The Walking Dead – 4×12 Still

The Walking Dead - 4x12 StillThe Walking Dead durante l’ultima annata è mutato fino a divenire un oggetto indefinibile, un ibrido che sembra stia progressivamente perdendo le proprie peculiarità in favore di una narrazione sempre più frammentata e involuta. .

Il lento e inesorabile decadimento del prodotto è causato dalla mancanza di una direzione creativa che coinvolga le numerose storyline in cui si è andata ramificando la narrazione e non sorprende per questo che la qualità dello show sia vertiginosamente calata dalla ripresa della messa in onda ad inizio 2014.
The Walking Dead - 4x12 StillPer questo l’aspettativa  nei confronti delle puntate si sta livellando progressivamente verso il basso, anche rispetto alla prima parte di stagione, che almeno aveva l’ambizione di provare a raccontare le cause che avrebbero portato i protagonisti ad allontanarsi dalla prigione e tentare nuove strade separatamente. Still infatti non fa altro che confermare l’annichilente crisi creativa che ha colpito gli autori della serie e che sta compromettendo la buona riuscita dello show, anche se strutturalmente rappresenta un unicum, coinvolgendo due soli personaggi per l’intera durata della puntata.

The Walking Dead - 4x12 StillLo scopo di Angela Kang, autrice dell’episodio, è quello di dare continuità narrativa alla storyline che vede coinvolti Daryl e Beth e allo stesso tempo permettere agli spettatori di approfondire e ampliare la conoscenza dei due ponendo la propria attenzione  sulle dinamiche del loro rapporto. L’episodio si apre con una sequenza introduttiva piuttosto efficace in cui Daryl e Beth passano la notte nel cofano posteriore di un automobile per nascondersi dagli erranti: il segmento, completamente privo di dialoghi, rappresenta un’ottima soluzione narrativa riuscendo a restituire quel clima di incertezza e indeterminatezza che caratterizza l’universo post-apocalittico di The Walking Dead. Il buon prologo non è però seguito da un episodio all’altezza, che paga anche troppo duramente uno sviluppo della vicenda eccessivamente scolastico e due interpretazioni attoriali sottotono, che poco si adattano ad un episodio dedicato all’introspezione dei due protagonisti.
L’incomunicabilità  che caratterizza la prima parte della puntata muta progressivamente e si trasforma, prima in un acceso scontro verbale in cui emergono alcune informazioni inedite del passato dei due, e successivamente e fin troppo rapidamente in una stretta e complice relazione; entrambi intraprendendo un percorso di crescita e cambiamento finiscono per trovare la forza di entrare in una nuova fase della loro nuova vita da sopravvissuti, sfogando così la rabbia per le numerose e dolorose perdite che sono stati costretti ad affrontare.

The Walking Dead - 4x12 StillDaryl subisce una lenta trasformazione che ha lo scopo di rendere più umano un personaggio che fa dell’utilizzo della violenza incontrollata nei confronti dei walkers e della mancanza di un rapporto affettivo con gli altri personaggi le sue caratteristiche peculiari; il racconto del travagliato rapporto con il padre non ha solamente lo scopo di amplificare l’empatia dello spettatore nei suoi confronti, ma anche di far emergere le reali motivazioni che hanno originato una personalità così introversa e allo stesso tempo naturalmente selvaggia e autonoma, che in una situazione di pericolo, che comporta l’incessante lotta alla sopravvivenza, si sente completamente a suo agio. Al contrario il character di Beth deve riuscire a trovare una sua dimensione identitaria che non sia dipendente come in passato da un altro personaggio; l’obiettivo non è però stato raggiunto: gli sviluppi della puntata finiscono per far emergere la personalità di Daryl, a discapito del tentativo di far evolvere il personaggio di Beth. La sequenza chiave dell’episodio è costruita attraverso la partecipazione dei due ad un gioco alcolico chiamato “I never”, il segmento è una chiara rivisitazione del famoso confronto tra Kate e Sawyer nell’ottimo episodio della prima stagione di Lost, “ Outlaws” e che permette a Daryl, grazie al raggiungimento di uno stato alterato di coscienza, di esprimere la propria frustrazione per una realtà che non riesce più a controllare e a ridefinire.
L’intera puntata si configura così come un tentativo di introspezione di due dei protagonisti a cui è stato concesso meno tempo on screen negli ultimi episodi e procede partendo da una simbolica discesa agli inferi che permette ai due di venire a contatto con i fantasmi del loro passato e finendo con le fiamme che distruggono quella parte delle loro vite che vogliono dimenticare definitivamente.

Still è un episodio che conferma la fase calante dello show: The Walking Dead ha così raggiunto il punto più basso di un’annata che sta facendo progressivamente venire a galla tutti i limiti della nuova gestione Gimple. Il prodotto è ad un passo dal precipitare in una fase calante senza via di uscita e solamente il finale di stagione ci dirà se gli autori riusciranno ad invertire la tendenza o se la costante decrescita qualitativa proseguirà.

Voto: 4

 

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

4 Risposte

  1. Mark May scrive:

    C’è poco da dire su questo episodio: inutile; capisco la necessità di fare un filler nella giornata degli oscar, ma allora avrebbe avuto molto più senso prendersi una settimana di pausa come ha fatto saggiamente Shameless invece di sprecare pellicola e tempo prezioso a tutti noi… Mi dispiace per chi ha dovuto lavorare a recensire una roba del genere, fossi stato io mi sarei rifiutato di scrivere qualcosa su questa puntata, ti sono vicino Davide xD

     
  2. SerialFiller scrive:

    Daccordissimo con la recensione.
    Oramai seguo TWD solo per the walking game…..
    che delusione…. Ridateci Mazzarra e buttate Gimple in una mandria di azzannatori o dirottatelo in una produzione più adatta a lui che ne so Beautiful oppure Don Matteo boh

     
  3. Ambrosia scrive:

    Ma che poi….voglio dire….se non avete idee, c’è un intero fumetto da cui attingere, non c’è bisogno che si inventino trame (se così vogliamo chiamarle) che non stanno né in cielo né in terra! Capisco che si possa voler allungare il brodo con qualche scena filler, ma almeno troverebbero una trama coerente! Non dico sensazionale, ma coerente!

     
  4. Firpo scrive:

    La recensione coglie il punto: meglio le scene mute che quelle in cui ci sono dei dialoghi perchè sono scritti in maniera davvero imbarazzante e non sostenuti da recitazioni all’altezza (siamo di fronte a due attori mediocri e in episodio del genere la cosa si avverte fin troppo).
    The Walking Dead gli episodi introspettivi non li sa fare e l’abbiamo capito da almeno due stagioni. BASTA!

     

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