Parks and Recreation – Stagione 6

Parks and Recreation - Stagione 6Ce ne vorrebbero di serie come Parks and Recreation, nel desolante panorama delle comedy statunitensi! In quella sorta di gigantesco calderone in cui ogni anno finisce di tutto – dalle sit-com usa e getta che rischiano di non sopravvivere nemmeno al pilot, alle saghe interminabili che si trasformano quasi sempre in flop colossali (How I Met Your Mother, anyone?) – la serie di Greg Daniels e Michael Schur rappresenta una delle poche eccezioni che confermano la proverbiale regola.

La parola chiave di questo successo è senza dubbio dinamismo, che non significa semplicemente “scuotere” un po’ il cast o modificare qualche job title come pure è stato fatto. Anche nell’altra comedy di casa NBC, Community,  i  personaggi hanno cambiato posizioni e/o lavoro, due elementi importanti hanno lasciato il gruppo e un nuovo regular ha fatto il suo ingresso, ma i due prodotti (o meglio, le due stagioni) differiscono notevolmente l’una dall’altra.
Parks and Recreation - Stagione 6Il divario sta tutto nel modo in cui tali cambiamenti sono stati sfruttati per far progredire il racconto, ovvero dedicandogli la giusta attenzione e sviluppandone in maniera coerente le conseguenze. Insomma, laddove Community prova a parlare di tante cose senza però dotarsi di (o attenersi a) un qualsivoglia progetto, in Parks&Rec un progetto c’è eccome, e ogni pezzo del puzzle si incastra con l’altro in modo del tutto naturale, senza bisogno di fare la minima pressione. Ma soprattutto la serie ha dimostrato di non avere alcuna paura di rinnovarsi, senza comunque rinunciare a celebrare il proprio passato e la propria “mitologia”, costruita faticosamente nel corso delle stagioni. Una tendenza espressa alla perfezione, tra l’altro, da Moving Up, l’atipico finale di quest’anno.

The best option, hands down.

40 minuti per ricordarci quanto può essere assurdo l’universo di Parks and Recreation, e circa 2 per descriverci come sarà d’ora in poi: a mani basse, l’opzione migliore per chiudere questa ricca annata, che ora potremmo anche definire “di transizione” verso un futuro non del tutto definito, ma sicuramente intrigante (ed è questo il bello) proprio come l’operazione che vi sta dietro. La gravidanza di Leslie (la terza in questa stagione) e soprattutto il fattore triplets ci aveva messo in allarme: che ne sarà della sua carriera e, dunque, del personaggio che conosciamo? Possibile che per i personaggi femminili vada sempre a finire nello stesso modo, specie quando si parla di comedy?

Parks and Recreation - Stagione 6Come per fugare ogni dubbio che lo scorso episodio – non del tutto riuscito, ad essere sinceri – aveva sollevato, questo finale non tarda a ricordarci chi è davvero Leslie Knope e chi continuerà ad essere anche in futuro. Non dovremo nemmeno assistere a notti insonni e altre disavventure trite e ritrite di gestanti e neo-genitori, perché il salto temporale ce le risparmierà tutte: una scelta di comodo, certo, ma anche e soprattutto per noi spettatori. La copertura della gravidanza di Ann, in questo senso, è stata più che sufficiente e non particolarmente memorabile, se non addirittura fallimentare. Ma Leslie ed Ann sono molto diverse e dunque diverso è il trattamento che viene loro riservato: l’episodio in cui la prima scopre di essere incinta, per esempio, si segnala per l’equilibrio con cui è stato costruito e per essersi servito con moderazione dei vari cliché legati a questo tipo di twist. Ulteriore conferma che questa serie ha trovato la formula vincente per combinare al meglio pucciosità, sentimenti e risate, sbaragliando la concorrenza di altri  prodotti come New Girl o How I Met Your Mother.

Parks and Recreation - Stagione 6Certo, sono passati sei anni e la freschezza di un tempo non si può più recuperare: i personaggi ormai li conosciamo bene e vedere Jerry/Larry/Terry distruggere l’ennesimo bicchiere non ci fa più ridere come una volta, né l’Unity Concert su cui si è concentrata metà stagione si può considerare una vera e propria novità. Se non altro, però, gli autori ne sono perfettamente consapevoli (a differenza, forse, di altri) e si ha la chiara percezione che, per quanto non tutti gli episodi possano dirsi brillanti, dietro ognuno di essi ci sia un piano e, come dicevo più su, un progetto ben preciso. Da questo punto di vista (e da quello della continuity) è stato piacevole osservare come i lavori svolti da Ron al terzo piano avessero anche un significato più ampio all’interno della storia.

Nel complesso, quindi, la stagione si può considerare promossa a pieni voti e così il relativo finale, efficacissimo nel proiettare la serie verso il suo futuro senza rinnegarne, anzi, rendendo pienamente giustizia al suo passato.

Voto 8 e 1/2

NOTE

– Ha ricevuto qualche critica, invece, il personaggio di Craig, ritenuto bidimensionale e eccessivamente sopra le righe. Troppo comic relief in una serie già di per sé comica, potremmo anche dire. In un’intervista rilasciata ad Alan Sepinwall, Michael Schur promette comunque di volerlo rendere più umano.

– Sempre nella stessa intervista si parla anche di una scena tagliata in cui Ron e Diane cercano di “sistemare” Tammy Two con il consigliere Jamm, cosa che spiegherebbe anche per quale motivo la sua storyline in questo episodio appare lasciata a metà.

 

 

Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

9 Risposte

  1. Davide Canti scrive:

    Non ho ancora finito di vedere la stagione, quindi la mia opinione non può che essere parziale. Sono d’accordo con le ultime parole che scrivi, Parks and Recreation non è fresco come un tempo ed i personaggi ormai li conosciamo bene, che sarebbe un vantaggio se fossimo in un drama, ma che in una comedy secondo me toglie almeno la metà delle risate. Questo non è un dettaglio di poco conto e pur essendo d’accordo con la promozione, avrei dato un voto molto più basso. Sei stagioni sono davvero tante, soprattutto se una serie deve farci ridere, perché o cambi chi scrive la storia (e Community è un chiaro esempio della pericolosità di tale scelta), o cambi i personaggi, se no alla lunga è matematico cadere in ripetizioni o più semplicemente ci si abitua alle caratteristiche bizzarre di un personaggio facendolo diventare normale. Io la serie la chiuderei, almeno per non incorrere in peggioramenti fisiologici che rovinerebbero il valore complessivo dello show. Scelta drastica, ma comunque sei stagioni non le riescono a fare tutti. Serie molto buona, non facciamola diventare una serie meh…

     
    • C’è stato fino alla fine il dubbio che la serie potesse finire qui e non sarebbe stata, tutto sommato, una scelta sbagliata. Ma, senza spoilerare oltre (anche se, avendo letto la rece, di certo ti ho rovinato la sorpresa) credo che l’operazione di Daniels e Schur meriti fiducia. Anche perché, come ho cercato di sottolineare, gli autori non sono rimasti aggrappati al passato come nel caso di Community ma hanno messo costantemente i personaggi alla prova, facendoli crescere senza snaturarli. Certo, Tom che apre un altro business è qualcosa di già visto, l’unity concert è l’harvest festival 2.0, però non ho mai avuto la sensazione (come con Community) di stare guardando una copia sbiadita del vecchio Parks&Rec, perché le basi del suo successo c’erano ancora tutte.
      per quanto riguarda il voto, è così alto proprio perché siamo alla sesta (e quasi sicuramente penultima) stagione. Non ricordo altre comedy così godibili a questo punto: HIMYM, per dire, aveva già perso tantissimo e non mi stancherò mai di dire quanto mi ha deluso quest’ultima annata di Community. Sul fatto che una comedy forse dovrebbe concludersi prima siamo abbastanza d’accordo, ma se si decide si andare avanti e il risultato è comunque positivo, secondo me la serie in questione merita un encomio. E per Parks&Rec ci sta tutto.

       
  2. Shadow Meister scrive:

    Sarà che Parks è la mia serie preferita in assoluto, ma io vedo poco i segni di cedimento. Certo, questa non è la migliore annata, non lo era nemmeno la precedente, ma direi che rimane comunque decisamente molto buona. E scusate se è poco, dopo 5 anni (non oso inserire la prima nel conto dell’effettivo Parks. La prima era, per dirlo in maniera taaanto nerd, il “Batman e Robin” del nostro “The Dark Night”.
    L’unico vero rammarico è che Lucy Lawless non abbia potuto gridare e lanciare un disco taglia-gole a nessuno, ma vabbè, ci può anche stare.

     
  3. Anna scrive:

    Io non vedo molti segni di cedimento, sicuramente dopo 6 anni anche da parte dello spettatore si crea un’adeguamento per cui si perde un po’ lo spirito con cui la si guardava all’inizio, ma Parks è a mio parere una delle migliori comedy in circolazione adesso, se non la migliore. Il pregio è appunto quello del creare un progetto, un piano per ogni personaggio, e soprattutto saper bilanciare commedia e sviluppo dei personaggi senza che nè l’uno nè l’altro ne risentano. Spesso mi viene da paragonarla a Friends, perchè ha saputo creare personaggi a cui ci si affeziona e si vuole bene veramente, cosa che poche comedy riescono a fare. Ed arrivati alla 6 stagione riescono ancora a farci fare “awwww” pucciosissimi e a farci ridere di gusto.

    PS: vogliamo parlare poi del cameo di Jon Hamm

     
  4. Pietro Franchi scrive:

    Ho appena visto il finale, e devo dire che gli ultimi quaranta minuti alzano la stagione almeno di mezzo voto. Finale di stagione PERFETTO, Parks & Rec al suo meglio!
    A proposito di questa stagione, invece, è vero che non è stata la migliore (terza e quarta rimangono lì, nell’Olimpo) ma è stata validissima, senza particolari cali e con episodi meravigliosamente freschi. Questa serie, per me, è l’emblema della costanza: se si tralascia una partenza inciampata (ma la prima stagione, come dice Shadow Meister, non conta), tutto il resto è oro puro; ha luccicato di più, ha luccicato un po’ meno, ma oro rimane, e sono fiducioso verso la prossima (e probabilmente ultima) stagione. Parks And Recreation è, nel complesso, la comedy più riuscita che io abbia mai visto; non stravolge e non osa molto spesso, ma ha mantenuto una qualità che quasi nessuno è stato capace di reggere. In questi anni di crisi dei grandi (Community, How I Met Your Mother) Schur non molla, e si conferma uno dei migliori showrunner in circolazione (e Brooklyn Nine-Nine ne è l’ennesima prova). Dire addio a Leslie Knope e soci sarà davvero dura.

    P.S.: E’ già stato detto, ma il cameo (per me completamente inaspettato) di Jon Hamm è roba dell’altro mondo 😀

     

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