Utopia – 2×02 Episode 2

Utopia – 2x02 Episode 2Dopo lo straniante esordio che ci ha portati agli albori del progetto cospiratorio, Utopia torna verso i suoi stilemi narrativi originari con un episodio che mette in chiaro i parametri della nuova stagione.
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Il ritmo sale progressivamente e riordina i tasselli del puzzle secondo una nuova ed ambigua direttrice narrativa, creando ottime premesse per un esaltante prosieguo.
La digressione temporale della première ha creato un sottotesto che inquadra la narrazione attraverso un colore nuovo. Sin dai primi episodi, uno dei punti di forza dello show è stato il senso di vertigine che, da un segmento narrativo all’altro, riusciva ad acuirsi fino a creare una sorta di continuum in cui ci si immergeva fino alle viscere del più recondito canale percettivo. L’esordio di questa nuova stagione non ha disatteso le aspettative, anzi, se possibile, è riuscito ad accrescere tale sensazione arricchendo la storia di uno straniante sapore filosofico che, inserendosi come valore aggiunto, riesce a deformare positivamente l’usuale canale di decodifica.
Lasciandoci ancora grondanti di tali sensazioni questo secondo appuntamento riprende il filo del racconto riallacciandosi alla linea temporale con cui si è conclusa la scorsa stagione: con un fare panoramico ci vengono mostrate le molteplici strade intraprese dai vari personaggi, tra reclusioni e vani tentativi di inserirsi in un contesto quotidiano della vita.

Quinoa. It’s a super-food.

Utopia – 2x02 Episode 2Il passaggio al presente ha tutte le caratteristiche dell’alba di un nuovo giorno: dopo i toni cupi e claustrofobici della première si torna ad un’accesa esplosione di colore da cui emerge un Arby – divenuto Pietre – che tenta di godersi un nuovo lavoro e una nuova famiglia. L’insistenza della macchina da presa sugli elementi cromatici è la spia che indica, sin dal primo frame, quanto sia precario l’equilibrio su cui si poggia questa parvenza di tranquilla quotidianità. Non bisogna attendere molto per trasformare la sensazione in straniante percezione: Lee con un solo braccio funzionante e la sua borsa fluo porta in campo la sua inquietante presenza, ristabilendo quella grottesca armonia che pareva mancare al quadro d’insieme. Nonostante Arby non mostri alcun segno evidente né di resistenza o di pieno assenso accondiscendente, il suo scostante modo di approcciarsi a Milner ci fa subito percepire che qualcosa sta cambiando in lui. È interessante notare come la sottile evoluzione del personaggio – che in linea temporale si riallaccia ad un percorso mentale che ha radici nell’esperienza conclusasi con la scorsa stagione – si riallacci al sottotesto creato dalla première, legandosi indissolubilmente con le inquietanti immagini di lui bambino cavia di un padre in preda ad un folle delirio di onnipotenza.

Do you ever think your life has become meaningless, Joe?

Utopia – 2x02 Episode 2Ian nel tentativo di riprendere le redini della sua ordinary life ci viene mostrato in preda ad un attacco di noia che lo porta a provare il desiderio di cucirsi la lingua con una spillatrice. Nascondere un Grant in piena crisi claustrofobica è l’unico diversivo all’interno di una quotidianità che ruota attorno ad un lavoro al limite dell’autolesionismo. All’interno di questo magma infinito di noia la ricerca di Becky è perpetrata come un ossessivo bisogno; ritrovare la ragazza ha una duplice valenza: il desiderio di rivederla si lega al bisogno egoistico di fuggire dalla prigione in cui sente rinchiusa la sua mente. Quando, al ritrovarsi faccia a faccia, lei esordisce con quel “Che ci fai qui?”, la missione appare conclusa, nonostante l’asprezza del tono: non c’è più tempo di preoccuparsi delle minuzie occorre ritornare a correre. La giostra riprende vorticosamente a girare e le varie linee che vagavano per orizzonti paralleli – Becky e Donaldson, Arby, Ian e Grant – trovano una convergenza comune che dà materialmente inizio a quello che potrebbe essere il nuovo assetto della nuova fuga. Le domande sorgono inquietanti e spontanee: chi è davvero Anton? Cosa c’entra con la Deel? Perché la morte di Donaldson è così importante? Ma soprattutto: la presenza di Arby come verrà gestita dal gruppo? Cosa ha spinto veramente il rinato “Pietre” a voltare le spalle al Network?

If only you could’ve known your father, Arby. He was incredible, he was…

Utopia – 2x02 Episode 2La perfetta caratterizzazione del personaggio della giovane Milner, sorretta dalla strepitosa performance di Rose Leslie, dà nuova verve anche al personaggio di Geraldine James che risulta come rinsanguato dalla scia lasciata da quella giovane donna spietata e appassionata. Il suo comportamento con Arby – come del resto anche con Jessica – adesso ci appare più chiaro e in un’ottica quasi “mistica”: Milner assume i tratti di una madre surrogato più che una nemesi o supremo capo del male. L’intenso ed ambiguo legame che aveva con Carvel ha la stessa qualità di quello che la lega ad Arby e a Jessica, sebbene si rapporti ad entrambi in maniera diversa. L’eco di anni fatti di tenacia e rinunce hanno saldato tale legame che adesso ci viene mostrato con una connotazione più chiara e specifica nel suo fondersi con un lucido imperativo: il peso di una missione che nella sua fredda e ostinata determinazione acquista quasi una macabra giustificazione. In quest’ottica il dialogo con Wilson è illuminante: quella vena iniziatica e persuasiva che viene dissimulata tra le sfumature delle parole isolata dal contesto potrebbe anche suonare stranamente commuovente.

Your approach is different. You want to get in my head.

Utopia – 2x02 Episode 2Il centro di propulsione però resta sempre lei: Jessica Hyde. Una volta appurato che Janus è dentro di lei, resta da capire qual è la modifica fatta da Carvel. Milner è convinta che Jessica ne sia al corrente, ma di tortura in tortura le labbra della ragazza restano sigillate al riguardo. Jessica mantiene il controllo del dolore così saldamente e con una lucidità tale che Milner decide di cambiare metodo d’indagine. Il compito è affidato ad un diplomatico dottor Ross che mette in atto un progetto di manipolazione mentale che affonda le radici tra gli scarti che intercorrono nel rapporto di Jessica con il padre. Dopo aver empatizzato con Philip però è quasi impossibile staccare l’immagine che la sua figura proietta su Jessica; è come se ci fosse una luce intorno a lei attraverso cui filtra l’aura di Philippe: il tentativo del Dottor Ross non può che essere fallimentare. L’episodio si chiude con Jessica immobile di fronte ad un rettangolo di cielo; dal vuoto del suo sguardo vengono fuori mille interrogativi e una fredda progettualità è sapientemente nascosta in quell’immobilità così piena di angosciante azione: quella molla nascosta tra le labbra fa chiaramente pensare che Jessica non resterà a lungo a guardare le nuvole.

Utopia è tornato, e lo ha fatto nel modo migliore possibile: questo secondo episodio non fa che ribadire la qualità della cifra stilistica di uno show che all’interno del panorama televisivo internazionale riesce a distinguersi per innovazione e ricercatezza. Tutto lascia presagire che ci troviamo di fronte ad una stagione in crescita esponenziale.

Voto: 8/9

 

4 Risposte

  1. Namaste scrive:

    Ma che voi sappiate, oltre alla simbologia spicciola riferibile ai due colori primari – giallo e verde – delle prime due stagioni, esistono in giro altre teorie che potrebbero spiegare l’universo Utopia e/o fornire indizi su ciò che ci aspetterà nell’eventuale terza stagione?… Cercando in internet non ho trovato molto.

    E niente, come si accennava in recensione, un altro episodio fenomenale che riesce nel difficile compito di dare continuità e profondità ai personaggi anche sulla scorta di quanto già mostrato nel primo episodio, pur se ambientato in una diversa linea temporale.

    Non so se qualcun altro ci ha fatto caso, ma il “venite con me se non volete morire” detto da Arby/Petre, così simile al famoso “vieni con me se vuoi vivere” detto in “Terminator”, sembra darci un indizio di come in questa stagione potremmo assistere ad un Petre che passa dalla parte dei “buoni”. Sicuramente un prezioso aiuto per i nostri in attesa che Jessica Hyde torni a spaccare culi e a riservarci altre battute cult.

    “No, sono io che manipolo te”…

    Che donna! :-)

     
  2. Dreamer88 scrive:

    Grande puntata anche questa, ormai Utopia si sta confermando come uno dei migliori show televisivi in circolazione (migliore anche di molte serie televisive americane osannate da critica e pubblico). Vorrei fare una considerazione: dato che è in programma un remake USA di Utopia (da parte della HBO), riuscirà questo a reggere davvero il confronto col prodotto UK? Dico questo perchè il livello qualitativo delle prime due puntate di questa nuova stagione (oltre ovviamente a tutta la prima stagione) è altissimo e difficile da poter eguagliare.

     
  3. SerialFiller scrive:

    Jess is back…
    altra puntatona, meno di impatto rispetto alla prima ma sempre puntatona rimane.
    Incredibile come utopia giri intorno a tanti persnaggi mantenendo sempre una grande coerenza e linearità.
    Cold open bello e stilisticamente molto alla Vince Gilligan in questa puntata.
    Il personaggio che mi incuriosice di più resta Wilson Wilson….cosa ci riserverà?
    Una domanda ma Geoff è quello che nei flashback era alto biondo ed era sempre insieme alla Milner?

     
    • Pasubio scrive:

      Citazione da SerialFiller: ambiare metodo d’indagine. Il compito è affidato ad un diplomatico dottor Ros

      Geoff il ministro? mmm per me no, mi sembra peraltro un po’ troppo giovane.
      io avevo capito che il biondo della prima puntata, considerando che alla fine mostra l’incisione sulla pancia e che viene lodato dalla milner per la sua devozione, fosse l’assistente che nella prima stagione viene creduto mister rabbit.

      Per il resto bella puntata, ma mi è parsa un po’ disomogenea: magnifica la parte con Arby/Pietre, bella quella con Jessica Hyde, non un granchè la routine di Ian e Grant, francamente noiosetta quella con Becky e Donaldson, fortunatamente presto spezzata dall’arrivo degli altri.

       

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