True Detective – 1×07 After You’ve Gone

True Detective - 1x07 After You've GoneFino alla scorsa puntata lo spettatore aveva potuto godere di una posizione privilegiata, che permetteva di guardare agli eventi del 1995 e successivamente del 2002 da un punto di vista sicuro: quello del 2012, dell’interrogatorio, del “uniamo ciò che vediamo a ciò che sentiamo e forse capiremo un po’ di più di questa vicenda – ma soprattutto di Rust e di Marty.” 

Non esiste più distacco temporale tra noi e la storia, tra noi e i protagonisti, eppure ci sembra quasi di riconoscere certi passaggi: perché, al di là delle sfumature del caso, time is a flat circle e questa puntata ce lo dimostra con una narrazione apparentemente nuova (proprio perché, senza l’interrogatorio, ciò che vediamo non è più un passato fermo e immobile, ma è presente, imprevedibile e mutevole), eppure ricca di rimandi a noi noti da tempo.

I don’t dwell on the past.

Sin dalle prime battute l’incontro tra Rust e Marty sembra basarsi su un’apparente e giustificabile differenza tra i due, come del resto è stato fatto anche quando ci sono stati mostrati per la prima volta: non era poi stato necessario molto tempo, né a noi né a loro, per capire che in fondo erano davvero molto simili, entrambi condannati e torturati principalmente da loro stessi. True Detective - 1x07 After You've GoneNonostante il titolo sposti volutamente il target al “dopo”, la situazione si presenta immutata rispetto al primo incontro: Rust pare aver vissuto almeno un paio di vite in più rispetto a Marty, che appare leggermente più equilibrato – I’m not much of a drinker nowadays – e la collaborazione tra i due sembra quanto di più impossibile possa accadere. Ma non agli occhi di Cohle: e certo, forse si dovrà passare per un mezzo ricatto – Because you have a debt –, eppure Rust sembra non avere alcun dubbio sulla futura collaborazione del suo ex collega, proprio perché sa cosa ha in mano e come questo porterà Marty, esattamente quanto lui, a non poter mollare il caso. Perché in fondo i due ex detective sono uguali, anzi, non sono nulla senza l’altro – e Rust l’aveva già capito a suo tempo.

True Detective - 1x07 After You've Gone“Quiet life. I don’t stay out late. I just… I go home”, dice Marty; “I’m about the same. No girlfriend. Just go to work, go home” risponde Rust, e mentre qualche puntata fa ci saremmo aspettati un montaggio che negasse le loro parole tristemente identiche, ora le immagini non fanno che sottolineare la medesima routine – o il medesimo cerchio? – di infelicità, di vuoto in cui entrambi sono caduti.
C’è una sensazione di manifesto deja-vu nel vederli lavorare insieme: qualcosa è cambiato, certo, c’è più interesse nel sapere della loro vita after you’ve gone, c’è la consapevolezza di essere finiti all’interno di un circolo vizioso dal quale è necessario uscire, fosse anche con la morte – non citata apertamente, ma vagheggiata nel saluto di Marty a Maggie, o nel discorso di Rust sul cerchio di violenza e degrado a cui porre fine. Eppure cosa c’è di diverso in quei due quando vanno ad interrogare Jimmy Ledoux? Più capelli per uno, meno per un altro, ma sono lì nelle medesime posizioni di prima, a recitare le stesse parti, con lo stesso quaderno in mano e la stessa tecnica nel porre le domande.

Old scenes, new details” tanto per il pittore quanto per lo storico: perché in entrambi i casi nulla è davvero nuovo, ma si manifesta continuamente con piccoli dettagli che ci fanno vivere nell’illusione che tutto sia diverso. È davvero così? Due detective che si fermano in macchina e finiscono col parlare esattamente con l’assassino continueranno a fermarsi davanti allo stesso colpevole, anche se sotto spoglie diverse, per ricevere sempre le stesse risposte – lasciate a mezz’aria, perché qualcosa di più impellente chiama e ci distoglie dalla verità che, come sottolinea un modo di dire in inglese, si nasconde sempre in bella vista.

La maledizione del detective a cui si riferiva Marty con i due investigatori valeva per il passato, ma quando il tempo sparisce cosa impedisce a questa condanna di ripetersi nuovamente? E se la visione del giardiniere rende questo discorso piuttosto chiaro – non fosse altro che per la spirale tracciata nel prato, lì a ribadire il concetto – cosa si può dire degli sporadici ma continui riferimenti alla figlia di Marty, Audrey?
True Detective - 1x07 After You've GoneBambole in posizione molto simile a quelle riscontrate nella vhs, disegni di spirali appesi in casa, comportamento sessuale atipico, costanti medicinali e poi la chicca dell’episodio, quelle stelle nere ravvisabili nel dipinto con cui la giovane viene ritratta in una delle foto di casa. Devil’s in the details: il diavolo è nei dettagli – come da tradizione anglofona – e il duo Pizzolatto/Fukunaga non perde occasione per spargerli ovunque.

“You shouldn’t have that.”
Nobody should have this.”

Sullo sfondo dei rapporti umani si staglia la parziale soluzione di un caso che risulta evidente e al contempo intricatissima. La fitta rete – complicata, forse troppo – che coinvolge la famiglia dei Tuttle, Erath, la polizia e i riti sacrificali prende forma proprio in questa puntata, mostrando quanto gli indizi seminati nelle varie puntate possano intrecciarsi correttamente e dare adito ad una risposta. Ci vuole forse il quaderno di Cohle per stare dietro a tutti i vari passaggi, ma la sensazione che colpisce sul finale è più di desolazione che di stupore, più di orrore che di sorpresa, proprio perché questo non è un classico crime drama che si incentra sul “chi è stato”, ma qualcosa di più complesso, che ha scelto di andare a fondo non solo delle personalità dei detective, ma di un intero scorcio di umanità rappresentata al suo peggio.

True Detective - 1x07 After You've GoneLa scelta di un tema come quello del sacrificio non è affatto casuale all’interno di questo quadro: il carattere ancestrale del fenomeno e la devastante potenza con cui alte gerarchie religiose e politiche hanno tenuto in mano la situazione fanno sentire questa vicenda come impossibile da affrontare, inevitabile e di fatto condannata a ripetersi. Per tutti, per noi forse, ma non per Rust e Marty, e non certo perché rappresentino degli eroi, anzi: ma era stato proprio Cohle a dirlo – The world needs bad men. We keep the other bad men from the door – e ora i due ex detective sono gli unici a poter almeno provare a chiudere il cerchio, forse perché semplicemente non hanno più nulla da perdere.

You know Carcosa?

True Detective - 1x07 After You've GoneDelle varie indagini portate avanti, ruolo fondamentale ha la signora Delores e non solo per l’incredibile mole di informazioni sulla famiglia allargata del signor Sam Tuttle – tra cui tuttavia si segnala l’inquietante dettaglio delle donne con cui sarebbe stato sempre una volta sola, lasciando in sospeso un probabile riferimento ad unioni avute solo con donne vergini.
Carcosa è già apparsa in più punti della narrazione come luogo senza tempo: il protagonista di An Inhabitant of Carcosa si perde in questa cittadina fino a quando trova una lapide con sopra scritto il suo nome, capendo solo in quel momento di essere morto – eppure ancora presente e pensante.
Chi e cosa è Carcosa? Him who eats time, colui che mangia il tempo; quello stesso tempo che, parola di Rust, è stato creato dalla morte affinché facesse crescere le cose che poi avrebbe ucciso. Carcosa è dunque liberazione dalla morteRejoice, Death is not the end! – vista come abolizione del tempo, ed ecco che si torna al cerchio infinito, all’eternità, al ritorno dell’identico.
Del resto, la stessa popolazione di Erath è stata dedita a pratiche di stampo pagano, come le riedizioni dei Saturnalia, antiche feste religiose dedicate a Saturno la cui derivazione greca è non solo Kronos, padre di Zeus, ma anche Chronos, dio del tempo, che nel mondo latino è appunto edax rerum, divoratore di tutte le cose.

True Detective - 1x07 After You've GoneUna densissima costruzione mitologica sostiene tutto il racconto, e la particolarità della serie sta proprio nel coinvolgere all’interno di questa spirale persino i personaggi che proprio quel cerchio stanno cercando di spezzare, quasi come a dare il via ad una sorta di rivoluzione dall’interno.
La puntata si concede un viaggio solo apparentemente dedicato al mero caso – esposto in modo forse fin troppo rapido, unica pecca per un episodio eccellente –, ma in fondo intriso di una realtà che pervade tutti i personaggi, tutta la Louisiana e forse davvero l’intera umanità. Non stupirebbe, a fronte di quest’ottica, un finale di fallimento per Rust e Marty, esattamente come non stonerebbe affatto una rottura del cerchio, un’emancipazione dall’antica condanna. Le carte sono sul tavolo, e questa volta sia dal lato investigativo che mitologico: aspettiamo così il finale di una stagione che, già a marzo, è moralmente vincitrice dell’anno.

Voto: 9

 

 

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

13 Risposte

  1. Ste Porta scrive:

    Analisi eccellente di un’altra puntata straordinaria. L’eterno ritorno dell’uguale rappresentato dagli ultimi istanti è qualcosa di unico: forse sta a significare che, fallito una volta, si fallirà ancora.
    Bellissimo.

     
  2. SerialFiller scrive:

    Dopo the wire, i soprano e Breaking bad, passando per i varil Lost, Sons e House of Cards il DIO della serialità sferra il colpo di grazia al cinema e sfodera un gioiello che abbaglierà negli anni ogni prodotto che passerà sul tubo catodico accecando anche i cugini snob del cinema.
    Questo telefilm è spettacoloso. Mi sembra gia di vedere McCounaghey sul palco a ricevere un emmy e Pizzolato a ruota…che sfida con Gilligan e Cranston l’anno prossimo.
    Nonostante l’eliminazione dell’interrogatorio in questa puntata il tavolo resta al centro dell’attenzione, si inizia con Rust e Marty al tavolo del bar, si prosegue con varie scene di loro al tavolo dell’agenzia di Marty e si continua con Maggie e Marty al tavolo d’addio.
    Oltre ad essere intrigante e misterioso questo film(pardon questo telefilm) si rivela minuzioso nei dettagli e ancor più dettagliato nel gettare piccoli semi come le stelle nere in questa puntata.
    Nulla è scontato e per la prima volta giungo ad un finale di serie senza l’ansia di voler sapere cosa succedere a questo o quel personaggio ma con un indomità serenità che l’ultima puntata chiuderà quel cerchio lungo 8 puntate senza lsciare nulla di intentato a prescindere dalla sorte che il destino riserverà ai personaggi

     
  3. Son of the Bishop scrive:

    Vincitore Emmy miglior sito straniero di recensioni di serie tv: seriangolo.
    Recensione stupenda, serie davvero stupenda, dopo il primo episodio che non mi era piaciuto forse perchè mi sarei aspettato tutt’ altra cosa questa serie mi ha lentamente conquistato con il secondo episodio, dal 3(ancora il mio episodio preferito) l’ ho adorata(4 episodio a parte).
    Puntata bellissima, ritmo ottimo, sceneggiatura sempre di altissimo livello che crea un mix perfetto insieme ai due mostri Harrelson e Mchoughney(scusate non so come si scrive) che secondo me fresco di Oscar ha già probabilmente l’ Emmy quasi in tasca.
    Però non ho capito troppo il finale loro sono su quella barca, è la stessa barca che si vede alla fine? È il signore che sta con il tagliaerba è l’ uomo con le cicatrici? Perchè anche se sembra che centri molto con la vicenda a me non è sembrato che lui avesse cicatrici.
    Qualcuno mi può chiarire un pò il finale please?

     
    • La barca non credo proprio sia la stessa perché sembrerebbe uan specie di battello… per quanto riguarda il tagliaerba: si tratta dello stesso tizio che Rust incontra fuori da una delle scuole ispezionate durante le indagini e la sua apparizione in quel contesto lascia intendere che abbia qualcosa a che fare con tutta la storia.

       
      • Federica Barbera scrive:

        più che lasciare intendere dice proprio qualcosa, lui è il “mostro” descritto dalle bambine. le cicatrici sono ben visibili (e riguardando il primo incontro con Rust è credibilissimo che lui non le abbia viste); chiaro che non si tratta di una cicatrice molto estesa, ma che sia lui lo “spaghetti monster” non ci sono dubbi, anche perché mettere un altro sfregiato mi parrebbe un po’ eccessivo XD
        l’unica cosa è che lui potrà anche essere mero esecutore, ma dietro c’è tutto il complesso dei Tuttle a tirare le fila.
        La barca non è la stessa, la ripresa credo sia stata molto generica a chiusura di puntata.

         
        • io le cicatrici le ho cercate, ma non ero sicura di averle viste.

           
        • Federica Barbera scrive:

          la realtà è che non sono chiarissime, o meglio: sono cicatrici che sembrano quasi ustioni, ma per come ci sono state raccontate dalle testimonianze l’aspettativa secondo me era di cicatrici molto più visibili! d’altra parte credo che rendere la cosa troppo evidente avrebbe influenzato troppo la storia, e probabilmente faranno riferimento all’esagerazione delle bambine dovuta alla paura.. credo.
          in ogni caso se vuoi dare un occhio guarda qui =)
          http://imageshack.com/a/img534/3709/588f.png

           
      • Son of the Bishop scrive:

        Il collegamento con il signore con il tagliaerba fuori dalla scuola effettivamente l’ avevo fatto, ma non avevo la certezza che fosse lui.

         
  4. Son of the Bishop scrive:

    Un’ altra domanda ma an inhabitant of carcosa è uscito in Italia ?

     
    • Federica Barbera scrive:

      Sì, lo trovi in diverse edizioni con il titolo “Un cittadino di Carcosa”.
      Grazie per i complimenti! =)

       
  5. SerialFiller scrive:

    Le cicatrici non sono super evidenti ok ma credo che er una bambina trovarsi un omone del genere addosso intento a violentarti e farti ogni genere di cose possano apparire come l’unica cosa distintiva da tenere a mente per tutta la vita.

     

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