24: Live Another Day – 9×03

24: Live Another Day - 9x03A 4 anni della messa in onda di quello che sarebbe dovuto essere il series finale, la scorsa settimana è ricominciata una delle serie che più hanno segnato il percorso evolutivo dell’estetica televisiva degli anni zero.

I primi due episodi hanno dimostrato come la formula dello show possa essere tranquillamente riproposta anche con un formato ridotto e collocando lo svolgimento della vicenda nel contesto geografico e politico europeo. Durante questi primi tre capitoli del Day 9 di 24, gli autori hanno cercato di utilizzare e rendere funzionali alla nuova location tutte le qualità che hanno reso lo show, creato nel 2001 da Joel Surnow e Robert Cochran, uno dei prodotti che più hanno segnato l’evoluzione del medium televisivo degli ultimi anni. In questo episodio emergono alcune tematiche che hanno segnato l’evoluzione della serie fin dalla sua nascita: il difficile rapporto tra individuo e Sistema, il fragile equilibrio tra la vita pubblica e quella privata dei protagonisti e l’indecifrabile differenza tra legalità e illegalità quando in gioco c’è la sopravvivenza di persone innocenti.

It was supposed to be me, Jack.

24: Live Another Day - 9x03In questo episodio scopriamo come durante lo iato temporale di quattro anni che separa questa stagione dal finale del Day 8 si sia compiuto uno sconvolgimento radicale nella vita di Chloe, che per aver coperto la fuga di Jack ha perso suo marito e suo figlio e ha, di conseguenza, deciso di cominciare una lotta contro il governo americano unendosi alla cellula indipendente chiamata Open Cell. L’ex Direttrice del CTU sembra non essere capace di accettare il prezzo enorme che ha dovuto pagare per aver voluto coprire la fuga di Bauer e non è più in grado di separare la sua carriera dalla vita privata; abilità che ha sempre avuto Jack, che è riuscito costantemente a mettere da parte i suoi sensi di colpa per le numerose perdite che ha dovuto affrontare nel corso degli anni, così da riuscire a preservare l’interesse comunitario. Bauer ha ormai capito che per salvaguardare l’integrità dello Stato è necessario che rinunci completamente alla propria felicità personale e si è reso conto che solamente comportandosi come una scheggia impazzita, slegata da qualsiasi entità che possa controllarne le azioni, può riuscire ad operare al meglio.

You can’t bring back the ones you lost.

24: Live Another Day - 9x03Dopo tre episodi possiamo notare come Jack si sia completamente isolato, estraniandosi totalmente dalla società civile; il progressivo svuotamento dell’emotività di Bauer ha portato il personaggio ad apparire, con il passare delle stagioni, sempre più disumanizzato e estraneo alla realtà. Quel briciolo di umanità che sempre più raramente si può individuare nell’anima dilaniata di Jack è spesso stato mostrato tramite le finezze espressive di Keifer Sutherland e la capacità del personaggio di esaltare le sue virtù eroiche anche attraverso l’uso pragmatico della violenza: Jack ha scelto così di sacrificare la sua esistenza in favore della salvaguardia della stabilità di una nazione che lo ha più volte allontanato e che però necessita delle sue azioni – eticamente discutibili – per poter sopravvivere. A differenza di Chloe, conosce l’importanza che ricopre l’attimo presente, che va vissuto nell’immediatezza e per questo non si fa sommergere da paralizzanti eventi passati.

That’s not good enough.

24: Live Another Day - 9x03Il personaggio che sembra maggiormente aderire alla filosofia baueriana  è quello di Kate Morgan, agente della CIA, che come il Jack delle prime stagioni opera all’interno di un sistema continuando a forzarne le regole, anche attraverso un necessario utilizzo della violenza fisica e psicologica. Il personaggio, interpretato da Yvonne Strahovsky, si è presentato fin dalla prima puntata come un’entità completamente avulsa ai meccanismi di potere e con un talento fuori dalla norma nel prevedere l’evoluzione delle indagini. La sua incapacità nel saper sfruttare il suo intuito investigativo anche nell’affrontare il tradimento del marito – vicenda speculare alle azioni che vedono protagonista Nina Myers nella prima stagione – dimostra come anche nel suo caso la dimensione pubblica non riesca ad integrarsi con quella privata.

I was only doing what needed to be done.

24: Live Another Day - 9x03Si sviluppano diversi conflitti familiari anche nelle vicende che per ora sono legate solo indirettamente a Jack. Audrey si trova costretta a districarsi tra l’idealismo di suo padre e Presidente degli Stati Uniti James Heller e il pragmatismo politico di suo marito e capo dello staff del Presidente Mark Boudreau. L’incomprensione tra i due si trasforma in un vero e proprio sconvolgimento privato, in cui la decisione di Mark di nascondere a sua moglie e al Presidente la presenza di Jack potrebbe causare una spaccatura interna ancora più profonda. Lo sviluppo e la relativa risoluzione della vicenda è piuttosto prevedibile a causa di tre personaggi che fino ad ora hanno ricevuto una caratterizzazione decisamente monodimensionale; in particolar modo la gestione di un ruolo fondamentale come quello del Presidente degli Stati Uniti, che in passato è stata affidata a dei personaggi incredibilmente complessi come David Palmer e Charles Logan, è tutt’altro che convincente, e non riesce in nessun modo a spostare l’interesse dello spettatore verso la vicenda che lo vede coinvolto.

24: Live Another Day - 9x03Situazione speculare è quella che vede protagonista la villain stagionale, Margot Al-Harazi, che deve gestire i malumori interni alla sua famiglia per riuscire a portare a termine l’attentato terroristico che sta progettando meticolosamente.  Come Jack, la donna sembra essere in grado di tagliare i ponti con il proprio passato, riuscendo allo stesso tempo a lavorare con razionalità per vendicarsi nei confronti del presidente Heller.  “La vedova dello Yorkshire” tenta di plasmare il suo ambiente familiare a sua somiglianza, cercando di far capire ai suoi figli che la brutalità di un gesto disumano come quello di uccidere delle vite innocenti è subordinato alla necessità di preservare i propri doveri nei confronti della comunità di appartenenza. La rappresentazione del rapporto tra Margot, sua figlia e il marito Naveed è messo in scena tramite una gestione della storyline piuttosto sciatta: gli autori non sono stati in grado di caratterizzare le dinamiche relazionali dei tre personaggi senza andare a ripescare e riciclare alcune situazioni che la serie ha già proposto in passato con maggiore efficacia.

In questa nuova stagione di 24 prevale quasi completamente il mondo esterno, lasciando pochissimo spazio agli interni della sede londinese della CIA e al luogo adibito alle azioni dell’Open Cell guidato da Adrian Cross, luoghi la cui importanza e centralità si capiranno probabilmente solo nella seconda parte della stagione. Riuscendo ad integrare alla perfezione l’utilizzo dello split screen, dell’accompagnamento musicale e dei movimenti della macchina da presa, gli autori della puntata riescono a dare vita ad una prima parte decisamente adrenalinica, mentre nella seconda l’azione è costretta ad arrestarsi per dare spazio all’evoluzione delle vicende personali dei personaggi, preparando così lo spettatore agli eventi che verranno messi in scena nella sequenza finale.

1:00 p.m.- 2.00 p.m è un episodio che conferma il trend positivo delle prime due puntate, riuscendo ad elevare il potenziale di partenza e alimentando la speranza di poter assistere ad una stagione che confermi il livello tendenzialmente elevato della serie. La messa in scena e il livello della scrittura continuano ad essere di eccellente fattura; non tutti gli intrecci riescono però ad essere ugualmente efficaci e i nuovi personaggi non brillano completamente di luce propria, essendo in parte dei ricalchi derivati da idee delle stagioni precedenti.

Voto: 7

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

3 Risposte

  1. Firpo scrive:

    Visto ieri sera. Episodio più debole rispetto ai primi due che lo hanno preceduto. In alcuni momenti sapeva di deja vu. Mi aspetto di meglio da 24.

     
    • Namaste scrive:

      Il segreto per apprezzare al meglio una serie come “24”, secondo me, è quello di gustarsela in modalità maratona, o al massimo in 2-3 serate. È solo allora che l’adrelanina ti entra davvero in circolo. Dopo aver seguito le prime 2 puntate (che non mi hanno entisiasmato), preferisco aspettare che termini la messa in onda e poi mi “jacko” anch’io.

       
  2. Firpo scrive:

    Lo seguo su Sky, quindi mi adeguo alla loro programmazione :-)

    I primi due episodi mi erano piaciuti.
    Mi è sembrato di tornare indietro nel tempo ai tempi d’oro di 24.

     

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