Girls – 3×08 Incidentals

Girls – 3x08 IncidentalsHannah, Marnie, Jessa e Shosh. E Adam. E Ray. Quest’anno Girls è sicuramente una serie più corale, capace di mettere sul tappeto i bisogni e i vizi di tutti i suoi personaggi e persino di farli dialogare tra loro. Qualcuno si muove, qualche altro no, altri ancora fanno finta.

Difficile arrivare dopo la tempesta, dopo il terremoto rappresentato da “Beach House”, primo vero momento in cui la pentola a pressione a smesso di funzionare, o forse si è ribellata, perché a un certo punto il tappeto non riesce più a contenere la quantità di polvere che gli metti sotto. La casa sulla spiaggia è al contempo il luogo fuori contesto in cui ci si può sentire liberi di dire e fare tutto ciò che si vuole (soprattutto cattiverie), ma anche la Las Vegas (e la sua famosa “quello che succede a Vegas rimane a Vegas”) da dove si può tornare ripuliti, purificati, pronti a ricominciare più leggeri.

I can’t do this. I mean… I don’t want to do this. I want a girlfriend, Marnie”

Girls – 3x08 IncidentalsCome prevedibile dopo un episodio così acceso e in cui le tensioni sono state oltremodo alte, facendo venire una gran quantità di nodi al pettine, nella prima parte di questa ottava puntata stagionale tutti i protagonisti della serie hanno bisogno di un momento di decompressione, di solitudine, lontani l’uno dall’altro perché le ferite bruciano ancora. Hannah è alle prese col suo nuovo lavoro e con la sua intermittente efficacia; Adam viceversa vive un momento d’oro che vede la sua follia premiata dal fato e da Broadway; Jessa e Marnie invece non si può dire che se la passino tanto bene. La prima è immersa nei propri autoinganni, vittima della convinzione che un lavoro stabile e una vita ordinaria possano renderla felice, ma consapevole di quanto questa sia null’altro che una presa in giro, viste anche le esplosioni di vita e violenza che questo tipo di vita le procura (il manichino impiccato è forse l’immagine più emblematica); la seconda invece non sa più che pesci pigliare, anche perché non getta neanche per un attimo lo sguardo sull’unico bacino d’acqua utile, quello dell’autocritica. La relazione con Ray finisce per la sua ossessività, ma soprattutto per la sua incapacità a essere davvero se stessa senza vergognarsi.

You’re a wild thing. You can’t be tamed”

Girls – 3x08 IncidentalsQuando dagli esterni si passa agli interni le dinamiche cambiano improvvisamente. Non ci sono più le strade, i bar, i luoghi pubblici e in generale i posti di passaggio, ma quelli privati, quelli in cui levarsi la maschera e/o i vestiti, in modo da essere nudi di fronte a se stessi e agli altri. Sembra quasi potersi replicare una situazione simile a quella dello scorso episodio, con la differenza che qui manca la programmaticità studiata da Marnie e soprattutto la dimensione intima delle quattro amiche. In questo caso nessuna è veramente in casa per stare con le altre, ma ciascuna di loro ha un altro e più valido motivo, cosa che le mette a proprio agio e che al contempo rivela la reciproca inadeguatezza a essere nuovamente amiche come un tempo, ammesso che lo siano mai state. Migliora di conseguenza anche il rapporto tra loro, come dimostra l’abbraccio tra Marnie e Hannah, che sebbene non si possa definire sincero, è la cosa che vi si avvicina di più. Tutte però hanno motivi esterni e vie di fuga per scappare dalla situazione a quattro che le ha terrorizzate in passato, e la dimensione salotto con la chitarra è certamente quella più conciliante, specie perché spettacolarizzante e foriera di attori come di spettatori, in grado quindi di trovare un ruolo sia a chi voglia essere attivo (Marnie), sia a chi voglia solo godersi lo spettacolo (Adam).

You know, I don’t. I think I’m good. I don’t really want to be a part of the scene”

Girls – 3x08 IncidentalsCosa rimane alla fine di tutto questo? Cosa rappresenta il day after? Hannah e Adam in vasca potrebbe bastare. Sì, perché stranamente, loro sono il day after, o meglio, sono l’unica nota davvero positiva rispetto al futuro prossimo. Ovviamente nessuno si illude che un personaggio come Hannah sia davvero e fin in fondo contenta per i successi lavorativi di Adam e neanche un po’ invidiosa, ma per il momento il loro rapporto è la chiave di volta della stabilità di entrambi. Il lato opposto della medaglia è rappresentato da Marnie, che anche nel dialogo che ha con l’amico di Adama (incredibilmente simile a Eric Clapton), denuncia la sua natura completamente artefatta, mettendo alla berlina tutte le sue insicurezza. Capitolo a parte per Jessa, che vediamo tirare cocaina col suo psichiatra; sappiamo quanto la sua sia una scorza dura, ma di questo passo la strada verso l’autodistruzione inizia a essere sempre più ripida.

É difficile venire dopo un episodio così decisivo e disarmante come “Beach House”, ma “Incidentals” conferma la grande vena creativa di Lena Dunham.

Voto: 7,5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

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