Orange Is The New Black – 2×07/08 Comic Sans & Appropriately Sized Pots

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized PotsSoprattutto con un episodio come You Also Have a Pizza la serie ha chiarito in maniera efficace e cristallina quanto sia riuscita ad evolversi qualitativamente rispetto allo scorso anno.

Ma il crescendo non si è di certo arrestato e, pur continuando con gli stessi espedienti narrativi, Orange Is The New Black prosegue in maniera naturale il suo racconto, bilanciando alla perfezione il lato espressamente comico con un retrogusto sempre più amaro.

2×07 – Comic Sans

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized PotsIl personaggio di Phyllis, la svampita nonnina della prigione, incarna perfettamente l’evoluzione dello humor tipico della serie. Piper si lega alla vecchina perché vede in lei la nonna, la stessa che si sta spegnendo all’esterno senza il conforto della nipote; e il loro rapporto rafforza così il nucleo delle “anziane”, salito quest’anno alla ribalta. Se nella scorsa stagione le grandi contrapposizioni razziali erano incarnate dalla maggioranza giovane delle detenute, queste vengono ora tagliate fuori dalle manovre più importanti per diventare delle pedine o delle sostenitrici o, nel migliore dei casi, ne rimangono ai margini per impadronirsi di spazi autonomi e neutrali. I due filoni principali sono quindi da un lato le dinamiche del contrabbando con le tre regine in carica (Vee/Red/Mendoza) su fronti opposti ma confinanti, continuamente impegnate in negoziati e atti di diplomazia; dall’altro rimane tutto il resto, che fa perno intorno alle questioni del nuovo gazzettino voluto da Piper.

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized PotsLa neonata società di Vee, la Negro-League Tobacco Shack (grazie Nicky, come sempre), arriva a destabilizzare in primis gli equilibri interni della prigione: introducendo un “bene” così ambito e così vietato, muta il concetto stesso di scambio. Red aveva impostato il suo mercato sul concetto di baratto, e non semplicemente un dare e avere merce, ma molto più profondamente era il suo modo per stare al centro delle dinamiche e mantenere contemporaneamente lo status quo – sia tra le detenute, sia con le sfere alte della burocrazia. Vee invece alza la posta in gioco e mette su una squadra non solo di fedeli alleate ma soprattutto di timorose sottoposte. Lo sguardo sul passato di Cindy mostra esattamente questo aspetto.

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized Pots

Nella prima stagione, anche lei (come Poussey) sembrava uno di quei personaggi scritti ad hoc per la battuta, così stereotipata nelle sue movenze da tipa tosta, tutta slang e leggerezza, da non poter riuscire ad emanciparsi dalla macchietta per ottenere una sua pienezza. Non dovrebbe più stupire invece come OITNB stia facendo un lavoro egregio nel prendere ciascun personaggio, con le sue caratteristiche più evidenti, e riempirlo di altre sfaccettature, dando così maggior spessore. Il flashback sulla loro vita prima del carcere non è un semplice spiegare o mostrare il motivo della detenzione: la condanna non è cioè il fulcro del racconto, ma è un modo sintetico ed efficace per capire l’identità di donne che vengono indiscriminatamente mescolate insieme nello stesso luogo e negli stessi abiti, e per ricordare che ognuna è la portatrice di un proprio, singolare vissuto. L’atteggiamento perennemente adolescenziale di Cindy, che non possiede la lungimiranza di Vee, l’intelligenza di Taystee, la lealtà di Suzanne o la caparbietà di Pussey, ci viene mostrato nella sua simpatica crudeltà: una donna incapace di prendersi le sue responsabilità e di allevare una figlia – ma, allo stesso tempo, incapace di riconoscere e accettare le sue enormi lacune. Il dialogo nella notte con Vee, le parole che la donna sceglie di usare (You’ve given up on yourself. You’re a loser), non fanno che completarne il quadro.

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized Pots

Della stessa amarezza si colora anche la vicenda di Phyllis, che ha probabilmente strappato più di qualche lacrima. Lungi dall’essere sentimentalismo a buon mercato, la sua storyline è stata costruita in maniera così lieve e così buffa da aver creato un’immediata affezione verso questa docile ed esile nonnina, immersa ormai irrimediabilmente nel suo mondo e nelle sue illusioni. Magari non sapremo mai chi è Roberta (forse la figlia, che la gentilezza di Piper le ricorda), se è dentro per motivi politici (i secondini diventano “gli irlandesi”) o chi vuole raggiungere tuffandosi nella fredda ed inesistente acqua della cappella, ma il momento dell’uscita dal carcere con la sua voce che chiama negli ultimi istanti Piper/Roberta rimarrà tra i migliori che questa stagione ci ha offerto.

Voto: 9

2×08 – Appropriately Sized Pots

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized PotsUn altro aspetto molto importante e ormai progressivamente approfondito di puntata in puntata è il funzionamento interno della prigione, con un maggior rilievo degli altri suoi abitanti: secondini e burocrati. L’inasprimento dei richiami (conseguente all’evasione di Phyllis) innesca le ragionevoli paranoie di Caputo che si riversano necessariamente su tutte le altre protagoniste – la scena nella serra con Red ne è solo l’apice. Ciò fa inoltre assottigliare gli equilibri tra le tre prime donne, dove Mendoza appare come la pedina tra Vee e Red: la cucina è il campo neutro che ciascuna vorrebbe riuscire a portare dalla propria parte.

Nel mezzo si stagliano invece le vicende di Piper e di Rosa. A quest’ultima è dedicato il flashback della puntata: la donna, diversamente da Cindy, è sempre emersa per il suo atteggiamento fuori dal coro, scostante e scontroso, senza particolari legami d’amicizia con le altre. Di nuovo, mostrare il passato diventa il racconto di come e perché sia così oggi: la storia della maledizione ha un sapore grottesco, quasi esagerato, ma normalizzato da una resa che ha ben poco di assurdo. La morte di ben due mariti, e il risparmio del terzo che le nega il bacio dopo l’ennesima rapina in banca, sono sì le ragioni del suo cinismo, ma anche la spiegazione di come crolli il suo sprezzante muro con il ragazzino che le siede accanto durante la chemio – il primo ad invertire o annullare finalmente la sua proverbiale maledizione.

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized Pots

Rosa ha fatto della criminalità una sorta di colonna sonora della sua vita: l’avidità, l’adrenalina, la fretta di chiudere un borsone pieno di soldi, non vengono minimamente rimpianti dalla donna, che anche con i giorni contati non si nega l’ultimo colpo ai danni dell’ignara infermiera. È forse, assieme alla storia di Alex, quella con i connotati più concreti: alla base c’è la voglia e la consapevolezza di essere una fuorilegge, ben al di sopra della morale e del senso civico, libera dall’ingenuità di una Cindy o della patologia di una Lorna. Ma al di là dei termini di giusto/sbagliato, che non fanno sicuramente parte della narrazione o riflessione intorno ad OITNB, Rosa è anche l’aggancio per ripensare al sistema interno della prigione. Le viene negata l’operazione che potrebbe forse salvarle la vita e, come Phyllis, anche lei è abbandonata al minimo di cure indispensabili; ciò si lega alla sottotrama che vede Piper come una sorta di infiltrata, incaricata di scovare dove siano finiti quei due milioni di dollari mai spesi per migliorare la loro detenzione. E sebbene i sospetti intorno a Fig, le sue costosissime Louboutin e la campagna da senatore del marito siano sempre più chiari, questo filone rivela davvero molto potenziale che si spera prenda piede al più presto.

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized PotsNel frattempo, però, la macchina burocratica, incarnata in questo caso da Healy, fa la sua prima buona azione dando a Piper il permesso di uscire e dare l’estremo saluto alla nonna – che, con ottimo tempismo, è già passata a miglior vita. Ovviamente la reazione del resto della prigione non è delle migliori e la biondina torna al centro delle mire di tutte le altre; a farle da scudo questa volta è il suo nuovo atteggiamento più spavaldo e spregiudicato, ma anche un ritrovato feeling con Healy. Chapman rimane sicuramente la protagonista della serie, certificato anche dalla volontà di seguire gli sviluppi della “sua” vita anche all’esterno; tuttavia, complici la pessima gestione di Larry (che ebbene sì, ha iniziato la sua relazione con Polly) e la sempre maggiore focalizzazione sulle altre detenute, la sua centralità si è in parte ridotta rispetto all’annata precedente, ma paradossalmente ne guadagna in salute anche il suo personaggio.

Orange Is The New Black – 2x07/08 Comic Sans & Appropriately Sized PotsUltimo colpo di coda e che promette un rush finale da urlo è il ritorno di George Pornstache Mendez, i “muscoli” promessi da Fig per sostituire l’agente Fisher, licenziata dalla rabbia di Caputo – e che a parte i suoi enormi occhioni blu, non mancherà poi così tanto. L’odiato secondino, usato come capro espiatorio alla fine della scorsa stagione, rimetterà sicuramente in moto la parte dedicata a Dayanara e Bennett, personaggi e storia ormai appannati e sottotono da troppo tempo.

Voto episodio: 8

Orange Is The New Black non perde un colpo e difficilmente lo farà prima del finale, soprattutto grazie a ritorni illustri e tante pedine ancora da muovere: come direbbe Vee, It’s called the long game”.

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

2 Risposte

  1. September scrive:

    Bella recensione complimenti. Pensavo una cosa ieri dopo aver visto queste 2 puntate:”ma quante belle serie ci sono in giro se una serie cosi non è neppure nella mia personalissima top ten delle serie ancora in onda?”
    Voglio dire ragazzi ci sono i Sons, utopia, HOC,GOT,TWD,The americans, homeland,justified,gomorra,person of interest, boardwalk empire che non si toccano, aggiungici i vari sherlock, doctor who, arrow,scandal, newsroom, hannibal (con good wife che non ho ancora avuto il piacere di vedere), insomma ma quanti prodotti autenticamente interessanti e belli sforna la tv oggi?
    La storia di Phyllis tra una risata e l’altra è stata straziante davvero. Lo scherzo che il destino ha fatto a Piper prima concedendole la licenza poi facendola diventare l’oggetto dello scherno di tutte le immates per poi farla soffrire per non aver potuto vedere la nonna prima di morire è stato veramente crudele e ben orchestrato per quanto scontato. Gestite beneissimo le storyline in flashback e mendoza che ritorna poi chicca attesa se ce ne è una.
    Soddisfatto di essere un appassionato seriale più che mai in questo momento insomma…

     
    • Sara De Santis scrive:

      Ciao September e grazie!
      il tuo “quesito” (se così si può chiamare) credo sia condiviso da un bel po’ di persone, inclusa me! però per quanto mi riguarda alla tua top ten list cambierei diverse posizioni, a partire da homeland – causa terza stagione, a mio avviso, deludente! – e GoT, di cui non sono una fan sfegatata. Preferisco appunto un prodotto come OITNB che riesce a coniugare intelligentemente moltissimi elementi del drama e della comedy senza scadere quasi mai nello scontato! I processi narrativi che anche tu sottolinei sono esattamente la forza di questa serie corale, dove si avvicendano moltissimi personaggi (aiutati dall’unità spaziale, questo è vero) ma tutti gestiti per bene. Non si sentono cioè le debolezze di minutaggi ridotti o della focalizzazione su alcuni a discapito di altri. Per tutte queste ragioni OITNB nella mia top ten ha un posto speciale – in ex-aequo con the americans in realtà :)

       

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