Crisis – 1×01 Pilot

Crisis - 1x01 PilotIl rapimento di un’intera classe di studenti è di per sé foriero di diverse domande, ma lo è ancora di più se la scuola cui appartengono i ragazzi è nota per ospitare i figli dei più importanti rappresentanti del mondo politico, economico e tecnologico internazionale. Da questo presupposto prende le mosse Crisis, nuovo prodotto di casa NBC. 

La serie è ideata da Rand Ravich – autore del mai dimenticato eppure sottovalutatissimo Life con Damien Lewis e Sarah Shahi – e il progetto originale era incentrato sulla vita di un agente dei servizi segreti che, al primo giorno di lavoro, si trova nel bel mezzo di una crisi internazionale.
L’idea ha subito qualche modifica, se non altro perché l’agente in questione occupa solo un terzo del racconto del pilot, ma il tema centrale rimane: una crisi di dimensioni enormi rischia di essere scatenata a causa di persone che si trovano ad altissimi livelli della società, ma che sono soprattutto genitori disposti a qualunque cosa pur di riabbracciare i loro figli rapiti.

Those parents out there don’t respect authority because they think they are the authority.

Crisis - 1x01 PilotAd illuminare la puntata – ma probabilmente l’intera serie e di sicuro le nostre vite – è la sempre meravigliosa Gillian Anderson che interpreta Meg Fitch, madre della reginetta della scuola Amber nonché sorella dell’agente dell’FBI Susie Dunn (Rachael Taylor, 666 Park Avenue), incaricata di coordinare le indagini e soprattutto gli spaventati e insopportabili genitori. L’assenza del padre per eccellenza (il Presidente degli Stati Uniti, genitore di uno dei ragazzi coinvolti nel rapimento) viene quindi sopperita dalla presenza di una donna che rappresenta allo stesso tempo il trauma e la forza, il dolore e la determinazione; il rapporto tra Meg e la sorella Susie ci viene mostrato sin dall’inizio incrinato per motivi ignoti, che vengono però svelati già in questo pilot, riservando all’ultima scena una delle tante rivelazioni della puntata.

Crisis - 1x01 PilotGià, perché se c’è una cosa che non manca in questo episodio è la presenza di innumerevoli colpi di scena, che però faticano a sortire l’effetto sperato: se nel complesso contribuiscono a rendere la puntata tesa e mai noiosa, presi singolarmente non sono in grado di fornirci – per ora, se non altro – un ampio coinvolgimento. Ci vorrà di certo qualche altra puntata per capire dove questa vicenda andrà a parare, ma fino ad adesso quello che sappiamo è che le dimensioni dell’intrigo sono molto più ampie di quanto ci abbiano mostrato: la stessa partecipazione di uno dei genitori al piano, svelata senza particolare sorpresa intorno alla metà dell’episodio, viene quasi subito ridimensionata da un flashback, che evidenzia la presenza di una minaccia alla sua salvezza e a quella di sua figlia – dunque un altro ricatto, tema portante della serie stessa.

Il problema di questa puntata non è dunque nella narrazione o nel piano che sta alla base di tutto; anche la tripartizione dell’episodio funziona discretamente bene, con i ragazzi rapiti da una parte, i genitori dall’altra e il novellino dei servizi segreti in fuga con uno degli studenti che è riuscito a portare in salvo. La grande pecca dell’episodio è invece proprio nei personaggi, nella loro costruzione e, soprattutto, nei terribili dialoghi.

Yes… I am a bug. I’ve always known that about myself.
But today… the bug is king.

Crisis - 1x01 PilotSe la trama non perde neanche un secondo per tenere alta la tensione, ma non riesce mai a far stare lo spettatore veramente sulle spine, forse è il caso di chiedersi perché. Nessuno si aspetta una reale partecipazione del pubblico o un alto livello di empatia con dei personaggi appena introdotti, intendiamoci, ma ciò non toglie che i ragazzi, i genitori e tutte le persone coinvolte debbano avere uno spessore tale da permettere agli attori (più o meno bravi) di saper interpretare il dramma e trasferirlo direttamente allo spettatore. Quello che manca in questo pilot è proprio la caratterizzazione di questi personaggi, che risultano a tal punto stereotipati da non permettere alcun tipo di vero coinvolgimento: i ragazzi della scuola, rappresentati da Amber Fitch, rispondono alle classiche regole dei figli di papà che in quanto tali non devono chiedere mai permesso – il ragazzo che si porta la fidanzatina in bagno rispondendo malissimo al genitore di guardia e solo perché, beh, non è un padre ricco, è solamente uno degli esempi.
Crisis - 1x01 PilotI figli di quelli “che contano davvero” vengono guardati con sciocca ammirazione da chi a quel livello della società non arriverà mai – “So, you want to get on Amber Fitch? Everyone wants to get on Amber Fitch. Damn, sometimes I want to get on Amber Fitch è una frase non solo estremamente cacofonica, ma anche scontata e tesa solo a farci capire attraverso le parole del loser quanto siano cool quelli davvero ricchi – , mentre al genitore che sembra stare dietro a tutto il piano vengono riservate frasi come quella dell’insetto che diventa re che, beh, se non venisse dalla bocca di uno come Dermot Mulroney verrebbe voglia di schiacciare il tasto “muto” per non sentirla mai più.

Crisis - 1x01 PilotCrisis non sembra una brutta serie, anzi: se ben gestita, la trama potrebbe nel corso dei prossimi 12 episodi rendere più partecipi gli spettatori, portando ciascuno di noi a domandarsi cosa farebbe se il proprio figlio fosse in una situazione del genere e se si detenesse un grandissimo potere (c’è da chiedersi infatti come reagirà il Presidente quando le richieste arriveranno anche a lui). Ciononostante la costruzione dei personaggi in questo pilot non funziona quasi per nessuno (quasi, perché per fortuna a Gillian Anderson e a pochi altri viene riservato un trattamento leggermente diverso) e perché i dialoghi, che in un thriller sono fondamentali se non si vuole scadere nel già visto e nel ridicolo, sono quasi tutti presi dal manuale delle “frasi che non si dovrebbero più usare almeno dal 1998”.
Tra buoni intenti e discutibili realizzazioni, questo pilot si porta a casa comunque la sufficienza grazie ad un potenziale che può ancora essere ben sfruttato, e grazie a 40 minuti che – al di là di pregi e difetti – scorrono veloci e senza stare a guardare l’orologio.

Voto: 6 +

Note:
– La puntata ha totalizzato 6,5 milioni di spettatori con un rating di 1,6 (fascia 18-49).

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

4 Risposte

  1. Mark May scrive:

    Premetto che non ho ancora avuto il tempo di guardarlo, leggendo questa recensione la prima frase che mi è venuta in mente è stata: “Under the dome”… Sperando di sbagliarmi (anche se i paralleli ahimé sono fin troppi) cercherò di recuperare il pilot quanto prima sperando di non dover arrivare a troppi attimi di sospensione della credulità…

     
    • Federica Barbera scrive:

      io non ho guardato Under the Dome, ma da quel poco che so i paralleli non sono poi molti, oltre alla “cospirazione”: questa è una storia che, al di là di personaggi costruiti troppo rapidamente e di dialoghi discutibili, è realistica – un rapimento di massa ad opera di potenziali terroristi è difficile ma non impossibile – ed è comunque di base un action thriller, di sci-fi non ha assolutamente nulla. La sospensione di incredulità, almeno per quanto riguarda questo pilot, è riservata ai terribili dialoghi che mai e poi mai sentiresti nella vita di tutti i giorni, ma a parte questo direi che siamo a posto =)

       
  2. Mark May scrive:

    Forse mi sono spiegato male… In quanto a trama non ha nulla a che vedere con Under The Dome, però facevo un parallelo con le recensioni lette qui sin dal pilot (da me appoggiate in pieno) che davano qualche speranza al telefilm nonostante la pochezza dei dialoghi ed il piattume dei personaggi salvo poi demolirlo (giustamente) col prosieguo della stagione, in questo ho trovato corrispondenza con la recensione della prima puntata… Siccome anche lì il pilot era stato salvato (o meglio lo si era lasciato in attesa di giudizio), ho come l’impressione che questo Crisis sia molto fumo ma poco arrosto, ovviamente sarei felicissimo di sbagliarmi.

     

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