The Americans – 2×02 Cardinal

The Americans – 2x02 CardinalSquilibrare l’ago della bilancia verso un endemico senso del dovere può avere ripercussioni così taglienti da aprire varchi di dolore inesplorati. C’è come uno strappo nel “perfetto” cielo di carta che sorvola la famiglia Jennings: una crepa che dovrebbe essere subito sanata, ma da cui invece è troppo difficile evitare di sporgersi ed osservare.

Con Cardinal, The Americans prosegue elegantemente sulla scia dell’analisi del conflitto di famiglia inaugurato dalla première Comrades: le conseguenze della tragedia di Old Town Alexandria generano un velo di panico che si aggira impetuoso per tutto l’episodio. Con un equilibrio costante tra la proiezione delle paure di Elizabeth e la tacita e quieta realtà che le gira intorno, veniamo trasportati in una dimensione diegetica densa di domande, di “se”, di “come”, fino ad arrivare a un inconscio “perché” a cui, diversamente dalle consuetudini di The Americans, si fatica a dare una risposta chiara e perentoria. Il forte scudo della fede si colora di lievi increspature, colme di paura, da cui fa breccia la fragilità della condizione umana dei nostri protagonisti: ed è su questo conflitto – tra amore (per la famiglia) e dovere (per la patria) – che pare incentrarsi l’esordio di questa nuova stagione.

Most people live their lives, punch their clock, but they never do anything, accomplish anything.

The Americans – 2x02 CardinalLa predominanza narrativa del piano emozionale si attua anche nel confronto tra Fred e Phillip, parte integrante di una “missione” che, esulando dalle ferree direttive, si sposta verso un terreno introspettivo. Fred comincia a credere alle parole di Phillip solo dopo esser passato attraverso il varco aperto dalla condivisione della sfera privata di Emmett – We’re both his friends. We don’t usually tell people about our kids, so you must really mean a lot to him. È come se le maschere fossero state poggiate in un angolo e il loro dialogo si svolgesse senza sospetti e obiettivi: solo condivisione del dolore per la scomparsa di un amico comuneHe didn’t really take to a lot of people. For him, you had to see the world the way it really is. Fred è visivamente distrutto dalla notizia dell’orribile morte di Paul e della sua famiglia, una manifestazione di sentimenti che stride con quello che “in teoria” dovrebbe esser stato il loro rapporto: un freddo scambio di informazioni. Paul era una “una persona falsa”, un personaggio interpretato da Emmett; a Fred, però, non importa chi, o cosa, fosse realmente Paul, la connessione tra loro era reale ed è di questa realtà che si nutre il suo dolore. La rinnovata attenzione ai “frammenti di sé” che restano intrappolati tra le varie maschere che il KGB impone ai suoi soldati è un’interessante direzione espositiva che potrebbe accrescere la già cospicua intensità narrativa dello show.  

« You didn’t have a choice» « Yeah. I did».

The Americans – 2x02 CardinalL’incontro tra due realtà – del lavoro e della famiglia – e la minaccia di una loro tragica collisione alimentano nei due coniugi una serie di comportamenti paranoici, a fatica dissimulati in una routine che sembra avvolta in un’aria pesante e sinistra. Più volte ci troviamo di fronte ad una Elizabeth in piedi, da sola, a braccia conserte, intenta a scrutare gli spostamenti di sconosciuti che si presentano sul suo campo visivo; oppure alla finestra ad osservare le movenze di un gruppo di operai, o seduta con il volto tra le mani in preda ad uno sconforto che non le dà pace. All’interno della destabilizzazione in cui Phillip e Elizabeth si sono ritrovati in seguito all’omicidio della famiglia di Emmett e Leanne, si attua una sorta di inversione di tendenza nel loro stesso rapporto: è Phillip che adesso prende le redini per ristabilire un equilibro che pare davvero compromesso – «All these years, I never worried about Paige and Henry being safe. What happened to Emmett and Leanne, I always knew that was a risk. But seeing Amelia… I mean, how are we gonna live like this?» «We’ll get used to it. Like we got used to everything else». È nel dolore, e soprattutto nella paura, che la loro unione pare consolidarsi, anche a scapito di sbavature nell’adempimento di quelli che dovrebbero essere i loro scopi prioritari – Martha, ad esempio.

Your Revolution is beautiful, the foothold for us in Central America. We’re here to help you.

The Americans – 2x02 CardinalL’introduzione della sprovveduta ragazza sandinista è un elemento funzionale, innanzitutto, all’arricchimento del sostrato storico da cui The Americans trae la maggior parte della sua forza. Nelle modalità di rappresentazione del loro incontro, però, più che riportare alla memoria la costante presenza dell’Unione Sovietica in Nicaragua che preoccupava tanto Reagan, ciò che emerge è il contrasto tra la bipartita rappresentazione dello stesso personaggio di Elizabeth. Alla luce della destabilizzante paura con cui Mrs. Jennings ha dovuto combattere per il resto dell’episodio, la naturale maestria con cui affronta il problema – di cui siamo stati ampiamente abituati a non sorprenderci – ci appare come un acuto promemoria della battaglia che Elizabeth vive internamente:  c’è una lotta per cui è stata addestrata, in cui riesce a brillare spinta dalla forza della fede, e poi ce n’è un’altra, in cui il peso della sua emotività non riesce ad appigliarsi a nulla, se non a Phillip, l’unico con cui può davvero condividere tale lotta. Da una parte la Grande Madre Russia da sostenere con abile talento e dall’altra la piccola madre americana che cerca la forza per proteggere i suoi figli.

All’interno di questo magma di tensioni plurime preoccupa leggermente l’ambigua capacità d’iniziativa della piccola Paige (il ricordo di Dana Brody è ancora recente), che ha già dato più di un segnale di sospettoso accanimento: cosa ha fatto scattare nella mente della ragazza quell’insostenibile dubbio che la porta a cercare, di nascosto, il numero di telefono di Helen Leavis?

I’m sorry, I don’t have more.

The Americans – 2x02 CardinalFunzionale all’inserimento del disertore nel mirino dell’FBI, il minuetto tra Nina e Stan si colora di un ferrino tono scarlatto, obliquo e decadente, in cui si inserisce perfettamente l’ambiguo atteggiamento della donna. Sappiamo che Nina Sergeevna è al corrente di un presunto coinvolgimento di Stan nell’omicidio di Vlad, ciò nonostante la situazione ci viene mostrata secondo una vaga prospettiva interpretativa: non è chiaro se informare Stan sul disertore rientri nelle direttive di Arkady. Nello stendere il rapporto c’è una sovrapposizione tra la scrittura e memoria che confonde (volutamente) le acque, in cui l’unica cosa che emerge chiaramente è la tristezza della donna, sospesa tra obblighi e sentimenti, ma incapace di non sognare, con lieve frenesia quasi adolescenziale, lo sbocciare di quel “Ti Amo”, bramato come unica nicchia di verità in mezzo a mille menzogne. Il loro rapporto è come quel rubinetto che perde mostrato in primo piano nel frame in cui Stan aspetta Nina nella safe house: eroso dal tempo, dalla precarietà e dalla trascuratezza del luogo.

Cardinal amplia ed approfondisce le dinamiche narrative ed espositive aperte con Comrades, funzionando da vero accordo d’avvio della composita sinfonia che pare accompagnare il prosieguo della stagione.

Voto: 8+

 

3 Risposte

  1. Federica Barbera scrive:

    La puntata mi è piaciuta molto, alimenta la sensazione di incertezza intorno alla famiglia – e non solo – e dà buone basi per le prossime. Solo che a me questa storia di Paige non torna: ma da dove se ne escono tutti questi sospetti? Non so, mi pare un po’ forzato il suo comportamento, spero lo spiegheranno meglio più avanti.

     
  2. crlnlc scrive:

    Ottima puntata, sicuramente più statica ma introspettiva rispetto alla precedente. La spiccata curiosità di Paige io la trovo piuttosto normale, nn mi sorprendo più di tanto. Nella scorsa stagione ha beccato la madre fare le “lavatrici” a delle ore assurde, e la madre ha sempre dato risposte improvvisando come fa qualcuno quando è stato scoperto. Secondo me c’è poco da spiegare, basta osservare i comportamenti. Anche in questa puntata Eliabeth passa dal voler continuare una partita morta al voler uscire assolutamente, con nel mezzo una telefonata misteriosa.Paige comincia a farsi due domande e la curiosità dell’adolescenza la spinge a cercare risposte a quesiti che nella sua testa si fanno sempre più pressanti. Ovviamente non immagina che i suoi genitori siano delle spie, ma ha capito benissimo che la loro relazione e il loro lavoro nascondono qualcosa.

     
  3. crlnlc scrive:

    ps ottima recensione

     

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