Legends – 1×01 Pilot

Legends - 1x01 PilotIl battage pubblicitario, che aveva anticipato la proiezione della puntata pilota, unito alla presenza di Sean Bean come protagonista principale dello show, aveva creato un discreto hype per la programmazione della prima puntata di Legends.

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Legends - 1x01 PilotLa fiducia e le aspettative nei confronti della nuova serie trasmessa da TNT e adattata dal produttore esecutivo di Homeland e 24, Howard Gordon, si sono però sgonfiate quasi completamente dopo poco più di 40 minuti: abbiamo assistito ad una narrazione frenetica e involuta, che è stata limitata dalla scelta degli autori di ricalcare vecchi cliché di genere, presentando personaggi quasi completamente privi di qualsiasi dimensione drammaturgica e calati in un universo narrativo anonimo e per questo difficilmente riconoscibile. Lo sviluppo del plot principale dell’episodio ha dato esiti prevedibili, soprattutto a causa di una vicenda che si è evoluta con grande rapidità tramite continue svolte narrative, che sono però risultate poco credibili e a volte del tutto incomprensibili. Dopo la deludente terza stagione di Homeland e l’inizio zoppicante di Tyrant, per Howard Gordon è l’ennesimo passo falso nel giro di pochi mesi, anche se i primi dati di ascolto della serie possono considerarsi moderatamente soddisfacenti.

He’s got some kind of personality disorder.

Legends - 1x01 PilotLegends è un thriller drama dominato dalla figura di Martin Odum, il protagonista assoluto dello show: le sue azioni dovrebbe catalizzare l’attenzione e l’emotività dello spettatore, grazie ad un fascino da superuomo apparentemente invulnerabile e alle problematicità causate dai suoi disturbi psicologici, che nelle intenzioni degli autori farebbero emergere il lato più umano della sua personalità. Questo personaggio possiede una delle caratteristiche che lo accomunano a due degli anti-eroi maschili gordoniani (Jack Bauer e Nick Brody) più conosciuti: il difficile rapporto con i membri  della propria famiglia e con i colleghi di lavoro, che lo ritengono un soggetto pericoloso ed instabile e che sono continuamente pronti a mettere in dubbio il suo modus operandi e la sua credibilità.

Martin Odum, interpretato da uno Sean Bean fin troppo sopra le righe, è un agente dell’FBI sotto copertura con un disturbo della personalità dovuto, in apparenza, all’estrema professionalità con cui affronta le sue trasformazioni e i conseguenti cambi di identità. La sua scelta di aderire profondamente al personaggio che è costretto ad interpretare lo rende un soggetto estremamente imprevedibile e questo finisce per causargli dei problemi sul posto di lavoro. L’agente dell’FBI si costringe a rimanere ossessionato dalle persone che finge di essere e, una volta tornato alla realtà, rimane completamente estraniato dalla sua vita familiare, rischiando così di compromettere il rapporto con il giovane figlio. La sua ultima operazione della durata di sei mesi viene sventata a causa di un intervento della ATF; Martin però sembra non essere più in grado di fare a meno dalla sua vecchia identità da Lincoln Dittmann, che riemerge in maniera concreta e con continuità, riuscendo in alcuni casi ad avere la meglio e ad imporsi su quella di Martin.

You really think you’re Martin Odum?

Legends - 1x01 PilotAccostato ai protagonisti di 24 e Homeland dallo stesso Howard Gordon, per la necessità incessante di definire la propria identità in relazione alla comunità di appartenenza, Martin Odum è un character che vive con intensità il proprio conflitto tra singolo e società. Come nel caso di Jack Bauer e Carrie Mathison, coloro che lo impegnano nello sventare dei possibili attacchi terroristici cercano di servirsene strumentalmente per mantenere un equilibrio sociale che non sarebbero in grado di garantire, finendo poi per allontanarlo spaventati dalla loro incapacità di controllarlo. La ricerca della propria identità è resa ancor più manifesta, nello svolgimento narrativo della puntata, tramite le azioni di uno sconosciuto che perseguita l’uomo per l’intero episodio, mettendo in dubbio che la sua vita sia vera e suggerendogli che il personaggio-Martin Odum sia l’ennesima costruzione fittizia che l’agente dell’FBI è stato costretto ad interpretare. Questo ulteriore livello di finzione della vita di Odum, presentata per l’intero episodio come un’esistenza reale, è sicuramente la possibile, se non unica, svolta narrativa che potrebbe rendere realmente interessante questo show nel prossimo futuro.

La puntata chiude lasciando alle sole componenti irrisolte le potenzialità di un netto cambio di tendenza per il futuro: tutti gli spunti narrativi del pilot vengono infatti risolti con un’inspiegabile sciatteria espositiva, che non permette a questo primo episodio di catalizzare l’attenzione dello spettatore.

Voto: 4

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

7 Risposte

  1. Frank Underwood scrive:

    Credo che dare 4 sia clamorosamente eccessivo. Anch io mi aspettavo qualcosa di più, ma ho visto decisamente di peggio. Puntata da 5,5.

     
  2. bart scrive:

    Io invece mi sarei aspettato anche un 2. L’ho trovato decisamente imbarazzante, e mi dispiace molto per Sean Bean.

     
    • Frank Underwood scrive:

      Se vabbé… diamogli 0, direi anche la peggior cosa mai vista su uno schermo tv a questo punto.

       
      • bart scrive:

        La mia era una provocazione ovviamente :-) Il 4 mi sembra un voto perfetto. Sono curioso (non è una domanda sarcastica): cosa ti è piaciuto di questo episodio a tal punto da considerarlo quasi sufficiente?

         
        • Frank Underwood scrive:

          Onestamente vedo delle discrete potenzialità nella serie, visto che è tratta da una collana di libri di spy story. Sia chiaro, è una serie “ignorante” nella proposta seriale attuale (Rectify, The Leftovers, Master of Sex). Lo vedo come puro intrattenimento, il classico procedurale che cerca di mantenere una story line di base (chi è Martin Odum?). E poi Sean Bean (che stavolta credo non faranno fuori presto) vale il prezzo del biglietto, così come le chiappe di Ali Larter 😀 Battute a parte, nel suo genere non l’ho trovato così desolatamente tragico. Ovvio che non regge il paragone con altre serie attualmente sulla cresta dell’onda.

           
  3. Vulneraria scrive:

    Ma alla terza puntata Sean Bean muore, dopodiché la serie diventa bellissima.
    Non è questa la regola #SeanBeanstaisereno?

     

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