Californication – 7×01 Levon

Californication – 7×01 LevonPer fortuna è l’ultima stagione. Lo so che di solito le recensioni non iniziano così, ma questo è stato il pensiero fisso che mi ha accompagnato per almeno tre quarti di puntata e scrivere un qualunque altro tipo di incipit all’articolo non sarebbe stato intellettualmente onesto. 

Su questa premiere c’erano molte aspettative: dopo anni di un Californication ripetitivo e stereotipico, ci si aspettava un cambio di rotta radicale, almeno per concludere in bellezza questo grande racconto durato sette anni. Invece l’hype è stato disatteso dagli stessi errori del passato, che sembra ripetersi e ripetersi e ripetersi. Concludevo l’analisi del finale della scorsa stagione augurando “di trovare una serie rinnovata non solo nei contenuti, ma magari anche nella forma” ed invece questa stagione 7 resta tristemente ferma, senza passi in avanti significativi e guizzi narrativi degni di nota. Per capire cosa non funziona, possiamo facilmente dividere l’episodio in segmenti ben riconoscibili.

Segmento uno: Hank e Karen

Californication – 7×01 LevonLa premiere continua da dove si era concluso l’episodio precedente: lui abbandona tutto per andare da lei, che ovviamente non se lo aspetta e che non se lo vorrebbe neanche più aspettare. L’ha fatto mille volte con lo stesso risultato deludente, con le stesse modalità, le stesse parole, le stesse promesse. Lei lo ascolta divertita: non lo prende più sul serio, ai suoi occhi la loro storia è finita. Non ci crediamo neanche noi che una relazione tra loro sia ancora possibile e non lo vogliamo nemmeno: non si capisce dunque l’ossessione degli autori nello scrivere stoyline amorose di questo tipo, che si ripetono da diversi anni senza portare mai a delle conclusioni diverse.

La scena porta solo ad un racconto inutile e ripetitivo, di cui avremmo fatto volentieri a meno. Anche le battute di Hank al compagno di yoga di Karen sono meno taglienti e provocatorie che in passato: si sente una certa stanchezza anche nel personaggio, sia fisicamente – Duchovny non è più lo stesso uomo di dieci anni fa e non può più interpretare gli stessi ruoli – che psicologicamente – Hank è stato spremuto in modo errato per tutto questo tempo, facendogli sviluppare, a discapito di altre, alcune caratteristiche che proporre ora sembrerebbe innaturale. Deludente è anche Karen, personaggio più sottovalutato della serie e potenzialmente molto più interessante di quanto non sia: lei è una donna forte che sa quello che vuole, ma rimane sempre incastrata nella vita di Moody. In questo caso lei vorrebbe passare del tempo con il suo amico di yoga, ma è costretta a parlare con Hank senza poterlo cacciare una volta per tutte.

Segmento due: Hank e Charlie

Californication – 7×01 LevonIn questa scena troviamo la battuta più interessante e riassuntiva di tutta la puntata, se non della serie intera. Hank vuole un lavoro per poter tornare da Karen a testa alta e si sfoga con il suo agente, che, disperato per i suoi modi di fare, gli dice: “There are no jobs, Hank, not anymore. You have taken a shit on all of it, Hank…“. Parla solo del lavoro? Le sue parole sono perfette anche per la relazione con Karen: ormai non c’è più nulla da fare, Hank ci ha sputato sopra così tante volte che non è più recuperabile. La sua situazione lavorativa è una grande allegoria della sua vita amorosa e viceversa. Hank non riesce a conquistare Karen perché non ha un lavoro (e quindi una certa stabilità anche emotiva per prendersi cura della sua famiglia) e non riesce ad avere un lavoro perché pensa solo a Karen ed a tutte le altre donne che hanno fatto parte della sua vita. Questo è un circolo vizioso da cui difficilmente uscirà, se non cambiando profondamente.

Segmento tre: Hank e il colloquio

Californication – 7×01 LevonQuesto caso è forse l’unico in cui Hank si sforza, almeno un po’, di trovare un lavoro. Andando oltre il pessimo escamotage con cui gli autori hanno tenuto in scena il personaggio di Stu e il regista conosciuto nella scorsa annata, è apprezzabile il minimo sforzo che lo scrittore ci mette per diventare un autore televisivo, soprattutto perché lo fa controvoglia. Noi sappiamo già che i guai non tarderanno ad arrivare, ma se ci deve essere un cambiamento nel personaggio di Hank non può che partire da qui, da un nuovo lavoro, da un nuovo modo di rapportarsi con le persone. Il dialogo col produttore alterna alcune ciniche battute interessanti ad un appena accennato esame di coscienza di Moody, che inizia a capire come fare per migliorare la sua vita. “I’m trying to grow the fuck up for once” e per ora sembra una buona partenza.

Segmento quattro: Hank e il ragazzo

Californication – 7×01 LevonSe fosse possibile eliminare qualcosa da questo episodio, sarebbe proprio questo segmento: la trovata del figlio segreto è degna della peggior telenovela sudamericana, non di un prodotto targato Showtime. Un figlio, tra l’altro, che vuole diventare attore per fare la vita che fa il padre (“Hang out with all these beautiful actresses. Touch their boobs“), ma che sembra già destinato a fallire.
Se lo showrunner Tom Kapinos ha deciso di scrivere una settima stagione per farci conoscere il figlio segreto di Hank e raccontare l’ennesimo due di picche da parte di Karen, ce lo dica subito, così evitiamo di perdere tempo. Discutibile è stata inoltre la scelta di concludere l’episodio con quello che voleva essere un grosso cliffhanger, prevedibile e previsto, in verità, sin dal loro primo incontro. Insomma, se il rinnovamento vuole passare per questa strada, incontrerà molti ostacoli ad attenderlo.

Californication parte già in svantaggio: questa premiere ha segnato un autogol clamoroso, senza nessuna base interessante o nuova su cui costruire la stagione. Il twist che ci si aspettava non c’è stato e difficilmente ci potrà essere nelle prossime settimane, che si prevedono lunghe e non senza grossi problemi.

Voto 5-

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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