The Walking Dead – 4×14 The Grove

The Walking Dead – 4x14 The GroveCon The Grove, The Walking Dead paga le conseguenze della mancanza di coesione strutturale che ha caratterizzato questa seconda metà di stagione. Quest’episodio, a livello tematico, pare ricollocarsi nell’espletamento di quella brutalità d’azione che ha contraddistinto i frammenti più riusciti dello show, ma che, a livello espressivo, finisce per smorzare le sue potenzialità tematiche mediante una messa in scena ridondante

The Grove avrebbe avuto un significato diverso se fosse stato traghettato da un’evoluzione narrativa più compatta. La scelta di scardinare la coesione del gruppo, dopo l’attacco alla prigione, nascondeva in sé le migliori premesse per un inserimento progressivo di ulteriori circostanze tematiche, che avrebbero potuto far progredire la storia verso nuove situazioni di pericolo, di pace, d’interazione o confronto. Niente di tutto ciò è avvenuto: i vari raffronti tra i personaggi si sono susseguiti, pacatamente, muovendosi secondo vecchi stilemi, diventati troppo prevedibili e scontati per aggiungere olio a un motore che pare essere in zona di sosta da ormai troppo tempo.

The Walking Dead – 4x14 The GroveEd è proprio nella sclerotizzazione dei meccanismi di sopravvivenza che muore qualsiasi tipo di analisi psicologica si volesse creare. Non è il tentativo di ampliare la dimensione introspettiva che va aborrito – a mio avviso, la riflessione sul cambiamento e/o adattamento dell’uomo in una situazione apocalittica è una delle parti più interessanti di questo tipo di narrazione –, ma è la sua realizzazione all’interno di un meccanismo diegetico che non ha più nulla da dire che ne annulla ogni potenzialità creativa. Se a ciò si aggiunge una narrazione frammentata, discontinua, completamente priva di quel fil rouge che riesca a ricreare l’eco di un qualsivoglia continuum diegetico – marchio di fabbrica di un prodotto seriale di buona fattura –, allora il rischio di creare un indistinto magma di noia diventa una triste realtà. Ed è qui che si perde un’occasione, una grande occasione, come quella rappresentata da The Grove.

Just look at the flowers, Lizzie

The Walking Dead – 4x14 The GroveLa caratterizzazione del personaggio della piccola Lizzie non è riuscita ad arrivare al suo culmine proprio a causa della modalità narrativa adottata dallo show nell’ultima stagione. La sua presentazione si è articolata più sul grande tema dell’infanzia rubata che sull’analisi della folle e singolare piega che il suo giovane cervello stava sviluppando circa la percezione di coloro che da tutti vengono percepiti come il nemico per eccellenza. Numerosi sono stati gli “indizi” lasciati cadere qua e là, senza però giungere mai ad una lineare pregnanza di senso che potesse lasciar intravedere la complessa stratificazione mentale ed emotiva a cui assistiamo in questo episodio. L’escalation della ragazza ci sarebbe sembrata sicuramente meno esagerata se avessimo avuto degli appigli più consistenti su cui aggrapparci, e, soprattutto, il livello drammatico della narrazione avrebbe toccato punte più alte di tensione emotiva. Per i primi venti minuti dell’episodio, ogni sessanta secondi, si sente l’esigenza di rimarcare l’ambiguità del rapporto di Lizzie con gli Erranti: partendo dal cold open con il flashforward in cui la vediamo giocare con una walkers a cui ha dato anche un nome, poi Carol, Tyreese e la stessa Mika non fanno altro che ribadire il concetto (I’m not like my sister. I’m not messed up. I know what they are). Ed è proprio nella ridondanza di tali ripetizioni che s’insinua lo stridente rumore di un congegno narrativo che non funziona: per far fronte ad un difetto di caratterizzazione, strettamente connesso all’articolazione dell’economia della stagione, si dilata il tempo dell’introduzione della patologia negando, così, spazio alla più interessante degenerazione della stessa.

The Walking Dead – 4x14 The GroveIl folle processo mentale che porta Lizzie all’uccisione della sorella, nella sua brutale ed organica evoluzione, avrebbe meritato un maggiore spazio di esposizione. L’insana percezione degli erranti, che la ragazza cova da già molto tempo, raggiunge un livello superiore di consapevolezza dopo che Carol uccide la sua amica Griselda; la crisi isterica che ne deriva è come un medium attraverso cui prende vita un concetto ancora più straniante del precedente: gli walkers non vogliono ucciderci, ma semplicemente farci cambiare; può anche minacciare Carol di ucciderla, ma lei può tornare, Griselda, no. Nessuno, però, sembra capire questo ragionamento e isolata nel suo oscuro cervello, Lizzie, finalmente, sa cosa fare (I know. I know what I have to do now. I know): occorre trasformare Mika e Judith affinché Carol e Tyreese riescano a capirla. Cercare di empatizzare, anche solo parzialmente, con la degenerazione mentale di una giovane ragazza che, per sfuggire al lato più crudele del mondo a cui la vita l’ha destinata, si rifugia in una sua particolare accezione di bene e male, è una fonte di inesauribile dolore a cui TWD non è riuscito sapientemente ad attingere.

You fight and fight it. You don’t give up. And then one day, you just change. We all change.

The Walking Dead – 4x14 The GroveAll’interno del marasma di emozioni smorzate che circondano l’intero episodio, ne esce vincente il personaggio di Carol che, rispetto agli altri, si nutre di una caratterizzazione drammatica più lunga e coerente. Il parallelismo che si crea tra Mika e Sophia apre un sottotesto emozionale che riesce a giustificare ampiamente il comportamento di Carol e la dolorosa decisione che si trova a prendere. Il suo contrappasso per espiare il fallimento di madre è cercare con tutti i mezzi di proteggere ogni “figlio” di cui si troverà ad occuparsi: Lizzie e Mika con l’uccisione di Karen e David, Judith in questo caso. La perdita di Sophia è la fonte di quell’orribile cambiamento che ha portato la donna a compiere azioni terribili: il ricordo di coloro che non ci sono più è come un conforto contro il male di cui è lastricato il loro cammino, e non un tormento, come spiega a Tyreese – Maybe they’re not haunting us. Maybe they’re just teaching us. Helping remind us so that we can live with what we have to do. Ed è secondo quest’ottica che si spiega e s’inquadra più chiaramente quel “complesso di Dio” di cui l’accusava Rick quando l’ha bandita dalla prigione: non si può più valutare ciò che accade “adesso” secondo il metro di giustizia che veniva utilizzato “prima” – di cui Rick ha sempre cercato di essere il vessillo –, bisogna articolare le circostanze attraverso un’ottica diversa, forse brutale, ma strettamente connessa ad un tempo da declinare sempre al presente, un “now” senza “before”, a parte quello che viene conservato nell’antro più oscuro dell’anima.

The Walking Dead – 4x14 The GroveTyreese riesce a comprendere questa sottile e dolorosa sfumatura e perdona Carol per l’omicidio di Karen. Però, anche qui, incorriamo nel solito difetto di caratterizzazione: Ty non ha lo stesso peso drammatico di Carol, quindi la rapidità con cui avviene “il perdono” non riesce a scrollarsi di dosso quel sapore sbrigativo con cui l’economia della puntata ce la consegna. L’uccisione dei due ragazzi nella prigione è una delle storyline peggio gestite dell’intera stagione: aveva una sua organicità e un forte valore simbolico per creare una interessante prospettiva di confronto, ma è rimasta sospesa così a lungo finendo per perdere le sue originarie potenzialità. Sebbene questo sia il momento migliore per ritirare in ballo la storia, la necessità di chiuderla già all’interno di quest’episodio genera una velocità di rappresentazione alquanto didascalica – l’indugiare della macchina da presa sul particolare delle mani di Ty che tremando sfiorano la pistola per poi fermarsi di colpo ed esordire con il “I forgive you” – che ne sminuisce ulteriormente la portata drammatica.

Tutto sommato, questo terzultimo episodio si distingue dalla piattezza dei precedenti: la narrazione, anche se lievemente, si evolve, e, per quanto sbrigative e superficiali, abbiamo anche avuto delle risposte – poco importa se nessuno si stava chiedendo più chi nutrisse gli erranti nella prigione. The Grove poteva essere ciò che l’episodio di Cecilia è per I Promessi Sposi – una perla di cupo dolore nello sconfinato mare dell’epidemia – invece resta solo una triste occasione mancata.

Voto: 6½

 

7 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    Peccato.
    Un peccato davvero.
    Puntata con delle potenzialità enormi e 3 momenti che avrebbero potuto restare nelle menti dello spettatore per anni e invece scivolano via in maniera abbastanza veloce.
    La colpa non è di questo episodio (sicuramente il migliore della seconda parte di stagione) ma dei precedenti o meglio di come sia stata gestita tutta la stagione.
    L’omicidio di Mika e l’omicidio di Lizzzie sono momento tremendi e di impatto ma:

    1) personalmente avevo intuito se non capito che sarebbe andata a fnire cosi dall’improvvisa accelerazione sul tema “lizzie è pazza”” mika è dolce”
    2) 20 minuti di noia mortale ma di concetti ridondanti non creano suspence ma telefonano ciò che verrà
    3) lizzie è folle e la lsciate sola con judith e Mika?

    potrei continuare ma questo basta e avanza per definire questa puntata un occasione mancata.

    p.s.
    che delusione Tyreese…
    ci sta la sua reazione assolutamente coerente con la situazione ed il personaggio. Ma llora perchè farlo indemoniare per la morte di Karen che conosceva da 5 minuti?ma la cosa ancora peggiore è stata la sua reazione alla finestra mentre Carol uccide liz…non traspare tristeza ne ansia, rassegnazione o disperazione. Lui è li alla finestra vuoto come una scatola vuota…

    PPS.

    Molto molto bene Carol invece

     
  2. Frinfro scrive:

    Vero o non vero TWD continua a macinare una media tra i 12 e i 16 milioni di spettatori US. Se ci ragioniamo bene abbiamo visto passare sotto i nostri occhi un sacco di serie partite e cancellate dopo nemmeno una stagione, magari con maggiore potenzialità. La realtà è che siamo perennemente ipercritici nei confronti della serie, aspettandoci sempre chissà che cosa. Ma qua non c’è un professore di chimica che cucina meth o un aereo che si schianta su un isola intrisa di misteri. La storia è questa: in un modo o nell’altro TWD è un successo planetario e piace e secondo il mio modesto parere dovremmo guardarlo senza troppi pregiudizi e aspettative.

     
    • SerialFiller scrive:

      Discorso molto molto relativo.
      Le serie più seguite in America tra i drama sono Ncis, Ncis l.a., Grey’s anatomy….non certo dei capolavori.
      Qui su seriangolo si analizzano semplicemente la qualità e l’impatto di una serie a prescindere dal discorso relativo agli ascolti.
      TWD è sicuramente una serie favolosa ma è indiscutibile come essa non possa essere considerata una ottima serie ovvero una che faccia a gara con Breaking Bad, Boardwalk empire, Person of interest, Justified, House of Cards, Sons of Anarchy solo per citare le più recenti. Questo non lo cambierà neppure il boom di ascolti più clamoroso.
      Se TWD è spesso criticata è perchè non è una serie alla falling sky, terranova ecc ecc che hanno semplicemente fallito dall’inizio, ma è perchè TWD oltre ad avere avuto una prima stagione eccellente ha disseminato (con Mazzarra) episodi stratosferici ed ha dalla sua la possibilità di trattare tematiche ed espandere il proprio universo praticamente in maniera infinita.
      Su queste basi ci si aspetterebbe un prodotto finale eccellente sempre e comunque. Invece TWD con Gimple è diventato un prodotto noioso senza una direzione.
      Piace e piace anche a me ma non dirò mai neppure sotto tortura che TWD è l’esempio di come si possa scrivere una bella sceneggiatura o sfruttare il materiale infinito che una serie come questa potrebbe sfuttare.

       
  3. Mark May scrive:

    Io quoto su tutte le critiche rivolte all’episodio, soprattutto su quella riguardante la coerenza e la linearità, non dico di tutte e 4 le stagioni, ma almeno di ogni singola parte da essa composta… questa seconda parte di quarta serie è stata tutto ed il contrario di tutto, con personaggi messi insieme, divisi, poi tolti dal centro all’improvviso e messi in un angolo per 3 episodi, poi ricomparsi ed intanto noi ci siamo già persi e dimenticati il motivo dei loro comportamenti… Questa puntata altro non è che un filler di ottima fattura,le scene sono d’impatto ma riguardano sempre e comunque trame SECONDARIE; il problema è che questo filler viene dopo almeno altri 3 filler inutili e quindi non si riesce a capire quale dovrebbe essere il motivo per cui noi continuiamo a guardare TWD in attesa del terminal… Qualcuno faccia vedere a Gimple la quarta stagione di Shameless e ogni persona di senno capirebbe il vero significato della parola coralità e trama intrecciata, la vera debolezza di questa stagione.

     
    • SerialFiller scrive:

      Non guardo shameless (ma la recupererò) e quindi non posso appoggiare il tuo riferimento. Ma è pieno il mondo di serie di non elevatissimo successo che sono strordinariamente lineari e coerenti senza perdere in ritmo e suspance (Americans? Justified?).
      Per me Gimple andrebbe licenziato e radiato dall’albo degli sceneggiatori.
      Non ha scusanti poichè proprio grazie all’immenso successo dispone di fondi, credibilità e sicurezza più che sufficienti per osare e trarre il massimo.
      Invece si diletta ad annoiare e prendere in giro lo spettatore più attento e sensibile.

       
  4. jotaro scrive:

    nella prossima stagione di WD potrò tenere la mia fantasquadra o dovrò ricominciare tutto da capo?

     

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