Masters of Sex – 2×02 Kyrie Eleison

Masters of Sex - 2x02 Kyrie EleisonSe nella scorsa stagione abbiamo assistito all’avvicinamento di Virginia Johnson e Bill Masters, che ha portato al primo importante sviluppo del loro progetto ma anche all’allontanamento del dottore dal suo luogo di lavoro, con questo nuovo inizio le strade dei due sono ancora più intrecciate, eppure incredibilmente più lontane. 


È da questo punto che prende le mosse Kyrie Eleison, la seconda puntata di questa nuova annata: se si esclude qualche minuto straniante, ambientato nella casa di una famiglia a noi sconosciuta, la puntata si apre con Bill e Gini insieme e si chiuderà sempre con loro, in procinto di entrare in quell’hotel ormai diventato il loro rifugio.
Masters of Sex - 2x02 Kyrie EleisonMa dove sono i due durante l’episodio? Distanti, separati, entrambi impegnati a vivere vite a metà che non desiderano, e che esplicitano sempre di più quanto la loro condizione mal si concili con i nuovi sviluppi intercorsi sia tra di loro che con il resto del mondo.
Una prima annata passata gomito a gomito, senza rivelarsi i loro reciproci interessi, si è trasformata in quella notte di pioggia: come se fossero passati attraverso uno specchio distorto e rotto in mille pezzi – e il montaggio del primo episodio non fa che acuire questa sensazione –, loro stessi si sono trovati capovolti, incapaci di gestire non solo i loro veri sentimenti ma anche le conseguenze di ciò che è accaduto.

There is no more qualified gem than me, Bill.

La permanenza di Gini al Maternity Hospital si muove tra situazioni complesse, come quella di salute della dottoressa DePaul, e altre potenzialmente produttive ma che si rivelano per ora solo una delusione. È evidente che il desiderio della donna sia quello di raggiungere Bill e continuare il lavoro al Memorial Hospital, ma l’apparente impossibilità di portare a compimento questo obiettivo la costringe a rimanere in una posizione scomoda e non desiderata.
Masters of Sex - 2x02 Kyrie EleisonIl rapporto con la DePaul continua a muoversi su binari sempre più personali, e la prospettiva che la dottoressa possa lasciare a Virginia il suo lavoro di ricerca e sviluppo sul pap-test, come suggerito nella scorsa stagione, si fa sempre più credibile. D’altra parte, però, i tentativi di muovere i primi passi da sola – l’utilizzo del dispositivo Ulysses in gastroenterologia – non fanno che confermare come gran parte del mondo non sia ancora pronta ad affrontare con occhio moderno ed evoluto quello che lo studio Masters-Johnson ha cercato di dimostrare.

Masters of Sex - 2x02 Kyrie EleisonIl montaggio alternato dei due discorsi di Virginia e Bill – rispettivamente con il dottor Ditmer e con il dottor Greathouse – non funge infatti solo da comic relief della puntata: certo, alcuni raccordi sono volutamente maliziosi (la sigaretta accesa da Greathouse a seguito della riflessione di Ditmer sull’uso di Ulysses), ma quello che si vuole dimostrare è soprattutto altro. Bill e Gini non riescono a rapportarsi col mondo esterno quando si tratta del loro lavoro perché gli altri interlocutori, pur con motivi diversi, non sono pronti ad avere un approccio scientifico alla tematica “sesso”; che siano repressi come Ditmer o con interessi più pruriginosi come Greathouse, il loro modo di vedere le cose mette a disagio la coppia Masters-Johnson, incapace, se scissa in due, di portare avanti il progetto.

Masters of Sex - 2x02 Kyrie EleisonL’isolamento di Virginia viene in questo episodio accentuato dalle sue relazioni con il mondo femminile. Se il rapporto con la DePaul si classifica come caso a parte, in cui entrambe hanno bisogno del loro reciproco supporto pur non ammettendolo, l’incontro con Vivian Scully prima e con la nuova segretaria di Bill poi (welcome, Betsy Brandt!) ha il duplice scopo di mostrare come Gini fatichi a confrontarsi con le conseguenze delle sue azioni. Con Vivian agisce come se niente fosse, quasi dimenticando che si è inserita in una relazione già avviata e che se n’è poi andata facendo più male che bene. Con Barbara, invece, le conseguenze sono tutte su se stessa: l’idea di poter invitarla fuori a pranzo, e spingerla a farsi da parte in qualche modo, crolla miseramente alla vista del nuovo studio di Bill, del nuovo lavoro, della sua nuova vita senza di lei.
You sure we weren’t asked to leave because we couldn’t play nice with the other wolves?”, chiederà Gini a Austin Langham, con la consapevolezza che questo tipo di comportamento può portare solo alla solitudine.

And then he said “I’ll tell you what you’re not, Rose. You’re not your worst part.”

Masters of Sex - 2x02 Kyrie EleisonLa costruzione del personaggio di William Masters si è sempre contraddistinta per una fondamentale dicotomia: un atteggiamento altamente passionale sul lavoro ha sempre avuto come controcanto una preoccupante apatia sul versante familiare, che si è riversata nella prima stagione sulla moglie e ora sul figlio. Ma non è solo questa la sua scissione interiore: Bill Masters è un individuo a metà tra passato e futuro, tra dettami che lo ancorano ad una visione figlia del suo tempo e una incredibile modernità, unico spiraglio da cui traspare un’umanità fuori dal comune. È in questo episodio, con la storia di Rose, che possiamo osservare ogni passo di questa sua divisione: il rifiuto di sottoporre la ragazza ad un’isterectomia non necessaria, e per giunta richiesta dai genitori, si articola infatti in due modi differenti, che hanno nella scoperta del tentato suicidio di Burton uno spartiacque importantissimo.

Il primo incontro con la giovane si basa infatti sull’aspetto puramente medico: Bill vuole spingere la ragazza a rifiutare l’intervento voluto dalla madre basandosi solo sul fatto che non sia necessario e che non le permetterà di avere figli in futuro; tuttavia, pur facendo (e giustamente) il suo mestiere, non riesce ad entrare in contatto con una ragazza che vede in sé “a dark thing” a cui non riesce a dare un nome.
Masters of Sex - 2x02 Kyrie EleisonIl dialogo con Vivian Scully e la presa d’atto delle conseguenze a cui può portare un dolore interiore come quello del “non sentirsi adeguati” cambiano radicalmente l’approccio di Bill, perché in fondo che differenza c’è tra l’isterectomia di Rose e l’elettroshock di Burton? Ecco che quindi la visione passatista di cui egli stesso è stato vittima, quando ha in qualche modo supportato l’amico nel suo estremo tentativo di reprimere la sua identità, sparisce, per lasciare spazio alla comprensione del dolore altrui. La spirale non sarà la soluzione definitiva per una ragazza incapace di vivere la sessualità come una scelta e non come una condanna, ma la presa d’atto che la sua persona non coincide con il suo disagio è esattamente il tipo di visione di cui Rose aveva bisogno – e come conseguenza anche Betty, la cui reazione alle parole di Bill parla da sé.

But here at home, that is my domain.

Anche Libby sembrava aver subìto un’inversione di rotta con l’inizio della nuova stagione, coinciso per lei con l’arrivo del bambino. Più sicura di sé, in grado di elevarsi sul temporaneo cedimento di Bill con decisione e polso, consapevole delle sue capacità: era parsa insomma più forte, rinfrancata da una maternità che sembrava averle dato esattamente ciò di cui necessitava.
Masters of Sex - 2x02 Kyrie EleisonMa quando il cambiamento non è consapevole e le proprie paure e insicurezze non vengono gestite in modo appropriato, queste sono destinate a riemergere: il riconoscimento da parte di Bill della vera utilità della babysitter non fa altro che riportare in superficie la posizione subalterna di Libby nei confronti del marito, causando quindi una reazione tanto infantile quanto altezzosa che viene rimarcata dalla differenza dei ruoli. Se per tutto il tempo, infatti, le due donne avevano collaborato sia nella gestione della casa che del bambino, ora Libby si comporta da padrona di casa, in tutti i sensi: abbandonati i vestiti pratici e indossati nuovamente quelli da signora, riconquista una posizione di potere stando sul divano a fumare e a correggere l’inglese della ragazza, senza rendersi conto che la sua insicurezza andrebbe sbattuta in faccia a Bill e non alla povera babysitter di turno.

È una puntata ricca di fragilità e di fratture, questa Kyrie Eleison, raccontate con tatto e in modo quasi impeccabile (se si considera anche il trattamento riservato al dottor Langham, ancora macchietta di se stesso): tutti i personaggi si trovano in posizioni delicate e cercano di reagire a queste come meglio credono, incappando spesso in altri disagi, ma soprattutto faticando a trovare una propria dimensione in una realtà diversa da quella che hanno vissuto fino a questo momento. “Signore, abbi pietà”, come a dire che nel bel mezzo del cambiamento siamo tutti vulnerabili e passibili di errore, ma che questo non può e non deve diventare la nostra vera identità: perché nonostante tutto noi non siamo la nostra parte peggiore.

Voto: 8 ½ 

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

5 Risposte

  1. Dreamer88 scrive:

    Intanto complimenti a Federica per la recensione, hai fatto davvero un’ottima analisi della puntata. Per me Masters of Sex, per come riesce a descrivere (in maniera impeccabile) i tratti psicologici dei suoi personaggi, ora come ora non ha nulla da invidiare a prodotti come Mad Men o come i grandi drama della HBO (e non è un caso che la showrunner, Michelle Ashford, venga proprio dalla HBO).

     
    • Federica Barbera scrive:

      Grazie! Io personalmente credo che Masters of Sex sia un prodotto in crescita, che l’anno scorso ha magari avuto qualche pecca in certe caratterizzazioni ma solo perché doveva aggiustare il tiro.
      Trovo ad esempio che il personaggio di Bill abbia una tragicità interiore incredibile e ancora da esplorare, quindi in questo senso capisco il tuo paragone. Per me manca ancora qualcosina per raggiungere certe vette, ma devo dire che già con queste prime due puntate della nuova stagione il livello si è alzato moltissimo rispetto a quello già elevato dell’anno scorso.

       
      • Dreamer88 scrive:

        Ho appena visto la 2×03 (ovviamente non spoilero nulla): mi sa che certe vette stiano cominciando ad avvicinarsi…

         
  2. Annalisa M. scrive:

    Quest’anno si percepisce un’atmosfera generale diversa, molto più matura e consapevole di ciò che si può osare e fare. Ho trovato questo secondo episodio una vera perla: denso di significati, toccante ma anche realistico nel dipingere realtà legate alla sessualità umana che, se ora sono vissute come semi tabù, a quei tempi venivano definitivamente condannate. Per molti motivi mi ricorda sempre di più le atmosfere di Mad Men e questo non può che fargli bene. E veramente bella la recensione, complimenti :)

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Con Showtime non si sa mai, non si può mai cantare vittoria che il giorno dopo ti pugnalano. Tuttavia, questo mantra se lo saranno ormai imparato a memoria anche loro, tanto che stanno iniziando a fare serie con un respiro più elevato (Shameless è forse il miglior esempio). Masters of Sex ha avuto una prima stagione molto interessante, con tantissimi spunti di grande potenzialità narrativa, ma anche molto altalenante e con tanti momenti negativi.
    Questi primi episodi sembrano aver cambiato passo, aver corretto il tiro, come ci si augurava e forse anche aspettava. Ovviamente il modello è Mad Men, come per tante altre serie. Non tanto per la rappresentazione degli stessi anni, ma proprio per l’estetica riportata, l’approccio alla materia. In tanti ci provano e ci hanno provato, ad alcune è andata malissimo (Pan Am), ad altri così e così (la prima stagione di Masters of Sex), ad altri molto bene (Boardwalk Empire). Un’altra serie che lo sta facendo è Halt and Catch Fire, che sta vincendo la sfida non semplice in casa AMC.

     

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