Scandal – stagione 3 puntate 6-10

Scandal - stagione 3 puntate 6-10Chi guarda Scandal sa benissimo di non poter certo aspettarsi sobrietà o linearità, ma quanto accaduto in questi ultimi cinque episodi va persino oltre gli standard a cui Shonda Rhimes ci aveva abituato fino ad ora. Missione non facile, conoscendo il soggetto, ma come definire altrimenti le evoluzioni di questa prima mid-season? 

La premessa da cui iniziare – e che ci porterà da qui fino alla fine di questa recensione – si trova nel tentativo di etichettare un prodotto come Scandal. Nasce dalla penna di una donna che ha scritto per noi “Le Grandi Tragedie di Meredith Grey”, eppure in questi ultimi due anni e mezzo la serie è riuscita a distinguersi dalle opere precedenti della Rhimes: intrighi, giustizia, politica, scandali, appunto; ma anche “La grande storia d’amore di Olivia e Fitz”, lì a ricordarci che stiamo pur sempre guardando un prodotto della nostra amicona Shonda.
Scandal - stagione 3 puntate 6-10È questo che bisogna ricordare, questo limite su cui Scandal cammina in continuazione a zig-zag: un percorso che va da prodotto più serio e ragionato a serie dalle trovate trash, che si basa spesso e volentieri sull’accumulo di avvenimenti, informazioni e gustosissimi WTF.
Non dimenticate quanto possa essere sottile questa linea, cari gladiators, o non potrete sopportare alcune geniali trovate di queste puntate, tipo, che so, il ritorno di Maya Pope.
O l’omicidio di Daniel Douglas.
O la lingua di Huck.

He’s not the monster.
She is.

Scandal - stagione 3 puntate 6-10La pecca maggiore di questi ultimi episodi è sicuramente quella di essere caduta nel più grande cliché delle serie di spionaggio: senza citare altri prodotti che hanno scelto di seguire la medesima strada, la storia trita e ritrita del genitore morto che torna nel mondo dei vivi era già abbastanza senza doverci aggiungere il “…e non è quello che sembra!”. La questione, però, viene risollevata dalla caratura dei protagonisti in gioco: perché, c’è poco da fare, l’idea che una come Olivia Pope sia figlia di una terrorista e del capo della più grande organizzazione spionistica dell’universo regge benissimo, e proprio grazie all’interpretazione di una Kerry Washington perfettamente credibile anche quando nessun altro al suo posto lo sarebbe.
L’utilizzo dei flashback, che ci guidano insieme a Liv nella scoperta, risulta efficace nel tentativo di farci immedesimare in una donna che da anni vive con quei ricordi incastrati nella memoria senza capire fino in fondo il perché. Meno riusciti sono invece tutti i momenti che, esulando dall’azione, si concentrano sul sentimento che lega Olivia e Fitz: “Vermont is for lovers, too” è l’episodio in cui la melassa tocca vette inaspettate e in cui la Rhimes chiarisce con evidenza il suo obiettivo, perché se nemmeno la (presunta) morte della madre per mano del suo uomo è riuscita ad allontanare Liv dal Presidente, allora stiamo certi che non lo farà niente e nessun altro.

Rip a little, talk a little. Talk a little.
Every time I give you something… something good, I get to keep a tooth.

Scandal - stagione 3 puntate 6-10Una delle scelte più incredibilmente WTF – ma anche più sorprendentemente in character – è stata quella di mettere Huck alle costole di Quinn e di farla diventare la sua nuova vittima. Ci era già stato mostrato quanto il suo odio per il B613 fosse alto – tanto da minacciare persino Olivia una volta giunto alla scoperta che il Command fosse suo padre –, ma qui Scandal gioca la sua carta più spietata: in molti si aspettavano una relazione (perversa e contorta, ok) tra Quinn e Huck, soprattutto vista l’emulazione della prima nei confronti del secondo. Ecco perché vedere quest’uomo, questo guscio vuoto, provare piacere a torturare la donna (3×09 YOLO) è stata una delle cose più strane e al contempo più interessanti di queste puntate.
Eppure non possiamo dimenticare come tutto questo nasca da un comportamento totalmente fuori personaggio della stessa Quinn, che sicuramente è stata raggirata da Charlie con l’omicidio della guardia, ma che prima di allora non avrebbe mai dovuto cascarci: le scene ambientate al poligono di tiro (3×06 Icarus) sono ridicole, perché non c’era davvero alcuna possibilità al mondo che Quinn si facesse fregare così solo perché messa in un angolo da Huck e quindi desiderosa di avere un mentore.

Scandal - stagione 3 puntate 6-10Purtroppo qualche volta accade che in Scandal la destinazione sia più importante del viaggio, e così ci si dimentica di costruire per bene tutto ciò che porta da A a B. Altro esempio in questo senso è stata la campagna di Josie Marcus, giunta al capolinea nel modo più cretino e insulso che ci si potesse inventare: la sorella/figlia che orchestra il furto per spianare la strada alla sorella/madre, che a sua volta si autoincolpa ritirando la candidatura perché “ha già fatto troppo male a sua figlia/sorella”, è troppo persino per Scandal. Peccato, perché Lisa Kudrow era stata davvero un ottimo inserimento all’interno del cast.

The devil came in.
We came in!

Scandal - stagione 3 puntate 6-10Quando si parla di personaggi come Cyrus e Mellie si va sempre sul sicuro e queste puntate non fanno che confermare l’assioma, soprattutto perché il loro incredibile percorso in qualità di coppia del male non sminuisce per nulla quelli più personali, facendo affiorare proprio quando meno ce l’aspettiamo la loro umanità.
La settima puntata, che vede sin dal titolo la presenza centrale della First Lady (“Everything is coming up, Mellie”), evidenzia in modo nuovo e drammatico quanto è stato compiuto da Mellie per supportare Fitz nella sua campagna: certo, il dubbio sulla paternità del primo figlio si poteva evitare – quella storia dei cliché da non ripercorrere proprio non riesci a capirla, cara Shonda! –, ma la scoperta (nostra) dello stupro da parte di Big Jerry mette per l’ennesima volta la donna sotto una luce diversa. Non la assolve, certo, ma c’è davvero qualcuno che si possa perdonare fino in fondo in Scandal? È proprio questo l’asso nella manica della serie: nessuno, nemmeno la protagonista, può sentirsi al sicuro: tutti hanno un loro punto di non ritorno – compresa Sally Langston.

Scandal - stagione 3 puntate 6-10Che Cyrus non avesse alcun limite era cosa che avevamo già appreso da tempo, perlomeno da quando era stato sul punto di far uccidere il suo amato James; che quindi abbia usato proprio suo marito come merce per far cadere in tentazione Daniel Douglas, e per incastrare di conseguenza la Vice Presidente, non stupisce. Colpisce invece come la questione per la prima volta gli esploda tra le mani, portandolo a ricevere persino la comprensione e la compassione di Mellie, ma soprattutto innescando una reazione a catena che porta la religiosissima Sally Langston a commettere l’omicidio del marito fedifrago. Per la prima volta Cyrus sembra cominciare a capire le conseguenze delle sue macchinazioni e di quelle di Mellie – probabilmente molto di più della donna, che non ha più nulla da perdere e che anzi, pur di restare alla Casa Bianca, è più che disposta ad accettare con il sorriso sulle labbra il ritorno dell’amante del marito. Eppure qualcosa sta scricchiolando, i giochi di potere sono cambiati e la dinamica familiare grazie alla quale James diventa nuovo portavoce del Presidente ne è la rappresentazione.

Don’t worry, sweetheart.
I’ll see you real soon.

Scandal - stagione 3 puntate 6-10Non solo a casa Beene le situazioni si sono ridisegnate: questo winter finale ci lascia con parecchie questioni aperte. Jake a capo del B613, in combutta con Fitz, pare aver tolto dallo scenario il personaggio – comunque apprezzatissimo – di Eli Pope, mentre la presenza di Maya Pope (e di Marie Wallace, e di tutte le sue identità nascoste) di nuovo a Washington non fa presagire nulla di buono. La nuova scoperta di David riguardo all’intercettazione della telefonata avvenuta tra Sally e Cyrus promette scintille, mentre le intenzioni di Quinn continuano a non essere affatto chiare: rimane solo da sperare che non avvenga l’ennesimo cambio di squadra, perché il rischio è quello di far sembrare la ragazza molto più folle di quell’Huck che, ricordiamolo, l’ha assaggiata prima di strapparle un paio di denti.

Come da premessa iniziale, bisogna considerare che Scandal si posiziona in una zona grigia nell’ambito della serialità a stelle e strisce: troppo ben scritto per essere classificato come mero passatempo, ma troppo esageratamente folle per essere visto con serietà, diventa di fatto l’estremo trash del drama – ma anche l’estremo drama del trash.
Insomma, un drash.
Ed è in quest’ottica che le ultime cinque puntate raggiungono comunque un voto molto alto, che tiene tuttavia conto delle cadute nei cliché sopra enunciate.

Voto: 7 ½

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

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