Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Si può dire che sia quasi fatta: domenica 6 Aprile Game of Thrones ritorna sulla HBO con quella che si preannuncia una quarta stagione da urlo. Se alcuni personaggi ci lasciano, altri a breve si aggiungeranno per ingrandire il già vasto mondo illustrato nei romanzi dello scrittore americano George R.R. Martin. 

La terza stagione sarà ricordata sicuramente per le Nozze Rosse: uno dei momenti televisivamente più sconvolgenti che si siano mai visti (e le reazioni online illustrano benissimo cosa ciò voglia dire). Sebbene la narrazione abbia peccato di ritmo in molti episodi – è il prezzo da pagare per rappresentare solo una parte del terzo libro –, il mondo di Martin continua ad esercitare un enorme fascino. Per prepararci a quella che si prospetta come una delle migliori stagioni sinora, è fondamentale riprendere i fili del discorso (ovviamente senza spoiler della nuova stagione).

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Dopo la vittoria alla battaglia delle Acque Nere, i Lannister sono indiscutibilmente la Casata più in forma dei Sette Regni: il loro Potere è sempre più solido – Stannis è andato a leccarsi le ferite ed ora c’è solo la Ribellione del Nord da domare – e presto ne guadagneranno ancora con il matrimonio tra Joffrey e Margaery Tyrell. Tuttavia il patriarca Tywin non ha tenuto conto dell’arrivismo e della brama di potere dei Tyrell, signori dell’Altopiano, che, guidati dalle sapienti mani di Lady Olenna Redwyne, stanno via via acquisendo sempre più spazio ad Approdo del Re. I Lannister, così, si impantanano in una serie di giochi di corte in cui con difficoltà riescono a sopravvivere: Margaery è sempre più abile nel manipolare il giovane e psicopatico Re, disarmando Cersei che finora era sempre stata nella posizione di comando.

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Le cose non vanno certo meglio a Tyrion: con il ritorno del padre, la situazione per lui diventa sempre più complicata. Non solo viene nominato Maestro del Conio dopo l’abbandono di Ditocorto (che, a proposito, con le sue mire sempre più alte è salpato alla volta di Nido d’Aquila per diventare Lord della Valle di Arryn), ma è anche costretto a sposare Sansa Stark su ordine del padre, interessato a disinnescare il desiderio dei Tyrell di conquistare il trono del Nord. La sua posizione si fa così sempre più debole e l’astio – ricambiato – nei confronti di suo nipote Joffrey è ormai sulla bocca di tutti.

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Se Tywin riesce comunque abilmente a sbrogliare notevoli e complicate matasse (costringendo anche Cersei a fare la sua parte sposando Loras Tyrell), meno successo ha nel tentativo di recuperare il figlio prediletto, quel Jaime Lannister che viene segretamente scortato da Brienne proprio verso la capitale, su ordine di Catelyn Stark. L’incontro, però, con gli uomini di Lord Bolton rappresenta anche una fondamentale evoluzione del personaggio che, per difendere l’onore di Brienne, si ritrova a perdere la mano destra, quella con cui impugnava la sua arma. La privazione della sua più grande qualità è anche l’occasione per un nuovo Jaime di rivelare la sua verità sulla guerra del Tridente (e di come si è guadagnato il nomignolo di “Kingslayer”). Proprio alla vigilia del matrimonio di suo figlio tornerà ad Approdo del Re con la scorta di Lord Bolton, di fronte ad una Cersei sconvolta ed immobile.

Se Sansa è quindi passivamente costretta a subire un matrimonio da lei odiato (dopo aver rifiutato la via di fuga offerta da Ditocorto), al resto degli Stark le cose non vanno poi così bene.

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Jon Snow, il bastardo di Eddard, riesce con abilità ad infiltrarsi all’interno dei bruti, accolto da Mance Ryder, un ex Guardiano della Notte passato a guidare il popolo oltre la Barriera. Sebbene solo di facciata, Snow inizia comunque a contravvenire al proprio giuramento, innamorandosi di Ygritte, la bruta dai capelli rossi. Le cose, però, non si mantengono a lungo in questo equilibrio: Mance ordina loro di scalare la Barriera e di prepararsi all’attacco contro i guardiani. Jon Snow è ben presto costretto a rivelare la propria natura uccidendo Orell che aveva sempre sospettato di lui, e fuggendo ferito alla Barriera dove viene recuperato da Sam.

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Le vicende alla Barriera sono tutt’altro che semplici: la ribellione dei guardiani ha portato alla morte non solo di Craster, ma anche e soprattutto del comandante Mormont. Sam riesce a fuggire con Gilly – la figlia/moglie di Craster che ha appena partorito – e con lei torna al Castello Nero; fondamentale, però, è stato lo scontro diretto con un Estraneo che Sam è riuscito coraggiosamente ad uccidere grazie all’ossidiana scoperta sul Pugno dei Primi Uomini. Il ragazzo ha anche avuto modo di incontrare Bran Stark permettendogli di superare la Barriera per andare verso Nord: il piccolo Stark, infatti, in compagnia di Jojen e Meera Reed, ha tutte le intenzioni di scoprire qualcosa sul proprio potere che gli permette di scivolare nel corpo non solo del suo metalupo (così facendo salva la vita del fratellastro Jon in fuga), ma persino degli esseri umani come Hodor.

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Arya Stark, invece, dopo la fuga da Harrenhal, incappa nella Fratellanza Senza Vessilli, un gruppo di combattenti guidati da Beric Dondarrion, un ex Cavaliere fedele ad Eddard Stark. Per un po’ la ragazza riesce anche a non farsi scoprire, ma quando la Fratellenza cattura il Mastino, che la riconosce, diventa noto al gruppo che quella che si trovano di fronte è una lady. Ben poco può Arya: deve prima dire addio a Frittella, quindi a Gendry quando viene preso da Melisandre intenzionata ad usare il suo sangue da bastardo di Re per dei rituali in aiuto a Stannis. Nemmeno contro il Mastino riesce ad avere soddisfazione: condannato a morte per combattimento dalla Fratellanza, l’uomo riesce a sopravvivere uccidendo Beric Dondarrion (che viene però riportato di nuovo in vita dal sacerdote del Signore della Luce Thoros di Myr); come se non bastasse, sarà il Mastino stesso a catturare Arya in fuga, per condurla tuttavia alle Torri Gemelle dove la sua famiglia si trova per il matrimonio di Edmure Tully.

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Questo sarà il punto focale degli Stark: le Nozze Rosse. Robb Stark, che nella precedente stagione aveva creato non pochi problemi ai Lannister in guerra, si ritrova in una situazione sempre più drammatica. A suo avviso, Theon Greyjoy (torturato ed evirato da Ramsey Snow, bastardo di Lord Bolton) ha raso al suolo Grande Inverno uccidendo i suoi due fratelli minori; in più Robb è costretto a giustiziare Lord Karstark per aver ucciso due piccoli prigionieri Lannister. Metà del suo esercito, così, si ritira e l’unico modo per potersi di nuovo permettere la guerra contro il sud (e poter attaccare direttamente Castel Granito) è tornare in buoni rapporti con Walder Frey delle Torri Gemelle; deve però farsi perdonare l’affronto di aver sposato un’altra e non una figlia Frey come giurato in precedenza.

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Lord Frey, in cambio del matrimonio dello zio di Robb Edmure Tully (diventato signore della Terra delle Acque con la morte del padre Hoster) con una delle sue figlie, promette di aiutare il Lupo nella sua impresa. Il matrimonio procede regolarmente finché le note di Le Piogge di Castamere non iniziano a risuonare dando il via ad una crudele e sconvolgente strage che vedrà la morte di Talisa (ed il figlio, sfortunatamente chiamato Ned), Robb Stark e Catelyn Tully. Gli Stark, almeno per ora, sono stati annientati per il tradimento di Lord Bolton, passato al servizio dei Lannister.

Proprio quando si iniziava a pensare che i Lannister fossero in grave difficoltà, il Leone è tornato a ruggire. L’uscita di scena degli Stark sancisce la fine della guerra dei cinque re: Stannis, infatti, che ha passato tutto il tempo a riprendersi dalla sconfitta, viene spinto dall’insolita armonia di Melisandre e Davos Seaworth ad occuparsi del pericolo maggiore, gli Estranei nel Nord. Il Cavaliere delle Cipolle, così, sembra tornare nelle grazie del suo sovrano, che vedeva in lui la causa del fallimento della guerra contro Approdo del Re.

Game of Thrones: dove eravamo rimasti? (stagione 3)Se il Continente di Westeros è sempre più sconvolto e devastato da guerre ed Estranei, sembra essere anni luce lontana da lì Daenerys Targaryen: la Madre dei Draghi ha ora tutta la caparbietà che un sovrano ha bisogno di avere se vuole comandare. Arriva così nella città di Astapor, comandata dagli Schiavisti, e con un geniale inganno riesce in un colpo solo a conquistare la città e a guadagnarsi 8000 Immacolati, schiavi sottoposti a terribili violenze per essere piegati alla volontà del proprietario. Con questo nuovo esercito (e con l’arrivo come consigliere di Ser Barristan Selmy, che nella prima stagione era stato “licenziato” da Cersei) si muove alla volta di Yunkai, città che cadrà ai suoi piedi – con l’importante aiuto di Daario Naharis, un abile combattente – e che la chiamerà “Mhysa”, ossia Madre. La Targaryen è quindi l’unica a poter vantare ad ora una vittoria totale ed assoluta: sarà ancora così? E quando marcerà per riprendersi il Trono di Spade?

Tanti eventi e tanti nuovi personaggi ci attendono. Pronti per la quarta stagione?

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Vi lascio con un ottimo riassunto della HBO ed alcuni trailer della quarta stagione.

 

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

2 Risposte

  1. sara scrive:

    Al di là dell’hype per la quarta stagione, devo farti davvero i complimenti per questo recap: non solo è chiaro, nonostante ci siano tutti (sorprendente!) gli eventi della terza stagione, ma non mi sono fritta il cervello nel cercare di ricordarli mentre leggevo, dato che c’è ogni cosa collegata benissimo. Ancora complimenti!

     
  2. Mario Sassi scrive:

    Grazie mille Sara! Ho immaginato non fosse facile per i non lettori riuscire a ritrovarne i fili (soprattutto dopo che son passati 9 mesi e chissà quanti episodi di altri telefilm).

     

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