Girls – 3×12 Two Plane Rides

Girls – 3x12 Two Plane RidesDopo una cavalcata un po’ più lunga del solito, si chiude anche questa terza annata di Girls, serie che non ha mancato di rinnovarsi anno dopo anno, dimostrando la propria vitalità a ammiratori e detrattori. La bad girl classe ’87 non si ferma mai e anche stavolta riesce ad aprire nuove strade per il futuro.

La seconda stagione era finita con l’arrivo del principe azzurro, ovvero con l’entrata in campo di Adam che, in preda a una delle sue solite esplosioni di bizzarra euforia, raccoglie tra le proprie possenti braccia una Hannah fragile e indifesa. L’happy ending era tanto delicato quanto posticcio, ma aveva il grande merito di preannunciare il dato di fatto più importante della stagione ventura: questa serie senza Adam non può stare, quantomeno per la terza stagione. Non c’è dubbio, infatti, che questi dodici episodi siano stati contrassegnati dalla sua fino a quel momento inusitata centralità. Adam però è al contempo anche un personaggio funzione, un modo per vedere Hannah, e così come il suo avvicinamento è stato funzionale allo scorso finale, il suo allontanamento è funzionale a questo.

Girls – 3x12 Two Plane RidesPrima di arrivare alla protagonista, è bene fare il punto su due figure spesso lasciate in secondo piano: Jessa e Shoshanna. La riabilitazione, la droga, il lavoro quotidiano, la spersonalizzazione, tutti passaggi quasi obbligati nella vita di un personaggio come Jessa, talmente nomade da potersi permettere di entrare e uscire dalla serie senza che questo risulti traumatico. Come spesso accade però, anche la sua parabola è arrivata a un punto di non ritorno: l’incontro con la morte, ma non quella auto-inflitta da chissà quale mania autodistruttiva, bensì quella operata sul corpo altrui. L’artista che le offre un lavoro le chiede poi anche di ucciderla e il percorso che porta Jessa a prendere la decisione è di grande intensità. Sarebbe stato tutto perfetto se non fosse per il twist finale con l’anziana che in punto di morte cambia idea, stravolgendo il senso di quella storyline.

Uno dei meriti più grandi di questo finale è quello di aver dato un’anima a Shoshanna. Un personaggio spesso robotico, altre volte vittima della propria tipizzazione, riesce finalmente ad acquistare umanità partendo, come spesso accade dal dolore. Il rapporto con Ray è stato molto più di un passatempo e la giovane studentessa ne viene a capo solo ora, quando il terreno sembra scivolarle sotto i piedi (anche l’università va a rotoli) e la rabbia è l’unica corazza – come dimostra la scelta di Do It Yourself dei Punch come colonna sonora di una sequenza che la vede protagonista.

Girls – 3x12 Two Plane Rides“Two Plane Rides” è anche la puntata dei chiarimenti, o meglio, di quelli che nell’universo della serie sono la cosa più vicina possibile ai chiarimenti; forse sarebbe meglio chiamarli faccia a faccia, perché alla fine sono ben pochi gli incontri chiarificatori. Quello più violento è sicuramente quello tra Marnie e Shosh: nulla accomuna le due ragazze, se non essere andate a letto con lo stesso uomo, cosa che innesca irrimediabilmente la loro reciproca insofferenza. Marnie è, come al solito, estremamente sgradevole, ma la sua “confessione” è involontariamente salvifica per Sosh che solo in questo modo capisce che è necessario darsi una strigliata e lottare per ciò che davvero vuole nella vita cercando e trovando un confronto con Ray che fa sicuramente più bene a lei che a lui. Altro incontro/scontro è quello Hannah-Adam, figlio di una sequenza lunga di incomprensioni che ha portato e porta la donna a fare sempre la scelta sbagliata, o comunque a risultare per il suo compagno sempre inadeguata. Non si tratta più di egoismo o di cinismo questa volta, ma semplicemente di un sentimento che non è più quello di una volta.

Girls – 3x12 Two Plane RidesNon è un mondo facile quello di Girls, tutt’altro. Molto spesso si è detto quanto l’universo narrativo creato dalla giovane autrice sia talmente pieno di difetti da risultare indigeribile; talmente carico di personaggi negativi e non inclini a migliorare da essere respingente; talmente odiato e odiabile da rendere gli spettatori terrorizzati da ogni possibile forma di empatia con i personaggi. Ma come si sopravvive in questo mondo? E soprattutto, chi sopravvive? Nell’ecosistema iper-artificioso della serie, sembra uscire un po’ meglio degli altri Marnie, che dopo episodi (o forse stagioni?) di enorme difficoltà, sembra ormai totalmente anestetizzata a qualsiasi tipo di reale sensibilità, adattandosi perfettamente alla legge della giungla in cui ella vive e si muove. Non ci sono sogni nel cassetto, ma solo toppe da cucire, abilità da dimostrare, piccole vendette da portare a termine.

L’altra figura che, per motivi simmetricamente opposti, viene fuori meglio è quella di Ray. Quasi completamente pacificato, l’ex nichilista senza speranze sembra trovare una propria strada passando attraverso la ricerca di sincerità e trasparenza e di una individualità mai asservita all’altro. Shosh è stata per lui fondamentale, ma quel percorso è probabilmente terminato perché lui ha ora bisogno d’altro per continuare a crescere.

Girls – 3x12 Two Plane RidesLa stagione non può non concludersi con Hannah, protagonista indiscussa della serie ed eroina quasi autobiografica che, per quanto corale può essere stata quest’annata, si riserva quasi completamente il finale della puntata. Il suo personaggio, a differenza dello scorso episodio, è sviluppato alla perfezione, dimostrando ancora una volta quanto l’autrice sia capace di migliorarsi anno dopo anno e anche di ascoltare le critiche altrui. Dopo momenti di eccessivo egocentrismo e altri di enorme difficoltà, Hannah trova finalmente attimi di genuina spontaneità. Ovviamente c’è stato bisogno di una serie di tappe ineludibili per arrivare a questo finale: lo scontro con i propri tabù, che l’ha vista avere un atteggiamento stranamente reazionario nello scoprire una coppia improbabile come Marnie e Ray; l’allontanamento di Adam; l’ammissione alla Iowa Writers’ Workshop. Soprattutto quest’ultima è l’iniezione di fiducia che le serviva, la conferma che esiste un mondo all’esterno che non le è ostile ma che la tiene in considerazione; che non è necessario essere sempre e comunque contro tutti per essere notati, perché la fortuna gira e può capitare che qualcuno si accorga del tuo valore. A far le spese di tutto ciò sarà probabilmente la relazione con Adam, ma dall’inquadratura finale è chiaro che si tratta di qualcosa di totalmente secondario rispetto alla spontaneità del sorriso che chiude la stagione.

“Two Plane Rides” chiude un’annata un po’ più altalenante della scorsa, piena di alti e bassi, ma con dei picchi notevoli come “Beach House” e questo finale che confermano la forza e l’importanza di questo show, che, tra le altre cose, continua a mettere pulci nell’orecchio agli amanti delle tassonomie e delle distinzioni, specie quella tra comedy e drama. Qual è il confine? Serve davvero un confine?

Voto episodio: 8,5
Voto stagione: 8

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

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