House of Cards – Stagione 2 Episodi 2-7 (Chapter 15-20)

House of Cards – Stagione 2  Episodi 2-7 (Chapter 15-20)House of Cards ruota intorno al sottotesto narrativo che intercorre tra la rappresentazione mediatica di un governo e la sua reale articolazione politica: una chiara e dettagliata prospettiva da cui osservare le dinamiche con cui si snoda la gestione degli affari, esteri ed interni, dello stato più potente del mondo libero. Ed è proprio nella limpidezza di questa prospettiva che s’insinua, per contrappunto, una visione distorta e fantapolitica

Per quanto gli studi storico-politici sulle attività di spin – l’effetto notizia che mira alla manipolazione delle opinioni – crescano dal punto di vista critico e analitico, rendendo i contorni di tale procedura facilmente riconoscibili, e le inchieste giornalistiche – suffragate dalla libertà del web – diventino sempre più incisive, la reale concretezza dei fatti di cui il mondo viene messo a conoscenza non è sempre conforme a ciò che succede realmente all’interno della West Wing o di altri centri di potere. Ed è giocando su questa (in)certezza che il prodotto di Beau Willimon trae la sua libertà di azione: non siamo di fronte ad un’inchiesta critica su eventuali metodologie utilizzate, ma spettatori privilegiati di una “storia” affascinante che narra di un subdolo, machiavellico e spietato esercizio del potere. La forza di House of Cards è nel suo giovarsi di metodologie reali applicate a contenuti dal sapore ipotetico. A tal proposito acquista una grande rilevanza argomentativa l’approfondimento del tema “web e social networking”: la nuova realtà mediatica all’interno di uno sconfinato world wide web esige un superiore livello di controllo, qui presupposto con una tentacolare influenza anche nei meandri più nascosti del cyberspazio – l’hacker Gavin Orsay al “guinzaglio” dell’FBI ne è un esempio disturbante ( I have a pet too. His name is Gavin Orsay).

House of Cards – Stagione 2  Episodi 2-7 (Chapter 15-20)La spigolosità della materia trattata risulta ancora più in evidenza attraverso la singolare articolazione formale della sua rappresentazione. La composizione degli episodi si forgia sulla modalità di distribuzione del prodotto: non c’è la tendenza al plot twist, ma un taglio più cinematografico che rende molto più organico il passaggio da un episodio ad un altro. Le puntate tendono a chiudersi su un livellamento delle tensioni che funge da carburante per l’esplosione successiva, come accade, ad esempio, nella conclusione del settimo episodio che termina con le sagome di Frank e Claire che corrono: due ombre scure nella notte continuano la loro ripida ascesa perché si sa «The higher up the mountain, the more treacherous the path».

One heartbeat away from the presidency, and not a single vote cast in my name. Democracy is so overrated.

House of Cards – Stagione 2  Episodi 2-7 (Chapter 15-20)La manipolazione individuale – ovvero la rielaborazione tendenziosa della verità, mediante presentazione alterata o parziale dei dati con lo scopo di modificare a proprio vantaggio il comportamento di altri soggetti – è sempre esistita: nel V secolo a.C. i Sofisti si vantavano di poter prevalere nelle assemblee popolari per mezzo di abili discorsi. L’arco narrativo che espone l’attività politica del neo vicepresidente è un trattato che illustra i rischi, nonché i risultati, dell’utilizzo consapevole di tali tecniche manipolatorie. L’inconsistenza caratteriale del personaggio del presidente Walker – per quanto a volte risulti un po’ irritante – ha una sua giustificazione drammatica proprio nell’inserimento di questo accattivante filone di alterazione della realtà, che consente a Frank di ergersi sopra tutti, prendendo le redini di un gioco le cui regole vagano nell’indefinitezza costante – The president is like alone tree in an empty field. He leans whichever way the wind is blowing.

House of Cards – Stagione 2  Episodi 2-7 (Chapter 15-20)Lo spettatore, coadiuvato da un filo diretto con il burattinaio degli eventi, è l’unico attante che riesce ad orientarsi all’interno del labirinto. Ancora più che nella scorsa stagione, il meccanismo del dialogo con il “pubblico” diviene, adesso, un elemento fondamentale per la comprensione del disegno superiore che sottostà ad ogni azione compiuta: è chiaro sin da subito che la scalata di Frank non finisce con la vicepresidenza e il primo ostacolo da eliminare s’incarna nell’influente figura di Raymond Tusk. Traendo vantaggio dal legame che l’uomo d’affari ha con Xander Feng, le ostilità con la Cina vengono gestite con il solo obiettivo di screditare Tusk, annullando progressivamente la sua privilegiata sfera d’influenza sul Presidente. Con la maestria di un ballerino, Frank passa da un ambito all’altro senza sbagliare un passo e, forte della sua autorità costituzionale, fa il pugno duro sia con Feng – ignorandone le richieste circa la causa di manipolazione sui tassi di cambio presentata al WTO (Chapter 18) – che con lo stesso Tusk – minacciando con un ordine esecutivo il sequestro delle sue centrali nucleari in Georgia e Tennessee (Chapter 19). L’unico immune al gioco di potere di Frank è Laganin, ricco affarista finanziatore dei democratici passato ora sul fronte repubblicano. Analizzando la provenienza del denaro – il suo casinò in Missouri (territorio di Tusk) che si giova di ricche clientele cinesi riconducili a Feng –, Underwood si rende conto di come l’influenza di Raymond sia estesa oltre i confini setacciati finora. Sguinzagliando Doug in Cina ad intercedere presso Feng, l’incontro (e lo scontro) con l’uomo di Kansas City, in chiusura del settimo episodio, mette Frank di fronte al primo tonfo della sua, tanto osannata, autorità costituzionale: nel mondo degli affari nessuna promessa è più certa del denaroYou know what I like about money? I can see it, smell it, buy things with it. Things that are real, You’re gonna have to show up with more than beads.

You’ll still feel the hate in the morning. You’ll use that. But not on him.

House of Cards – Stagione 2  Episodi 2-7 (Chapter 15-20)La Claire della seconda stagione di HOC è ancora più incisiva e agguerrita di quella della scorsa annata, in cui lievi cenni di debolezza l’hanno fatta vacillare verso un’ emotività di cui ha conservato intatto il fervore, ma non la vulnerabilità. L’incontro con il generale Mc Ginnis (Chapter 15) ha scatenato una profonda consapevolezza del potere acquisito grazie al ruolo del marito, tanto da farla sentire pronta a mettere in atto una spietata vendetta contro l’abuso subito: la giovane ed ingenua donna che ancora conservava uno spazio nella sua anima è stata finalmente annientataEvery time I think of her, pinned down like that, I strangle her, so she doesn’t strangle me. I have to. We have to. The alternative is… it’s unlivable. Se Frank è il vero motore del potere dentro la Casa Bianca, Claire è sicuramente il suo carburante: c’è una tale omogeneità d’intenti e obiettivi tra i due, che i loro comportamenti sembrano guidati da un’unica voce pulsante. Claire non è semplicemente una spalla, ma detiene il pieno controllo delle azioni compiute da sé stessa e dal marito: è come se fossero i brillanti esecutori di una sinfonia che non solo è stata scritta a quattro mani, ma corrisponde anche alla piena realizzazione di entrambi. Durante la cena con Walker e la moglie, gli sguardi tra i due coniugi Underwood hanno un massonico sapore cospiratorio che proietta le immagini del convito in una dimensione quasi mitica.

You’re wrong about the truth. There is objective truth. He killed her. You know it’s a fact.

House of Cards – Stagione 2  Episodi 2-7 (Chapter 15-20)Il passaggio della palla da Zoe Barnes a Lucas Goodwin pone il mondo del giornalismo d’inchiesta sotto una cupa luce di triste rassegnazione. La rappresentazione della sudditanza di Lucas nei confronti della tanto sospirata “verità oggettiva” finisce per inquadrarlo negli stilemi della follia e, battuto dall’inconsistenza delle sue teorie, si ritrova impigliato nella sua stessa rete. Tra le new entry della stagione si distingue, invece, il personaggio di Jackie Sharp, nuovo Majority Whip – interpretato da una Molly Parker perfettamente in character –, spietata e acuta quanto basta per non essere solo una semplice pedina nelle mani di Frank – il suo ambiguo atteggiamento circa la Legge contro le aggressioni sessuali la dice lunga (Chapter 20). Inoltre, la tentennante relazione che la donna intrattiene con il lobbista Remy, legato a Tusk, apre interessanti sviluppi tematici: cambierà bandiera o sarà travolta dalla sua debolezza? Lo stesso discorso vale per Seth Grayson, il cui annunciato doppiogioco (Chapter 20) potrebbe essere il colpo vincente con cui Underwood metterà la testa di Tusk (o del Presidente?) su una picca.

Dotata di una struttura espositiva e diegetica quasi impeccabile e recitata egregiamente da un dirompente Kevin Spacey, a cui si affianca una Robin Wright che farebbe impallidire anche Clitennestra, questa nuova stagione di House of Cards si muove sulla stessa efficace linea della precedente: il castello di carte che sorregge la Casa Bianca, eroso dal suo interno, sta per crollare del tutto.

Voto episodi: 8½ 

 

3 Risposte

  1. Claudio scrive:

    Opera d’arte. Ogni puntata un godimento di sceneggiatura, recitazione e fotografia. Kevin Spacey magistrale.

     
  2. Riccardo scrive:

    Ho visto tutta la seconda stagione. Non ho parole, semplicemente assieme a Sherlock e Dowton Abbey nell’Olimpo delle serie tv. Un oscar a Frank Underwood per l’interpretazione fuori dal set di Kevin Spacey. (Si, avete capito bene). Voto 11

     
  3. maria rita scrive:

    Concordo con i commenti di Riccardo e di Claudio, è tutto eccellente in House of Cards. Non si può chiedere di più a una serie televisiva. Voto 11 anche per me.

     

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