Hannibal – 2×02/03 Sakizuke & Hassun

Hannibal - 2x02/03 Sakizuke & HassunLa nera profondità dell’animo umano diventa sempre più scura con il passare delle puntate: in questi due episodi, Hannibal Lecter e Will Graham sono legati da un filo di inquietudine che li trascina sempre più giù, verso quel nero che sembra inghiottire tutto e tutti senza via di scampo.

2×02 – Sakizuke

L’estremo realismo visivo che ha sempre contraddistinto questa serie raggiunge forse uno dei punti più alti con l’incipit di questa puntata. Il prigioniero di colore che avevamo lasciato al centro del progetto malato del killer di turno, spinto dalla disperazione più totale, riesce a staccarsi – letteralmente – dall’opera d’arte schizoide lasciandosi dietro brandelli di pelle: noi vediamo tutto, siamo costretti a vedere tutto, perché dobbiamo sentirci come si è sentito Will di fronte a così tanto dolore e al pochissimo senso che ha la vita.
In un certo senso, noi siamo Will Graham: sappiamo come lui che è Hannibal il vero mostro da sconfiggere, ma al contempo non possiamo fare a meno di lui, perché è il più furbo, il più intelligente, perché è l’unico che nella sua spietata e folle freddezza può inopinatamente salvarci da tutto questo.

Hannibal - 2x02/03 Sakizuke & HassunEmblematica la sequenza al centro di salute mentale, dove Will capisce che l’unico modo di uscirne è affidarsi completamente al suo boia: il professore sta quindi al gioco perverso di Hannibal, capendo che è l’unico modo per avere una possibilità di affrontarlo a viso aperto.
Questa puntata è molto importante nell’economia della serie perché finalmente cade il velo anche davanti agli occhi della dottoressa Du Maurier (una sempre ipnotica e sensualissima Gillian Anderson) che si spinge addirittura a scoprirsi con Will, con quel I believe you che mette ancora più in confusione il protagonista.
La stessa Du Maurier, prima di sparire dalla circolazione, sfida a viso aperto anche Lecter, in una sequenza costruita benissimo dove i due sembrano danzare, in una sorta di ultimo tango d’addio, venato da una sensazione di pericolo e di morte ben sottolineata dalla solita, ottima, fotografia.

Hannibal - 2x02/03 Sakizuke & HassunCostruito molto bene anche il “caso di puntata”, con quell’occhio rivolto verso Dio per dimostrare all’Onnipotente che anche noi guardiamo lui, in una malata filosofia che rispecchia perfettamente il fil rouge della serie stessa: Hannibal sa benissimo, dall’alto della sua infinita intelligenza, di compiere qualcosa di sbagliato; ma non può farne a meno, per dimostrare a quel Dio che dovrebbe essere lassù a proteggerci dal male che nulla può contro la ferocia e le barbarie della sua stessa invenzione, l’uomo.
Infatti, alla domanda “Com’è possibile che l’uomo arrivi a tanto?”, Hannibal risponde che siamo fatti di Dna, e nasciamo in un mondo che non possiamo controllare, sopraffatti da noi stessi.

VOTO: 7½

2×03 – Hassun

Hannibal - 2x02/03 Sakizuke & HassunQuest’episodio si concentra completamente sul processo a Will Graham: esemplare sia dal punto di vista stilistico sia dal punto di vista del significato la sequenza iniziale, dove Will, nel completo che utilizzerà al processo, abbassa la leva della sedia elettrica, dove è seduta un’altra versione di lui. Da togliere il fiato poi il secondo livello di interpretazione: vediamo Graham avvolto dal fumo, già giustiziato, che deve ripercorrere una seconda volta l’agonia, con l’aiuto del tempo che scorre al contrario: questa volta la maschera gli viene tolta e vede se stesso che si auto-infligge la pena di morte.
Will sa benissimo quello che sta rischiando e addirittura se ne incolpa: la sua mente vaga quindi dall’estrema tranquillità – lui nel fiume che pesca immerso nel silenzio – alla paura della morte, a cui sta andando incontro per qualche errore che si imputa, – probabilmente quello di non aver capito prima con chi avesse a che fare, e cioè Hannibal Lecter.

Hannibal - 2x02/03 Sakizuke & HassunAnche tutta la parte girata in aula durante le testimonianze continua a rimarcare quanto ci sia un gioco malato e deviato nella mente di Hannibal, che quasi gode nel sentir dire all’avvocato che Will è la persona più intelligente in aula: è invece Lecter il più furbo, quello più intelligente, quello che non è seduto sul banco degli imputati.
Ma sappiamo bene quanto ad Hannibal piaccia il teatro, e allora non può esimersi dall’andare in scena e mischiare ancora una volta le già disordinate carte della mente di Will: Lecter testimonia a favore del suo amico – lo chiama così più volte – quando un presunto emulatore compare in scena.
Le prove sembrano infatti evidenziare come chi sta commettendo questi crimini molto simili ai precedenti – non uguali – sia qualcuno che imita le opere di Lecter: ma lo psichiatra modella a suo piacimento la realtà, così come ha fatto con la mente di Graham nei mesi precedenti. Questa novità appare come una manna dal cielo: proprio durante il processo, il killer sembra tornato in azione, dando la possibilità a Will di essere scagionato.
Qui c’è tutta la maestria di una scrittura mai banale: sappiamo che i crimini di cui è imputato Will sono opera di Lecter, ma adesso il modus operandi sembra leggermente diverso da quegli omicidi. Quindi, è Lecter che sta cercando in qualche modo di salvare l’amico dalle sue scelte precedenti o è davvero qualcuno che agisce perché ammira chi ha commesso quel tipo di omicidi in passato?

Hannibal - 2x02/03 Sakizuke & HassunLa questione si complica, non sappiamo più a chi o cosa credere: torniamo quindi al punto di partenza, siamo tutti, volenti o nolenti, Will Graham. Tutti pendiamo dalle labbra di Hannibal Lecter, anche se nel nostro profondo sappiamo che è un mostro che non solo uccide in maniera efferata, ma mangia addirittura le sue vittime, in una sorta di rituale per rendere loro omaggio.
Il grandioso ego che contraddistingue Lecter copre tutto e tutti, lasciandoci nel più profondo dubbio su quello che sta capitando e confondendoci a tal punto che non possiamo davvero più fidarci di nessuno.
Anche in questo caso, fotografia e messa in scena perfetti – la disposizione del corpo del giudice è da pelle d’oca – con una recitazione da parte di tutti sempre all’altezza.
Chapeau.

VOTO: 8 ½

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale. Profilo FB: http://www.facebook.com/ste.porta?ref=tn_tnmn

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