True Detective – 1×06 Haunted Houses

True Detective - 1x06 Haunted HousesUna delle caratteristiche che più ha affascinato dei primi cinque episodi di True Detective è stata sicuramente la capacità dell’autore della serie di aver saputo affrontare la questione temporale con grande abilità, riuscendo a declinarla sia a livello dialettico che formale. 

Haunted Houses dimostra che Nic Pizzolatto, creatore e sceneggiatore dello show, è in grado di saper prescindere da questo elemento attrattivo per costruire un altro episodio di eccellente fattura.
True Detective - 1x06 Haunted HousesLa struttura della puntata, che almeno in apparenza è maggiormente conservativa rispetto alle precedenti, permette di riannodare i fili narrativi indirizzandoli su un’unica linea temporale in cui si svilupperà l’epilogo della vicenda, esaurendo allo stesso tempo il filone narrativo ambientato nel 2002. L’episodio si prende una pausa dal misticismo, dalle ellissi temporali e dalla componente action che avevano caratterizzato gli ultimi due segmenti; la scelta di costruire la puntata tramite un impianto strutturale più tradizionale permette all’autore di prediligere l’approfondimento psicologico dei tre protagonisti principali lasciando parzialmente in standby la prosecuzione delle indagini, che comunque ha pochi ma decisivi sviluppi nell’arco della puntata.

True Detective - 1x06 Haunted HousesNic Pizzolatto fino ad ora ci aveva preso per mano e fatto entrare in un mondo artefatto con delle qualità spiccatamente letterarie (impossibile per questo non citare le accuse di plagio che hanno colpito il creatore di True Detective subito dopo la messa in onda del primo episodio; sembra infatti che Pizzolatto abbia parafrasato interi passi delle opere del semisconosciuto scrittore americano Thomas Ligotti), nel tentativo di conquistare la fascinazione del pubblico anche e soprattutto attraverso i tesi monologhi di Rust  che rappresenta(ava)no la spina dorsale su cui si poggia l’intera architettura narrativa del prodotto. Haunted Houses è un episodio chiave perché finisce per ribaltare tutte le certezze che avevamo per ora acquisito sui quei due personaggi principali così ben caratterizzati, attuando un’opera di progressivo svelamento.

You know, Marty’s single big problem was that he never really knew himself, so he never really knew what to want.

True Detective - 1x06 Haunted HousesL’elemento che destabilizza l’equilibrio dell’episodio è rappresentato dall’imprevedibilità delle azioni della moglie di Marty, Margaret; gli interi apparati filosofico-esistenziali su cui ruotavano le convinzioni di Rust e Marty cedono progressivamente di fronte al desiderio di vendetta e riabilitazione sociale della donna. Il personaggio, intepretato da una Michelle Monhagan in stato di grazia, rivela possedere delle caratteristiche spiccatamente manipolatorie, riuscendo a tenere in scacco i due detective nella sfera privata durante il 2002, gli investigatori nell’interrogatorio in cui è protagonista nel 2012 e, dulcis in fundo, noi telespettatori: in almeno due casi infatti le sue parole, che corrispondono a sentenze sui due protagonisti di cui siamo a conoscenza, ci vengono poi clamorosamente mostrate come fallaci e illusorie nelle sequenze immediatamente successive.

“The universe forgives all.”
True Detective - 1x06 Haunted HousesSe Rust in “The Secret Fate of All Life” cercava di farci credere che “Nulla cambia” e che tutto è destinato a ripetersi in maniera identica, durante quest’ultimo episodio Marty scopre sulla sua pelle che i peccati non rimangono per sempre impuniti e che i “giochi da uomini esigono un pagamento da uomini”: l’intero castello di carta che si era impegnato a costruire durante diciassette lunghi anni si dissolve in un istante; l’uomo ordinario svela la sua morbosa predilezione al vizio (donne, alcolismo e violenza) e a considerare l’ambiente casalingo come una semplice facciata che nasconde desideri e ambizioni poco affini alla moderazione adatta a preservare il suo nucleo familiare.
True Detective - 1x06 Haunted HousesLa donna che lo aveva accudito e sopportato per anni gioca abilmente con le sue debolezze rivelando tutta la fallacia di un pentimento e di una riabilitazione personale che non sono realmente mai avvenute e dimostrando con una freddezza calcolatrice fuori dall’ordinario che “non esiste il perdono, solo persone con la memoria corta”.
Allo stesso tempo l’episodio ci restituisce un Rust costretto a venire a patti con le sue debolezze e il suo lato più umano; un uomo che non riesce più a difendersi dalle incursioni della realtà tramite lo scudo di un pessimismo cosmico che si rivela programmatico, cedendo così alle lusinghe sessuali di Margaret.

Haunted Houses è una lunga e dolorosa scossa d’assestamento dopo il travolgente terremoto rappresentato dai due episodi precedenti, in cui si esaurisce il filone narrativo dedicato alle vicende narrate nel 2002 e si proietta lo show verso una fase finale attesissima e assolutamente imprevedibile.
L’incredibile successo di pubblico e il sorprendente interesse mediatico che ha suscitato True Detective in queste settimane conferma l’enorme appeal che alcune caratteristiche della serialità americana sembrano ormai suscitare nello spettatore televisivo medio: violenza, dialoghi pungenti, impasto di codici narrativi provenienti da generi cinematografici eterogenei e la presenza decisiva di star hollywoodiane. A queste qualità si aggiunge un morboso interesse per i lati più oscuri dell’ordinarietà della provincia americana, la forte contrapposizione tra due diversi modi di intendere la virilità maschile e un utilizzo preponderante dell’elemento sonoro, che rendono il prodotto targato HBO un organismo assolutamente eccezionale e autonomo.

Voto: 8,5

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

1 Risposta

  1. SerialFiller scrive:

    Puntata meno roboante e meno perfetta delle altre ma puntata comunque da 9.
    Molte cose più telefonate come la rissa Rust Marty, il tradimento di Maggie ecc ma tutto viene raggiunto con estrema coerenza narrativa ed integrità nella sceneggiatura.
    Credo che per Rust aver tradito Marty non sia stato “il problema” perchè per lui il vero problema è stato aver tradito se stesso e la sua seppur ltrapessimistica moralità, integrità, consapevolezza. Dopo quell’atto lui non potrà essere più l’uomo che può porsi al di sopra di tutti.
    Grande serie

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *