Vikings – 2×01 Brother’s War

Vikings - 2x01 Brother's WarCi siamo lasciati lo scorso anno con la promessa di uno scontro: Ragnar Lothbrock e suo fratello Rollo opposti sul campo di battaglia, l’uno contro l’altro. Incapace di accettare suo fratello come jarl, Rollo e la sua alleanza a tradimento ci hanno tenuto col fiato sospeso e, dopo mesi di attesa, arriviamo finalmente alla resa dei conti.

“Is this what you really want, brother?”

Vikings riparte inevitabilmente proprio da questo punto fondamentale. Lo scenario è sempre l’immensa ed incontaminata Scandinavia del I secolo d.C. e accanto a Ragnar c’è il suo potente alleato, re Horik, colui che ha involontariamente innescato la guerra: la posta in palio concreta è un semplice fazzoletto di terra, conteso tra lo stesso Horik e jarl Borg, tra le cui fila ha deciso di marciare Rollo. E la battaglia si fermerà poco prima dell’ultimo sangue.

Vikings - 2x01 Brother's War

I primi venti minuti della puntata vengono totalmente monopolizzati dallo scontro corpo a corpo tra i due eserciti, frangente scandito in tutte le sue fasi. Prima c’è l’attesa: da un lato, l’illusione di Ragnar di non dover combattere contro suo fratello, dall’altro, invece, i piccoli riti propiziatori tra Borg e Rollo prima di scendere in campo. Poi la battaglia vera e propria: lunga, minuziosa, dettagliata, a tratti manieristica, ma mai esagerata o gratuita – anzi, fin troppo calibrata in ogni sua parte. Il difficile compito di Vikings è la continua coniugazione tra la ricostruzione storica e l’arricchimento con le libertà tipiche dell’invenzione; perciò, è soprattutto nei personaggi laterali a Ragnar e alla sua figura storica che si concentra l’attenzione scritturale di Michael Hirst.

Vikings - 2x01 Brother's WarRollo viene caricato degli aspetti più conservatori, avidi, crudeli del vichingo, così da far risaltare ancora di più la novità rappresentata da Ragnar, la quale non si riduce semplicemente alla sua apertura mentale e propositiva verso nuovi orizzonti di conquista. Il mito di jarl Lothbrock è infatti dato dall’incessante volontà di sdoganare e far sganciare i suoi connazionali dalla terra scandinava e di trascinarli insieme a lui verso la curiosità del diverso: mostrando e conoscendo l’altro, si costruisce anche la propria identitàwhy do we continue looking inwards? Why do we fight each other about this piece or that piece of land? Rivolgere lo sguardo verso ovest significa guardare oltre se stessi e i propri confini fisici e mentali: la rivoluzione di questo piccolo jarl reca in sé una carica di umanizzazione e modernità degna dei migliori secoli a venire. Il piccolo pezzo di terra e la disputa per la sua rendita non sono che l’aggancio perfetto con cui Ragnar mostra l’inutilità del sangue dinanzi all’ingegno umano; è il momento giusto per evidenziare senza difficoltà il bisogno concreto di andare verso l’orizzonte sconosciuto, terra infinita di nuove opportunità. Lo scontro con Rollo è, innanzitutto, lo scontro tra il vecchio e il nuovo, tra il cieco egoismo e la lungimirante fratellanza come fondamento della vittoria: la resa finale del gigantesco guerriero, dopo il minuzioso inseguimento della regia totalmente focalizzata su di lui durante i lunghi minuti di battaglia, non viene dettato solo per amore fraterno (sconfessato dal tradimento nel passare dalla parte di jarl Borg), ma è soprattutto la codarda presa di coscienza dell’impotenza del “solo uomo” contro troppo altro.

“Who is Aslaug?”

Vikings - 2x01 Brother's War

Ma come tutti i miti, Ragnar non è un personaggio univoco e coerente: su di lui agiscono le influenze del suo tempo, della sua cultura, il peso delle tradizioni e i risvolti negativi delle novità volontariamente importate dall’esterno. La moneta d’oro che Ragnar fa vedere a suo figlio sarà la stessa moneta che vedremo in mano al Maestro delle leggi, l’uomo (teoricamente) super partes, colui che, una volta in piedi sulla Roccia della Legge, dovrebbe eclissarsi come essere umano e rimanere come filtro insindacabile della volontà degli dei. Non sappiamo se sia stato Lothbrock o suo figlio Bjorn, ma il denaro e il suo immenso potere s’infiltrano anche nella zona sacra e alta della religione, direttamente nelle mani del Maestro: se gli dei hanno portato via Gyda, allora magari la corruzione può tenere in vita Rollo. Anche il vacillare dell’intoccabile dimensione divina, aspetto fondamentale e radicale nella prima stagione, diventa così un altro segno tangibile dell’avanzare della Storia e della realtà terrestre, in cui sovvertire le regole è prima di tutto compito dell’uomo, non sempre costretto a rimandare tutto alla cieca fiducia verso gli dei. Capovolgimenti che, nel 726 d. C., hanno il sapore di una rivoluzione copernicana.

Vikings - 2x01 Brother's WarAltro aspetto basilare, e che arriva al suo punto di rottura in questa puntata, è l’annosa questione della famiglia e degli eredi, argomento che si connette strettamente anche alla condizione della donna. Mentre Ragnar dà il suo addio alla piccola Gyda (in un monologo anche troppo intenso), arriva Aslaug, la principessa scandinava dai nobili natali guerrieri, incontrata dallo jarl durante il suo viaggio verso Ragnarok, e, soprattutto, ormai prossima al parto. Nella scorsa stagione abbiamo visto come la solidità del rapporto tra Ragnar e Lagertha (di certo, uno dei personaggi migliori della serie), si fondasse non solo sull’amore tra i due e sulla forza della donna, capace e impavida guerriera, ma soprattutto sull’idea di famiglia, di fertilità, di capacità di poter assicurare una prole numerosa al compagno. Nel momento in cui decade questa condizione, l’uomo è autorizzato e giustificato nel cercare altre donne: pur nell’alta considerazione di cui Lagertha gode e dell’amore che Ragnar prova per lei, la discendenza è quanto di più prezioso e fondamentale ci sia in una società fortemente maschilista (il monologo di Ragnar rivolto a Gyda è emblematico in questo senso), in cui anche il valore della donna si misura per la sua attitudine alla guerra.

A far vedere, però, quanto sia anomala e speciale la relazione familiare di Ragnar e Lagertha, è sicuramente la scelta finale della donna di abbandonare il compagno, di lasciarlo diventare padre senza imporre la propria presenza e facendosi da parte davanti ad una nuova vita che sta per arrivare. In più, anche la scelta di Bjorn di seguire la madre, e di Ragnar di lasciarlo andare, ribadiscono una volta di più il carattere di innovazione del personaggio, costretto alle conseguenze delle proprie azioni e a dover pagare per l’umiliazione inflitta alla compagna – certo è che la consolazione (Aslaug, ovviamente) è già lì che aspetta al caldo.

Brother’s War chiude la prima stagione e apre, con tanti momenti di rottura, alla seconda, che ha tutta l’aria di voler essere l’opposto speculare della precedente: dopo aver affrescato la tradizione e aggiustato il tiro dell’idea stereotipa del vichingo, sembra giunto il momento di raccontare i cambiamenti e le novità che hanno reso leggenda il nome di Ragnar Lothbrock.

Voto episodio: 8

Note (non leggete la prima se non siete in pari con Sons Of Anarchy):

– Ecco dove finiscono i personaggi uccisi da Kurt Sutter: vengono costretti a migrare dal caldo californiano alle basse temperature del Nord Europa. Re Horik è infatti interpretato da Donal Logue, l’attore che ha deciso di abbandonare le vesti dell’instabile Marshal Lee Toric, per diventare sovrano a tempo pieno (il suo personaggio in Vikings è regular da quest’anno). Questo è, in realtà, un ottimo motivo in più per guardare la serie rivelazione di History Channel.

–  Sappiamo già che ritroveremo presto Bjorn cresciuto, e avrà le sembianze di Alexander Ludwig.

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

2 Risposte

  1. Diego Scerrati scrive:

    Lagertha grandissimo personaggio e grandissima donna, niente a che vedere con la cavallona scandinava (che non la racconta neanche giusta, secondo me). Bella recensione e bella premiere comunque, rimango sempre solo poco convinto degli improvvisi salti temporali… cioè, il piccolo Bjorn diventerà grande già nel prossimo episodio? Ma che fretta ha Michael Hirst? Peccato, mi stava simpatico il ragazzino (raro caso in una serie tv)!

     
  2. Alexilpazzo scrive:

    Sono rimasto un po deluso da alcune cose , che fanno parte di quelle cose che in genere passano sempre in secondo piano e non interessano a nessuno, mentre secondo me in una serie tv che ha la pretesa di definirsi storica, o osannata da tutti con il termine “documentaristico” e “istori channell!!!!” sinceramente mi hanno fatto storcere più di una volta il muso. Cioè alla fine ho avuto solo una buona impressione: la guerra, è fatta così bene che mentre gli uomini combattono si vedono qua e la volare frattaglie, e i guerrieri sporcarsi sempre più di sangue. Anche le riprese che scandiscono in modo esatto le coreografie senza usare quel solito metodo “videoclippato” la rendono una scena davvero bella. Ma già qui il fatto che Floki Combatta, con un fisico così mingherlino e con quei movimenti ed espressioni da rockstar dark, che proprio sanno di personaggio del tutto improbabile in quel contesto (nonché un po in tutta la serie), non mi convince (oltretutto è l’unico vichingo a non essere mai andato in palestra a quanto pare) in realtà non mi convince proprio il personaggio. ma va beh. Muoiono un sacco di persone durante la guerra, perché la guerra è fatta cosi; ma Floki viene colpito e Ragnar e altri pezzi grossi della squadra hanno modo di accorgersene smettere di massacrare chi di turno, prenderlo e portarlo un po in disparte. Perchè??? forse perché è un “amico troppo prezioso” forse perché è bravo a costruire le barche? o forse semplicemente perché è una di quelle sequenze che piacciono sempre? e tralasciamo anche questo. andiamo avanti con l’episodio e assistiamo ad una scena che lascia davvero la bocca spalancata. In breve lagertha avendo saputo (dal figlio) del flirt e del sesso tra Ragnarr e la stallona principessa gli fa la scenata “quante volte ci hai scopato bastardo!! ” lanciandogli addosso tazze, lui cerca di divincolarsi ma alla fine la tranquillizza dicendo che ama solo lei e fanno l’amore. Ma siamo davvero tra vichinghi o tra personaggi di Beautifull? In oltre come di consueto Ragnar è seduto e dialoga con il figlio. Ma quante volte negli episodi si ripete questa circostanza? perché capisco la necessita dei dialoghi introspettivi che servono a dare “spessore” ad un personaggio, ma il fatto che sia sempre seduto?? una volta mangiando una mela, l’altra volta osservando il mare, e in questo caso accarezzando un capretto, e il figlio accanto che gli chiede “papà, come nascono i bambini?”, ma accidenti non possono fare questi discorsi che so, mentre tagliano la legna o vanno a caccia (cose che i vichinghi probabilmente facevano ma in questi episodi non avremo mai modo di vedere), no, per forza da seduti a non fare un cazzo! a poltrire. eh si bravi

     

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