True Blood – 7×03 Fire In The Hole

True Blood - 7x03 Fire In The HoleLa sensazione che sembra pervadere i primi episodi della settima e ultima annata di True Blood è la stanchezza: innanzitutto nel tratteggiare i personaggi, ormai solo spettri delle stagioni passate, ma soprattutto nel tentativo di rimescolare le carte, intrecciando relazioni vuote e prevedibili già in partenza, che falliscono nel suscitare empatia nello spettatore.

 Questo avviene forse perché si ha il diffuso sentore che gli autori stiano giocando con questi stessi personaggi senza avere alcuna idea della direzione da prendere. Nonostante la volontà sia quella di fornirci una degna conclusione del viaggio, che abbiamo iniziato a rimpiangere fin dalla fine della terza stagione (un attimo di silenzio in cui ricordiamo tutti quanto bello e trash era True Blood quando Russell Edgington in diretta nazionale tagliava la gola al conduttore del notiziario), le varie storyline non fanno che moltiplicarsi e perdere quel minimo di coesione che dovrebbero avere in attesa del gran finale.
Consci di uno dei più grandi difetti della serie (i finali non li sa proprio fare), cosa possiamo aspettarci da quest’ultima annata?

For more than 1,000 years, the world has been my oyster. I’ve lost my taste for oysters, Pam.

True Blood - 7x03 Fire In The HoleL’episodio, dopo una parentesi che riguarda il ritorno di Sarah Newlin, telefonatissimo dopo il finale della sesta stagione, si apre con i due personaggi di cui forse ci interessa ancora qualcosa: un Eric infettato, che ricorda sempre più Godric, e una Pam preoccupata, che si confronta con il suo maker sulla situazione corrente.
La stanchezza a cui si accennava prima diventa anche movente delle azioni del nostro vichingo preferito: non c’è speranza per una salvezza che non ha motivo di esserci (ma che sarà sicuramente incarnata dalla cura di cui ha parlato Pam, dato che è praticamente impossibile che gli autori uccidano Eric prima del finale di stagione. O che lo uccidano e basta.).

I flashback su Sylvie sono parsi oltremodo inutili; non è chiaro se gli autori volevano presentarla come l’amore della vita di Eric (?!) o se fosse un semplice caso di minutaggio da riempire/scena di nudo che fa sempre comodo e accontenta le signore.
In tal caso due domande sorgono spontanee: si tratta di un caso di tempistica tremendamente sbagliata o, worst case scenario, gli autori sono veramente convinti che lo spettatore medio di True Blood dopo sei anni di incrollabile fiducia si accontenti di due flashback in croce per conoscere e/o provare empatia per un personaggio la cui aggiunta non apporta nulla di consistente alla trama di Eric?

L’unico lato positivo potrebbe essere costituito proprio dall’apparizione dell’Autorità, che vediamo nuovamente in combutta con la Yokonomo Corporation, la fabbrica produttrice di sangue sintetico: che sia questa la strada che la serie percorrerà per il finale di stagione?

A man ain’t nothing without a family.

True Blood - 7x03 Fire In The HoleNel marasma generale di personaggi che True Blood ci presenta, coloro che questa settimana hanno bucato lo schermo sono Violet e Jason: gli attori hanno una buona alchimia, ma la vera star della coppia è proprio la vampira.
Fiera, matura e soprattutto capace di gestire la situazione: è la prima volta da molto tempo che una protagonista femminile non si fa prendere la mano da una situazione difficile (la stupidità e l’inutilità di Sookie sono ormai assodate, ma ne parleremo dopo) e che pretende uomini dagli “iron-forged cock” che sappiano reagire alle situazioni e non si piangano addosso.
Violet è un personaggio ricorrente da due stagioni: un po’ di backstory sarebbe certo più gradita e anche giustificata, ma all’interno della narrazione, tra lezioni di pseudo-yoga, riscoperta di amori mai dimenticati e redenzioni ormai imbarazzanti per la loro evidenza (ogni riferimento a cose e persone che vanno sotto il nome di Bill Compton è puramente non-casuale), siamo chiaramente lontani dall’ottenere qualcosa del genere.

True Blood ha inoltre aggiunto uno straordinario difetto alla sua lista: la capacità di presentarci sempre nuovi personaggi senza neanche lo sforzo di approfondirli, rendendoli solo dei burattini in attesa di essere usati per la scena di sesso della settimana e/o per essere uccisi, perché un po’ di sano splatter non ce lo toglie nessuno.

I know you didn’t, but when we say stuff, we can’t decide how people are gonna take it.

True Blood - 7x03 Fire In The HoleArriviamo al punto dolente della puntata (e della stagione e della serie): Sookie.
Da spettatrice ho sempre cercato di mettermi nei panni della nostra protagonista, che indubbiamente nel corso degli anni ha vissuto esperienze che l’hanno segnata. Nonostante sia sempre stata comprensibile l’assunzione di un atteggiamento estremamente irritante, che le fa credere giusto urlare discorsi d’incoraggiamento nelle chiese e compiere azioni discutibili, mettendo in pericolo se stessa e i suoi cari, in questa puntata possiamo affermare di avere veramente toccato il fondo.
Abbiamo raggiunto un tale livello di stupidità, corroborato dalle azioni delle scorse puntate (gettare il telefono lontano perché squilla. Seriously? Leggere un diario e improvvisamente capire di provare ancora qualcosa per Bill. Seriously?) che è ormai impossibile dare credito ai suoi sentimenti e  alle sue parole, né, tantomeno, immedesimarsi nelle sue azioni.

L’intento degli autori di far ritornare Sookie e Bill insieme è chiaro come il sole; la domanda che sorge spontanea riguarda le modalità tramite le quali tutto ciò sta avvenendo. Vale la pena di sacrificare la credibilità della protagonista e insieme a questa la possibilità da parte del pubblico di provare empatia per le colpe che la città le sta imputando, azzerando anni di continuity, solo per un ritorno alle origini?

I’m afraid that I don’t love him as much as he loves me. 

True Blood - 7x03 Fire In The Hole

Proprio alla luce dell’ormai prossimo ed evidente ritorno di Sookie e Bill come coppia, assistiamo a quella che va a classificarsi come la morte più stupida e irrispettosa nei confronti del pubblico che abbiamo mai avuto.
Alcide non ha mai goduto di grandi attenzioni da parte degli autori, che si sono limitati a sfruttare quello che era il potenziale fisico dell’attore impiegandolo ogni anno in storyline sempre diverse, frammentarie e slegate dal contesto centrale – al contempo ignorando di esplorare un conflitto, quello con il padre, che poteva sicuramente riservarci qualche gradita sorpresa.
La morte di Alcide vorrebbe costituire il climax dell’episodio, ma è, in realtà, solo il simbolo della caduta inesorabile di True Blood degli ultimi anni: uccidere uno dei personaggi principali ridicolizzando perfino la sua stessa morte (relegata agli ultimi battiti di una puntata che faticava, nonostante la mole di avvenimenti, a scorrere) è il segno più emblematico della tendenza a voler chiudere il cerchio senza preoccuparsi minimamente di elementi come coerenza narrativa e conclusione dell’arco di un personaggio, in questo caso inesistente.
Alcide muore perché Bill e Sookie possano tornare insieme senza alcun ostacolo: non ne sentiremo la mancanza (soprattutto dell’inesistente espressività di Joe Manganiello), ma la sensazione che qualcosa di più potesse essere fatto rimane.

“The fall wasn’t the worst part. It was the waiting. You knew they were gonna drop you, you just didn’t know when. That’s exactly what this feels like.”
“You should try going to war.”

True Blood - 7x03 Fire In The HoleUno dei leit motiv dell’episodio è sicuramente l’attesa: ciò che veramente ci fa paura è l’istante che precede la fine di ogni cosa. Sono quei momenti, infatti, che stabiliscono chi siamo e come vogliamo lasciare questo mondo; un filo rosso che lega la storyline di Arlene a quella di Sookie. Tuttavia si tratta un attesa che non riguarda solamente i personaggi, ma anche, e soprattutto, lo spettatore, che con questi ha vissuto per ben sei anni. Alla tristezza che accompagna una fine ormai prossima si lega l’incertezza: che cosa dobbiamo (e possiamo) aspettarci da quest’ultimo tratto di strada?

Mi capita di pensare a True Blood come ad uno di quei parenti a cui sai di voler bene nel profondo del cuore, ma che allo stesso tempo sai di non poter più perdonare. Troppi sono stati gli errori fatti e troppe sono state le possibilità concesse.
È ormai chiara la destinazione finale di quest’annata: nonostante ciò rimane viva la speranza di avere momenti durante i quali sorrideremo e ci commuoveremo, perché, in fondo, non siamo ancora pronti a lasciarlo andare.

Voto: 5

Note sparse:

– C’è una domanda che mi perseguita da molti anni: a cosa ci servono Arlene e Lafayette? Abbiamo veramente bisogno dell’ennesima copia della copia delle storyline delle vecchie stagioni? Sarebbe molto più gradevole spedirli in un bunker e rinchiuderli fino ai saluti finali dell’ultimo episodio. Just saying.
– L’award per il personaggio più inutile con la morte più inutile se lo aggiudica… Sambir! È stato un testa a testa doloroso con Sylvie, ma la scena finale ha semplicemente decretato la sua vittoria.
– Nonostante Tara sia morta off-screen, non temete, c’è sempre qualcuno pronto a rimpiazzarla. Lettie Mae torna a ricordarci che sì, l’inutilità è di famiglia.

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

9 Risposte

  1. carlotta scrive:

    Questa stagione si sta rivelando a dir poco insoddisfacente, e nonostante sia d’accordo nel sostenere che le stagioni d’oro di TB siano le prime tre ho sempre trovato piuttosto godibili anche le altre, che proponevano tematiche sulla carta interessanti , fanatismo religioso, centri di internamento per vampiri, certo poi sviluppati in modo grottesco e fuori dalle righe, ma che ci hanno regalato bei momenti. Questa settima stagione sembra muoversi solo nel nome dei buchi narrativi e della cattiva scrittura dei personaggi. Mi trovo molto d’accordo inoltre con il discorso su Eric e l’inutilità del flashback, dal quale traspare un Eric completamente OOC, il senso di inserire un suo grande amore umano, di cui non si è mai sentito non ha senso e genera discrepanze con le passate stagioni, dovremo per esempio credere che con un trascorso di questo tipo alle spalle la lingua tagliente di Pam ci abbia volontariamente risparmiato battute esplicite e frecciatine quando Eric era in fissa con Sookie, ovvio che non poteva dire niente perchè Sylvie è stata creata adesso, ma da quest’ottica per me ha ancora meno senso. La morte di Alcide è tra le più strumentali e di meno impatto mediatico di sempre, a questo punto potrebbero far mettere insieme Sookie e Bill fin dal prossimo episodio e spedirli lontano insieme al resto di Bon Temps e lasciare lo show allo scontro Sarah Newlin- Eric-Pam. Ma è un’utopia e non mi resta che sperare che almeno la smettano di snaturare i miei personaggi preferiti.
    Piccolo appunto da nerd rompiscatole: in realtà Russell gli strappa la colonna vertebrale al conduttore, comunque sì, bei tempi!

     
    • Annalisa M. scrive:

      Concordo su tutto: ad esempio, nonostante Warlow sia stato uno dei personaggi scritti in modo peggiore la sua storyline era comunque interessante, ed era perfettamente in linea con il percorso di Sookie( non mi azzarderei mai a dire “perfettamente in linea con il percorso stagionale” perché questa è una prerogativa che True Blood non ha mai avuto, se non forse, occasionalmente, nella terza stagione). Quest’anno un vero e proprio cattivo non è stato ancora introdotto( lungi da me considerare Sarah Newlin nella categoria – non menzionando nemmeno i vampiri infetti, che al massimo possono provocare delle risate) e in generale tutti i personaggi girano a caso per Bon Temps o altrove, senza che sia presente, in alcun modo, una sensazione di chiusura. Se me l’avessero detto anche solo l’anno scorso, non avrei mai immaginato che True Blood potesse concludersi così male. P.s. Osservazione giustissima, mi è scappata!

       
  2. Teresa scrive:

    quoto il recensore in tutto e per tutto. E’ dalla stagione 4 che TB è diventato una porcata inguardabile, e va sempre peggio. Peccato, un tempo era trash intelligente, ora è solo uno stupidario. Poche volte ho detestato un personaggio quanto detesto Sookie, perché la sua stupidità non fa neanche ridere, irrita soltanto. E pensare che esistono gruppi di fan di Sookie, in giro. Non sono ironici, fanno sul serio.

     
  3. Annalisa M. scrive:

    Sono contenta tu condivida( per quanto, essendo prima di tutto una fan dello show, è sempre difficile accettare e ammettere quanto sia peggiorato rispetto alle prime annate, per me meravigliose e comunque consigliate). Per quanto riguarda Sookie… rimane uno dei grandi misteri dell’universo. Come ho detto nella recensione, all’inizio non mi sentivo di criticarla e un po’ la biasimavo; ora un discorso del genere è semplicemente inattuabile.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Credo che il dialogo tra Sookie e Bill con lui in versione grillo parlante sull’albero sia una delle cose più brutte, noiose e patetiche mai mostrate da True Blood.
      E poi va beh, io son di parte perché Moyer non lo sopporto e credo che il mio cane reciti molto meglio di lui, ma tutta la storia costruita intorno a Sookie – con la gente che parla male di lei, e che cavolo, persino Alcide è morto insultandola! – è veramente ridicola.

      Il flashback di Eric e Pam è stato utile solo a mostrare le loro meravigliose capigliature anni ’80. Per il resti, una noooooia insuperabile.

       
      • Annalisa M. scrive:

        Quel dialogo semplicemente urlava da tutti i pori ” sì, finiranno insieme! Fatevene una ragione!”.
        Per quanto riguarda il flashback, io ancora me ne chiedo il senso ultimo. Nell’economia della stagione, far spuntare l’amore della vita di Eric (?!) ha veramente senso? O è un ennesimo pretesto per eliminare l’ultimo pretendente( se così possiamo chiamarlo) di Sookie?

         
  4. annamaria scrive:

    E True Blood non lo recensite più?!
    Sì, fa un po’ pena (per dirla educatamente) ma è l’ultima stagione, l’ultima occasione per sputare un po’ di veleno contro la Fata-ce-l’ho-solo-io, poi ci resterà solo Meredith Grey.
    Come faremo?

     
    • Michele Minardi scrive:

      Ciao annamaria,
      True Blood lo recensiremo tutto fino alla fine, ma in alcuni casi – come questo – le recensioni saranno relative a due episodi insieme 😉

       
  5. annamaria scrive:

    O. K.
    Grazie per il chiarimento.
    Molto gentile da parte tua.

     

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