Person of Interest – 3×14 Provenance

Person of Interest - 3x14 ProvenancePerson of Interest festeggia il ritrovato equilibrio nel Team degli irrelevant con un caso di puntata corale come ai vecchi tempi. Un po’ Mission Impossible, un po’ Ocean’s Eleven, questa settimana ai protagonisti tocca passare persino al lato oscuro della legge. Del resto cosa non si farebbe per un number?

In una puntata mancante di sviluppi narrativi rilevanti, salta però all’occhio in particolar modo la scena conclusiva, con i nostri eroi seduti intorno ad un tavolo tutti insieme e con l’ennesimo omaggio alla mai dimenticata Joss Carter.

Person of Interest - 3x14 ProvenancePossiamo dunque asserire che, ancor più che l’episodio precedente, servito a ricucire i rapporti tra Reese e Finch, è questo Provenance a mettere la parola “Fine” ad un lungo ciclo narrativo, terminato appunto con la ricostituzione definitiva del gruppo e con il ritorno alla normalità (nonostante il posto vuoto al tavolo, segno di ferite destinate probabilmente a rimanere per sempre aperte). Non a caso, il number di questa settimana dà il via ad un episodio in cui, per la prima volta dopo tanto tempo, percepiamo il ritorno agli schemi classici della serie, con la squadra che lavora a pieno regime senza al momento ostacoli interni o esterni (e senza l’esigenza di inizio stagione di trovare una collocazione alle due new entry Shaw e Root).

Person of Interest - 3x14 ProvenanceTuttavia, bisogna pur ammettere che questo Provenance sappia fin troppo di compitino svolto, con soluzioni narrative un po’ troppo facili (tavolta eccessivamente forzate, troppo anche per gli standard della serie di Nolan) e con nessun particolare guizzo, se non per i momenti humour che vedono Shaw sempre più assoluta mattatrice. Del resto, a lei spetta trascinare la baracca con un John ancora in modalità musone, sebbene echi dei suoi comici siparietti con Finch si vedano nei nuovi accenni alla bromance più chiacchierata dai tempi di Sam e Frodo ne Il Signore degli Anelli (e l’espressione di Finch che segue l’ammirato “He’s gorgeous!” della receptionist varrebbe un voto a parte).

Person of Interest - 3x14 ProvenanceA Person of Interest va comunque concessa l’attenuante dei 22 episodi e di essere una delle poche serie tv rimaste a riuscire ancora a reggere una tale lunghezza. Per cui, tutto sommato, una qualche pausa (anche creativa) gliela si può concedere. Ciò che del resto differenzia questo prodotto da altri suoi simili (chi ha detto Intelligence?) è la grande capacità di intrattenimento che consente ogni volta interessanti riletture o variazioni su temi o strutture già viste (in questo caso, il “mito” della grande rapina). Ironia, tridimensionalità dei personaggi e un team di attori dotato di grande alchimia (ciò che manca totalmente al cast di Intelligence) rappresentano armi vincenti di una macchina ormai ben oliata e difficilmente fallimentare. Insomma, arrivati a questo punto, che Person of Interest sforni un episodio da definirsi “brutto” a tutti gli effetti è, ci sentiamo dire, improbabile.

Person of Interest - 3x14 ProvenanceQuesto Provenance è certamente lungi dall’essere ricordato come uno degli episodi memorabili della serie, ma tutto sommato il suo dovere di entertainment lo svolge bene e con i punti di forza sopracitati ben utilizzati (e nota di merito di nuovo alle musiche scelte, che a questo giro si muovono tra i Lo Fidelity All Stars e i Propellerheads). Tra gli elementi positivi, ci sentiamo di citare nuovamente Shaw. Dopo lo stravolgimento iniziale degli equilibri di inizio stagione, dovuto non tanto ad una cattiva scrittura, quanto al difficile inserimento nella struttura di una new entry così “ingombrante”, il percorso di Shaw è stato impeccabile, tanto che vederla nel team, ora che il gruppo si è ricomposto, appare come una cosa naturalissima.

Person of Interest - 3x14 ProvenanceInsomma, dopo tanti cambiamenti, Person of Interest estrae dal cilindro un’altra puntata di assestamento. La percezione di immobilità della trama non è purtroppo imputabile alla serie (sono passati solo due episodi da Aletheia), bensì ad una CBS che costringe a pause continue di due/tre settimane, intaccando, come al solito, la fluidità della stagione. Una mossa pericolosa per la rete, che dimostra di non aver capito di avere a che fare con un pubblico lontano da quello disimpegnato degli altri suoi procedurali e che, quindi, ha altre esigenze.

Se comunque pensate di avere avuto sufficiente pazienza, aspettate a cantare vittoria: ci aspetta un’altra (ennesima) settimana di pausa prima del prossimo Last Call.

Voto: 6,5

 

2 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    Una delle puntate meno belle dell’ultimo anno di person of interest e secondo me questo è un complimento paradossale ma il miglior complimento che si possa fare a questa serie.
    Una puntata cosi, seppur senza scossoni sulla trama orizzontale, sarebbe un puntatone per il 99% delle serie tv attualmente in onda, mentre qui possiamo parlare di puntate mediocre e quasi deludente. Questo testimonia a mio avviso quanto il livello sia elevatissimo oramai.

     
  2. Federica Barbera scrive:

    Vista solo ieri (meglio, così la pausa tra questa e la prossima è più breve!) e concordo sostanzialmente con l’analisi. Forse avrei dato qualcosina in più, anche se è vero che non c’è nulla di particolarmente originale… però non so, forse il rivedere la squadra in azione (e che azione!) anche se con un Reese ancora ridotto mi ha fatto vedere la puntata con occhi più positivi. Chiaro che a livello di trama orizzontale non ci sia nulla, così come risulta prevedibile la vicenda della ladra – che le avessero rapito un figlio/a si era capito alla seconda inquadratura, però boh.. mi ha divertita parecchio =)
    Mi piace che comunque non facciano dimenticare Carter: si fa in fretta in genere nelle serie ad andare oltre, mentre questo indugiare risulta sicuramente più realistico.

     

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