Penny Dreadful – 1×07/08 Possession & Grand Guignol

Penny Dreadful – 1x07/08 Possession & Grand GuignolDo you really want to be normal?

Si è conclusa così la prima stagione di Penny Dreadful, che tornerà di sicuro il prossimo anno per trascinarci ancora nel suo personale demi-monde nella Londra di fine Ottocento.

La serie si era aperta con il chiaro intento di tratteggiare questa strana dimensione in cui fantasia e realtà riuscissero a convivere: dopo otto episodi, la scommessa iniziale è stata vinta solo parzialmente.

Penny Dreadful – 1x07/08 Possession & Grand Guignol

John Logan, creatore e unico sceneggiatore, ha scelto di costruire l’intera stagione intorno alla figura di Vanessa Ives, puntando tutto su un’attrice magnetica come Eva Green. E un episodio come Possession, totalmente incentrato su di lei come lo era già stato Closer Than Sister, dà sicuramente ragione della sua bravura, ma evidenzia in maniera inequivocabile quanto il resto sia decisamente più carente se ci si allontana da questo fulcro fondamentale. Allo stesso tempo però viene rimarcato come la vera protagonista in absentia e unico tassello che ha fatto da filo rosso alla debole trama orizzontale sia sempre stata Mina, o meglio la ricerca spasmodica della figlia e amica tradita che dovrebbe quietare le coscienze di sir Malcom e di Vanessa.

Penny Dreadful – 1x07/08 Possession & Grand GuignolIn realtà, la ridondanza di questo personaggio praticamente sempre off-screen, ma di cui si è costantemente discusso, fa sentire adesso tutta la sua inconsistenza. Non a caso Possession ha una fortissima componente dialogica, diversamente dalla maggior parte degli altri episodi, proprio perché ad un passo dalla fine è necessario spiegare quale sia davvero il senso della grande missione dei due protagonisti. Ma sir Malcom non va oltre i grandi paroloni di ermeneutica psicologica nei discorsi sul senso di colpa o delle sue mancanze come padre (parla anche della scomparsa dell’altro figlio Peter), mentre i veri e più interessanti effetti si ripercuotono totalmente su Vanessa. Giocando inevitabilmente con la memoria dello spettatore, ormai avvezzo al grande argomento dell’esorcismo e dell’incarnazione del male, Eva Green dà consistenza ad una declinazione dignitosa di un così abusato sostrato orrorifico, chiarendo inoltre anche il ruolo dei geroglifici e il loro significato. Il colpo di scena, a questo punto, sarebbe stato offerto da Ethan, che viene a sua volta posseduto da Amon-Ra e chiama a sé la sua parte femminile, Amonet, in Vanessa. La scena però non ha l’impatto che avrebbe meritato, così come quella successiva dell’esorcismo di Ethan su Vanessa, soprattutto a causa della gestione del personaggio di Mister Chandler: l’alone di mistero circa il suo passato e la sua presunta “vera” identità ha perso praticamente subito di mordente, schiacciato ai margini del racconto con la storyline di Brona Croft e la sua malattia.

Penny Dreadful – 1x07/08 Possession & Grand GuignolGuardando complessivamente la serie, è innegabile e degno di nota che ogni personaggio sia riuscito ad entrare in contatto con l’altro e che ciascuno abbia poi interagito indipendentemente, in maniera naturale e non scontata, con tutti, fino a tessere una fittissima tela di connessioni. Il problema però si vede proprio sul finire, cioè nell’incapacità di legare il tutto e dare il giusto spessore ad ogni storyline, far cioè vibrare un tassello e smuovere contemporaneamente anche gli altri. Ciò è lampante soprattutto per il personaggio di Dorian Gray che, oltre a godere di riflesso del peso del suo nome, non ha mai aggiunto nulla alla storia ma ha sempre funzionato perlopiù o come innesco per far avanzare altri personaggi o come scusa per mostrare svariate scene di sesso – per il resto è stato assolutamente secondario. Allo stesso modo, un’irrilevanza forse ben peggiore è stata riservata proprio a Brona, peccato ancor più capitale pensando che a darle corpo è Billie Piper (oltre all’importanza dell’attrice in Doctor Who, se non avete ancora visto almeno le prime due stagioni di Secret Diary of a Call Girl è ora giunto il momento di recuperare).

Penny Dreadful – 1x07/08 Possession & Grand Guignol

Gran Guignol arriva così a chiudere la stagione: recupera in coralità, chiude diverse sottotrame, ne apre altre e rende giustizia ad alcune che meritano decisamente più spazio – come quella appunto dedicata a Brona. Il disappunto di veder sprecata un’attrice come la Piper si ribalta infatti nel suo confluire in un’altra storyline che, oltre alla parte centrale dominata da Vanessa, è quella che ha ricevuto più attenzione ed è stata costruita meglio: le vicende di Victor Frankenstein. Anche questa parte ha sin dall’inizio goduto della luce indiretta della fama pregressa del personaggio ma, al contrario di Dorian Gray, Logan ne ha saputo usare la popolarità per rielaborarlo in maniera originale, adattandone le caratteristiche principali ad un nuovo racconto.

Penny Dreadful – 1x07/08 Possession & Grand GuignolVictor è il creatore, colui che ha tentato di sostituirsi a Dio lavorando incessantemente per colmare la distanza tra vita e morte, per rendere quest’ultima reversibile e manipolabile, oggetto di scienza e non più della sola fede – I believe in a place between heaven and hell, between the living and the dead. A glorious place of everlasting rebirth, perhaps even salvation. Brona finisce così i suoi giorni mortali per mano di Victor, per finire poi sotto la stessa ma con un bisturi in più: ormai riconciliato con il suo primogenito, Frankentstein entra non solo in contatto con La creatura, ma con la piena accettazione della sua vera natura. In fondo è Victor stesso un attante dell’oscurità, che appartiene totalmente alle forze del male e che non ha esitato ad uccidere per tornare alla sua scienza. In Penny Dreadful ogni personaggio è in realtà un mostro, non un essere sovrannaturale ma etimologicamente straordinario, fuori dal senso comune o che almeno lo trascende; che sfida i confini del reale per confondersi con quello della fantasia, dell’umanamente inconcepibile. L’unicità li distingue e li lega: Ethan si rivela essere un lupo mannaro che ha dietro di sé una lunga scia di sangue; Dracula esiste ma non si è ancora palesato (forse rimandato in forma più centrale e a tutto tondo alla prossima stagione); Brona tornerà come la sposa cadavere.

Penny Dreadful – 1x07/08 Possession & Grand GuignolPersino la dolce Mina è una di loro. Quando Malcom riesce finalmente a scovarla, è costretto a prendere coscienza che l’angelica e immacolata figlia è ora un essere altro, non più umano ma ennesimo risultato del tocco del male. A sporcare però questo finale è la fretta e la poca incidenza della scelta di sir Malcom difronte alle sue figlie. L’ambientazione è perfetta: il teatro, il palco di un Grand Guignol per l’appunto, luogo d’illusione e di magia per eccellenza, dove possono prendere forma anche le cose più inverosimili, è cornice e simbolo del demi-monde abitato da queste creature non pienamente umane e che nel mondo esterno non sono che attori. Eppure la scena dell’attacco dei vampiri, oltretutto già vista in precedenza, e lo sparo senza pathos finale di padre a figlia non raggiungono il climax atteso, non fanno trattenere il fiato e ribadiscono la debolezza della questione “Mina” – davvero poco più che un pretesto per far procedere un esile intreccio e, in ultima battuta, servita giusto per lavare la coscienza di sir Malcom. La chiusura viene parzialmente recuperata (ancora una volta) da Miss Ives che, obliata da un fondu au noir, esplicita tutta la sua tentazione tra il lasciarsi deliberatamente attrarre dal Male o resistere e liberarsi. Ma da cosa, poi? Forse la maledizione del Male è il nutrimento della sua stessa anima, e rinunciare potrebbe significare soccombere.

La risposta di Vanessa è rimandata quindi alla prossima stagione, che si spera limi le mancanze di questa prima parte di serie e, soprattutto, non continui a girare vorticosamente solo su Eva Green. Questi otto episodi sembrano una grande struttura di preparazione, una lunga esercitazione che rivela un buon potenziale ma che deve assolutamente sprigionarsi da ogni dove – non solo da un suo tassello, per quanto bello, per quanto affascinante esso sia.

Voto Possession: 7
Voto Grand Guignol: 7,5
Voto stagione: 7


 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

3 Risposte

  1. Diego Scerrati scrive:

    Sono d’accordissimo con la recensione, anche se forse sarei stato un po’ più generoso con la 3×07, in cui invece ho apprezzato molto questo confronto tra figure maschili intorno al personaggio/corpo di Vanessa. Imperfetto, forse (e anche a me non ha convinto molto l’esorcismo finale di Chandler), però comunque affascinante. Per il resto d’accordo con l’analisi di tutti i pregi e difetti della serie. C’è molto da migliorare, ma il 7 finale alla stagione mi sembra il voto più giusto.

     
  2. Momi scrive:

    Concordo sulla debolezza dell’ultimo episodio e sulla sbrigativa eliminazione di Mina. Ho invece amato Possession. E’ un episodio intenso e bellissimo, che riesce a mantenere alta la tensione, pur in assenza (quasi) di azione.
    In generale, ho ravvisato nella serie i difetti – oggettivi – che citi tu, ma per me prevalgono i pregi: innanzitutto l’originalità e l’intensità del racconto. Merce davvero rara nel panorama attuale.

     
  3. Setteditroppo scrive:

    Ho apprezzato anch’io questa serie e anche io penso che ci siano ancora notevoli margini di miglioramento. Ma in quale direzione? Pensiamoci un po’…l’episodio migliore è quello più autoconclusivo di tutti, quello sul passato di Vanessa, seguito dal penultimo episodio, anch’esso ben distinguibile dagli altri, come anche la recensione sottolinea. Dunque, in questa serie è bene che la trama principale continui a fare solo da pretesto per poi concentrarsi nella narrazione di singoli, episodici racconti dal gotico sapore; in fondo è l’atmosfera letteraria e cinematografica che si respira (ah il grande horror gotico di una volta!) ciò che conta e che piace, altro che battaglie tra licantropi e vampiri e via dicendo. Più coraggio in questa direzione e diventa davvero una serie grande e originale.
    Devo aggiungere una considerazione su Eva Green. Dopo il pilot ho giudicato malissimo la sua interpretazione in un mio commento sulla rivale Serialmente. Mi sembrava ingessata e inespressiva, totalmente priva di carisma scenico. Dopo otto puntate debbo fare ammenda. Ciò che mi sembrava ingessato allora era funzionale evidentemente ai “cambiamenti” espressivi a cui il personaggio poi è sottoposto. Non arrivo ad osannare la sua interpretazione come fanno molti (non mi convince ancora pienamente in quanto a carisma e sfumature) ma è senza dubbio una buona perfomance. Tanto le dovevo, ora la mia coscienza è a posto, potrò tornare a dormire finalmente la notte…

     

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