House of Cards – 2×01 Chapter 14

House of Cards – 2x01 Chapter 14Dopo una campagna di lancio perfetta, ricca di locandine, slogan efficaci e immagini promozionali accattivanti, arriva finalmente San Valentino. La festa degli innamorati è infatti il giorno deputato al rilascio integrale della seconda stagione di House of Cards, uno degli eventi televisivi dell’anno.

House of Cards ricomincia alla grande, puntando forte fin dall’inizio sulle sue due carte principali: i protagonisti. La prima inquadratura, infatti, è paradigmatica: un parco notturno, la nebbia, l’oscurità, le luci artificiali e l’orizzonte in cui compaiono due sagome che poi diventano due persone; sono Frank e Claire, coppia ancora affiatatissima, serpenti che si aggirano nella notte, dove tutto può essere confuso e rimescolato, esempio concreto di quell’opacità atmosferica e climatica con cui questa stagione comincia. Tutto accade in medias res, proprio sulla scia di come era finita la prima stagione dopo la morte di Peter Russo, oggetto sacrificale della scorsa annata e pietra angolare della narrazione, il cui decesso porta i suoi strascichi ancora oggi.

Now, the humane way to do it is to make it quick. Bring out a bucket of slop like it’s feeding time, then bam, shovel right to the base of the head. No screamin’.”

House of Cards – 2x01 Chapter 14In questo dialogo tra Frank e il suo “amico del popolo”, cioè il cuoco del locale dove usa cibarsi e da cui assorbe le voci del sottobosco di Washington, c’è tutta l’ampiezza della cinica metafora della serie. In House of Cards difficilmente si vive, ma sempre più spesso si lotta per sopravvivere, e in un regime esistenziale così precario il più potente rimane in vita, il più debole muore. Il rapporto tra politica e giornalismo è da sempre la chiave per veicolare questo concetto, non solo attraverso le sue ormai rituali sporgenze e contaminazioni, come ad esempio i ricatti sessuali o quelli economici, ma per via di un più complesso sistema di negoziazioni. L’anno scorso abbiamo visto come Zoe sia riuscita a ricavare da Frank almeno tanto quanto quest’ultimo abbia ricavato da lei; quest’anno la giovane giornalista diventa senza esitazioni (come il gatto della metafora conclusiva di Frank) troppo pericolosa per meritare fiducia e puntualmente finisce sotto il treno della metropolitana. Il giornalismo però, come la politica, interpreta un ruolo totalizzante, andando ad incidere sulla natura profondamente multimediale della serie (che non viene neanche guardata in tv dalla gran parte degli spettatori): non sono infatti poche le ibridazioni con il pc o con i videogiochi, le operazioni di quadro nel quadro e di sovraimpressioni, come accade per la messaggistica istantanea.

I’m willing to let your child wither and die inside you if that’s what’s required. But neither of us wants that. Now tell me, am I really the sort of enemy you want to make?”

House of Cards – 2x01 Chapter 14Per molti Frank è invincibile e la sua imbattibilità rappresenta uno dei presunti difetti della serie. Tuttavia, se c’è un solo punto debole del personaggio incarnato alla perfezione da Kevin Spacey, questo non è certo, come abbiamo avuto modo di capire, la giovane e bella giornalista Zoe, quanto la furbissima e manipolatrice moglie Claire. La questione nodale è quella legata ai desideri di maternità di quest’ultima e al patto d’acciaio che lega i coniugi circa la volontà di non avere figli. Da questo punto di vista, fa letteralmente impressione ciò che accade tra lei e Gillian. Nella scorsa stagione abbiamo conosciuto quest’ultima come un’anima pura, una donna tutta lavoro e famiglia, ma in questo primo episodio la scopriamo essere amante di un uomo la cui situazione famigliare è tutt’altro che risolta, come le conferma con disperazione la moglie sull’uscio della porta.

Il Male, dunque, si insinua anche nelle teste più pure, soprattutto in House of Cards. Al dolore e al terrore bisogna però essere abituati e Gillian di sicuro non lo è, come dimostra il suo ultimo faccia a faccia con Claire, la quale riesce ad essere spietata come poche altre occasioni, minacciando addirittura di lasciare morire il bambino che porta in grembo. In questo primo episodio Claire, in maniera non minore di Frank, emerge come l’elemento maggiormente rappresentativo dell’universo valoriale della serie, come dimostra la sua impassibilità alla notizia della morte di Zoe.

Every kitten grows up to be a cat. They seem so harmless at first, small, quiet, lapping up their saucer of milk. But once their claws get long enough, they draw blood, sometimes from the hand that feeds them.”

House of Cards – 2x01 Chapter 14Il piatto forte della puntata (e della serie), quello che tutti aspettano da un anno, è però Frank Underwood. Naturalmente questi non si fa attendere, cominciando fin dall’inizio a mettere in mostra il suo ormai tradizionale modus operandi. L’offerta di lavoro a Jackie fa da apertura e chiusura dell’episodio, assicurando circolarità tematica e mettendo in chiaro con quali presupposti inizia questa stagione. Torna il ricatto politico, tornano le operazioni di dossieraggio, tornano le informazioni come armi contundenti. Torna soprattutto il parallelo con Boss nel suo continuare a tessere una tela sul rapporto politica/potere e sulla capacità di fronteggiare un arbitrio che appare incontrastabile. Proprio come nella serie creata da Farhad Safinia, il giornalismo, qui incarnato dalla sopravvissuta (per ora) Janine, non può che tirare i remi in barca, perché la lotta appare essere contro i mulini a vento e la posta in gioco si fa sempre più alta. Quando la morte si manifesta in tutta la sua brutalità, ciò che rimane è solo la vita e la sua difesa, non ci sono altri altri principi o altri ideali che tengano.

Un concetto che Frank ripete anche in chiusura, dove torna nuovamente a parlare con lo spettatore, in un’interpellazione che sembra una tortura verso qualcuno (noi) che, fino a quel momento, ha potuto farsi una propria idea dall’esterno. Ora, però, torna ad essere improvvisamente osservato, chiamato in causa, reso pubblico dal protagonista che, mettendo in imbarazzo lo spettatore facendo di questi un suo complice, legittima se stesso e le sue perfide azioni.

Welcome back House of Cards!

Voto: 8,5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

3 Risposte

  1. Savo scrive:

    HoC è veramente qualcosa di magistrale. Aspettavo con ansia la seconda stagione, carica di aspettative per quel clamoroso finale in crescendo che dava al personaggio di Frank Underwood una luce sempre diversa. Non ha deluso le aspettative. Kevin Spacey e Robin Wright talmente bravi ed intensi da risultare imbarazzanti per una serie tv. Sottoscrivo che l’unico limite della serie sembra essere davvero l’invincibilità di Frank, ma più è sotto i riflettori, più il margine di errore diventa ampio e già a metà della prima stagione rischiò il tracollo durante il talk show televisivo con l’esponente dei sindacati degli insegnanti, facendo una figuraccia e non sapendo come rispondere. La regia “fincheriana” di Franklin è perfetta. Darei anche un punto in più, se non è da 9,5 questa serie e questa puntata, non saprei per che altro esaltarmi! Non vedo l’ora di rivederla in primavera su Sky, con la consapevolezza che il doppiaggio di Pedicini su Spacey rende sempre giustizia all’approcio teatrale di quest’ultimo. Sempre sublimi le parti in cui parla in camera direttamente allo spettatore.

     
  2. maria rita scrive:

    Bellissima questa serie, decisamente affascinanti i personaggi pur nella loro perfidia. Ho faticato un pochino a ricordare la precedente stagione, però piano piano rimetterò insieme tutti i pezzi. Non lo so se Frank Underwood sarà sempre invincibile, in un certo senso, visto che di tanto in tanto si rivolge al pubblico, lui è il narratore però non è onniscente. La storia si evolve con lui e la fine anche lui non la conosce, quello che è certo è che come tutti più diventa importante, più si espone, più il gioco diventa pericoloso. Intanto esattamente mentre lui chiacchera tranquillo nel salotto di casa sentendosi totalmente isolato qualcuno riesce a violare la segretezza dei tabulati telefonici!..ok staremo a vedere. voto 10.

     
  3. Joy Black scrive:

    Recuperata ora la prima puntata della stagione. Che inizio! Che inizio!

     

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