The Following – 2×01 Resurrection

The Following – 2x01 ResurrectionLa scorsa stagione si è conclusa lasciandoci con il grande rammarico di aver assistito ad un’occasione mancata: ottimo il cast, buono il plot, pessima la realizzazione. Nonostante si percepisca una lieve inversione di rotta, ci troviamo ancora al cospetto di un treno deragliante: ogni passo avanti è accompagnato dallo stridente chiasso di un meccanismo diegetico che vaga senza meta. 

La premessa con cui si apre questo nuovo cammino non è delle migliori: Joe Carroll è vivo, Claire invece non ce l’ha fatta. Le numerose anticipazioni in merito alla sorte di questi due personaggi (che, a partire dall’apparizione di James Purefoy al Comic Con di San Diego la scorsa estate, sono diventate certezze) non solo hanno eliminato ogni (im)possibile briciolo di suspense, ma hanno anche sollevato non pochi dubbi sulla qualità dello scheletro narrativo su cui si sarebbe innestata la nuova stagione.

The Following – 2x01 ResurrectionCome giustificare l’improbabile non-morte di Carroll? Dopo una prima annata debordante di luoghi comuni e di facilonerie narrative, non ci aspettavamo di certo una svolta epica; quantomeno, però, una spiegazione, anche sommaria, l’avremmo gradita. E invece no: vediamo solo Carroll destreggiarsi tra le fiamme, aprire una botola nel pavimento e spuntare, vivo e vegeto, su quella spiaggia dove lo aspetta il buon Carlos – I picked him up on the beach after the boat house exploded. There was a roadblock, it was cops everywhere that night, he got out. Di fronte a tali approssimazioni, in vena di una folle ondata di ottimismo, ci lasciamo andare alla vana speranza che tutto possa trovare una spiegazione nel prosieguo dello show. A sostegno di ciò, ritorniamo con la memoria alle “promesse” fatte da Williamson durante il sopracitato Comic Con, in cui aveva ripetutamente precisato che la seconda stagione avrebbe avuto un’articolazione narrativa completamente diversa dalla precedente; in particolare aveva accennato ad una diminuzione della dimensione investigativa a favore di un maggiore approfondimento del background dei vari personaggi, con particolare riferimento alle conseguenze che la Tragedia di Havenport ha avuto nelle loro vite. All’interno di questo millantato approfondimento, troverà spazio anche lo svelamento del piano con cui Joe Carroll – lasciando all’FBI un corpo da analizzare, il cui DNA, ovviamente, coincide con quello di suo figlio – risorge dalle fiamme?

I really haven’t kept up with the case. I’m strictly civilian now.

The Following – 2x01 ResurrectionLo sbalzo temporale di un anno dagli eventi narrati nella prima stagione ci mostra un Ryan sano ed equilibrato, sobrio da cinque mesi ed inquadrato in una pacatezza che, per i suoi tratti eccessivi, lascia scorgere, troppo sfacciatamente, l’ardere di un fuoco nascosto. L’andamento incrociato tra presente e passato, che sembra essere il nuovo taglio espositivo dello show, potrebbe risultare un buon escamotage per analizzare l’enorme impasto emotivo, inevitabilmente, seguito alla morte di Claire. Nella speranza che il metro analitico con cui si approfondirà tale dolore sia il più lontano possibile dalla “maledizione di Hardy”, l’utilizzo del flashback potrebbe essere il mezzo migliore per inquadrare questa nuova consapevolezza che accompagna il “rinato” Professor Hardy.

L’eccessiva vaghezza con cui si rapporta all’FBI è legata solo in apparenza alla volontà di non lasciarsi coinvolgere dal caso: infatti, coadiuvato dalla nipote Max, Ryan sta svolgendo delle specifiche indagini sulla setta di Carroll. Per quanto Mike non si beva questo suo nuovo atteggiamento di noncuranza – You act like you’re over it, but you’re here because you care – Ryan non gli dà nessuna soddisfazione e resta fermo nella sua gelida posizione; ma nella risolutezza di quelle azioni, pacate e sicure, si nasconde una progettualità che va ben oltre le informazione che ha nascosto all’FBI. Generalmente, quando un agente federale agisce al di fuori di un protocollo prestabilito, è sempre per aggirare quei limiti della legge che spesso possono compromettere la riuscita dell’operazione. Qui, però, abbiamo a che fare con qualcosa di diverso: la presenza di una squadra di supporto, molto probabilmente, avrebbe impedito a Carlos di fuggire. Celare all’FBI l’indirizzo del sospettato e recarvisi da solo non è un’azione che vien fuori da una mente lucida. In questo ambiguo atteggiamento esibito da Ryan non è difficile scorgere una connotazione da giustiziere: dato che la sua è una vendetta personale deve, per questo, essere perpetrata lungo una via separata da quella ufficiale?

Al di là di ogni giudizio tematico, le perplessità che accompagnano questa eventuale scelta narrativa risiedono nella possibile articolazione della storyline: l’intromissione silente di Ryan e la sua smania di farsi giustizia da solo, se mal gestite, potrebbero dare il colpo di grazia al lato procedurale dello show, già ampiamente mortificato dalla paradossale inadempienza mostrata dall’FBI nel corso della passata stagione.

Resurrection! Joe Carroll lives! Ryan Hardy can’t stop us.

The Following – 2x01 ResurrectionUna nuova setta risorge dalle ceneri di quella precedente: perché mettere in metropolitana uno dei vecchi, sapendo che è latitante e schedato? Per creare un legame? Per sbarazzarsi di lui? Molte altre mille domande sorgono spontanee in seguito all’orchestrazione di quello che è il vero nucleo portante dell’episodio: l’attentato a Union Square. La plateale Resurrection di Joe Carroll ha lo scopo di introdurci alla nuova natura della setta ritornata in azione. Lasciando da parte l’avventato Carlos e la sua creepy girlfriend, l’inserimento dei due gemelli (interpretati entrambi da Sam Underwood) lascia una discreta scia d’inquietudine che potrebbe anche risolversi con qualcosa di interessante. Quello che però pone non pochi dubbi è il mancato coinvolgimento dei vecchi follower, Emma in primis: dobbiamo aspettarci una faida interna tra vecchi e nuovi adepti?

Tra presente, passato e un preannunciato futuro, l’elemento che più di ogni altro desta, piacevolmente, il nostro interesse è il mancato riferimento ad Edgar Allan Poe. L’omicidio di Heather pare essere legato al fantomatico romanzo che Carroll ha scritto e che, molto probabilmente, sarà l’oggetto della dissacrazione letteraria di quest’annata: nessun’altra scelta avrebbe potuto essere migliore, Poe ha finalmente smesso di rigirarsi nella tomba.

In conclusione, Resurrection non è un episodio completamente scadente, molti degli elementi mostrati nascondono buone potenzialità di realizzazione. Ciò nonostante, il suo endemico legame con il passato finale di stagione che l’ha generato non può portare il nostro giudizio ad una piena sufficienza.

Voto: 5/6 

 

5 Risposte

  1. Mark May scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con la recensione… io la puntata finale me la ricordo (purtroppo) fin troppo bene, e non c’é ALCUNA possibilità che un essere umano possa essere sopravvissuto ad un incendio del genere, per cui la cosa di Carroll vivo mi ha fatto ribollire il sangue… L’unica cosa sulla quale ho un’opinione leggermente discordante è la task-force parallela di Hardy; anche io ho avuto la sensazione che voglia farsi giustizia da solo e quindi un supporto della polizia sarebbe solo d’intralcio verso gente che lui vuole vedere morta, allo stesso tempo però le sue indagini si basano sulla sopravvivenza di Carroll alla quale NESSUNO crede/vuole credere (anche mediaticamente, è come se spuntasse fuori uno e dicesse che Bin Laden è ancora vivo, sarebbe visto come un pazzo), per cui credo che la sua scelta sia doppiamente giustificabile. Detto questo io purtroppo non riesco a trovare NIENTE in questo pilot di stagione ed in questo telefilm che possa farmi sperare in un qualcosa di buono nel prosieguo.
    Ps: Mi dispiace perché gli attori meriterebbero una sceneggiatura di tutt’altro livello, Bacon è sempre molto bravo e, per quante se ne possano dire, Purefoy nella nuova veste è veramente irriconoscibile, ma è veramente troppo poco.

     
  2. Son of the Bishop scrive:

    è tornato ed è brutto come al solito, inoltre questa premiere manca anche di quella follia e di quella violenza esagerata che segnava la premiere della prima.
    Potrei continuarla a vedere solo perchè non ho niente da vedere, ma a quel punto darei una seconda chance a True detective, che è fatto molto bene, in quanto magari potrebbe non annoiarmi più con l’ andare avanti della storia.

     
  3. Glass scrive:

    Ma poi, Carlos era tra gli schedati dell’FBI, ricercato tra gli autori di una strage…. Perchè se è bastata una visita con chiacchierata che ha dato un indizio e due ricerche sul DB del NYPD Hardy non lo ha rintracciato prima? E soprattutto perchè non lo ha rintracciato prima l’FBI? C’era bisogno che venisse ammazzato qualcun altro?

     
  4. SerialFiller scrive:

    che goduria sapere che tra la prima e la seconda puntata di questa stagione gli ascolti di the following si son dimezzati…

     
  5. alessandro scrive:

    ma che cagata è sto telefilm

     

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