The Bridge – 2×01/02 Yankee & Ghost of a Flea

The Bridge - 2x01/02 Yankee & Ghost of a FleaThe Bridge si era concluso colpendoci al cuore, con una delle morti più toccanti – non tanto per il personaggio, ma per le modalità di com’è avvenuta – della scorsa stagione. Avevamo lasciato Marco Ruiz e Sonya Cross al loro destino, soprattutto con il primo sull’orlo di perdere completamente il controllo. 

The Bridge - 2x01/02 Yankee & Ghost of a Flea

La serie torna quindi con i personaggi che conosciamo bene, ma anche con una novità assolutamente degna di nota.
Ritroviamo Marco Ruiz completamente solo, perennemente sbronzo, senza più quell’equilibrio che poteva dargli la sua famiglia – sua moglie in particolare. Lo rivediamo in una realtà durissima come quella di confine – lato messicano, che è anche peggio – dove un suo collega tenta addirittura di ammazzarlo.
Ruiz è sempre stato un personaggio appunto di confine: tradiva la moglie, ha sempre avuto un difficile rapporto con l’alcool e non ha mai nascosto una certa predisposizione per una deriva personale dovuta al mondo in cui è costretto a vivere. La situazione in cui lo colloca la sceneggiatura acuisce notevolmente queste caratteristiche, facendone quasi un prototipo del personaggio maledetto: forse è anche per questo un po’ telefonata la sua chiamata in causa per un caso da seguire insieme alla polizia americana, proprio come era successo nella prima stagione. Questa volta però è come se gli autori ci stessero dicendo che è l’unica àncora di salvezza per un uomo che non sembra aver più nulla da chiedere alla vita, se non la vendetta verso chi gli ha ucciso in maniera così brutale il figlio.

The Bridge - 2x01/02 Yankee & Ghost of a FleaRitroviamo anche Sonya Cross nelle sue vesti originali, ovvero di detective integerrima sul lavoro (This isn’t the protocol) ma che nella vita privata non riesce a distinguere minimamente cosa sia giusto e cosa sbagliato.
Sappiamo del suo rapporto speciale con Dobbs e dei dubbi sulla vita che questo rapporto le fa avere: è meglio che si riprenda in qualche modo per poterci parlare un’ultima volta o è meglio che muoia, lasciando nel limbo dei ricordi quello che ha fatto a sua sorella? Gli autori complicano in maniera positiva questo dualismo e il personaggio stesso, interpretato sempre magistralmente dalla Kruger, inserendo il fratello di Dobbs, Jack, come variabile impazzita della stagione.

Al di là dei due personaggi, che restano abbastanza forti anche quando non interagiscono direttamente tra loro – anche se quando succede è evidente la differenza di ritmo – viene inserito il personaggio di Eleanor Nacht, una donna metodica e spietata come raramente ci era capitato di vedere.
Risulta ancora prematuro valutare la scelta di introdurre un vero e proprio villain nella narrazione: certo è che in queste prime due puntate la sua presenza si è fatta notevolmente sentire. Sia nella prima, dove agiva con un complice, che nella seconda, in cui ormai è rimasta sola, la donna ha la capacità di attrarre magneticamente chi la guarda: la freddezza con cui perpetra efferati omicidi fa il paio con il misterioso taccuino su cui si annota qualsiasi cosa. È chiaro che sia una donna del Cartello mandata per sistemare i conti – specialmente quelli economici, come si capisce dall’ottima sequenza in banca – ma resta comunque intatto l’alone di mistero che le è stato disegnato attorno.
La sua comparsa in scena attua una tensione spettatoriale che forse, nella prima stagione, c’era stata solo con il rapimento del giovane Ruiz e del suo successivo ritrovamento: ecco, la scelta di spingere su questo aspetto fin dall’inizio comincia a portare vantaggi alla scelta del villain vs Ruiz-Cross.

The Bridge - 2x01/02 Yankee & Ghost of a FleaOvvio che anche in quest’annata si punterà molto sull’introspezione e la conoscenza della coppia di detective, vero fulcro della storia: ma è anche vero che questa insistenza alla lunga può stancare, e la comparsa di questa figura antitetica rende il tutto un po’ meno omogeneo e un po’ più movimentato.
Questi primi due episodi non dicono molto su cosa possiamo aspettarci dalla serie: l’anno scorso la stagione era partita molto bene, culminando nella scena tragica al ponte, per poi spegnersi un po’ sul vero e proprio finale, lasciato come introduzione di questa annata.
The Bridge resta, almeno per questo inizio, una serie godibile ma che non riesce ancora a stupire veramente e a lasciare il segno. Lasciamo tempo al tempo e seguiamo fiduciosi questa seconda stagione, sperando che gli autori riescano prima o poi a sorprenderci veramente.

VOTO 2×01: 6+
VOTO 2×02: 6/7

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale. Profilo FB: http://www.facebook.com/ste.porta?ref=tn_tnmn

5 Risposte

  1. Setteditroppo scrive:

    Sottoscrivo in pieno il giudizio su questo inizio di stagione. Si va poco oltre la sufficienza. Diciamo quel tanto che basta per continuare a seguirla. E il merito, per quanto mi riguarda, è degli attori. I due personaggi principali ovviamente ma anche la dinamica che si crea nella coppia di giornalisti è godibilissima, così come sono impagabili le reazioni espressive del vecchio poliziotto ai comportamenti discutibili di Sonia. La storia non coinvolge ancora, purtroppo, ma per fortuna lo zoccolo duro dei protagonisti e dei loro interpreti riesce a supplire. Per ora.

     
  2. Dreamer88 scrive:

    Non mi sono dispiaciute queste prime due puntate della stagione (The Bridge è un buon prodotto), nonostante abbiano sottolineato ancora una volta i difetti (comincerei a definirli cronici) della serie targata FX. Il problema principale di TB è quello di essere troppo incentrato sulle vicende dei suoi personaggi (di per sè questo non è un difetto); così facendo però si mette in secondo piano, attraverso uno sviluppo a mio parere un pò approsimativo, il nocciolo centrale del racconto (ossia il caso poliziesco, le indagini) e questo un police drama non se lo può permettere.

     
  3. Namaste scrive:

    Comunque un mezzo voto in più alla premiere potevi darglielo ‘Ste, se non altro per l’inattesa scena di nude di Diane Kruger! :-)

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *