The Good Wife – 5×12 We, The Juries

The Good Wife – 5x12 We, The JuriesGiunto a metà del suo percorso stagionale, The Good Wife approfondisce e consolida, senza scadere nel ridondante, le bellicose dinamiche che hanno accompagnato la progressiva evoluzione di questa annata. Allo stesso tempo, però, alza il tiro, alimentando il fuoco della discordia con argomenti ben più scottanti di quelli affrontati finora.

La costruzione dell’episodio gira intorno ad un caso giudiziario la cui piattezza narrativa è compensata dalla ricchezza delle dinamiche con cui tale caso viene portato avanti. Un progressivo intercalare di voci, sovrapposte le une alle altre, genera una babelica confusione che diventa lo specchio deformante attraverso cui, travestita da collaborazione, ci viene mostrata l’ennesima “battaglia” tra le due formazioni legali.

«Should we tell them? It helps us both if we’re arguing in sync»
«Yeah. Or they try to screw us?»
«If they want us to lose more than they want to win»

The Good Wife – 5x12 We, The JuriesIn un’aula di tribunale stracolma di giurati – che, sull’onda del contrasto che sentono vivo e presente, litigano tra di loro – la paura costante di entrambi i team di venir fregati in qualsiasi momento complica gli sviluppi dell’azione legale. In un concerto di continui “objection” e con un andirivieni repentino e frequente dell’una e dell’altra giuria, il processo si colora di toni farseschi che hanno il dolceamaro fine di puntare l’indice su quanto tutti siano ancora fermi sul piede di guerra. La mediazione di Diane e Cary, entrambi in first chair, non riesce ad evitare quel continuo e costante risentimento di cui è pieno ogni dibattito tra Alicia e Will che, a suon di metafore e frasi smorzate, rifluisce quasi sempre su un piano sfacciatamente emozionale – «It’d be better if we work together» «Tell that to Will».
Gli ultimi episodi hanno evidenziato come la “rottura” professionale tra Mr. Gardner e Mrs. Florrick abbia acuito l’asprezza del ricordo di quei giorni di intima condivisione. Dando ad ogni ricordo una sorgente materiale, i flashback che ci hanno mostrato gli antichi fervori tra i due ex-amanti hanno assunto una consistenza quasi tangibile, cosa che ha proporzionalmente acuito il disorientamento che, puntale, è arrivato ogni volta.

The Good Wife – 5x12 We, The JuriesLa durezza di Will pare alimentarsi da queste rimembranze, ogni sorso riassaporato di quella dolcezza svanita è come un pugnale che gira intorno ad una ferita più aperta che mai. Questo costante permanere in uno stato di calma apparente è una delle più chiare manifestazioni di una radicale evoluzione, attraverso cui il personaggio interpretato da un ottimo Josh Charles sta ridefinendo i contorni del suo modo d’agire e di pensare. Oltre al burrascoso affaire Alicia, altro punto cardine dello stravolgimento di Will è la progressiva perdita di quella chimica che suggellava il suo rapporto con Diane e che li rendeva invincibili: ora Will viaggia da solo lungo un binario che oltre alla sua vittoria esige la sconfitta dura e radicale dei suoi avversari. L’unica cosa che nuoce in tutto ciò è il leggero ridimensionamento del personaggio di Diane, da sempre colonna portante dell’intero show, che a lungo andare, accompagnandosi al durevole ed inspiegabile occultamento di Kalinda, potrebbe creare un considerevole vuoto di carisma all’interno dello show.

Is “creativity” a euphemism for “illegality”?

The Good Wife – 5x12 We, The JuriesAlla vibrante tensione che si crea in aula fa da contraltare la tetra atmosfera che aleggia tra le stanze dell’ufficio del governatore: la comparsa del video con la ballot box incriminante dà avvio ad un’indagine etica che porta Marilyn a confrontarsi con gli attanti coinvolti. Partendo dalle continue precisazioni di Eli sull’estraneità dell’intero staff elettorale (Governatore compreso) ai fatti mostrati, Miss Garbanza, tra il terrore e l’incredulità, cerca di trovare uno spiraglio attraverso cui chiudere il tormentoso polverone che vede all’orizzonte. È inevitabile non tornare con la memoria a quel dialogo tra Peter e Will nel finale della scorsa stagione in cui l’avvocato, in possesso del video incriminato, si recava nella suite dell’ex procuratore; già allora, in tempi decisamente meno bellicosi di questi, il confronto tra i due si era acceso, creando le premesse dell’acerrimo scontro che chiude quest’episodio. La ferrea battaglia di Will Gardner contro il mondo acquista adesso una progettualità altamente distruttiva – «Peter is in real trouble. He is in trouble for one reason: Will Gardner». Resta solo il dubbio sullo scopo preciso di tale distruzione: il riferimento all’offesa subita da Diane non è sufficiente a giustificare tale risolutezza d’intenti – sappiamo benissimo quanto dissapore, esplicito ed implicito, ha creato tra i due partner la prospettiva di Diane alla Corte Suprema.

The Good Wife – 5x12 We, The JuriesPotrebbe essere ancora Alicia il motore della parte irrazionale di Mr Gardner? Will sa benissimo che il punto debole della donna risiede in quella parte oscura del suo cuore che non riesce a fidarsi del marito; e se in What’s in the box  “per non deluderla” le nasconde il video, potremmo anche ipotizzare che la fulminea ricomparsa dello stesso video abbia, adesso, lo scopo opposto (sempre ammesso che sia stato davvero Will a metterlo in circolazione). Il confronto tra Alicia e Peter sembra muoversi proprio in questa direzione: per quanto Mrs. Florrick sia completamente al di là del punto di partenza, anche solo il fantasma di un Peter di cui non potersi fidare scuote le fondamenta di quella reggia sapientemente ricostruita dalla good wife. Lo scrigno più prezioso che viene custodito in tale reggia è rappresentato, ovviamente, dai suoi figli: ed è proprio qui che, come spesso accade, si crea la più fredda cesura tra moglie e marito.

Con la risolutezza tipica della rinnovata forza che la nostra protagonista esibisce con disinvoltura da qualche episodio, rappresentata visivamente da un riuscito contrappunto musicale, Alicia si reca da Peter. A poco a poco, però, assistiamo ad uno sgretolarsi del pugno di ferro esibito all’esordio del dialogo, e la donna, più esausta che arrabbiata, quasi annientata dal riaffiorare di sensazioni troppo dure per non rimanere ancorate in un angolo remoto nella sua anima, si lascia trasportare da una rabbia densa di preoccupazione. All’interno di questa rapida parabola, colui che all’inizio è stato definito come “nostro figlio” diventa in fase di supplica finale “mio figlio” – «Our son testified in court about those ballots» / «No! My son will not get caught up in the middle of this hurricane» –; nel semplice passaggio da un aggettivo all’altro si nasconde tanto dolore, che, per quanto sia stato messo da parte, è pronto a rinnovarsi con l’insorgere di vecchie e pressanti paure.

We, the Juries è un episodio meno esplosivo rispetto allo standard a cui questa quinta stagione ci ha abituato. Però, al di là della sempre ottima costruzione narrativa, questa puntata acquista un valore significativo per il prosieguo dello show: la lotta tra le due formazioni esce dagli argini che ne delimitavano il campo d’azione per invadere antri più rischiosi e potenzialmente ricchi di nuove prospettive narrative.

Voto: 8-

Nota: Il prossimo episodio di The Good Wife andrà in onda il 9 marzo.

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1 Risposta

  1. xfaith84 scrive:

    io ci provo a non stare sempre dalla parte di Alicia, ma Will in questo episodio è stato INSOPPORTABILE! quando ha mentito sul fatto di aver visto i due delle diverse giurie insieme l’avrei preso a sberle.
    comunque, nessuno è più odioso di Marilyn Garbanza, con quella sua voce sempre bassissima e quella faccia da malata… sei incinta, non stai male! sveglia!
    Per il resto, il balletto delle giurie che se ne andavano a turno mi ha fatto molto sorridere e son contenta che Cary l’abbia fatta pagare un po’ a Kalinda.. forse prevedibilmente, ma farlo passare di nuovo da idiota non mi sarebbe piaciuto.

     

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