Fargo – 1×07/1×08 Who Shaves the Barber? & The Heap

Fargo – 1x07/1x08 Who Shaves the Barber? & The HeapFargo attraversa brillantemente la seconda metà di stagione con un nuovo protagonista: non più il Lester Nygaard dell’inizio, il prototipo perfetto del loser a tutto tondo, ma la sua evoluzione. 

E se da un lato avanza questa nuova e sfacciata versione di sé, dall’altro è il vecchio Lester a rimanere al centro dei pensieri di Molly e a fare da ombra onnipresente che potrebbe vanificare la sua resistibile ascesa in qualsiasi momento.


1×07 – Who Shaves the Barber?

Il mondo di Fargo, il freddo Minnesota raccontato nella serie è in fondo la dimensione estrema dell’equivoco, dove non tutto è verosimile ma molto spesso talmente assurdo da avvicinarsi ad un palmo dalla realtà.

Fargo – 1x07/1x08 Who Shaves the Barber? & The Heap

La facilità di Lester nell’incastrare il fratello Chaz, riuscendo senza il minimo intoppo a far combaciare pezzi e tempistiche in maniera fin troppo millimetrica, non ha nulla di letterale: è l’innesco fondamentale del cambiamento, sancito dal sorriso del protagonista in chiusura di Buridian’s Ass. Ma un importante momento di svolta è l’interrogatorio con Bill, dove un sempre bravissimo Martin Freeman riesce ad impersonare il vecchio Lester, insicuro ed impacciato, mentre si sta trasformando sotto i nostri occhi nel nuovo, sicuro ed irritante Lester. Il percorso verso il riscatto completo, più che la cieca vendetta, infonde nel protagonista nuova linfa. Questa sicurezza che deriva dall’ormai certezza di poter essere più furbo di tutti gli altri, di poter farla franca soprattutto perché conosciuto da tutti come un indifeso, un incapace, è la droga più potente che un omino succube come Lester avrebbe mai potuto incontrare sulla sua strada. Inizia a collezionare infatti, uno dietro l’altro, una serie di inaspettati successi, dalla fiducia del suo capo ai favori della vedova Hess, che non fanno che rinfrancarne e consolidarne la nuova posizione.

Fargo – 1x07/1x08 Who Shaves the Barber? & The HeapMentre ci lasciamo alle spalle il vecchio sign. Nygaard, assistiamo invece ad una Molly costretta da Gus in un letto d’ospedale ma più ostinata che mai ad incastrare Lester. Nel caso di questo personaggio, però, nonostante la naturalezza e la bravura di Allison Tolman, rimane ancora la sensazione di vedere qualcosa di riuscito a metà. Molly è anni luce dalla consistenza di bontà e ingenuità che Francis McDormand ha saputo interpretare nel film dei fratelli Cohen e, seppur sia sempre più inutile continuare a fare paragoni tra i due prodotti, nel suo caso è impossibile non volgere la memoria all’archetipo cinematografico. Mancano troppe sfumature a Molly per oscurare il confronto, tanto da risultare il più delle volte scontata, prevedibile e di conseguenza noiosa. Anche la sua storia con l’agente Grimly non aggiunge nulla ai due personaggi: la costruzione di un nucleo familiare tanto strampalato quanto dolce ed ingenuo avrebbe potuto far risaltare al meglio entrambi, eppure per il momento non è così.

Fargo – 1x07/1x08 Who Shaves the Barber? & The HeapIl fronte che continua a funzionare meglio è quello di Lorne Malvo, che si libera del suo capo facendo un semplice salto a Reno, in Nevada, per poi correre a Fargo, North Dakota e, nella sequenza più bella della puntata, compiere una semplice strage con ventidue vittime sotto gli occhi di due agenti dell’FBI. C’è un aspetto che rende visivamente impeccabile Fargo e lo avvicina (senza l’accusa di essere sbiadita copia) al film – e, di conseguenza, allo stile dei fratelli Cohen: la capacità di giocare con i vuoti, con i tempi lunghi, con la sospensione del tempo o la sua dilatazione, il tutto farcito magistralmente da un uso (e scelta) impeccabile della musica. La sequenza al di fuori dell’edificio mentre segue dall’esterno i movimenti di Malvo ne è l’esempio più fulgido.

1×08 – The Heap

Fargo – 1x07/1x08 Who Shaves the Barber? & The HeapCon The Heap l’evoluzione di Lester Nygaard giunge al suo compimento. Il primo centro focale da rivoluzionare è ovviamente la propria casa, cioè il vecchio regno di Pearl, il suo dominio, lì dove giacevano sia la sua insoddisfazione perché privata delle cose migliori a causa della poca ambizione del marito, sia la sua maggiore forza, certificata dalla quantità di cianfrusaglie che campeggiano in ogni angolo. Assieme alla lavatrice, testimone oculare e scintilla dell’omicidio, Lester rottama anche se stesso comprando una nuova ed avanguardistica versione di sé. Nuovi abiti, nuovo self-control e nuovo coraggio: gli oggetti non compreranno la felicità, ma in questo caso sono l’elisir ultimo per la seconda nascita di Lester.

Fargo – 1x07/1x08 Who Shaves the Barber? & The Heap

La prima parte dell’episodio, quindi, da un lato chiude con il passato sbarazzandosi dei suoi souvenir; dall’altro apre al futuro riproponendo Lester in situazioni che prima non avrebbe saputo gestire, mentre ora ne diventa il carismatico controllore – sperando che l’entrata di Gina Hess e figli in agenzia non sia la loro ultima comparsa. Malvo dà l’ennesima prova del suo felpato silenzio e in poche mosse lo vediamo liberare Mr. Wrench dalle manette che lo legano al letto d’ospedale ed aprire una speranza su una futura alleanza.

Fargo – 1x07/1x08 Who Shaves the Barber? & The Heap

Anche per Molly si chiude una porta sul passato, ma con la differenza che per lei questo distacco è coatto ed inaspettato in quanto simbolo di un doppio fallimento, sia come amica che come poliziotto. Da qui il piano temporale si sposta e, seguendo la strada innevata tra Bemidji e Duluth, le lancette si fermano ad un anno di distanza dagli eventi finora narrati e riapre le scene sull’anno 2007. Gus ha smesso di fare il poliziotto e ha realizzato il suo sogno di postino, comunica con la figlia sempre nello stesso modo, ma soprattutto vive con Molly incinta del loro primo figlio – e a questo punto il ritorno della mente al film omonimo è d’obbligo. Nel frattempo Lester ritira il suo premio come miglior venditore dell’anno,  e scopriamo che ha una nuova attraente moglie e il savoir-faire del miglior Don Giovanni.

I piani narrativi sono preparati, tenuti distinti tra loro ma ben organizzati e pronti ad incastrarsi l’uno sull’altro: anche in questo caso appare una seconda nascita della storia, come se il bozzolo preparato nella prima parte fosse ora maturo per sbocciare in altre e più grandi dimensioni. Infatti il giro si allarga e, oltre alla ristretta cerchia della polizia locale, entrano a rinforzare le fila (anche se per il momento solo in potenza) i due agenti dell’FBI, rei di non aver saputo fermare Malvo prima della strage a Fargo e retrocessi quindi ad archivisti. La chiusura dell’episodio con lo sfiorato incontro tra Lester e Malvo da un lato – che minaccia di far saltare la corazza da vincente del primo – e i nuovi contatti tra Molly e l’FBI sono i punti cardine inconfondibili delle prossime due puntate.

Fargo si discosta volutamente, soprattutto con The Heap che arriva a fare da spartiacque temporale, dalla narrazione iniziale per tracciare un nuovo disegno. La serie si prende lo spazio necessario per far evolvere la storia verso una direzione opposta a quella che ci si sarebbe aspettati, ovvero la risoluzione del caso, e in un momento – a più di metà stagione – in cui invece tutto dovrebbe essere già canalizzato verso la fine. Fargo osa e vince, nonostante ci siano alcuni elementi che sembrano di troppo rispetto alla storia principale (come la storia del figlio adottato da Bill). Insomma, tutti i tasselli sono più o meno al loro posto ma in maniera decisamente inaspettata – e questo è solo l’ultimo esempio del talento della serie.

Voto 1×07: 8
Voto 1×08: 7/8

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

1 Risposta

  1. SerialFiller scrive:

    A me queste 2 puntate son molto piaciute. Il salto nel tempo di un anno, il flash forward ha ricordato molto, con le dovute proporzioni, breaking bad in alcuni aspetti. Mi intriga molto il vedere dove si è arrivati senza sapere come si è arrivati li e soprattuto chiedermi ora in questa nuova situazione cosa succederà?
    Troppo facile fare moralismi su Lester eppure credo che in lui ci sia tantissimo Heisenberg dovendo fare un paragone e come succedeva li ci sia davvero tanto tanto di ognuno di noi.
    L’omicidio della moglie aldilà del fatto cruento in se è la liberazione di un uomo medio da tutti ritenuto un incapace, uno schizzato, sodomizzato e martirizzato, un uomo che si è sentito il nulla per tutta la vita e che con quell’atto ha iniziato a poco a poco a rivelarsi al mondo intero.
    Diventa abile al lavoro, determinato con le donne, libera la casa da gingilli e arredi malsopportati per una vita intera, si vendica di quel fratello saccente e arrogante, distrugge la famiglia perfetta,la famiglia americana classica cosi piena di contraddizioni, si prende gioco della polizia e dopo un anno lo vediamo li pieno di vita e successo e autocontrollo nel senso più vasto del termine.
    Lester ci insegna come i canoni della società possano a volte essere delle briglia, dei limiti per molti e che vite apparentemente serene sono delle gabbie e che a volte l’audacia paga, la ribellione paga, la ricerca paga. Ovviamente l’omicidio deve essere visto come un simbolo non come un mezzo, ma qui capiamo come ammazzare il proprio passato, la propria vuota esistenza possa aprire la strada ad una vita mgliore, ad una reborn una vera e propria resurrezione.

     

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