Justified – 5×08 Whistle Past the Graveyard

Justified – 5x08 Whistle Past the GraveyardSuperato il giro di boa, la quinta stagione di Justified cerca di riannodare i fili di un plot che quest’anno è più sfilacciato del solito. Raylan, Boyd, Ava, Darryl e Wendy sono ormai sempre più al centro degli eventi principali. There will be blood.

Sebbene Justified abbia sempre avuto una narrazione che non può prescindere dai propri personaggi, dai quali dipende fino al midollo, l’intero impianto narrativo ha lavorato al servizio di una riflessione estremamente ampia, volta a porre l’attenzione su una certa idea di America. Da questa stagione i rapporti di forza sembrano essere un po’ diversi, con i personaggi e le loro storyline che si impongono decisamente sul contesto. Sarà perché arrivati alla quinta stagione molte serie (vedi House) prendono una strada più eroe-centrica, oppure perché, plausibilmente, la morte di Elmore Leonard ha cambiato non poco le modalità creative di questo prodotto. Tuttavia quest’ottavo episodio è tutt’altro che deludente, grazie anche alla penna di Chris Provenzano, autore che già in altre occasioni (Mad Men) ha dimostrato di sapere come si racconta una storia.

Raylan

Justified – 5x08 Whistle Past the GraveyardIl primo a essere tirato in ballo è ovviamente Raylan: il protagonista per eccellenza, l’uomo col cappello e la pistola, il cavaliere che non deve chiedere mai, ma anche individuo turbato e avvelenato da un demone malvagio. Questa volta pubblico e privato si toccano, si intrecciano, si corteggiano, come da copione per uno come lui, che per altro ha una relazione con una sua collega. L’incipit è di quelli che lasciano a bocca aperta: Raylan propone a Alison di andare in gita di coppia in Florida e al contempo conoscere anche la moglie e la figlia. Idea balzana e per certi versi anche autodistruttiva, un po’ il passo della disperazione. Fortunatamente si intromette il lavoro, ciò che lo tiene a galla, che lo ancora al Bene, che lo riporta nella retta via delle buone azioni e della legalità: il lavoro, personificato ancora una volta da una donna, quella Wendy Crowe di cui Alison è gelosissima, rossa provocante e incontrollabile che scopriamo essere la madre di Kendal. Raylan è un maschio alfa e questo episodio non smette di ricordarcelo, non solo quando ostenta a Jack (ex amante di Wendy e padre di Kendal) la sua sicurezza nei momenti di pericolo, ma anche quando, nello stesso momento, non esita a mostrare la sua self confidence anche alla donna, alla quale vuole a tutti i costi piacere. Come tanti winner Raylan ha un lato oscuro enorme, che si riflette anche sulla sua vita privata e che in questo caso è sintetizzato perfettamente dalla rottura della relazione con Alison, la quale capisce di non poter assolutamente essere la persona giusta per lui in questo momento.

Ava

Justified – 5x08 Whistle Past the GraveyardE Ava? Che fine ha fatto Ava? Come detto nell’introduzione, la gestione del suo personaggio è sintomatica di una narrazione sempre più character driven, in quanto la donna è attesa da tutti gli spettatori non tanto per sapere come le sue vicende possano essere in dialogo con quelle degli altri protagonisti, ma perché ormai ha acquisito uno statuto completamente indipendente che la rende oggetto del desidero a se stante. Non è un caso se la prima volta che la vediamo sullo schermo è in una scena che ha delle connotazioni chiaramente eroiche, ovvero quando volontariamente si fa lussare la spalla per finire in infermeria. Questo tipo di atteggiamenti sono abbastanza inediti per lei – sebbene si tratti di un personaggio da sempre capace di grandi gesti – e la pongono definitivamente tra i protagonisti del racconto, proprio perché capace di autodeterminarsi anche con azioni del genere. Se a prima vista la scena in infermeria potrebbe ricacciarla nella palude della minorità narrativa, connotandola come un personaggio senza sufficiente stoffa, in realtà si rivela un inganno per i personaggi come per gli spettatori. Ava è realmente riuscita a stabilire un contatto per far entrare la droga in carcere (attraverso Boyd) e nel finale la vediamo trattare da vera gangster con l’infermiera.

I Crowe e Boyd

Justified – 5x08 Whistle Past the GraveyardChe fine hanno fatto i Crowe? Sarebbero dovuti essere i Bennett della quinta stagione, il ritorno annunciato alla famiglia, i criminali che con le loro dinamiche malsane e i loro rapporti familiari disfunzionali avrebbero messo a margine Raylan e Boyd. Così non è stato. La famiglia Crowe ha avuto un ruolo diverso – e non per questo meno interessante – parcellizzandosi in tanti piccoli atomi, ciascuno legato a delle storyline rispetto alle quali i due architrave appaiono sempre più Darryl e Wendy, personaggi dalla grande personalità e dall’impareggiabile furbizia. Proprio a questo proposito entrambi si insinuano come dei virus nelle vite dei due protagonisti, la donna incollata a Raylan e il fratello a Boyd. Queste doppie coppie portano lo spettatore automaticamente a prendere le parti dei suoi fedelissimi e di conseguenza a sperare che Wendy e Darryl non abbiano la meglio su di loro. Provenzano è perfetto nel mettere entrambe le situazioni narrative all’interno di due topoi tipici della narrativa criminale: Raylan e Wendy devono fronteggiare la classica situazione di rapimento e riscatto, con il marshal costretto ad agire al di fuori della legge; Boyd e la banda dei Crowe con a capo Darryl devono invece far sparire dei cadaveri, cosa che avverrà a seguito di un incontro ad altissima tensione con i poliziotti messicani.

Un episodio quasi di contorno, ma non per questo meno cristallino e pulito degli altri: più approfondimento dei personaggi e meno avanzamento narrativo, se non nel finale, dove capiamo che nulla di buono si prospetta all’orizzonte.

Voto: 8

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

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