntuoso parallelismo con Darwin e il simpatico paragone con Elvis di Lester – sa di aver iniziato un cammino impervio: fermo nelle sue convinzioni, non vacilla neanche un attimo, finché, defraudato del suo ufficio, non si ritrova completamente solo. Ed è proprio nella rabbia e nell’umiliazione che Masters trova la verità.

 I finally realized that there is one thing I can’t live without. It’s you.

Masters of Sex 1x11/12 – Phallic Victories & ManhighDi fronte a quel suo corpo nudo definito osceno da una sala gremita di medici e infermieri, Virginia sente ancor più chiaro il disappunto per quel plurale maiestatis con cui Bill descrive il loro lavoro. Questa volta la nave affonda senza che Mrs Johnson possa fare nulla per salvarla: il suo restare impotente osservatrice degli eventi ci regala, forse per la prima volta, un’interessante prospettiva da cui osservare la nostra protagonista. La qualità della sua essenza s’intrufola prepotente attraverso indiretti confronti con le altre due donne che gravitano attorno al disorientamento di Bill: Jane e Libby. L’ingenua biondina, una volta tolto il sigillo di legittimità alla ricerca, si sente in imbarazzo per avervi partecipato; Libby, dall’alto del suo candore, non riesce a capire come una donna possa compromettersi a tal punto. Bill invece sa benissimo cosa spinge Virginia a donare il suo piacere alla scienza, e, guidato da questa consapevolezza, mentre Libby dà alla luce quel bambino che lui non ha mai voluto, si reca dalla sua musa offrendole se stesso e la verità.

Il cerchio si chiude con una levità fine e raffinata; il pre-testo della tematica sessuale è stata un’ottima lente attraverso cui abbiamo visto inquadrati i vari personaggi coinvolti. Nonostante qualche eccesso di didascalismo nell’impianto narrativo e qualche sbavatura nella caratterizzazione dei personaggi, Masters of Sex può, a ragione, essere considerata come una delle migliori novità della stagione.

Voto Episodio: 8
Voto Stagione: 8

 

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