Shameless – 4×11/12 Emily & Lazarus

Shameless – 4x11/12 Emily & LazarusChe rischio fare serie con Showtime… Dopo anni dalle sue prime produzioni originali, ormai una cosa è chiara, nella rincorsa a concorrenti più rinomati (HBO su tutti), l’emittente non ha mai cambiato strategia, producendo show con delle premesse eccezionali per poi mandarli in vacca dopo qualche stagione. E Shameless?

Shameless potrebbe essere la prima vera eccezione a questa sciagurata abitudine. Chi sbaglia impara, senza dubbio. Tuttavia, non bisogna dimenticare che Shameless è il remake dell’omonima e di grande successo serie inglese e quindi, nonostante Showtime ce l’abbia messa tutta per mettere i bastoni tra le ruote a una storia già forte in partenza, per ora le cose sembrano essere ancorate a una solidità e una brillantezza inossidabili.

Shameless – 4x11/12 Emily & LazarusAll’interno di una stagione ancora più corale delle precedenti, la parabola più interessante e al contempo dalla curva maggiormente ascendente è senza dubbio quella di Lip. Questo dato conferma anche la tensione della serie a smentire le aspettative spettatoriali con svolte narrative sempre originali e non calcolate: tra la fine della scorsa e l’inizio di quest’annata, Lip sembrava abbastanza isolato, tagliato fuori dalle storie principali dopo l’incidente di Karen e confinato nella sua nuova vita al college. Le disavventure di Fiona hanno portato Lip a prendere realmente in mano la propria famiglia e a fare ciò che la sorella maggiore ha fatto negli anni precedenti, ovvero interpretare quel ruolo genitoriale che da sempre è mancato ai Gallagher. Quasi naturalmente le sue vicende al college si sono fatte più interessanti, specie per via della relazione con Amanda, figlia di genitori iperborghesi e affogata da lusso e confraternite (“Have you ever seen Rosemary’s Baby?”) che, attraverso il rapporto con Lip, trova la via per evadere dai castelli di dollari e morale che le sono stati costruiti attorno. Il collante tra la casa e l’università è Liam, il quale in questa stagione riesce a essere al contempo il simbolo della caduta di Fiona e quello della crescita di Lip.

Shameless – 4x11/12 Emily & LazarusLip però non è solo. Se in passato Fiona ha dovuto sobbarcarsi tutto il lavoro perché la maggiore in una famiglia fatta di tanti bambini, ora Lip trova in Debbie un’alleata fondamentale. Quest’ultima, sebbene ancora tredicenne, è nel pieno della pubertà, cosa che associa l’esplosione ormonale alla voglia di sentirsi donna in tutte le maniere possibili e quindi di dimostrare di potersi prendere responsabilità per lei inedite in casa e fare la sua parte per sopperire all’assenza di Fiona. La storyline della ragazzina è però incentrata sulla personale scoperta del sé e del proprio corpo, sulle prime esperienze sentimentali, gli amori, le gelosie e il confronto/competizione con le proprie amiche. Da questo punto di vista non è banale lo sviluppo del rapporto che ha con Matt, nato come un capriccio, proseguito come una cotta infantile, ma terminato con l’attrazione reciproca di due persone – molto prima che due corpi – per certi versi simili e capaci di provare forte empatia e affetto l’una per l’altra. Il lato comico fa capolino anche in una storia di formazione come questa e il confronto con Seema, fidanzata temporanea di Matt, è il momento maggiormente efficace da questo punto di vista, tanto da riuscire a ravvivare alcuni tratti che da soli risulterebbero davvero troppo da teen drama.

Shameless – 4x11/12 Emily & LazarusUna delle caratteristiche più importanti che la serie ha ereditato dalla versione originale inglese e che sta dimostrando di sfruttare al meglio è la possibilità di lavorare sulla crescita anagrafica e quindi fisica di molti dei suoi protagonisti e realizzare una sorta di biografia di ciascun personaggio. Carl, per età e per carattere, è forse quello che si è prestato meglio (insieme a Ian e Debbie) a questo scopo, che ha visto una forte sinergia tra la crescita dell’attore e le conseguenti nuove sfide del personaggio. Pur non perdendo le sue peculiarità originarie, Carl in questa stagione ha incarnato perfettamente la natura dramedy della serie, aggiungendo al suo abituale registro dissacrante e iconoclasta una profondità inedita data dalle sfide che la nuova età gli propone. Il rapporto con Bonnie è il veicolo della sua crescita: la ragazza – che non a caso si chiama come la protagonista di Bonnie and Clyde – è la coprotagonista di una ballata tragicomica che li vede al centro di avventure inverosimili proprio perché dalla grande potenza metaforica. Alla fine però non è nulla più di un sogno per il giovane Carl, che con Bonnie ha sperimentato l’innamoramento e soprattutto la sofferenza che arriva con l’infrangersi del suo cuore. La personalità più strutturata rispetto a un tempo fa emergere la nota più importante della stagione, il rapporto col padre: nessuno in famiglia è più simile a Frank di Carl e ora la sintonia di entrambi è massima, grazie a una sensibilità comune per la vita, per il mondo e per l’altro da sé, oltre che a una capacità innata di unire alla perfezione commedia e tragedia.

Shameless – 4x11/12 Emily & LazarusSe questa stagione ha visto un parabola evolutiva rispetto a un esordio parziale seppur molto promettente è anche per la progressiva centralità del personaggio di Ian. Inizialmente escluso da tutte le vicende narrative, il giovane ha saputo conquistarsi un proprio spazio grazie all’approfondimento del suo rapporto con Mickey, andando a formare una coppia che incarna alla perfezione le due facce del ragazzo omosessuale costretto a crescere nei sobborghi di Chicago, ambiente che si rivela tutt’altro che liberale in una città che è storicamente una patria dei diritti civili degli Stati Uniti. Il loro è una sorta di melodramma, un amore travagliato e insidiato da una famiglia, quella di Mickey, avvelenata, tra le altre cose, da una cultura retrograda e bigotta. Tuttavia, il loro percorso riesce a passare attraverso una fortissima autorivendicazione che sfida il patriarcato incarnato dal padre di Mickey, il quale è il simbolo di tutte le paure e di tabù di una condizione tutt’altro che semplice. La sfida a una figura genitoriale di questo tipo e la successiva rissa al bar di Kevin nel giorno del battesimo del figlio sono una spettacolare dichiarazione d’amore da parte di Mickey, che per la prima volta sceglie consapevolmente Ian, unica persona in grado di stargli accanto facendolo sentire realmente importante.

Shameless – 4x11/12 Emily & LazarusE Fiona? La protagonista indiscussa della serie vive la sua stagione più difficile, afflitta da una colpa che non si merita ma della quale dimostra di aver bisogno. Dopo tutte le responsabilità che si è assunta in passato, la donna paga a carissimo prezzo la sua esplosione: a seguito del primo arresto si assiste a un vero e proprio effetto domino che l’accompagna verso un percorso di redenzione che passa anche per la prigionia, dove non mancano tutti i topoi del caso, già normatizzati magistralmente da una serie come Orange Is the New Black. Fiona si salva per grazia ricevuta, quasi per miracolo, simbolo di quella vicinanza familiare che non le è mai venuta a mancare, quasi fosse un premio di riconoscenza per ciò che ha fatto in passato e per la presa d’atto degli errori commessi in questa stagione, le cui conseguenze sono ricadute sull’intera famiglia. Il dialogo finale con Lip sancisce la riunione della famiglia e la nuova maturità dei due fratelli maggiori, ora finalmente in grado di dare un futuro a quella casa di matti.

Shameless – 4x11/12 Emily & LazarusGli ultimi due episodi però sono dedicati, a partire dal titolo, all’uomo che ha fatto la fortuna di questa serie, il capofamiglia Frank Gallagher. Da questo punto di vista i due segmenti sono inscindibili perché rappresentano un percorso evolutivo compiuto dal personaggio che passa attraverso un trauma. “Emily” racconta la storia di Frank che, attraverso la temporanea perdita della memoria, ha l’opportunità di guardare al passato e riconoscere la propria colpa, specie nella maniera in cui lui e l’ex moglie Monica hanno trattato i loro figli; Frank identifica nella piccola Emily, sua compagna di stanza in ospedale, una giovane Fiona. La morte della bambina suggella quest’autoanalisi in maniera fortemente traumatica e al contempo prepara Frank all’ennesima resurrezione. Nel finale di stagione infatti è lui il Lazzaro che dà il titolo alla puntata, è lui il maschio adulto che coadiuvato dal suo gemello bambino, il figlio Carl, riesce a sollevarsi dalla sedia a rotelle, dalla malattia e da due donne folli che se lo contendono; è lui che riesce e camminare con le sue gambe, con alle spalle lo splendido skyline della sua Chicago congelata, luogo magico nel quale può nuovamente e forse per l’ultima volta sfidare gli Dei.

Un finale di stagione molto forte, accompagnato da un cliffhanger fortissimo che riporta nel racconto uno dei suoi protagonisti principali che sembrava definitivamente archiviato.

Voto “Emily”: 7,5
Voto “Lazarus”: 8
Voto stagione: 8

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

1 Risposta

  1. Mark May scrive:

    Assolutamente incredibile… questo è l’aggettivo giusto per questa serie. Era una missione praticamente impossibile crescere e maturare così tanto senza colpo ferire, ancora mi chiedo come abbiano fatto; come abbiano fatto a trasformare questa serie, partita per raccontare il tragicomico declino di un alcolizzato troppo brillante per starci antipatico in un ingranaggio così complesso e complicato dove ogni pezzo sembra essere messo nel posto giusto. Come si fa a gestire in questa maniera un cast così ampio, con personaggi che vanno e vengono (a volte anche per scelte non autoriali) e far sembrare tutto così maledettamente al proprio posto?
    Nessun altro telefilm si sarebbe potuto permettere di tenere completamente fuori dai giochi un personaggio come quello di Steve ed utilizzare un personaggio come Frank solo al 20% del potenziale senza ricevere critiche; invece loro hanno pure distrutto il personaggio principale del telefilm (Fiona) e fatto crescere in maniera esponenziale gli altri personaggi (Lip, Mickey e Ian su tutti), creando un telefilm che ha 6/7 personaggi TUTTI di importanza primaria. Chapeau.
    Ps:Su Jimmy/Steve avremo modo di parlarne l’anno prossimo, avrei trovato più romantico lasciare il dubbio fino alla fine, però se sapranno dare la giusta costruzione al suo ritorno sono pronto a rivedere la mia posizione, resta il fatto che se rendono credibile pure il suo ritorno fossi nella Showtime andrei da Paul Abbott e John Wells e stenderei loro un bel tappetino rosso…

     

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